martedì 28 ottobre 2008

Giustizia: "manovra" economica, tagli al Dap per 133 milioni

Il Sole 24 Ore, 27 ottobre 2008



Un taglio netto da 133 milioni di euro per l’Amministrazione penitenziaria. Per il 2009, solo il Dap paga un terzo dello scotto imposto dalla manovra triennale all’intera amministrazione della giustizia. Per arrivare ai complessivi 415 milioni bisogna guardare al settore civile e penale (-164 milioni) e a quello minorile (-8,7).

Superano la soglia dei 414 milioni di euro i tagli che la manovra d’estate ha portato al ministero della Giustizia. Tra riduzione delle missioni (oltre 218 milioni) e trasformazione in tagli di spesa degli accantonamenti sulle dotazioni di bilancio (altri 196 milioni), la cura dimagrante per il 2009 è particolarmente pesante per l’amministrazione penitenziaria e, soprattutto, per la giustizia civile e penale. Per quest’ultimo "programma", infatti, il conto è di circa 164 milioni di euro che assorbe da solo il 40% dell’intero intervento.

Le dotazioni dell’amministrazione penitenziaria, invece, si riducono di 133 milioni, consumando il 32 per cento dei tagli. Terza contrazione per ordine di grandezza è la sottrazione di poco più di 70 milioni di euro alle casse del ministero per sostenere le spese per l’edilizia (destinate agli uffici giudiziari e agli istituti penitenziari di nuovo alle prese con l’emergenza affollamento).

Una boccata d’ossigeno al ministero di Via Arenula potrebbe però essere fornita dal meccanismo delle "rimodulazioni" che, secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato, potrebbero di fatto rimpinguare la giustizia di 257 milioni di euro, rendendo meno traumatico l’impatto del decreto legge 112/08. Per quanto, a godere di tale linfa sembra destinata soprattutto l’amministrazione della giustizia civile e penale a detrimento del comparto penitenziario. Meno rilevanti, sia in valori assoluti, sia in termini percentuali, i ritocchi nel segmento della giustizia minorile, dove la manovra ha sottratto quasi 9 milioni di euro.

Morale della favola se, alla vigilia della manovra triennale, le dotazioni finanziarie del Guardasigilli ammontavano a 7 miliardi e 700 milioni, il decreto legge 112 le ha portate al di sotto della quota dei 7 miliardi e 300 milioni riducendole del 5,4 per cento. Come detto, una misura che, per effetto della possibilità di rimodulare le dotazioni finanziarie tra le varie missioni, potrebbe scendere al 2,1 per cento.

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