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Sign for Aiutaci a garantire l'effettiva applicazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena)

Mercoledi',23 Marzo 2011: interrogazioni per l'assunzione degli educatori penitenziari

Mercoledi',23 Marzo 2011,

(rinvio del 16 Marzo 2011)

in commissione giustizia discussione delle interrogazioni orali per l'assunzione degli educatori penitenziari.


5-04298 Cassinelli: Sull’iter del concorso pubblico per educatore penitenziario


5-04314 Ferranti: Questioni relative all’assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario




Per leggere il testo delle interrogazioni vai su news giornaliere o etichetta interrogazioni parlamentari




Carceri:necessario assumere educatori,assistenti e psicologi.

26 agosto 2010



Giustizia: Bernardini (Radicali); basta morti in carcere, varare in fretta misure deflattive



“Il tempo dell’illegalità e dell’inciviltà carceraria italiana è scandito ad un ritmo impressionante dalle morti, dai suicidi. Dico al Governo e ai miei colleghi parlamentari che così numerosi hanno partecipato all’iniziativa del Ferragosto in carcere, che occorre fare in fretta a varare, intanto, misure adeguate a decongestionare la sovrappopolazione carceraria”. Lo afferma Rita Bernardini, deputata Radicale, membro della Commissione Giustizia della Camera, dopo la morte di un detenuto a Sulmona. “Il disegno di legge Alfano - così come svuotato dalla Commissione Giustizia della Camera - non serve a spegnere l’incendio di disperazione e di morte che sta divampando - prosegue.Affidare infatti ai Tribunali di sorveglianza la valutazione della pericolosità sociale e l’idoneità del domicilio per consentire di scontare ai domiciliari pene residue sotto i 12 mesi, significa paralizzare tutto: la valutazione arriverà troppo tardi! Si dia ai direttori degli istituti penitenziari questo compito che saprebbero fare meglio e più in fretta dei magistrati di sorveglianza. Ridimensionata almeno un po’ la popolazione detenuta, occorre immediatamente riformare il sistema come previsto dalle mozioni approvate in gennaio dalle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama a partire dallo stop all’uso indiscriminato della carcerazione preventiva e alla depenalizzazione dei reati minori, per arrivare alle misure e pene alternative che si rivelano molto più efficaci del carcere ai fini della rieducazione e del reinserimento sociale, all’adeguamento degli organici penitenziari (agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali), alle possibilità di lavoro per i detenuti, agli istituti di custodia attenuata dove i tossicodipendenti possano curarsi”.





5 luglio 2010





Carceri: Favi, "Bene Tg2, condizioni indegne per detenuti e lavoratori"



Dichiarazione di Sandro Favi responsabile Carceri del Partito Democratico



L’inchiesta del Tg2 sulla drammatica situazione delle nostre carceri evidenzia ciò che il Partito Democratico denuncia da mesi, e cioè condizioni di vita per i detenuti e per i lavoratori penitenziari del tutto indegne. Quelle viste all’Ucciardone sono situazioni che in realtà riguardano la stragrande maggioranza delle carceri italiane. Le morti in carcere e gli atti di autolesionismo sono segnali inequivocabili: occorre attuare da subito politiche penitenziarie che decongestionino gli istituti. È assolutamente necessario investire sulle misure alternative alla detenzione e sull’aumento di agenti di polizia penitenziaria, di educatori, di assistenti sociali e psicologi.



Finora il ministro Alfano e il direttore delle carceri Ionta hanno saputo solo ipotizzare un piano carceri che avrà lunghissimi tempi di realizzazione e che non inciderà minimamente per un miglioramento della situazione nell’immediato.



Così non va.









Lettere: senza assunzione personale educativo il ddl Alfano è inutile





Comunicato stampa, 29 maggio 2010





Ai deputati di commissione bilancio



e giustizia camera









Al sottosegretario



On. Caliendo









Al sottosegretario



On. Giorgetti Alberti







Egregi Onorevoli,



dopo aver appreso la notizia sul parere negativo della Commissione Bilancio sugli artt. 2 quater e 2 sexies del Ddl Alfano questo Comitato ritiene necessario porre alla Vostra attenzione alcune osservazioni. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru 2.060 svuoterebbe di significato il Ddl Alfano riducendolo ad una imago sine re.



L’investimento in risorse umane è propedeutico alla concreta materializzazione della normativa contenuta nel provvedimento. Secondo quanto enunciato dall’art. 1 comma 3 del Ddl. il magistrato di sorveglianza decide sulla base della relazione inviatagli dall’istituto penitenziario.



Alla luce della normativa penitenziaria è l’educatore colui che osserva il comportamento del detenuto e provvede alla stesura della relazione di sintesi, cioè di quella relazione di cui si servirà il magistrato di sorveglianza per la decisione finale sulla misura alternativa.



Senza l’incremento di ulteriori unità di personale pedagogico la situazione del sovraffollamento carcerario non potrà mai essere risolta né tantomeno potrà trovare risoluzione la drammatica condizione in cui versano le carceri italiane.



Pochi educatori significa poche relazioni da inviare al magistrato di sorveglianza. Pochi educatori significa impossibilità di fare il trattamento. Pochi educatori significa stasi della concessione di misure alternative. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru creerebbe un vero e proprio effetto boomerang che provocherebbe la totale paralisi del Ddl Alfano.



La Commissione Giustizia dopo aver preso atto della grave situazione di disagio in cui versano le carceri italiani ha dato voce all’articolo 27 della Costituzione decidendo di investire su quello che già nel Settecento Beccaria definiva “il più sicuro mezzo di prevenire i delitti” ossia l’educazione.



L’approvazione dell’articolo aggiuntivo che esclude il Dap dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni costituisce una vera e propria presa di coscienza dell’assunto secondo il quale non può esserci alcun miglioramento delle condizioni di detenzione senza l’investimento in risorse umane.



Si evidenzia inoltre che l’emendamento è già stato “riformulato” originariamente infatti prevedeva l’obbligo per il governo,dopo l’invio della relazione per l’adeguamento della pianta organica, di predisporre entro 2 mesi un piano straordinario di assunzioni.



La totale eliminazione di questo emendamento volto alla concreta applicazione della misura alternativa sulla quale questo Governo intende puntare per risolvere il dramma del pianeta carcere renderebbe inutile l’approvazione di un Ddl che non riuscirebbe mai ad essere attuato.



Ci sarebbe infatti una vera e propria antinomia tra norma e realtà. La realtà è che la situazione carceraria italiana è drammatica e preoccupante.



I continui suicidi in carcere sono da porre in relazione con le insopportabili condizioni di disagio in cui vivono i reclusi delle carceri italiane alla carenza di trattamento e attività rieducative e alla mancata assistenza psicologica dovuta alla cronica carenza di personale educativo



Ebbene, l’Italia, Paese democratico, è stata condannata dalla Cedu per trattamento degradante e disumano. A tale situazione va data una risposta concreta, soprattutto se si considera che il bilancio dello stato potrebbe essere aggravato dalle condanne della Cedu (Sic!).



Inoltre non si comprende come la crisi riguardi solo le risorse umane e non anche lo stanziamento dei fondi per l’edilizia penitenziaria ,infatti, una volta costruite nuove carceri queste rimarranno inutilizzate (Sic!) Un esempio è fornito dal carcere di Agrigento e dal carcere di Rieti, a Pinerolo inoltre, c’è un carcere vuoto da 10 anni ma è già stata individuata un’area per costruir un nuovo carcere (fonte Girodivite).



Per un provvedimento importante, come quello in esame, che punta sulla rieducazione e sul recupero del reo, occorre assumersi delle responsabilità serie, perché l’incremento del personale pedagogico rappresenta il sine qua non della correlazione legge - realtà.



Ancora una volta si evidenzia inoltre che il “decantato” vulnus di copertura finanziaria può essere sanato attingendo dai fondi della Cassa delle Ammende che secondo quanto disposto dall’art 129 III comma del Dpr 30 giugno 2000, n. 230, devono essere destinati ai programmi che tendono a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e degli internati anche nella fase di esecuzione di misure alternative alla detenzione”e non all’edilizia penitenziaria (Sic!) . Qualora il Governo non intenda attingere i fondi necessari dalla cassa delle Ammende potrebbe ricavarli dai fondi del Fug, visto che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto che assegna per la prima volta le quote delle risorse sequestrate alla mafia e i proventi derivanti dai beni confiscati al Fondo Unico Giustizia (Fug), nella misura del 50 per cento al Ministero dell’Interno e del 50 per cento al Ministero della Giustizia. Attingendo i fondi o dalla cassa delle Ammende o dal Fug non vi sarebbe alcun onere aggiuntivo in quanto gli stessi sono già previsti in bilancio.



Per le ragioni suesposte riteniamo che l’emendamento presentato dall’On. Donatella Ferranti e Schirru sia una vera proposta “bipartisan” che deve, necessariamente,trovare accoglimento così come è stato approvato in Commissione Giustizia.



Riteniamo altresì che il governo, dopo aver provveduto all’adeguamento della pianta organica anche in relazione alla popolazione detenuta ( quasi 70mila detenuti) debba predisporre un piano straordinario di assunzioni di educatori penitenziari da attingersi dalla vigente graduatoria del concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, indetto con Pdg 21 novembre 2003.



Una scelta in tal senso rappresenterebbe la chiave di volta per un chiaro e ben preciso impegno di responsabilità affinché la drammatica situazione che affligge il pianeta carcere possa finalmente essere risolta. Per tali ragioni auspichiamo che tutta la commissione bilancio della camera e il sottosegretario Alberto Giorgetti facciano una seria e proficua riflessione riconoscendo l’importanza ai fini dell’attuazione del Ddl in esame dell’emendamento Schirru 2.060.





FERRANTI SU DDL CARCERI,OTTENUTO ANCHE AMPLIAMENTO ORGANICO EDUCATORI PENITENZIARI.

Donatella Ferranti,PD:piano programmato di assunzioni del personale degli educatori.

Governo favorevole a emendamenti Pd per potenziamento personale penitenziario:piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi.


18 maggio 2010


La commissione Giustizia della Camera ha cominciato a votare gli emendamenti presentati al ddl carceri e il Governo ha dato parere favorevole alle proposte di modifica del Pd che prevedevano il potenziamento del personale civile e amministrativo penitenziario (psicologi, educatori, ecc) e l’adeguamento delle piante organiche di carabinieri e polizia in funzione del nuovo impegno che dovranno svolgere per vigilare sui detenuti che trascorreranno agli arresti domiciliari l’ultimo periodo della loro detenzione. Il capogruppo del Pd in commissione giustizia, Donatella Ferranti, ha espresso soddisfazione per questo parere favorevole del Governo augurandosi che alla fine l’emendamento venga approvato.



Pd: nostre proposte sono su linea indicata da Napolitano

“Il Pd è pronto” a rispondere al monito del presidente della Repubblica sulla necessità di risolvere il sovraffollamento delle carceri e “a fare la propria parte”. Per questo, annuncia Sandro Favi, responsabile Carceri dei democratici, “nei prossimi giorni il nostro partito presenterà proposte su questi temi, in un quadro di sistema e in continuità e sviluppo delle mozioni approvate dal Parlamento già nei primi mesi di quest`anno”.

“Proporremo - spiega Favi - che si proceda alla revisione del codice penale, che vengano riviste le norme che determinano l`alta incidenza di imputati in custodia cautelare in carcere e quelle sul trattamento penale dei tossicodipendenti, che siano ampliate le opportunità di accesso alle misure alternative alla detenzione. Chiederemo inoltre al Governo - prosegue - un piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, nonché gli indispensabili stanziamenti ed investimenti per ripristinare la corretta funzionalità ed operatività dei servizi e delle strutture”.

“Il Partito Democratico - conclude l’esponente del Pd - rinnova la stima e la fiducia degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria e l`apprezzamento verso i dirigenti dell`Amministrazione penitenziaria, verso le professionalità socio-educative, sanitarie, amministrative e tecniche che, in questa fase difficile, dimostrano il proprio impegno con alto senso di umanità e qualificate competenze”.

Ferranti: "Iter rapido? Vediamo atteggiamento maggioranza su nostre proposte"

Carceri: Pd, "Testo migliorato in commissione, ma serve uno sforzo in più" Ferranti: "Iter rapido? Vediamo atteggiamento maggioranza su nostre proposte"

“Lo stralcio della messa in prova consentirà di esaminare rapidamente il provvedimento sulla detenzione domiciliare”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti facendo notare come ‘la messa in prova non riguardava la popolazione carceraria e quindi non avrebbe avuto effetti sul grave stato di sovraffollamento delle carceri italiane. In ogni caso – sottolinea la democratica – il voto di oggi conferma il nostro giudizio negativo sul testo uscito dal consiglio dei ministri che era confuso ed inefficace anche perché privo di qualsiasi copertura finanziaria. Stiamo adesso valutando se aderire o meno alla richiesta di un voto in sede legislativa sul testo modificato nel corso dei lavori in commissione. La nostra disponibilità dipenderà anche dall’atteggiamento della maggioranza sulle nostre ulteriori proposte di modifica. In particolare: la tutela delle vittime di violenza domestica, il rafforzamento del personale di polizia (non solo quella penitenziaria) e del personale del comparto civile dell’amministrazione penitenziaria(educatori e psicologi)”.


Proposta emendativa 8.01.


Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:


«Art. 8-bis. - 1. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il Ministro della Giustizia, sentiti i Ministri dell'interno e della funzione pubblica, riferisce alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo di Polizia penitenziaria e del personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria anche in relazione all'entità numerica della popolazione carceraria e al numero dei posti esistenti e programmati.

2. A tal fine il Governo presenta al Parlamento entro i successivi novanta giorni un apposito piano straordinario di assunzioni di nuove unità specificandone i tempi di attuazione e le modalità di finanziamento.».
Ferranti Donatella, Schirru Amalia, Samperi Marilena, Amici Sesa



Proposta emendativa 8.03.

Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:


«Art. 8-bis. - 1. Al comma 8-quinquies, della legge n. 26 del 2010, dopo le parole Il Corpo della Polizia penitenziaria, sono inserite le seguenti il personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria,».
Schirru Amalia, Ferranti Donatella, Samperi Marilena, Amici Sesa



28-04-10


Dopo l'ennesimo suicidio in carcere (23 dall'inizio dell'anno), nel penitenziario di Castrogno, a Teramo, il parlamentare dell'IdV, Augusto Di Stanislao, ribadisce la necessita' di interventi diretti ed immediati da parte del Governo. ''Non e' piu' ammissibile - afferma il deputato IdV - una tale situazione di completa incapacita' da parte del Governo di affrontare concretamente le problematiche delle carceri in Italia''. Di Stanislao ricorda che ''dopo varie visite presso il carcere di Castrogno e altrettante interrogazioni ad Alfano, dopo una mozione a mia prima firma approvata all'unanimita', con la quale anche la maggioranza si e' impegnata in una serie di iniziative atte a risollevare una drammatica realta' focalizzando l'attenzione sul sovraffollamento e sulla carenza di personale penitenziario e di educatori, dopo l'annuncio dell'emergenza carceri di Alfano e del fantomatico piano carceri, dopo continue denunce e sollecitazioni dei sindacati sulla necessita' di intervenire sulle strutture, sugli organici, siamo ancora di fronte ad una situazione insostenibile e all'emergenza soluzioni''. ''Ho presentato da tempo - conclude Di Stanislao - una proposta di legge per istituire una Commissione d'inchiesta parlamentare sulla situazione delle carceri in Italia che, ora piu' che mai, diventa fondamentale per dare risposte e soluzioni ai molteplici problemi e disagi dell'intero mondo penitenziario''.




Di Stanislao:il ministro tace sulle assunzioni degli educatori,riferisca in parlamento.

“E’ giusta l’assunzione di 2.000 agenti così come evidenziato da Sarno, Segretario generale Uil Pa Penitenziari, per garantire il turnover e quindi supplire la carenza del personale di polizia penitenziaria, ma vi è una colpevole dimenticanza da parte del Ministro quando tace sulla necessità di garantire la presenza degli educatori così come previsto nella Mozione IdV approvata all’unanimità dal Parlamento.” Queste le parole dell’On. Di Stanislao che prosegue: “Non vorremmo che questo impegno del Ministro si focalizzi esclusivamente sull’edilizia carceraria e altresì non vorremmo che dietro la parola magica “stato di emergenza” si celi il grimaldello per ridare vita ad una ” Carceri d’oro 2″ che in barba alla procedure di appalti e alla trasparenza abbiano buon gioco, piuttosto che la pubblica utilità e l’urgenza, i furbetti delle sponsorizzazioni. Si segnala al Ministro, nel frattempo, che in Italia vi sono 40 penitenziari incompiuti ed inutilizzati in un Paese che ne ha 171 in tutto e nel Piano Carceri presentato non c’è cenno di recupero di questo patrimonio. Chiedo che il Ministro venga, così come richiesto in Aula, a riferire in Parlamento sugli impegni presi in relazione ai tempi e modi e risorse da impiegare. Nel frattempo con due distinte interrogazioni chiedo al Ministro quale modello di recupero intenda mettere in campo visto che non si parla assolutamente di assumere gli educatori e cosa intenda fare per i 40 penitenziari incompiuti.”


16 Marzo 2010:interrogazione a risposta in Commissione su assunzione idonei educatori penitenziari

Convocazione della II Commissione (Giustizia)

Martedì 16 marzo 2010

Ore 13.45

5-02550 Ferranti: In relazione all’assunzione di educatori penitenziari


Interrogazione a risposta in Commissione:

FERRANTI, MELIS, TIDEI e SAMPERI.



- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:

il 17 febbraio 2010 il Sottosegretario per la giustizia Caliendo è intervenuto in Senato sul tema dell'assunzione degli educatori penitenziari reclutati tramite il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, area C, posizione economica C1, indetto con PDG 21 novembre 2003;

nel corso della succitata seduta, il Sottosegretario Caliendo ha affermato che entro aprile 2010 saranno assunti in via definitiva tutti gli educatori che hannosuperato i precedenti concorsi, oltre ai 170 già assunti (anche se agli interroganti risulta che siano stati assunti 97 educatori);

in realtà, l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso era già programmata con l'indizione dello stesso nel 2003, per il quale il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria già disponeva dei fondi necessari;

lo stesso Ministro interrogato, onorevole Alfano, aveva riconosciuto l'improcrastinabilità e l'urgenza di assumere più unità di educatori quando, il 12 gennaio 2010, furono approvate alla Camera le mozioni sui problemi del carcere presentate da vari gruppi parlamentari;a fronte di una popolazione carceraria di 67.000 unità, il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1.000, cosa che rende in pratica impossibile lo svolgimento di qualsivoglia progetto rieducativo impedendo il corretto reinserimento del detenuto nel tessuto sociale, così come previsto nel dettato costituzionale;

non avendo il Ministro interrogato ancora proceduto all'assunzione di ulteriori unità degli educatori, limitandosi a rimandare la questione ad un futuro confronto in merito con i Ministri Tremonti e Brunetta, sarebbe auspicabile ed urgente un rapido avvio della procedura di assunzione di educatori, almeno per completare la già esigua pianta organica, ulteriormente ridotta di circa 400 unità dal decreto legislativo n. 150 del 2009

se non ritenga opportuno procedere celermente all'assunzione di educatori attingendo dalla vigente graduatoria degli idonei risultante dal concorso pubblico a 397 posti di cui in premessa, al contempo prorogando la validità della stessa per almeno un quinquennio, al fine di permetterne lo scorrimento graduale per compensare il turn-over pensionistico, evitando l'indizione di nuovi concorsi che comporterebbe ulteriori oneri finanziari.

(5-02550)


Risposta all'interrogazione di Donatella Ferranti:dal 2011 assunzioni degli idonei educatori concorso,il comitato vigilera'.

Nel rispondere agli On. interroganti ritengo opportuno segnalare che il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo di "Educatore", Area C, posizione economica C1, dell'Amministrazione Penitenziaria, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16.4.2004 - IV serie speciale e si è concluso in data 9 luglio 2008.La graduatoria definitiva, immediatamente dopo l'approvazione del Direttore Generale con provvedimento dell'11 luglio 2008, è stata trasmessa all'Ufficio centrale per il bilancio per l'apposizione del visto di controllo.Nell'anno 2009, in ragione dell'entità dei fondi stanziati ai sensi dell'articolo 1, comma 346, della Legge 24.12.2007 n. 244, è stato possibile procedere all'assunzione dei primi 103 vincitori del predetto concorso a 397 posti.Quanto alle restanti 294 unità, la competente Direzione Generale di questa amministrazione ha già programmato il relativo piano di assunzione ricorrendo, per la copertura degli originari 397 posti a concorso, allo scorrimento della graduatoria, ai sensi dell'art. 15, co. 7, DPR n. 487/99 e successive integrazioni e modificazioni.I nuovi educatori - alcuni dei quali individuati tra i candidati idonei, ma non vincitori del concorso, attese le 12 defezioni intervenute per rinunce, mancate stipule del contratto o dimissioni da parte degli aventi diritto - hanno infatti già scelto la sede di destinazione e, entro aprile del corrente anno, saranno formalmente assunti con firma del relativo contratto.Per quanto riguarda, invece, l'auspicata possibilità di procedere ad un ulteriore scorrimento della graduatoria oltre il numero dei posti originariamente messi a concorso, mi corre l'obbligo di segnalare che tale eventualità non rientra tra le ipotesi di cui all'art. 15, co. 7, del DPR n. 487/1994 e che pertanto, limitatamente all'anno in corso, non può essere attuata per mancato stanziamento dei fondi occorrenti.I fondi disponibili, infatti, sono stati impegnati sia per l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso per educatori, sia per l'assunzione degli idonei al concorso a 110 posti di contabile, a copertura dei posti previsti dal relativo bando ed in ragione delle gravi carenze riscontrate anche nell'area contabile.Dato atto di quanto sopra e, premesso che la validità delle graduatorie è indicata in tre anni dalla data della pubblicazione nei Bollettini ufficiali, faccio presente che, nel caso di specie, la validità della graduatoria del concorso a 397 posti è fissata al 31 maggio 2012 e che, pertanto, a partire dal prossimo anno, in presenza delle risorse economiche necessarie, potranno esservi le condizioni per procedere ad uno scorrimento della graduatoria, anche oltre il numero dei posti pubblicati.




24 febbraio 2010:

ordine del giorno su non riduzione organico educatori di Roberto Rao

La Camera,

premesso che

il provvedimento in esame prevede, all'esito del processo di riorganizzazione di cui all'articolo 74, del decreto legge n. 112 del 2008, un'ulteriore riduzione degli assetti organizzativi delle amministrazioni pubbliche ai fini del contenimento della spesa pubblica;

il comma 8-quinquies dell'articolo 2 individua le amministrazioni che non sono interessate dalle riduzioni descritte, tra cui il Corpo di Polizia Penitenziaria;


nonostante le difficoltà operative, la scarsezza di mezzi e personale risulta, inopinatamente escluso da tale previsione il personale civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative normative volte ad includere tra il personale delle amministrazioni non interessate dalla riorganizzazione delle piante organiche non solo quello di polizia penitenziaria ma anche quello civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, con particolare riferimento alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, anche in vista dell'avvio del Piano carceri che necessiterà di adeguate risorse umane e professionali. 9/3210/41. Rao, Ria
.


Accolto come raccomandazione.




19 Febbraio 2010:

ordine del giorno su assunzione educatori di Donatella Ferranti e PD


La Camera,

premesso che:

l'articolo 17-ter stabilisce che, per l'attuazione del cosiddetto «Piano carceri» si conferiscono pieni poteri al Commissario straordinario che, per individuare la localizzazione delle aree destinate alla realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie, d'intesa con il Presidente della regione territorialmente competente e sentiti i sindaci dei comuni interessati, potrà agire in deroga alla normativa urbanistica vigente, velocizzando procedure e semplificando le gare di appalto, utilizzando il modello adottato per il dopo terremoto a L'Aquila, derogando anche all'obbligo previsto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, volto a consentire agli interessati, proprietari delle aree che si intendono espropriare, la necessaria partecipazione al procedimento amministrativo;

la localizzazione costituisce di per sé variante e produce l'effetto di imporre il vincolo preordinato all'espropriazione e contro di essa non sarà possibile ricorrere al giudice amministrativo e si introduce anche una deroga al limite dei subappalti, che potranno aumentare dall'attuale 30 per cento fino al 50 per cento, in deroga all'articolo 118 del codice dei contratti pubblici; in sostanza, si affidano pieni poteri al Commissario straordinario, che potrà avvalersi anche del Dipartimento per la protezione civile per le attività di progettazione, scelta del contraente, direzioni lavori e vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, in deroga ai criteri di trasparenza e pubblicità e in palese contraddizione con la mozione Franceschini ed altri n. 1-00302 (approvata sostanzialmente all'unanimità alla Camera il 12 gennaio di quest'anno e accettata dal Governo) che impegnava chiaramente il Governo a garantire, nell'ambito dei progetti della nuova edilizia penitenziaria, i criteri di trasparenza delle procedure e l'economicità delle opere evitando il ricorso a procedure straordinarie, anche se legislativamente previste,

impegna il Governo

a verificare l'adeguatezza, in proporzione alla popolazione carceraria, delle piante organiche riferite non solo al personale di polizia penitenziaria ma anche alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, avviando un nuovo piano programmato di assunzioni che vada oltre il turn-over dovuto ai pensionamenti previsto dalla legge finanziaria per il 2010 e che garantisca le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture penitenziarie, anche distribuendo meglio il personale sul territorio, concentrandolo nei compiti di istituto, sottraendolo ai servizi estranei, consentendogli un adeguato, costante ed effettivo aggiornamento professionale.

9/3196/13.
Donatella Ferranti.



Il comitato vincitori idonei concorso educatori dap in sostegno di Rita Bernadini

Educatori penitenziari sostengono la protesta di Rita Bernardini e Irene TestaRistretti Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini, impegnate in uno sciopero della fame perrichiedere l’esecuzione immediata di quanto proposto nelle cinque Mozioni parlamentari,unanimemente approvate nei giorni 11 e 12 gennaio 2010, riguardanti la situazione del sistema carcerario italiano.Giova ricordare che in quella occasione lo stesso Ministro Alfano assumeva precisi impegni ed affermava che vi avrebbe dato celere e certa attuazione sancendo l’inizio di un nuovo percorso,iniziato con la dichiarazione di Emergenza di tutto il sistema penitenziario alla quale ci si aspettava sarebbe seguita la predisposizione nel Piano Carceri di tutti quegli atti necessari ad ottemperare a quanto detto nelle citate Mozioni per poter, nei tempi strettamente necessari, affrontareconcretamente e efficacemente l´ormai ingestibile situazione creatasi nei nostri istituti penitenziari.Tuttavia, da un’iniziale analisi condotta sui primissimi elementi costitutivi e organizzativi del Piano Carceri emerge solo una particolare attenzione all’aspetto strutturale e custodiale, non prevedendo,invece, alcun intervento per incrementare e favorire la fondamentale componente rieducativa, vero obiettivo dell’esperienza carceraria.Questo Comitato ed altri illustri interlocutori del mondo penitenziario, continuano, infatti, a chiedere a gran voce che vengano assunti più educatori, affinché l’ingresso nelle nostre carceri non si limiti ad un forzato ozio, ma divenga precipuo momento di riflessione e riprogettazione del sé.Ad oggi, però, in merito alla questione degli educatori, alcuna volontà specifica è stata espressa dal Ministro, nonostante, le nostre carceri continuino quotidianamente ad affollarsi a causa dei numerosi nuovi ingressi, ma anche per la spaventosa carenza di educatori che, secondo quanto stabilito dalle vigenti leggi, rappresentano i coordinatori e i realizzatori materiali dei percorsirieducativi, nonché quelle figure professionali atte a garantire, nei giusti modi e nei tempi,l’espletamento, dell’intero iter necessario all’accesso alle misure alternative alla detenzione di quei detenuti che ne avrebbero i requisiti, ma che continuano a restare in carcere a causa dello sparuto numero di educatori attualmente in servizio a fronte di una popolazione di 66.000 persone carcerate.Pertanto, ci uniamo all´Onorevole Bernardini e a Irene Testa per chiedere l´immediata esecuzione delle citate mozioni e auspichiamo che il Ministro Alfano ne predisponga repentinamente l’avvio.Il Comitato, altresì, ad ausilio dell’iniziativa intrapresa da Rita Bernardini e da Irene Testa,promuove una “catena di informazione solidale” impegnandosi a diffondere la conoscenza di tale protesta non violenta tramite l’invio di questo comunicato non solo a tutti gli organi di informazione, ma anche ai propri conoscenti invitandoli a fare altrettanto.Il Comitato vincitori e idonei concorso educatori.


Donatella Ferranti,PD:da Ionta, un primo segnale l'immediata assunzione dei tanti educatori.

CARCERI: PD, VOGLIAMO VEDERCI CHIARO. AUDIZIONE ALLA CAMERA DI IONTA



Roma, 13 gen



''Lo vogliamo esaminare puntigliosamente ed e' per questo che gia' domani chiederemo al presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno di attivarsi per prevedere al piu' presto l'audizione del capo del Dap, dott. Franco Ionta''. Cosi' la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta l'approvazione del piano carceri da parte del Cdm di oggi. ''I primi dati forniti dal ministro Alfano - sottolinea - non ci convincono fino in fondo: se infatti le carceri italiane possono ''tollerare' sino a circa 64.237 detenuti, da regolamento non potrebbero ospitarne piu' di 43.087. Il grado di sovraffollamento e' elevatissimo, siamo ampiamente fuori quota, e per arrivare ad 80.000 posti, i 21.749 annunciati oggi dal ministro Alfano sembrano insufficienti. E poi - prosegue - non basta costruire muri, occorre riempirli di personale numericamente e professionalmente adeguato: dalla polizia penitenzieria, agli psicologi, agli educatori e agli altri esperti. Di tutto questo ancora non c'e' traccia, ma aspettiamo di conoscere nel merito dal dott. Ionta le cifre esatte, certo - conclude - che un primo segnale potrebbe essere l'immediata assunzione dei tanti educatori e psicologi del concorso''.

Assunzione degli educatori primo impegno del governo

Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari esprime piena soddisfazione per l’approvazione delle cinque mozioni sul problema carcerario discusse ed accolte nei giorni 11 e 12 gennaio 2010 dal nostro Parlamento. Per la prima volta il Governo, rappresentato dal Ministro Alfano, ha preso consapevolezza della grave emergenza del sovraffollamento degli istituti di pena e, fra le altre fondamentali proposte presentate, si è impegnato:- a procedere all’assunzione immediata dei restanti educatori penitenziari previsti dalla pianta organica, da attingersi dagli idonei della vigente e menzionata graduatoria risultata dal concorso bandito per tale profilo professionale, affinché anche costoro possano partecipare ai previsti corsi di formazione che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria deve attivare per questi operatori prima dell’ingresso nelle carceri a cui sono destinati, onde evitare sprechi di danaro per doverli riattivare in seguito;- a prorogare di almeno un quinquennio la validità della graduatoria di merito del concorso citato in premessa, in linea con gli orientamenti del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione nonché con le disposizioni in materia di razionalizzazione delle spese pubbliche in vigore - per permetterne un graduale scorrimento parimenti all’avvicendarsi dei fisiologici turn-over pensionistici, al fine di evitare l’indizione di nuovi concorsi per il medesimo profilo che comporterebbero inutili oneri pubblici;- ad assumere iniziative per lo stanziamento di fondi necessari per completare l’organico di educatori previsti dalla pianta organica attualmente vigente presso il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, considerato che lo sforzo economico da sostenere è annualmente molto esiguo, ma necessario per far funzionare meglio ed in modo più umano una branca importantissima del nostro sistema giustizia che non può più attendere;- a procedere all’alienazione di immobili ad uso penitenziario siti nei centri storici e alla costruzione di nuovi e moderni istituti penitenziari in altro sito;Esprimiamo, quindi, pieno compiacimento per l’importantissimo risultato raggiunto dall’On. Di Stanislao dell’Idv, il quale nella Sua circostanziata e approfondita mozione, ha dimostrato ancora una volta la Sua grande disponibilità e sensibilità verso tali problematiche, sapendo cogliere e far emergere sapientemente le necessità di questo delicato settore della nostra giustizia. Ringraziamo, inoltre, gli onorevoli Bernardini, Rao, Ferranti, Melis, Tidei, Vitali, Balzelli, Donadi, Paladini, Franceschini e tutti coloro che hanno appoggiato con voto favorevole le Loro mozioni, poiché di fronte a queste battaglie di umanità hanno saputo permeare il Loro impegno politico di quell’umanità e di quell’alto senso civico che rende capaci di abbandonare i colori politici e di volgere verso una proficua unità di intenti.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari, intanto, continuerà a vigilare affinché tali doveri vengano rispettati e proseguirà nel suo lavoro di diffusione della necessità dell’intervento rieducativo e quindi sulla centralità della presenza degli educatori, ovvero di quella figura professionale che rappresenta il vero catalizzatore ed esecutore materiale del percorso rieducativo di un detenuto, percorso che rappresenta l’unica vera speranza di un sano reinserimento sociale di chi vive l’esperienza delle sbarre e che rappresenta uno dei più validi strumenti atti ad evitare quegli stati di inerzia, apatia, depressione, frustrazione, ansia, inadeguatezza che troppo spesso percorrono prepotentemente i corridoi lungo i quali si snodano le fila di quelle celle all’interno delle quali si consumano, quotidianamente, suicidi, abusi, violenze. Auspichiamo, quindi, che il Governo predisponga celermente tutti gli atti necessari ad ottemperare quanto detto e che questa stessa volontà continui ad animarne tutti i passaggi ad essi necessari, per poter, nei tempi strettamente necessari, cominciare ad affrontare concretamente e efficacemente l’ormai ingestibile emergenza creatasi.

Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari
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giovedì 26 maggio 2011

Giustizia: Favi (Pd); sistema penitenziario disumano mentre Alfano dice che ha creato tanti posti detentivi!?! carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano

Agenparl, 24 maggio 2011

“Non era a causa di rilassatezza che la scorsa settimana la maggioranza si è vista battuta sulle mozioni sulla situazione delle carceri. Il dibattito alla Camera ha reso evidente il disagio di chi ha dovuto, per l’ennesima volta, sostenere una politica del ministro della Giustizia che di fronte all’emergenza fornisce una ricetta, che ben che vada, rimanda alla prossima legislatura una incerta ed insufficiente risposta ai problemi.
Intanto, si estende l’appello dei detenuti per interventi contro le condizioni disumane degli istituti penitenziari, con responsabili richieste, per garantire la celerità dei processi e possibilità concrete di accesso a misure alternative”.
Lo denuncia il responsabile nazionale carceri Pd Sandro Favi in una nota. “La Polizia penitenziaria promuove inedite forme di protesta, dopo mesi od anni di mancate risposte e di promesse non mantenute. I direttori degli istituti penitenziari hanno avviato azioni dimostrative per segnalare l’inerzia e l’insensibilità del governo, che rende ingestibili le difficoltà ed i problemi quotidiani. Il ministro Alfano rivaluti la sua politica per il sistema penitenziario, alla luce delle mozioni che lo impegnano, già dallo scorso anno e ancor di più dalla scorsa settimana, a correggere una legislazione che ha prodotto insensatamente un sovraffollamento insostenibile.
Apra un confronto nel governo per rimuovere gli ostacoli alle assunzioni di personale di Polizia penitenziaria e per dotare gli istituti, gli uffici ed i servizi delle indispensabili professionalità educative, di servizio sociale, di supporto psicologico. Affronti la questione degli ospedali psichiatrici giudiziari, un vero e proprio oltraggio alla coscienza civile del Paese, per le condizioni aberranti in cui versano 1.300 persone ricoverate per essere sottoposte ad una misura di sicurezza, che dovrebbe avere la fondamentale finalità di cura della malattia psichiatrica; sostenga il piano di dimissioni assistite varato dal ministro della Salute, introducendo limiti alla proroga dell’internamento, mediante opportune modiche normative.
Insomma, batta un colpo! Rinunci al mantra che ci ripete da tre anni e provi almeno ad ascoltare le ragioni del disagio e della sofferenza che giungono dai detenuti, dai loro familiari, dagli operatori, dai sindacati e dalle associazioni, a cui anche il Parlamento fa fatica a rispondere con gli annunci del Piano Alfano”.

lunedì 9 maggio 2011

Cenni,PD:il governo dovrebbe risolvere l'emergenza carcere e assumere i vincitori e idonei del concorso per educatore penitenziario! carcere,governo,detenuti,angelino alfano,giustizia

Giustizia: Cenni (Pd); da noi nuove sollecitazioni sui problemi del sistema penitenziario


Agenparl, 5 maggio 2011

“Trovo opinabile la scelta del nuovo direttore generale del personale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Riccardo Turrini Vita, di non ricevere e ascoltare i parlamentari della Repubblica che provano a svolgere il loro compito di rappresentanza di un territorio e delle sue criticità, ed esprimo nuovamente tutta la mia profonda preoccupazione circa la grave situazione che riguarda il carcere di Ranza”.
Con queste parole Susanna Cenni, deputata Pd, commenta il mancato incontro con il Dr Turrini Vita per parlare dello stato e delle problematiche delle carceri, in particolare quello di Ranza a San Gimignano. “Le ragioni di queste difficoltà sono molteplici - continua Cenni in una lettera inviata,dopo il diniego all’incontro, al dirigente del Dap (lettera alla quale solo in data di oggi è giunta una risposta, garbata e forbita nei linguaggi, ma assolutamente priva di qualsiasi risposta e contenuto di merito) - ma in particolare segnalo la drammatica carenza di personale, stimata oggi intorno al 40% di quello previsto, il sovraffollamento dei detenuti, che sono circa il doppio del livello tollerabile, e le problematiche ancora irrisolte di carattere ambientale ed igienico sanitarie, presenti da alcuni anni nella struttura. Negli ultimi anni, inoltre, si sono registrati gravi e ripetuti episodi di autolesionismo, tentativi di suicidio e di evasione che non si sono trasformati in tragedie solo grazie all’alto senso di responsabilità del personale, che svolge turni ben superiori al normale orario”.
È stata avviata la discussione in aula sulla mozione carceri proposta dal Partito democratico - la votazione avverrà in altra seduta - nella quale si chiede al Governo un impegno concreto nel ripensare il modello unico di istituto penitenziario attuale; reperire le risorse finanziarie necessarie all’adeguamento dell’organico di polizia penitenziaria, in modo da gestire le misure alternative alla detenzione; riordinare la medicina penitenziaria, a tutelare il diritto alla salute per i carcerati e per le persone in attesa di giudizio.
“In questo nuovo indirizzo della politica carceraria - prosegue Cenni - il Governo dovrebbe affrontare con la massima urgenza il problema dei detenuti tossicodipendenti, procedere alla modifica della legge cosiddetta ex Cirelli, con la quale si preclude ai condannati recidivi reiterati l’accesso agli arresti domiciliari. Dovrebbe invece provvedere all’utilizzo dei 397 posti di educatore penitenziario e ad informare il Parlamento sullo stato di attuazione del piano carceri, relativamente agli interventi di edilizia penitenziaria ipotizzati dallo stato d’emergenza, nonché che fine abbia fatto l’impegno all’assunzione di 2000 nuovi agenti, tra i quali quelli destinati a Ranza, tutti impegni dichiarati dal Consiglio dei Ministri già nel 2010. Chiediamo infine al Governo di affrontare con urgenza e decisione le cause dell’elevato numero di morti e di suicidi in carcere nonché dei fenomeni di autolesionismo e di violenza in genere”.
“La situazione del carcere di Ranza - denuncia Cenni - è come noto insostenibile ed è stata più volte denunciata dalle istituzioni locali, dalle organizzazioni sindacali e dal Dap della Toscana. Le iniziative parlamentari in materia sono state numerose ma ad oggi non hanno ottenuto azioni risolutive da parte del governo e dei ministeri competenti. Da quattro anni, inoltre, la casa di reclusione non ha un direttore stabile, elemento che non aiuta a fronteggiare la situazione di emergenza nella quale si trova. Nonostante l’impegno da parte delle istituzioni locali per risolvere la questione, è indispensabile che il Ministero della Giustizia e il Dap diano alcune risposte risolutive in merito alla situazione di carenza del personale, all’assegnazione di una direzione stabile per l’istituto e all’intervento sulla situazione della rete idrica del carcere. Francamente l’assoluta mancanza di impegno ad approfondire e a cercare le soluzioni da parte del ministro, ma anche dei vertici del Dap, come si legge dalla risposta, sono inaccettabili. Sia a livello locale che a livello nazionale la questione delle carceri è delicata e richiede impegno e dialogo tra le varie istituzioni, al fine di trovare la soluzione migliore per le problematiche riscontrate, ma davanti a noi troviamo solo chiusura e disimpegno”, conclude Cenni.

mercoledì 4 maggio 2011

Discussione mozione su carcere ancora una volta rinviata,Alfano non è presente.FERRANTI:il personale penitenziario è insufficiente! carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano

Giustizia: Ferranti (Pd); sanità e affollamento sono i veri problemi delle carceri

Agenparl, 3 maggio 2011

Carceri stracolme e personale insufficiente. È l’argomento della mozione in discussione oggi alla Camera, presentata da Donatella Ferranti e altri 18 deputati del Partito Democratico.
I parlamentari democratici chiedono un preciso impegno al Governo, perché vengano reperite le risorse finanziarie per adeguare le piante organiche del personale di polizia penitenziaria. In non migliori condizioni versa il personale civile del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia.Diverso, poi, il discorso sulla sanità in carcere. I deputati del Pd chiedono la verifica della applicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 aprile 2008, attuativo del riordino della medicina penitenziaria. Particolare sostegno, per il Pd, serve alle “regioni impegnate nei piani di rientro dai deficit sanitari”, alle quali andrebbe concessa “la possibilità di non sottoporre a restrizioni i fondi destinati alla sanità in carcere”.
“Si affronti con la massima urgenza - suggeriscono i deputati di opposizione, assumendo le necessarie iniziative normative, il problema dei detenuti tossicodipendenti, in particolare valutando la possibilità che l’esecuzione della pena avvenga in istituti a custodia attenuata, idonei all’effettivo svolgimento di programmi terapeutici e socio-riabilitativi”. Parallelamente, serve l’impegno del Governo “ad affrontare, con urgenza e decisione, le cause dell’affollamento delle carceri".

venerdì 15 aprile 2011

Favi,PD: il ministro onori gli impegni assunti aumentando gli organici degli educatori e personale civile del Dap. carcere,governo,angelino alfano,giustizia,detenuti

 - ''L'ennesima tragica morte avvenuta nel carcere di Bari rappresenta emblematicamente la drammatica situazione in cui versa il sistema penitenziario italiano. E' necessario al piu' presto fare chiarezza sulla morte del giovane Carlo Saturno ed e' necessario che il ministro della Giustizia riferisca in Parlamento sull'accaduto''. Cosi' Sandro Favi, responsabile carceri del Pd.



Per l'esponente democratico, ''la disattenzione del ministro Alfano nei confronti dell'istituzione carceraria non puo' continuare. Occorre onorare gli impegni presi nei mesi passati per quanto riguarda gli aumenti di organico degli agenti della polizia penitenziaria e delle altre figure professionali come gli educatori e gli psicologi''.



''Ed e' altresi' indispensabile -conclude Favi- ripristinare le risorse economiche assegnate al carcere, che sono state di recente ulteriormente ridotte e che non consentono di garantire i diritti dei detenuti e del personale''.

lunedì 14 marzo 2011

Nel programma giustizia del PD è previsto l'incremento degli organici degli educatori,assistenti sociali e psicologi. carcere,governo,angelino alfano,giustizia

GIUSTIZIA: ECCO LA PROPOSTA DEL PARTITO DEMOCRATICO


(AGENPARL) - Roma, 14 mar -

 1. LE EMERGENZE

A) La giustizia civile

Va affrontata quella vera e propria ipoteca sulla competitività rappresentata dal cattivo funzionamento della giustizia civile, che è causa dell’inadeguata tutela del credito, della difficoltà ad investire nel nostro paese, dell’incertezza dei rapporti tra privati, del protrarsi di conflitti familiari, talvolta drammatici. Le cause civili attualmente pendenti sono più di 5 milioni (con una crescita media annua del 7,5 per cento). Per avere giustizia oggi un cittadino attende anche fino a sette anni e mezzo e, una volta giunta la sentenza, questa risulta spesso priva di qualsiasi effetto positivo per chi intendeva far valere un proprio diritto.



B) L’organizzazione

L’efficienza del sistema giudiziario presuppone necessariamente un’efficace distribuzione sul territorio nazionale degli uffici giudiziari e l’adeguatezza della loro struttura dimensionale. Per questo la revisione della geografia giudiziaria da un lato e delle dimensioni degli uffici giudiziari dall’altro, rappresenta una priorità da perseguire. Allo stesso tempo si dovrà procedere verso l’incremento delle risorse strumentali e umane, attualmente del tutto insufficienti e sproporzionate rispetto ai carichi di lavoro degli uffici, e verso la completa ed effettiva informatizzazione (e telematizzazione) del procedimento. E’ necessario incentivare la gestione manageriale degli Uffici giudiziari, anche affiancando al magistrato dirigente giudiziario la figura del manager dell’Ufficio Giudiziario, con autonome e precise responsabilità.



C) Il carcere

La situazione nelle carceri italiane è drammatica per il sovraffollamento, per la carenza di personale di sorveglianza e per l’insufficienza di personale. Questa situazione porta al numero incredibile di suicidi e vanifica completamente la previsione costituzionale della finalità rieducativa della pena. E’ necessario ampliare la tipologia delle misure alternative alla pena detentiva in favore di quelle volti al reinserimento sociale. Per fare ciò non si può prescindere dall’adeguare le piante organiche riferite al personale di Polizia penitenziaria e alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi. Crediamo debbano essere riviste anche le norme sulla custodia precautelare e sulla custodia cautelare in carcere limitandola a criteri più stringenti per il suo utilizzo, anche al fine di eliminare quei meccanismi che concorrono al sovraffollamento con detenzioni in attesa di giudizio. Per garantire il rispetto della dignità dei detenuti proponiamo l’istituzione a livello nazionale del Garante dei diritti dei detenuti. Infine, chiediamo l’introduzione del reato di tortura nel codice penale.



2. I TEMPI DEL PROCESSO PENALE E LE GARANZIE

Garantire una giustizia efficiente ed equa al servizio dei cittadini significa intervenire sui tempi della giustizia. Per questo proponiamo di modificare alcuni aspetti del processo penale che si presentano come non funzionali e farraginosi. A)Semplificazione del regime delle notifiche tenendo conto della recente introduzione delle modalità di notifica tramite posta elettronica certificata. ampliare l’utilizzo della polizia giudiziaria territorialmente competente in sostituzione degli ufficiali giudiziari, nei casi di assoluta urgenza e nei casi di notifica di atti di indagine o provvedimenti che la stessa polizia giudiziaria è delegata a compiere o è tenuta ad eseguire. L’utilizzo della posta certificata in via ordinaria, consente un evidente risparmio di tempo e di risorse e al tempo stesso evita di dover inutilmente comprimere le garanzie legate all’effettivo esercizio del diritto di difesa. B)Semplificazione del sistema delle nullità processuali. Prevedere uno sbarramento generalizzato per la loro proposizione. C) Modificazione del regime della contumacia I processi conclusi a carico di imputati di fatto irreperibili, dichiarati contumaci, rischiano di essere processi che rimangono sulla carta, mentre qualora l’imputato venga successivamente reperito il processo deve essere quasi sempre celebrato di nuovo. Sospendere il processo (e il corso della prescrizione) una volta accertata l’irreperibilità di fatto è una misura utile per razionalizzare e ridurre il carico dei procedimenti. D) Riordino della disciplina dell’udienza preliminare Riformare la disciplina dell’udienza preliminare in modo da sfruttare appieno la sua potenzialità quale momento di preparazione del futuro giudizio. E) Rivisitazione del sistema delle impugnazioni. Riduzione dei casi di ammissibilità e proponibilità del ricorso alla Suprema Corte di Cassazione. Alcune attribuzioni della Corte di Cassazione, quale giudice dell’impugnazione su provvedimenti in cui l’esame di legittimità non può essere prevalente, devono essere trasferite alle corti di appello. F) Riduzione del carico di lavoro che grava sugli uffici inquirenti mediante la diminuzione del cosiddetto “Flusso in entrata”. Per mantenere fermo il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, garanzia di eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge, a fronte di un carico di procedimenti penali che non ha pari con gli altri paesi europei con i quali normalmente ci paragoniamo, occorre confrontarsi con soluzioni che mirano a darle la necessaria effettività, introducendo moduli di flessibilità del suo concreto operare. In questo senso vanno quelle proposte che prospettano la richiesta di archiviazione per “Irrilevanza penale del fatto” o “particolare tenuità dell’offesa” allorquando, pur sussistendo astrattamente la fattispecie di reato, il fatto non rivesta in concreto ad una prima delibazione la necessaria offensività per giustificare l’impiego della costosa risorsa del processo. G) L’obbligatorietà dell’azione penale L’obbligatorietà dell’azione penale va rafforzata, resa effettiva e trasparente per garantire l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Oggi l’elevatissimo numero di procedimenti non consente alle procure di perseguire con la stessa tempistica tutti i fatti penalmente rilevanti. Per questo devono essere individuate delle priorità che non siano rimesse al singolo magistrato ma bensì siano ricondotte al potere generale di programmazione dell’attività dell’ufficio. Per questo sosteniamo i contenuti di una nostra proposta di legge che mira a procedimentalizzare l’esercizio di questo potere, all’individuazione delle scelte di priorità nell’esercizio dell’azione penale secondo un modello partecipato, che tenendo conto delle risorse disponibili preveda il coinvolgimento di una serie di soggetti qualificati sul territorio.



3. L’INDIPENDENZA ED ORGANIZZAZIONE DELL’ORDINE GIUDIZIARIO

L’indipendenza e l’autonomia della magistratura, valori qualificanti in quanto garanzia per i cittadini di eguaglianza, non si poggiano soltanto sulla norma costituzionale che le prevede, si fondano anche sul prestigio di cui l’ordine giudiziario gode. Per questo vanno individuate le procedure per l’esercizio dell’autogoverno più idonee a realizzare l’impiego dei magistrati secondo criteri ispirati al merito e alla trasparenza. Negli ultimi decenni il Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autogoverno della magistratura ordinaria e garante dell’autonoma e dell’indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, è stato più volte oggetto di interventi legislativi l’ultimo dei quali, la legge n. 44 del 2002, è stato certamente quello che ha prodotto gli effetti più negativi. La riduzione del numero dei membri elettivi e la riforma del sistema elettorale della componente togata hanno avuto una non indifferente influenza sull’attività del Consiglio, specie per quella disciplinare. La deleteria logica correntizia nelle decisioni assunte non è stata affatto attenuata né il minor numero dei componenti ha reso più efficace il compito degli eletti. E’ quindi necessario, dopo l’imminente rinnovo, da realizzarsi, visti i tempi stretti, con la legislazione vigente, un nuovo intervento del Parlamento affinché il CSM possa esprimere con pienezza di poteri il suo ruolo di organo di rilievo costituzionale. Un nuovo sistema elettorale deve avere come obiettivo l’attenuazione dell’influenza delle correnti nelle designazioni dei posti messi a concorso. Egualmente importante è ampliare il numero degli eletti non solo perché i magistrati, togati e non, sono ormai giunti a quasi ventimila, ma soprattutto per rendere più efficace ed utile il lavoro delle commissioni. In particolare deve essere rafforzata la Sezione disciplinare che ha cognizione dei procedimenti a carico dei magistrati ordinari. Dopo la riforma dell’ordinamento giudiziario che ha tipizzato le diverse fattispecie di illeciti di natura deontologica e ha riformato le regole del procedimento è assolutamente indispensabile che l’organo con funzioni decisorie abbia una maggiore ampiezza per far fronte a tutti gli esposti che ad esso sono presentati. L’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati - nel quadro dell’attuale assetto costituzionale e salvo una valutazione più complessiva per la quale si rinvia al lavoro del Forum sulle riforme - deve essere regolato attraverso procedure che garantiscano una più netta separazione, pur sempre in seno al Csm, delle funzioni amministrative da quelle giudicanti. In tal senso è ipotizzabile una sezione separata del Consiglio Superiore per l’esercizio dell’azione disciplinare. La legge 44/2002 ha ridotto il numero dei membri effettivi della sezione disciplinare da 9 a 6 e si è così inevitabilmente attenuata la capacità di controllo del Consiglio sulle condotte deontologicamente scorrette dei magistrati. L’esigenza di rafforzare la sezione disciplinare non risponde solo all’esigenza di rendere più rigoroso e penetrante il controllo sulla professionalità dei magistrati ma è anche lo strumento perché i cittadini tornino ad esprimere il loro apprezzamento per l’affidabilità dell’ordine giudiziario. E’ necessario definire una normativa che affronti il tema dell’incandidabilità dei magistrati nelle istituzioni elettive secondo le recenti indicazioni del Csm in proposito, estendendo alle elezioni regionali ed europee quanto già previsto per le elezioni politiche. E’ necessario favorire la specializzazione dei magistrati, in particolare nel settore dei diritti fondamentali (famiglie e minori, diritti della persona, libertà personale, espulsioni). Ed in particolare la specializzazione delle sezioni per le tematiche economiche. Occorre avviare una riflessione sulle giurisdizioni contabile e amministrativa, per assicurare maggiore trasparenza nell’operato della Pubblica Amministrazione e maggiori garanzie di tutela dei diritti soggettivi del cittadino e quelli della collettività, nel quadro di un sempre più forte indirizzo all’unitarietà della giurisdizione ed alla valorizzazione delle attività specializzate. Infine si dovrà porre rimedio alle riforme deleterie del governo in materia di depotenziamento degli strumenti di indagine (intercettazioni), che impediscono un serio contrasto alla lotta alla corruzione e al crimine organizzato, senza tutelare la riservatezza e senza garantire ai cittadini il diritto all’informazione. Su questi punti intendiamo promuovere il più ampio confronto con tutti gli operatori del diritto, a partire dalla rappresentanza della magistratura, che consenta un adeguato monitoraggio sull’efficacia delle modifiche introdotte recentemente nell’ordinamento.

sabato 16 ottobre 2010

Sandro Favi,PD: piano carcere è un bluff! assumere nuovo personale penitenziario(educatori,assistenti e psicologi). carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano,politici,costituzione

Giustizia: Favi (Pd); il piano-carceri di Alfano è sempre più un bluff, ora i fondi sono bloccati

Ansa, 15 ottobre 2010



“Il governo ancora ieri davanti all’evidente sfacelo delle nostre carceri, ha detto che le soluzioni a tutti i problemi stanno nella costruzione di nuovi istituti per i quali però il Ministro Alfano e il Commissario Ionta non riescono a reperire né i fondi, bloccati dal ministro dello Sviluppo Economico, né a predisporre i progetti esecutivi con l’individuazione precisa delle aree, in quanto gli accordi con le regioni e i comuni interessati sono ancora al di là da venire”.

Lo afferma in una nota Sandro Favi, responsabile carceri del Pd aggiungendo che “le uniche risorse finanziarie che sono state reperite sono quelle sottratte ai programmi di recupero e reinserimento dei detenuti, quanto mai necessari dopo i pesanti tagli effettuati al bilancio dell’amministrazione penitenziaria”. Per il Pd, invece, “la strada maestra da percorrere è quella delle misure alternative e dell’assunzione del personale indispensabile a garantire la piena e democratica funzionalità del nostro sistema penitenziario(educatori,assistenti,psicologi). Ormai - conclude - il bluff del Piano Carceri di Alfano è evidente anche a chi in questo governo ci aveva creduto”.

martedì 14 settembre 2010

Roberto De Benedictis scrive ad Angelino Alfano:urgente assumere piu' agenti,educatori,psicologi e assistenti sociali,il ministro intervenga! carcere,governo,detenuti,angelino alfano,politici

Roberto De Benedictis scrive ad Angelino Alfano

“Ho visto gabbie per polli senza luce abitate da uomini”




Sulla situazione carceraria in Sicilia, il deputato regionale del PD, Roberto De Benedictis, ha scritto al Ministro della Giustizia, sostenendo che “dall’inizio dell’anno sono 45 i suicidi accertati, un numero che fa temere che nel 2010 venga superato il macabro record raggiunto appena nel 2009.



Di questi suicidi, ben sette sono avvenuti da maggio a luglio nelle carceri siciliane e due di essi nella provincia di Siracusa, sulla cui situazione intendo soffermarmi non perché oggetto di particolari condizioni, giacché la situazione è parimenti drammatica in tutto il Paese, ma per aver avuto modo di constatarla personalmente.


In questa provincia, come ho potuto infatti accertare a seguito delle visite effettuate a metà agosto, gli agenti in organico nei tre istituti penitenziari di Augusta, Siracusa e Noto insieme, dovevano essere 730 ma ve ne erano 524: il 30% in meno (inclusi i distaccati ad altri servizi, quali quelli di spostamento dei detenuti, che assorbono oltre 70 unità).


Di contro, a fronte di una capienza regolamentare di 748 detenuti, i reclusi erano 1472: il doppio! muovere. E, quasi dappertutto, condizioni penose, ben lontane da quel senso di umanità che i nostri Fatte le proporzioni, ciò significa che per ogni 100 detenuti ci sono in servizio 35 detenuti invece dei 100 previsti per legge, cioè un terzo! Mi domando: c’è un solo altro servizio pubblico, scuole, uffici, ospedali, che, per quanto disastrato, abbia in servizio un terzo degli impiegati previsti per legge in rapporto all’utenza!


Nella Casa circondariale di Cavadonna, solo per fare un esempio, la parola astratta sovraffollamento significa 12 persone in una cella prevista per 4.


A Ragusa, nel braccio dei protetti, ho visto gabbie per polli senza luce né aerazione diretta ma abitate da uomini che si dividevano in due una cella nella quale, in 7 mq (!), devono trovare posto anche i letto, il locale di servizio igienico, un tavolino e due sedie: praticamente senza spazio residuo per potersi costituenti immaginarono.


In Sicilia, come Ella ben sa, registra la presenza di oltre 8.200 persone detenute a fronte di una capienza regolamentare di 5200 posti circa e di un sottodimensionamento sistematico degli organici della polizia penitenziaria.


Non è che l’indizio estremo di una situazione drammatica ed insostenibile che si traduce in vite esasperate, sia dei detenuti che degli agenti di polizia che vi operano. Situazione gravissima, indegna per un paese civile come il nostro dovrebbe dimostrare di essere.


Situazione che non presenta certamente soluzioni facili ma che in nessun caso possono riguardare solo il carcere né la mera costruzione di nuovi istituti penitenziari, senza interessare l’intero percorso della applicazione della giustizia e del trattamento carcerario.


Senza cioè si interrompa l’uso indiscriminato della carcerazione preventiva, che si depenalizzino i reati minori, che si eroghino misure e pene alternative in tutti quei casi in cui possono rivelarsi più efficaci del carcere ai fini della rieducazione e del reinserimento sociale, senza che si offrano nel carcere possibilità di lavoro per i detenuti.


E, soprattutto, senza che si proceda all’improcrastinabile adeguamento degli organici penitenziari (agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali). Misure sulle quali, da cittadino e da parlamentare, Le chiedo di intervenire con la massima sollecitudine e cura.”


De Bendictis si fa, così, portavoce, della richiesta più volte rappresentatagli nel corso delle visite negli istituti penitenziari delle provincie di Siracusa e Ragusa, da parte di detenuti le cui famiglie vivono in altre regioni d’Italia, frequentemente in Campania ed in Puglia ma non solo.


“La loro distanza dai luoghi di residenza- conclude il depuatato regionale del PD- genera ulteriori sofferenze e penalizza oltremodo i figli, le famiglie e i rapporti con esse ed appare, in assenza di specifiche motivazioni, inutilmente punitiva”.





giovedì 26 agosto 2010

L'esposto sul carcere S. Sebastiano:214 detenuti e 156 agenti e solo 4 educatori in un carcere di fine '800

L'esposto sul carcere S. Sebastiano



«Quotidiane violazioni dei diritti»

I numeri: 214 detenuti e 156 agenti e solo 4 educatori in un carcere di fine '800



SASSARI. Vivono in sei in celle piccole, fanno i bisogni a pochi passi dal letto in compagnia di insetti e anche topi. Queste sono le condizioni di vita del carcere di San Sebastiano, secondo i parlamentari sardi del Pd che ieri hanno presentato un esposto in Procura. Poco prima di ferragosto la visita nel carcere, ora la denuncia pubblica e formale firmata da Guido Melis, Arturo Parisi, Giampiero Scanu e l'ex senatore Luigi Manconi, presidente dell'associazione "A buon diritto". «La nostra - dicono - non è una provocazione ma una denuncia ben precisa. Il San Sebastiano è fuori legge. Sono violati i diritti fondamentali delle persone,i regolamenti penitenziari, le leggi dello Stato italiano».


I numeri. Il sovraffolamento è il problema principale. La capacità in una struttura definita fatiscente, risale infatti a fine '800, è di 154 detenuti. Ce ne sono 214, di cui 82 in attesa di giudizio. Molti i tossicodipendenti, secondo i dati dei parlamentari, circa 90. Altri 60 avrebbero patologie psichiatriche.

Il futuro. Nella borgata di Bancali è in costruzione il nuovo carcere di Sassari. I lavori sono stati affidati alla ditta Anemone, coinvolta, secondo i magistrati, in spartizioni illecite in appalti pubblici. I deputati sostengono si sappia poco dello stato e chiedono al governo informazioni e tempi.



Ecco il testo dell'esposto:

Al Signor Procuratore della Repubblica del Tribunale di Sassari I sottoscritti, Guido Salvatore Melis, deputato al Parlamento, Luigi Manconi, presidente della Associazione "A Buon diritto", Arturo Mario Luigi Parisi, deputato al Parlamento, Gianpiero Scanu, senatore della Repubblica, intendono con il presente esposto segnalare alla S.V. la gravissima situazione determinatesi nelle carceri di San Sebastiano, a Sassari.


Come accertato dall'on. Melis e dal sen. Scanu nel corso di una visita al carcere nel giorno 13 agosto c.a. compiuta nell'ambito delle loro prerogative parlamentari, erano quel giorno custoditi presso l'Istituto 214 detenuti, ove la capienza regolamentare risulta essere di 154 posti (così dal questionario compilato a cura della direttrice del carcere dott.ssa Teresa Mascolo).


Come evidente alla visita ai vari bracci del carcere lo spazio a disposizione di ciascun detenuto risulta assai inferiore rispetto a quello standard fissato nelle norme europee e pari a mq 7,5 (a San Sebastiano lo spazio è comunque inferiore anche alla media italiana, essendo ammassati 4, talvolta 6 detenuti in spazi di non più di 2 metri per 1,5). È noto che su questo punto la Corte europea ha di recente condannato l'Italia.


Nelle celle, il cui stato generale è di abbandono non essendo da tempo operati i normali restauri in attesa del ventilato trasferimento nelle nuove strutture in corso di edificazione in località Bancali, il gabinetto, "alla turca", è collocato a pochi passi dai giacigli dei detenuti e dalle piccole cucine ove essi si riscaldano i pasti o si preparano il caffè; solo un abbozzo di muretto, che però non arriva al soffitto, separa una distanza tra servizio igienico e zona pasto a volte di nemmeno 1 metro. Ciò configura uno stato di vita inaccettabile, contrario a tutte le norme sulla pubblica igiene attualmente vigenti in Italia e in Europa. Si ricorda che secondo la legge penitenziaria del 1975 i locali adibiti ai servizi sanitari debbono essere "privati, decenti e di tipo razionale". Nessuna privacy è riscontrabile a San Sebastiano, e quanto alla decenza e alla razionalità non occorre formulare ulteriori osservazioni rispetto alla semplice descrizione degli ambienti.


In molte celle, a detta di numerosi detenuti, sono presenti insetti, animali vari provenienti dai gabinetti stessi. Alcuni parlano di topi. Nei corridoi, privi di reti, volano frequentemente piccioni e altri volatili, lasciandovi le relative deiezioni.


La temperatura delle celle è (la visita si è svolta nel mese di agosto) elevata, tale da rappresentare condizioni di vivibilità allarmanti (per altro in una precedente visita, in epoca invernale, l'on. Melis potè riscontrare la sospensione del riscaldamento dovuta ai ritardi burocratici nel pagamento delle fatture alla ditta fornitrice da parte del Ministero).


Sono attualmente ospitati nel carcere 90 tossicodipendenti, di cui 46 in terapia metadonica, e 56 detenuti con patologie di tipo psichiatrico che presumibilmente richiederebbero altro tipo di trattamento diverso da quello somministrabile nel carcere. Non figurano psicologi in servizio. Gli educatori sono solo 4 sui 6 previsti in organico.


L'ora d'aria si svolge in un angusto cortile interno, senza adeguati ripari.


Gli agenti di polizia penitenziaria effettivamente in servizio il 13 agosto risultavano in numero di 156 su 212 della pianta organica e 172 effettivamente assegnati. Il che, a prescindere dalla professionalità e abnegazione degli agenti presenti (fuori discussione) e degli sforzi della direzione dell'Istituto, rende comprensibilmente difficilissimo, per non dire impossibile, lo svolgimento del servizio nei termini "normali" previsti dai regolamenti.


I sottoscritti ritengono di sottoporre all'attenzione della S.V. la gravissima situazione che si è venuta producendo negli anni e che è giunta (dopo un degrado documentabile di anno in anno) a uno stato assolutamente allarmante per la pubblica salute e in evidente conflitto con una concezione della pena ispirata ai più elementari principi costituzionali.


Chiedono pertanto accertarsi la sussistenza di eventuali reati, anche di omissione, da parte delle autorità competenti.


Delegano al deposito del presente esposto l'avv. Stefano Melis del Foro di Sassari eleggendo domicilio presso il suo studio in Sassari, via Enrico Costa n. 66.


Sassari, 25 agosto 2010




Prof. Luigi Manconi

On. Guido Melis

On. Arturo Mario Luigi Parisi

Sen. Giampiero Scanu

martedì 24 agosto 2010

Soliani e Motta,PD:continuiamo a chiedere ad Alfano di intervenire per aumentare il numero degli agenti, degli educatori, degli psicologi e del personale qualificato. carcere,governo,angelino alfano,detenuti,giustizia

"Il suicidio nel carcere di Parma ci riempie di tristezza"

Motta e Soliani (PD): "E' urgente che il Governo intervenga".



 
"La notizia del suicidio di un detenuto nel carcere della nostra città ci riempie di tristezza e di grande preoccupazione. - Lo dichiarano la senatrice Albertina Soliani e l'onorevole Carmen Motta - Se vero che non tutto è prevedibile nella quotidianità degli istituti penitenziari, altrettanto vero è che bisogna operare ed intervenire per far sì che le condizioni carcerarie siano le più umane possibili.

Ripetutamente, con visite e interrogazioni parlamentari, anche recenti abbiamo chiesto al ministro della Giustizia di intervenire per aumentare il numero degli agenti, degli educatori, degli psicologi e del personale qualificato. - continuano le due parlamentari del PD - Alla luce di quanto accaduto ieri è urgente che il governo intervenga. Di fronte a 42 suicidi nelle carceri italiane dal primo gennaio ad oggi la politica deve assumersi le sue responsabilità.

A settembre al Senato dovrà concludersi l'iter di approvazione della legge che consentirà di terminare la pena con misure alternative al carcere. Devono essere snellite le procedure soprattutto nei confronti dei tossicodipendenti che hanno bisogno di interventi di cura in comunità di recupero.

E' una vergogna la discussione politica di queste settimane, mentre i problemi e del Paese non vengono affrontati. Occorre fare di più anche per l'istituto penitenziario della nostra città - concludono Soliani e Motta - per fare della pena uno strumento di recupero e di reinserimento".





sabato 14 agosto 2010

Franca Biondelli(PD) e Nathalie Pisano(Radicali),in visita al carcere di Novara hanno dichiarato:chiediamo che vengano subito colmate le carenze di organico della polizia penitenziaria e degli educatori! carcere,governo,angelino alfano,detenuti,politici

Ferragosto in carcere/Sabato 14 agosto la sen. Biondelli (Pd) e Nathalie Pisano visiteranno il carcere di massima sicurezza di Novara



Da domani venerdì 13 agosto a domenica 15, in tutta Italia, si terrà su iniziativa dei Radicali la seconda edizione del “Ferragosto in carcere”, una massiccia visita ispettiva nei 216 istituti di pena sul territorio nazionale.

Oltre 200 tra deputati, senatori, europarlamentari e consiglieri regionali di tutti gli schieramenti politici, garanti per i diritti delle persone private della libertà, ma anche magistrati di sorveglianza, presidenti di tribunali e procuratori generali, nel week-end di Ferragosto si uniranno alla “comunità penitenziaria” per una ricognizione approfondita della difficilissima situazione delle carceri italiane in quello che si sta rivelando l’anno più duro.

A Novara, sabato 14 agosto alle ore 10.00, la Senatrice Franca Biondelli (Pd) accompagnata da Nathalie Pisano (segretaria dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta), da Hassan Pagano (Giovani Democratici) e da Roberto Leggero (Pd) visiteranno il carcere di massima sicurezza di Novara (Via Sforzesca, 49).


Franca Biondelli e Nathalie Pisano hanno dichiarato:

“Questo week end di visite in tutte le strutture carcerarie italiane ha l' obiettivo di verificare le reali condizioni vissute sia dagli operatori che dai detenuti. Una situazione ormai da troppo tempo oltre il tollerabile, la legalità e la Costituzione stessa. Nonostante i nostri continui appelli, le interrogazioni parlamentari e le precedenti ispezioni, il Governo è rimasto indifferente. Chiediamo che vengano subito colmate le carenze di organico della polizia penitenziaria e degli educatori affinché possano garantire la piena sicurezza per loro stessi e per i cittadini e invochiamo il Governatore della Regione, Roberto Cota, di nominare subito il Garante dei detenuti regionale, figura istituita dalla giunta Bresso, bloccata dall' attuale maggioranza.”

Intorno alle ore 12.00 la delegazione sarà a disposizione dei giornalisti per relazionare sulla visita effettuata in una conferenza stampa volante nel piazzale antistante il carcere.



Novara, 13 agosto 2010

Carcere Sant'Anna,Modena:il Pd: “Condizioni di vita bestiali,Gli educatori sono 4 invece degli 8 previsti.Un solo psicologo.” carcere,angelino alfano,giustizia,governo,politici,detenuti,costituzione,penitenziari

Sant’Anna Modena, il Pd: “Condizioni di vita bestiali”


“Una situazione indescrivibile, un sovraffollamento impressionante, condizioni di vita bestiali sia per i detenuti che per gli agenti”. Questo il primo commento della consigliera regionale del Pd Palma Costi al termine della visita effettuata ieri alle carceri modenesi. L’esponente del Pd era accompagnata da Bernardetta Graziani, consigliera comunale radicale di Pavullo; Maurizio Dori e Stefano Goldoni, consiglieri comunali del Pd di Modena; Tarves Tangerini del Pd.


“La situazione in assoluto più grave è quella del carcere di Sant’Anna – spiega Palma Costi – e conferma quello che da tempo andiamo dicendo sul sovraffollamento degli istituti penitenziari modenesi che continuano a ricevere detenuti da ogni parte d’Italia senza avere un numero sufficiente di agenti di custodia. Celle di 9 metri quadrati dove vivono in tre, medici e infermieri che lavorano in infermeria senza aria condizionata, condizioni igieniche assolutamente precarie. Una sezione del carcere, occupata da 72 detenuti, è affidata al controllo di un solo agente. Ma anche alla casa di lavoro di Saliceta S.Giuliano – precisa l’esponente del Pd – dove peraltro la situazione non è così drammatica, i reclusi sono costretti a fare la doccia gelata perché da due mesi non c’è acqua calda. Insomma, una situazione insostenibile”.

Il carcere di Sant’Anna dovrebbe ospitare 221 detenuti. Ce ne sono invece 453 di cui 230 in attesa di giudizio. Le donne sono 23, di cui una incinta al 6° mese di gravidanza. Gente che vive per 18 ore al giorno in cella e ha a disposizione solo tre docce comuni. Gli agenti in servizio effettivo di custodia sono 159 ma la pianta organica ne prevede 226. Gli educatori sono 4 invece degli 8 previsti. Un solo psicologo. Alla Casa di lavoro di Saliceta San Giuliano i detenuti – un centinaio – vivono in nove stipati in celle da 40 metri quadrati. Undici di loro hanno patologie psichiatriche ma non c’è nemmeno uno psicologo. Gli agenti sono 36 ma ce ne dovrebbero essere 48.

A Castelfranco – catalogato dal ministero come carcere a custodia attenuata – vivono in 111 tra detenuti e internati. Il problema è che 64 di questi sono tossicodipendenti e 20 hanno problemi psichiatrici. Gli agenti sono 40 ma dovrebbero essere 59.

“Insomma una situazione intollerabile per un paese civile – commenta Palma Costi – che invece viene giudicata del tutto normale dagli esponenti del centrodestra. Mi piacerebbe che il consigliere Leoni facesse anche lui un giro nelle nostre carceri e si rendesse conto di persona, invece di magnificare un’azione di governo che è completamente assente”.

Il Pd: "Nel carcere di Parma sovraffollamento e carenza di organico.Aumentare il numero degli educatori." carcere,governo,detenuti,politici,angelino alfano,giustizia

Il Pd: "Nel carcere di Parma sovraffollamento e carenza di organico"

Bilancio della visita negli istituti da parte della senatrice Albertina Soliani e del consigliere regionale Gabriele Ferrari Ci sono 115 detenuti più del dovuto e previsto

Un penitenziario che vive la difficoltà della carenza di risorse e di personale.Soliani e Ferrari hanno incontrato la vice direttrice del carcere, Lucia Monastero e il comandante della polizia penitenziaria Augusto Zaccariello. Hanno visitato le diverse sezioni, sia della casa circondariale, sia dei detenuti con condanna definitiva, compresi quelli posti al 41 bis, nonché gli ambulatori e gli spazi per gli incontri con i famigliari. I due esponenti del PD hanno anche incontrato gli agenti di polizia carceraria, con i quali hanno discusso, tra l’altro, del problema degli affitti e degli acquisti delle case per chi, come loro, si trasferisce a Parma per lavorare.


Innanzitutto quello che è saltato agli occhi in un giorno piovoso come quello di oggi sono state le numerose infiltrazioni d’acqua in vari locali della struttura.

Dalla visita è emerso il sovraffollamento del penitenziario. Anche se la situazione risulta migliore rispetto a quella di altre carceri, i detenuti per cella sono comunque 2, mentre lo spazio dovrebbe essere solo per uno. Mancano 176 agenti di polizia penitenziaria, rispetto a quelli previsti, a fronte di 534 persone detenute, cioè 115 in più rispetto alla capienza tollerata.

La maggior parte di loro sono in attesa di giudizio, i detenuti tossicodipendenti sono 83, un quinto della popolazione carceraria di Parma, gli stranieri 190, cioè un terzo del totale. Pochi, solo 15, hanno la possibilità di svolgere un lavoro esterno e 11 vivono in regime di semilibertà.

Le carenze di organico non riguardano solo gli agenti di polizia, ma anche gli educatori, che sono 4 quando invece dovrebbero essere 9, mentre gli psicologi sono 3.

Inoltre nel carcere di Parma sono in corso lavori di ristrutturazione, alla fine dei quali arriveranno 151 detenuti in più.

“Rispetto allo scorso anno – fa notare la senatrice - sono però migliorati gli spazi per i bambini in visita a padri detenuti. Questo anche grazie all’Agenzia per la Famiglia del comune di Parma e al lavoro dei volontari”.

Altra proposta per migliorare il funzionamento del carcere è quella di potenziare i servizi sanitari di competenza della Asl.

“La piscina per i paraplegici – continua Soliani – è rimasta come l’anno scorso. Vuota e inutilizzata”.

Alla fine della visita la senatrice e il consigliere hanno fatto 3 proposte di lavoro, per migliorare le condizioni del carcere di Parma, ma anche quelle delle carceri italiani in generale. La prima: rivedere il codice penale e la custodia cautelare, per diminuire i tempi di detenzione. Affidare i tossicodipendenti a cure in comunità, prevedendo misure alternative alla pena. Approvare presto in Senato, il provvedimento per l’uscita dal carcere un anno prima del termine della reclusione.

La seconda: Aumentare il numero degli agenti di polizia penitenziaria, riorganizzarne la carriera. Inoltre aumentare il numero di educatori, dei mediatori culturali e degli psicologi della struttura. Istituire il Garante Nazionale per i detenuti e prevedere il Garante per Parma.

La terza: stabilire un aggiornamento del protocollo tra servizio sanitario nazionale e carcere, come indicato nella conclusione della relazione sulla vicenda della morte di Stefano Cucchi, stilata dalla commissione d’inchiesta del Senato. Indicazione già accolta dal ministro. Potenziare la scuola in carcere, aumentare la possibilità di lavoro esterno, incrementare le attività culturali e sociali, anche grazie al lavoro dei volontari.

“Nei prossimi giorni – spiegano Soliani e Ferrari- incontreremo il comune e la provincia di Parma, le organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria e il direttore della Asl, per discutere degli impegni di loro competenza”.

“Recuperare i detenuti – prosegue la senatrice – è un dovere della Repubblica : vi sono molti giovani reclusi, uno spreco di risorse umane. Vi sono professionalità e senso del dovere tra gli operatori, dobbiamo valorizzarli. Continueremo il nostro impegno”.

Ferrari ha dichiarato: “Nei prossimi giorni in Regione porterò anche il problema casa, per gli agenti di polizia penitenziaria di Parma, che provengono per la gran parte dal Sud Italia, ma si stabiliscono qui per lavorare e vivere con le loro famiglie. Mi auguro – conclude – che queste visite continuino, non solo una volta all’anno, ma si possano ripetere più spesso, per cercare di risolvere i problemi del sistema carcerario italiano”.

venerdì 30 luglio 2010

Carceri: Orlando e Favi, “Pd aderisce a ‘Ferragosto in carcere 2010’”Nostro obiettivo adeguare le piante degli organici penitenziari(agenti,educatori,assistenti e psicologi). detenuti,penitenziari,politici,angelino alfano

Carceri: Orlando e Favi, “Pd aderisce a ‘Ferragosto in carcere 2010’”Nostro obiettivo adeguare le piante degli organici penitenziari(agenti,educatori,assistenti e psicologi)



Dichiarazione congiunta di Andrea Orlando, Presidente Forum Giustizia PD e Sandro Favi, Responsabile Carceri del PD

“Il PD aderisce con convinzione alla campagna di visite degli istituti penitenziari su tutto il territorio nazionale che si terrà nei giorni 13/14 e 15 agosto 2010 promossa da Rita Bernardini. Lo scorso anno l’iniziativa “Ferragosto in carcere” ha avuto giusta risonanza grazie ai 165 parlamentari di tutti gli schieramenti politici, che hanno visitato le oltre 200 strutture penitenziarie, realizzando così la più massiccia e importante visita di sindacato ispettivo mai effettuata in Italia. Fin da allora i parlamentari del PD sono stati protagonisti dello straordinario impegno a promuovere una verifica sul campo ed un dibattito politico sulle condizioni della detenzione in Italia. Ancora pochi giorni fa, la Commissione d'inchiesta del Senato sull'efficacia ed efficienza del Servizio sanitario – presieduta dal sen. Ignazio Marino – ha presentato l’esito delle proprie visite negli Ospedali psichiatrici giudiziari riscontrando gravi condizioni di degrado in cinque di queste.

La stessa Assemblea nazionale del PD dello scorso maggio, ha individuato nel “carcere” una delle emergenze che richiedono alla politica una chiara assunzione di responsabilità. Il Forum giustizia del PD, a questo fine, ha già avviato, nell’ambito del proprio “viaggio nella giustizia” un programma di visite e di confronto con la realtà penitenziaria. Crediamo che per far fronte in modo strutturale ed organico al problema del sovraffollamento penitenziario sia necessario rivedere le norme sulla custodia pre-cautelare e sulla custodia cautelare in carcere (limitandola con criteri più stringenti per il suo utilizzo, anche al fine di eliminare quei meccanismi distorsivi che maggiormente concorrono al fenomeno); la legge ex-Cirielli sulla recidiva, la legge sull’immigrazione e quella sui tossicodipendenti (che producono tassi di incarcerazione elevati e non rispondenti alle reali esigenze di sicurezza dei cittadini).

Il PD ha anche proposto l’ampliamento delle opportunità di accesso alla misure alternative al carcere con l’introduzione nell’ordinamento del “Patto per il reinserimento e la sicurezza sociale”. Ogni intervento non può prescindere però dall’adeguare le piante organiche del personale di Polizia penitenziaria e delle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, che garantiscano le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture penitenziarie. Infine, vanno ripristinati i fondi tagliati all’Amministrazione penitenziaria dalle ultime manovre economiche che ammontano a 100 milioni di euro euro, di cui 50 milioni riferiti alle sole spese di mantenimento, assistenza e rieducazione dei detenuti”.

giovedì 29 luglio 2010

Carmen Motta (PD): "L'adeguamento degli organici agenti ed educatori è ormai indifferibile". carcere,governo,detenuti,angelino alfano,politici

"Il carcere di Parma è sovraffollato"


Carmen Motta (PD): "L'adeguamento degli organici è ormai indifferibile".


«Le rassicurazioni con cui il governo, in diverse occasioni, ha risposto alle mie interrogazioni sulla situazione della dotazione organica del personale di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Parma continuano, ad oggi, a non trovare alcun riscontro nella realtà dei fatti».

Lo ha dichiarato l’On. Carmen Motta presentando una nuova interrogazione al Ministro della Giustizia Angelino Alfano.

«A fronte di una popolazione carceraria che è al 140% della capienza massima, l’organico della polizia penitenziaria, come denunciato in più occasioni nelle ultime settimane anche dalle organizzazioni sindacali, risulta essere in difetto di ben 131 unità: nonostante la gravità di questa situazione, confermata anche dal fatto che dall'inizio dell'anno vi è stato il ferimento di otto agenti in servizio presso la casa circondariale, dei 15 nuovi agenti che si apprestano a prendere servizio nella nostra regione nessuno è stato destinato a Parma».

«Ho chiesto al Governo di sapere quali azioni intenda assumere al fine di far fronte al crescente sovraffollamento del carcere della nostra città e di intervenire con l’adeguamento degli organici per garantire sicurezza e migliori condizioni di lavoro al personale di polizia e al personale tecnico tra cui educatori e assistenti sociali».

sabato 17 luglio 2010

Nel programma giustizia PD,per le carceri piu' misure alternative e nuova assunzione di educatori,assistenti e psicologi penitenziari. carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano,costituzione,donatella ferranti

Giustizia/ Le proposte Pd per civile, organizzazione e carceri



Orlando: "Governo vuole provocare apposta il collasso?"

 Riforma della giustizia civile, revisione dell'organizzazione degli uffici giudiziari, interventi decisi per affrontare la "situazione drammatica" delle carceri: sono i tre capisaldi della proposta del Pd in materia di giustizia, presentata oggi dal responsabile di settore Andrea Orlando. "Il Governo diminuisce le risorse ma non procede ad una riorganizzazione: questo significa condannare il servizio giustizia al collasso... Io non sono solito a dietrologie, ma ci sarebbe quasi da pensare che ci sia un disegno: provocare il collasso della giustizia per poi denunciarne l'inefficienza".

Nel documento del Pd si legge che "il programma fondamentale del partito per la giustizia si chiama Costituzione repubblicana". Si tratta di intervenire sulle "vere emergenze", le proposte illustrate oggi rappresentano solo un "primo approfondimento" dedicato alle "questioni esplosive che andrebbero affrontate prioritariamente".

Al primo punto c'è la giustizia civile, una "vera e propria ipoteca sulla competitività": c'è da intervenire innanzitutto sull'arretrato, "responsabilizzando" giudici, presidenti di sezione e capi degli uffici, e prevedendo anche una "premialità per quei giudici che abbiano in modo consistente e fattivo contribuito al programma di soluzione delle vecchie cause". Inoltre, va avviato un "piano di stage" per garantire "almeno due collaboratori" ad ogni magistrato. Andrebbero poi "unificati e semplificati i riti processuali" e bisognerebbe garantire il "calendario del processo. Il Pd chiede anche di "rimuovere gli ostacoli che non consentono la piena operatività della 'class action'" e la garanzia del "corretto funzionamento del patrocinio gratuito".

Sul fronte dell'organizzazione, il Pd propone la "revisione della geografia giudiziaria e delle dimensioni degli uffici giudiziari": un progetto che prevede anche un "piano per la riqualificazione del personale da 40 milioni di euro e 4.000 assunzioni, insieme alla cancellazione del blocco del turn over. Per quanto riguarda le carceri, la proposta prevede innanzitutto di "ampliare la tipologia delle misure alternative alla pena detentiva", per evitare che la giustizia "si accanisca contro chi ruba un motorino mentre tollera chi va a cena con Carboni...". Necessario poi "adeguare le piante organiche" della polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi e rivedere le norme sulla custodia pre-cautelare e cautelare "limitandola a criteri più stringenti per il suo utilizzo".

lunedì 5 luglio 2010

Davide Zoggia,PD:Per le carceri è necessario avviare nuovo piano di assunzioni di agenti,educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi. carcere,governo,angelino alfano,detenuti,giustizia,italia,politici

Lettere: la giustizia italiana va aiutata e riformata partendo da quelle che sono le vere emergenze



di Davide Zoggia (Responsabile nazionale Pd per gli Enti locali)


La Nuova di Venezia, 4 luglio 2010



La condanna definitiva, il diritto alla ragionevole durata del processo, il diritto alla difesa garantita anche ai non abbienti, la finalità riabilitativa della pena. La giustizia italiana va aiutata e riformata partendo da quelle che sono le vere emergenze. Innanzitutto la giustizia civile. Va affrontata quella vera e propria ipoteca sulla competitività rappresentata dal cattivo funzionamento della giustizia civile, che è causa dell’inadeguata tutela del credito, della difficoltà ad investire nel nostro paese, dell’incertezza dei rapporti tra i privati, del protrarsi di conflitti familiari, talvolta drammatici.

Le cause civili attualmente pendenti sono più di 5 milioni (con una crescita media del 7,5%). Per avere giustizia oggi un cittadino attende anche fino a sette anni e mezzo e, una volta giunta la sentenza, questa risulta spesso priva di qualsiasi effetto positivo per chi intende far valere il proprio diritto. Bisogna poi affrontare il tema dell’organizzazione.

L’efficienza del sistema giudiziario presuppone necessariamente una efficace distribuzione sul territorio nazionale degli uffici giudiziari e l’adeguatezza della loro struttura dimensionale. Per questo la revisione della geografia giudiziaria da un lato e delle dimensioni degli uffici giudiziari dall’altro, rappresenta una priorità da perseguire prevedendo l’individuazione di una rete omogenea di tribunali ordinari secondo criteri obbiettivi di prossimità di tipo socioeconomico e territoriale. Allo stesso tempo si potrà procedere verso l’incremento delle risorse strumentali e umane, attualmente del tutto insufficienti e sproporzionate rispetto ai carichi di lavoro degli uffici. Altra riforma riguarda il sistema carcerario. La situazione nelle carceri italiane è drammatica per il sovraffollamento (con il numero di detenuti che aumenta di oltre 700 unità al mese), per la carenza di personale di sorveglianza e per l’insufficienza di personale in grado di fornire assistenza sociale e psicologica in carcere.

Questa situazione porta al numero incredibile di suicidi che ogni anno si verificano e vanificano completamente la previsione costituzionale della finalità rieducativa della pena. È necessario ampliare la tipologia delle misure alternative alla pena detentiva in favore di quelle specificamente supportate da progetti professionalmente strutturati volti al reinserimento sociale.

Per fare ciò non si può prescindere dall’adeguare le piante organiche riferite al personale di polizia penitenziaria e alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, avviando un nuovo piano di assunzioni che garantisca le risorse umane e professionali necessarie all’attivazione delle nuove strutture penitenziarie. Inoltre devono essere riviste anche le norme sulla custodia precautelare e sulla custodia cautelare in carcere limitandola a criteri più stringenti per il suo utilizzo, anche al fine di eliminare quei meccanismi che concorrono al sovraffollamento con detenzioni in attesa di giudizio. Queste alcune linee, nelle prossime settimane, se il giornale ce lo consentirà, presenteremo le nostre proposte per i tempi del processo penale e le garanzie.

domenica 13 giugno 2010

Il sottosegretario Casellati sminuisce il grande dramma dei suicidi nelle carcere italiane,e se a suicidarsi fosse un suo parente?Vergogna!!! Favi,PD,"Casellati sbaglia,anche un solo morto è troppo!!! carcere,governo,politici,detenuti,giustizia,angelino alfano,penitenziari

Continuate a firmare e far firmare la nostra petizione per la presentazione al parlamento. Clicca sul rettangolo








Sign for Aiutaci a garantire l'effettiva applicazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena)


 
 
Carceri: Favi, "Casellati sbaglia anche un solo morto è troppo"



Dichiarazione di Sandro Favi, Responsabile carceri del Pd



“Le carceri italiane si trovano in una situazione davvero drammatica e il sottosegretario alla giustizia Casellati invece cita ipotetiche statistiche che ci porrebbero come “fanalino di coda in Europa” per numero di suicidi. Se non si accontentasse di parlare di percentuali e si occupasse delle persone in carne ed ossa saprebbe che il problema delle carceri non si risolve sminuendo il dramma dei suicidi e il sottosegretario, in virtù del suo ruolo, dovrebbe apportare proposte risolutive ai problemi e non sminuirli.
Sono forse poche quasi 30 “persone” che si sono tolte la vita dall’inizio del 2010?
Il dramma dei suicidi, dei tentativi e degli atti di autolesionismo in carcere sono sicuramente sintomi di grave malessere che oggi con i dati che abbiamo è dovuto principalmente al forte disagio dovuto al sovraffollamento.
Servono interventi urgenti e non annunci di un “piano definitivo delle carceri” perché noi non abbiamo ancora visto neanche quello ipotetico”.

mercoledì 9 giugno 2010

carcere,senatore Baio,PD:"Siamo al collasso, mancano più di 600 educatori,chiediamo a governo Piano straordinario" angelino alfano,governo,detenuti,giustizia,politici,italia

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Sign for Aiutaci a garantire l'effettiva applicazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena)



 
Carceri: Baio, "Siamo al collasso, mancano più di 600 educatori,chiediamo a governo Piano straordinario"



"Condivido protesta volontari che vogliono autosospendersi"

"Le carceri italiane sono le più affollate d'Europa, le più invivibili, con una grave carenza di personale di polizia penitenziaria e fanno registrare il maggior numero di suicidi (24 nei primi mesi del 2010). Inoltre rischiano di essere abbandonate dai volontari, gli unici che sopperiscono alla forte mancanza anche di personale educativo specializzato". Lo dichiara la senatrice del Pd Emanuela Baio che appoggia la protesta pacifica dei volontari che minacciano di autosospendersi dal servizio ed è prima firmataria di un'interrogazione che fotografa la situazione in cui versa il sistema carcerario italiano. "Condivido l'iniziativa proposta dalla Conferenza Nazionale Volontariato e Giustizia che rappresenta il volontariato carcerario in Italia. La problematica è di vastissime proporzioni e rischia di compromettere il grado di civiltà del nostro Paese. È impensabile che i detenuti attualmente censiti siano una volta e mezzo in più dei posti letto disponibili. In 21 senatori abbiamo presentato un' interrogazione urgente per ottenere spiegazioni e risposte concrete sul perché di un simile sovraffollamento. In questa situazione parlare di rieducazione dei detenuti, funzione assegnata al carcere dalla Costituzione, diventa non solo impossibile ma utopico: 67.593 detenuti a fronte di una capienza di 44.000 posti; 38.337 unità di polizia penitenziaria in forza; solo 9.576 volontari. Questi numeri fanno capire quanto la situazione sia fuori controllo".

"I volontari che operano negli istituti penitenziari - continua Baio - sono costretti ad affrontare le gravissime carenze di personale davanti a una mole di detenuti ingestibile. Ancora una volta parlano i dati: mancano più di 600 educatori, più di 535 assistenti sociali, più di 265 tra psicologi, comunicatori, esperti linguistici, informatici, statistici ed ausiliari. Questo Governo non può incrociare le braccia davanti ad una simile situazione, inasprendo le pene e preferendo il carcere alle misure alternative. Le leggi Gozzini e Smuraglia, se applicate, potrebbero migliorare di molto le condizioni. Chi ha usufruito di pene alternative alla detenzione ha avuto un tasso di recidività del 5 per cento, mentre chi ha scontato tutta la pena è tornato a delinquere 2 volte su 3 (nel 66 per cento dei casi). Chiediamo a questa maggioranza di attivare con urgenza un 'Piano sociale straordinario per le carceri'. È nostro dovere garantire ai cittadini maggior sicurezza e - conclude Baio - restituire ai detenuti concrete opportunità di reinserimento e la possibilità di ricostruirsi una vita".

lunedì 7 giugno 2010

Fossano: deputato Pd Rossomando in visita alle carceri,sovraffollamento carenza educatori ed agenti. carcere,giustizia,detenuti,angelino alfano,donatella ferranti

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Fossano: deputato Pd Rossomando in visita alle carceri,sovraffollamento carenza educatori ed agenti.


Il Deputato Pd alla Camera della Commissione giustizia Anna Rossomando ha visitato lunedì 7 giugno il carcere di Fossano, dopo la visita a quello di Cuneo in mattinata. L’iniziativa dal titolo ‘Dietro le sbarre, oltre il tollerabile’ organizzata dai ’Giovani democratici’ prevede la visita in tutti gli istituti di pena del territorio. Ad accompagnarla nelle visite alle carceri piemontesi il Responsabile carceri del Pd Sandro Favi e un gruppo di giovani democratici che raccoglieranno e divulgheranno i dati raccolti. L’obiettivo è di fare una reale mappatura della situazione carceraria. “L’iniziativa è nata nei mesi scorsi” hanno spiegato i giovani del Pd- insieme al gruppo consigliare, "lo spunto sono state le notizie di cronaca”.

“La visita non riguarda solo i detenuti e il sovraffollamento delle carceri – ha spiegato Rossomando- ma prendiamo in considerazione anche la situazione della polizia penitenziaria, dei lavoratori amministrativi e degli educatori”. L’emergenza carceri è ormai cronica in Italia: sovraffollamento dei detenuti, condizioni di vita non idonee, attività lavorative di formazione e di recupero educativo che non possono essere svolte per mancanza di personale e di spazi. Ogni detenuto costa giornalmente allo Stato 112 euro, sono 70 mila le persone in carcere con un esborso di 8,5 milioni di euro al giorno. “Il carcere fossanese è in linea con i dati nazionali- ha sottolineato Rossomando -. Sono detenute 158 perone quando la ‘tollerabile’, cioè il massimo previsto è di 111 detenuti. La situazione è comunque tranquilla, grazie all’enorme sforzo del personale”. Il Deputato Pd ha sottolineato l’importanza del corso di formazione lavoro, nel carcere fossanese, di carpenteria a cui accedono solo 10 detenuti. Le richieste sono molte di più, ma mancano gli spazi ed il personale per poter ampliare questa offerta che dà una possibilità di reinserimento sociale al termine della pena. Stesso problema di personale riguarda le attività ricreative o sportive: nelle carceri italiane manca il personale di sorveglianza per le partite di calcio tra detenuti o per altre attività.

Non va meglio nel carcere di Cuneo, il ‘Cerialdo’. Il dato della popolazione carceraria è leggermente inferiore a quello nazionale. In realtà il sovraffollamento è in linea con le altre strutture carcerarie: su 240 detenuti 94 sono in regime di ’41 bis’, il cosiddetto carcere duro, che prevede la detenzione in isolamento in celle singole con conseguente vigilanza, ospitati in un’ala del carcere cuneese. Gli altri detenuti, invece, sono sei in celle adatte ad ospitare tre persone. La polizia carceraria è sotto organico: sono solo 200 gli agenti di polizia, lunedì erano in servizio 180. E’ in previsione una nuova ala per ospitare i detenuti, ma non sono in previste nuove assunzioni di personale. La Rossomando ha sottolineato l’impossibilità di avere spazi e di organizzare percorsi di lavoro o riabilitativi. Funziona bene il volontariato: molto presente la Caritas che sopperisce ai bisogni per i detenuti extra comunitari.

“La situazione carceraria italiana è causata da una legislazione che produce ‘carcere’ anche solo per pochi giorni. Si parla da tempo del ‘Piano carceri’, ma non si sa ancora esattamente in cosa consiste. Dovrebbe essere sviluppato in un triennio, ma l’emergenza assunzioni è adesso”. L’Ispettore capo della casa di reclusione fossanese Giuseppe Maglione: “Queste visite servono a rendersi conto delle condizioni in cui lavoriamo, con turni massacranti”. La ricetta secondo il Deputato è una nuova organizzazione carceraria, con leggi che non affollino le carceri in casi di pene di pochi giorni, ma con pene alternative commisurate al reato: pecuniarie, lavori socialmente utili, ecc. Non si tratta di non dare una pena, ma il problema di avere persone detenute, magari perché non in regola col permesso di soggiorno, per pochi giorni non ottiene nessuna riabilitazione e affolla inutilmente gli istituti di pena con un costo per lo Stato. “Da studi effettuati emerge che il 75% dei detenuti che non hanno potuto avere un percorso riabilitativo o rieducativo ha una recidiva, cioè quando esce dal carcere ritorna a delinquere"- ha sottolineato Sandro Favi-. "La percentuale si abbassa al 35% per chi ha potuto seguire un percorso formativo- riabilitativo”. Altra proposta del Pd è quella di ridurre i tempi della giustizia: anni per avere una sentenza non sono tollerabili. La prossima visita è il 12 giugno al carcere di Alba.

Nella foto, la Deputata Pd Anna Rossomando con Sandro Favi e i giovani democratici Federico Cavallo, Alberto Bergesio, Amajou Abderrahmane e Manfredi Rosso.

Antonella Balocco

martedì 25 maggio 2010

Donatella Ferranti,PD:dopo emendamenti a DDL Alfano,avviare nuovo piano di assunzione educatori,assistenti sociali e psicologi,la cui carenza è concausa di suicidi nelle carceri. carcere,detenuti,angelino alfano,giustizia,dap,politici,italia

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Il programma fondamentale del Partito democratico per la giustizia si chiama Costituzione repubblicana.
 
Programma sul carcere: 





La situazione nelle carceri italiane è drammatica per il sovraffollamento (con il numero dei detenuti che aumenta di oltre 700 unità al mese), per la carenza di personale di sorveglianza e per l’insufficienza di personale in grado di fornire assistenza sociale e psicologica in carcere. Questa situazione porta al numero incredibile di suicidi che ogni anno si susseguono e vanifica completamente la previsione costituzionale della finalità rieducativa della pena. E’ necessario ampliare la tipologia delle misure alternative alla pena detentiva in favore di quelle specificamente supportate da progetti professionalmente strutturati volti al reinserimento sociale, fondati su attività di giustizia riparativa a favore delle vittime dei reati o da programmi di istruzione, di formazione professionale e di inserimento lavorativo. Per fare ciò non si può prescindere dall’adeguare le piante organiche riferite al personale di Polizia penitenziaria e alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, avviando un nuovo piano di assunzioni (almeno 1.000 unità per queste ultime figure professionali), che garantisca le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture penitenziarie.


Crediamo debbano essere riviste anche le norme sulla custodia precautelare e sulla custodia cautelare in carcere limitandola a criteri più stringenti per il suo utilizzo, anche al fine di eliminare quei meccanismi che concorrono al sovraffollamento con detenzioni in attesa di giudizio. Per garantire il rispetto della dignità dei detenuti proponiamo l'istituzione a livello nazionale del Garante dei diritti dei detenuti, un soggetto che possa coordinarsi con i garanti regionali e comunali e con la magistratura di sorveglianza. Infine, chiediamo l’introduzione del reato di tortura nel codice penale.