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Sign for Aiutaci a garantire l'effettiva applicazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena)

Mercoledi',23 Marzo 2011: interrogazioni per l'assunzione degli educatori penitenziari

Mercoledi',23 Marzo 2011,

(rinvio del 16 Marzo 2011)

in commissione giustizia discussione delle interrogazioni orali per l'assunzione degli educatori penitenziari.


5-04298 Cassinelli: Sull’iter del concorso pubblico per educatore penitenziario


5-04314 Ferranti: Questioni relative all’assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario




Per leggere il testo delle interrogazioni vai su news giornaliere o etichetta interrogazioni parlamentari




Carceri:necessario assumere educatori,assistenti e psicologi.

26 agosto 2010



Giustizia: Bernardini (Radicali); basta morti in carcere, varare in fretta misure deflattive



“Il tempo dell’illegalità e dell’inciviltà carceraria italiana è scandito ad un ritmo impressionante dalle morti, dai suicidi. Dico al Governo e ai miei colleghi parlamentari che così numerosi hanno partecipato all’iniziativa del Ferragosto in carcere, che occorre fare in fretta a varare, intanto, misure adeguate a decongestionare la sovrappopolazione carceraria”. Lo afferma Rita Bernardini, deputata Radicale, membro della Commissione Giustizia della Camera, dopo la morte di un detenuto a Sulmona. “Il disegno di legge Alfano - così come svuotato dalla Commissione Giustizia della Camera - non serve a spegnere l’incendio di disperazione e di morte che sta divampando - prosegue.Affidare infatti ai Tribunali di sorveglianza la valutazione della pericolosità sociale e l’idoneità del domicilio per consentire di scontare ai domiciliari pene residue sotto i 12 mesi, significa paralizzare tutto: la valutazione arriverà troppo tardi! Si dia ai direttori degli istituti penitenziari questo compito che saprebbero fare meglio e più in fretta dei magistrati di sorveglianza. Ridimensionata almeno un po’ la popolazione detenuta, occorre immediatamente riformare il sistema come previsto dalle mozioni approvate in gennaio dalle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama a partire dallo stop all’uso indiscriminato della carcerazione preventiva e alla depenalizzazione dei reati minori, per arrivare alle misure e pene alternative che si rivelano molto più efficaci del carcere ai fini della rieducazione e del reinserimento sociale, all’adeguamento degli organici penitenziari (agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali), alle possibilità di lavoro per i detenuti, agli istituti di custodia attenuata dove i tossicodipendenti possano curarsi”.





5 luglio 2010





Carceri: Favi, "Bene Tg2, condizioni indegne per detenuti e lavoratori"



Dichiarazione di Sandro Favi responsabile Carceri del Partito Democratico



L’inchiesta del Tg2 sulla drammatica situazione delle nostre carceri evidenzia ciò che il Partito Democratico denuncia da mesi, e cioè condizioni di vita per i detenuti e per i lavoratori penitenziari del tutto indegne. Quelle viste all’Ucciardone sono situazioni che in realtà riguardano la stragrande maggioranza delle carceri italiane. Le morti in carcere e gli atti di autolesionismo sono segnali inequivocabili: occorre attuare da subito politiche penitenziarie che decongestionino gli istituti. È assolutamente necessario investire sulle misure alternative alla detenzione e sull’aumento di agenti di polizia penitenziaria, di educatori, di assistenti sociali e psicologi.



Finora il ministro Alfano e il direttore delle carceri Ionta hanno saputo solo ipotizzare un piano carceri che avrà lunghissimi tempi di realizzazione e che non inciderà minimamente per un miglioramento della situazione nell’immediato.



Così non va.









Lettere: senza assunzione personale educativo il ddl Alfano è inutile





Comunicato stampa, 29 maggio 2010





Ai deputati di commissione bilancio



e giustizia camera









Al sottosegretario



On. Caliendo









Al sottosegretario



On. Giorgetti Alberti







Egregi Onorevoli,



dopo aver appreso la notizia sul parere negativo della Commissione Bilancio sugli artt. 2 quater e 2 sexies del Ddl Alfano questo Comitato ritiene necessario porre alla Vostra attenzione alcune osservazioni. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru 2.060 svuoterebbe di significato il Ddl Alfano riducendolo ad una imago sine re.



L’investimento in risorse umane è propedeutico alla concreta materializzazione della normativa contenuta nel provvedimento. Secondo quanto enunciato dall’art. 1 comma 3 del Ddl. il magistrato di sorveglianza decide sulla base della relazione inviatagli dall’istituto penitenziario.



Alla luce della normativa penitenziaria è l’educatore colui che osserva il comportamento del detenuto e provvede alla stesura della relazione di sintesi, cioè di quella relazione di cui si servirà il magistrato di sorveglianza per la decisione finale sulla misura alternativa.



Senza l’incremento di ulteriori unità di personale pedagogico la situazione del sovraffollamento carcerario non potrà mai essere risolta né tantomeno potrà trovare risoluzione la drammatica condizione in cui versano le carceri italiane.



Pochi educatori significa poche relazioni da inviare al magistrato di sorveglianza. Pochi educatori significa impossibilità di fare il trattamento. Pochi educatori significa stasi della concessione di misure alternative. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru creerebbe un vero e proprio effetto boomerang che provocherebbe la totale paralisi del Ddl Alfano.



La Commissione Giustizia dopo aver preso atto della grave situazione di disagio in cui versano le carceri italiani ha dato voce all’articolo 27 della Costituzione decidendo di investire su quello che già nel Settecento Beccaria definiva “il più sicuro mezzo di prevenire i delitti” ossia l’educazione.



L’approvazione dell’articolo aggiuntivo che esclude il Dap dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni costituisce una vera e propria presa di coscienza dell’assunto secondo il quale non può esserci alcun miglioramento delle condizioni di detenzione senza l’investimento in risorse umane.



Si evidenzia inoltre che l’emendamento è già stato “riformulato” originariamente infatti prevedeva l’obbligo per il governo,dopo l’invio della relazione per l’adeguamento della pianta organica, di predisporre entro 2 mesi un piano straordinario di assunzioni.



La totale eliminazione di questo emendamento volto alla concreta applicazione della misura alternativa sulla quale questo Governo intende puntare per risolvere il dramma del pianeta carcere renderebbe inutile l’approvazione di un Ddl che non riuscirebbe mai ad essere attuato.



Ci sarebbe infatti una vera e propria antinomia tra norma e realtà. La realtà è che la situazione carceraria italiana è drammatica e preoccupante.



I continui suicidi in carcere sono da porre in relazione con le insopportabili condizioni di disagio in cui vivono i reclusi delle carceri italiane alla carenza di trattamento e attività rieducative e alla mancata assistenza psicologica dovuta alla cronica carenza di personale educativo



Ebbene, l’Italia, Paese democratico, è stata condannata dalla Cedu per trattamento degradante e disumano. A tale situazione va data una risposta concreta, soprattutto se si considera che il bilancio dello stato potrebbe essere aggravato dalle condanne della Cedu (Sic!).



Inoltre non si comprende come la crisi riguardi solo le risorse umane e non anche lo stanziamento dei fondi per l’edilizia penitenziaria ,infatti, una volta costruite nuove carceri queste rimarranno inutilizzate (Sic!) Un esempio è fornito dal carcere di Agrigento e dal carcere di Rieti, a Pinerolo inoltre, c’è un carcere vuoto da 10 anni ma è già stata individuata un’area per costruir un nuovo carcere (fonte Girodivite).



Per un provvedimento importante, come quello in esame, che punta sulla rieducazione e sul recupero del reo, occorre assumersi delle responsabilità serie, perché l’incremento del personale pedagogico rappresenta il sine qua non della correlazione legge - realtà.



Ancora una volta si evidenzia inoltre che il “decantato” vulnus di copertura finanziaria può essere sanato attingendo dai fondi della Cassa delle Ammende che secondo quanto disposto dall’art 129 III comma del Dpr 30 giugno 2000, n. 230, devono essere destinati ai programmi che tendono a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e degli internati anche nella fase di esecuzione di misure alternative alla detenzione”e non all’edilizia penitenziaria (Sic!) . Qualora il Governo non intenda attingere i fondi necessari dalla cassa delle Ammende potrebbe ricavarli dai fondi del Fug, visto che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto che assegna per la prima volta le quote delle risorse sequestrate alla mafia e i proventi derivanti dai beni confiscati al Fondo Unico Giustizia (Fug), nella misura del 50 per cento al Ministero dell’Interno e del 50 per cento al Ministero della Giustizia. Attingendo i fondi o dalla cassa delle Ammende o dal Fug non vi sarebbe alcun onere aggiuntivo in quanto gli stessi sono già previsti in bilancio.



Per le ragioni suesposte riteniamo che l’emendamento presentato dall’On. Donatella Ferranti e Schirru sia una vera proposta “bipartisan” che deve, necessariamente,trovare accoglimento così come è stato approvato in Commissione Giustizia.



Riteniamo altresì che il governo, dopo aver provveduto all’adeguamento della pianta organica anche in relazione alla popolazione detenuta ( quasi 70mila detenuti) debba predisporre un piano straordinario di assunzioni di educatori penitenziari da attingersi dalla vigente graduatoria del concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, indetto con Pdg 21 novembre 2003.



Una scelta in tal senso rappresenterebbe la chiave di volta per un chiaro e ben preciso impegno di responsabilità affinché la drammatica situazione che affligge il pianeta carcere possa finalmente essere risolta. Per tali ragioni auspichiamo che tutta la commissione bilancio della camera e il sottosegretario Alberto Giorgetti facciano una seria e proficua riflessione riconoscendo l’importanza ai fini dell’attuazione del Ddl in esame dell’emendamento Schirru 2.060.





FERRANTI SU DDL CARCERI,OTTENUTO ANCHE AMPLIAMENTO ORGANICO EDUCATORI PENITENZIARI.

Donatella Ferranti,PD:piano programmato di assunzioni del personale degli educatori.

Governo favorevole a emendamenti Pd per potenziamento personale penitenziario:piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi.


18 maggio 2010


La commissione Giustizia della Camera ha cominciato a votare gli emendamenti presentati al ddl carceri e il Governo ha dato parere favorevole alle proposte di modifica del Pd che prevedevano il potenziamento del personale civile e amministrativo penitenziario (psicologi, educatori, ecc) e l’adeguamento delle piante organiche di carabinieri e polizia in funzione del nuovo impegno che dovranno svolgere per vigilare sui detenuti che trascorreranno agli arresti domiciliari l’ultimo periodo della loro detenzione. Il capogruppo del Pd in commissione giustizia, Donatella Ferranti, ha espresso soddisfazione per questo parere favorevole del Governo augurandosi che alla fine l’emendamento venga approvato.



Pd: nostre proposte sono su linea indicata da Napolitano

“Il Pd è pronto” a rispondere al monito del presidente della Repubblica sulla necessità di risolvere il sovraffollamento delle carceri e “a fare la propria parte”. Per questo, annuncia Sandro Favi, responsabile Carceri dei democratici, “nei prossimi giorni il nostro partito presenterà proposte su questi temi, in un quadro di sistema e in continuità e sviluppo delle mozioni approvate dal Parlamento già nei primi mesi di quest`anno”.

“Proporremo - spiega Favi - che si proceda alla revisione del codice penale, che vengano riviste le norme che determinano l`alta incidenza di imputati in custodia cautelare in carcere e quelle sul trattamento penale dei tossicodipendenti, che siano ampliate le opportunità di accesso alle misure alternative alla detenzione. Chiederemo inoltre al Governo - prosegue - un piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, nonché gli indispensabili stanziamenti ed investimenti per ripristinare la corretta funzionalità ed operatività dei servizi e delle strutture”.

“Il Partito Democratico - conclude l’esponente del Pd - rinnova la stima e la fiducia degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria e l`apprezzamento verso i dirigenti dell`Amministrazione penitenziaria, verso le professionalità socio-educative, sanitarie, amministrative e tecniche che, in questa fase difficile, dimostrano il proprio impegno con alto senso di umanità e qualificate competenze”.

Ferranti: "Iter rapido? Vediamo atteggiamento maggioranza su nostre proposte"

Carceri: Pd, "Testo migliorato in commissione, ma serve uno sforzo in più" Ferranti: "Iter rapido? Vediamo atteggiamento maggioranza su nostre proposte"

“Lo stralcio della messa in prova consentirà di esaminare rapidamente il provvedimento sulla detenzione domiciliare”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti facendo notare come ‘la messa in prova non riguardava la popolazione carceraria e quindi non avrebbe avuto effetti sul grave stato di sovraffollamento delle carceri italiane. In ogni caso – sottolinea la democratica – il voto di oggi conferma il nostro giudizio negativo sul testo uscito dal consiglio dei ministri che era confuso ed inefficace anche perché privo di qualsiasi copertura finanziaria. Stiamo adesso valutando se aderire o meno alla richiesta di un voto in sede legislativa sul testo modificato nel corso dei lavori in commissione. La nostra disponibilità dipenderà anche dall’atteggiamento della maggioranza sulle nostre ulteriori proposte di modifica. In particolare: la tutela delle vittime di violenza domestica, il rafforzamento del personale di polizia (non solo quella penitenziaria) e del personale del comparto civile dell’amministrazione penitenziaria(educatori e psicologi)”.


Proposta emendativa 8.01.


Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:


«Art. 8-bis. - 1. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il Ministro della Giustizia, sentiti i Ministri dell'interno e della funzione pubblica, riferisce alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo di Polizia penitenziaria e del personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria anche in relazione all'entità numerica della popolazione carceraria e al numero dei posti esistenti e programmati.

2. A tal fine il Governo presenta al Parlamento entro i successivi novanta giorni un apposito piano straordinario di assunzioni di nuove unità specificandone i tempi di attuazione e le modalità di finanziamento.».
Ferranti Donatella, Schirru Amalia, Samperi Marilena, Amici Sesa



Proposta emendativa 8.03.

Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:


«Art. 8-bis. - 1. Al comma 8-quinquies, della legge n. 26 del 2010, dopo le parole Il Corpo della Polizia penitenziaria, sono inserite le seguenti il personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria,».
Schirru Amalia, Ferranti Donatella, Samperi Marilena, Amici Sesa



28-04-10


Dopo l'ennesimo suicidio in carcere (23 dall'inizio dell'anno), nel penitenziario di Castrogno, a Teramo, il parlamentare dell'IdV, Augusto Di Stanislao, ribadisce la necessita' di interventi diretti ed immediati da parte del Governo. ''Non e' piu' ammissibile - afferma il deputato IdV - una tale situazione di completa incapacita' da parte del Governo di affrontare concretamente le problematiche delle carceri in Italia''. Di Stanislao ricorda che ''dopo varie visite presso il carcere di Castrogno e altrettante interrogazioni ad Alfano, dopo una mozione a mia prima firma approvata all'unanimita', con la quale anche la maggioranza si e' impegnata in una serie di iniziative atte a risollevare una drammatica realta' focalizzando l'attenzione sul sovraffollamento e sulla carenza di personale penitenziario e di educatori, dopo l'annuncio dell'emergenza carceri di Alfano e del fantomatico piano carceri, dopo continue denunce e sollecitazioni dei sindacati sulla necessita' di intervenire sulle strutture, sugli organici, siamo ancora di fronte ad una situazione insostenibile e all'emergenza soluzioni''. ''Ho presentato da tempo - conclude Di Stanislao - una proposta di legge per istituire una Commissione d'inchiesta parlamentare sulla situazione delle carceri in Italia che, ora piu' che mai, diventa fondamentale per dare risposte e soluzioni ai molteplici problemi e disagi dell'intero mondo penitenziario''.




Di Stanislao:il ministro tace sulle assunzioni degli educatori,riferisca in parlamento.

“E’ giusta l’assunzione di 2.000 agenti così come evidenziato da Sarno, Segretario generale Uil Pa Penitenziari, per garantire il turnover e quindi supplire la carenza del personale di polizia penitenziaria, ma vi è una colpevole dimenticanza da parte del Ministro quando tace sulla necessità di garantire la presenza degli educatori così come previsto nella Mozione IdV approvata all’unanimità dal Parlamento.” Queste le parole dell’On. Di Stanislao che prosegue: “Non vorremmo che questo impegno del Ministro si focalizzi esclusivamente sull’edilizia carceraria e altresì non vorremmo che dietro la parola magica “stato di emergenza” si celi il grimaldello per ridare vita ad una ” Carceri d’oro 2″ che in barba alla procedure di appalti e alla trasparenza abbiano buon gioco, piuttosto che la pubblica utilità e l’urgenza, i furbetti delle sponsorizzazioni. Si segnala al Ministro, nel frattempo, che in Italia vi sono 40 penitenziari incompiuti ed inutilizzati in un Paese che ne ha 171 in tutto e nel Piano Carceri presentato non c’è cenno di recupero di questo patrimonio. Chiedo che il Ministro venga, così come richiesto in Aula, a riferire in Parlamento sugli impegni presi in relazione ai tempi e modi e risorse da impiegare. Nel frattempo con due distinte interrogazioni chiedo al Ministro quale modello di recupero intenda mettere in campo visto che non si parla assolutamente di assumere gli educatori e cosa intenda fare per i 40 penitenziari incompiuti.”


16 Marzo 2010:interrogazione a risposta in Commissione su assunzione idonei educatori penitenziari

Convocazione della II Commissione (Giustizia)

Martedì 16 marzo 2010

Ore 13.45

5-02550 Ferranti: In relazione all’assunzione di educatori penitenziari


Interrogazione a risposta in Commissione:

FERRANTI, MELIS, TIDEI e SAMPERI.



- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:

il 17 febbraio 2010 il Sottosegretario per la giustizia Caliendo è intervenuto in Senato sul tema dell'assunzione degli educatori penitenziari reclutati tramite il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, area C, posizione economica C1, indetto con PDG 21 novembre 2003;

nel corso della succitata seduta, il Sottosegretario Caliendo ha affermato che entro aprile 2010 saranno assunti in via definitiva tutti gli educatori che hannosuperato i precedenti concorsi, oltre ai 170 già assunti (anche se agli interroganti risulta che siano stati assunti 97 educatori);

in realtà, l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso era già programmata con l'indizione dello stesso nel 2003, per il quale il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria già disponeva dei fondi necessari;

lo stesso Ministro interrogato, onorevole Alfano, aveva riconosciuto l'improcrastinabilità e l'urgenza di assumere più unità di educatori quando, il 12 gennaio 2010, furono approvate alla Camera le mozioni sui problemi del carcere presentate da vari gruppi parlamentari;a fronte di una popolazione carceraria di 67.000 unità, il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1.000, cosa che rende in pratica impossibile lo svolgimento di qualsivoglia progetto rieducativo impedendo il corretto reinserimento del detenuto nel tessuto sociale, così come previsto nel dettato costituzionale;

non avendo il Ministro interrogato ancora proceduto all'assunzione di ulteriori unità degli educatori, limitandosi a rimandare la questione ad un futuro confronto in merito con i Ministri Tremonti e Brunetta, sarebbe auspicabile ed urgente un rapido avvio della procedura di assunzione di educatori, almeno per completare la già esigua pianta organica, ulteriormente ridotta di circa 400 unità dal decreto legislativo n. 150 del 2009

se non ritenga opportuno procedere celermente all'assunzione di educatori attingendo dalla vigente graduatoria degli idonei risultante dal concorso pubblico a 397 posti di cui in premessa, al contempo prorogando la validità della stessa per almeno un quinquennio, al fine di permetterne lo scorrimento graduale per compensare il turn-over pensionistico, evitando l'indizione di nuovi concorsi che comporterebbe ulteriori oneri finanziari.

(5-02550)


Risposta all'interrogazione di Donatella Ferranti:dal 2011 assunzioni degli idonei educatori concorso,il comitato vigilera'.

Nel rispondere agli On. interroganti ritengo opportuno segnalare che il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo di "Educatore", Area C, posizione economica C1, dell'Amministrazione Penitenziaria, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16.4.2004 - IV serie speciale e si è concluso in data 9 luglio 2008.La graduatoria definitiva, immediatamente dopo l'approvazione del Direttore Generale con provvedimento dell'11 luglio 2008, è stata trasmessa all'Ufficio centrale per il bilancio per l'apposizione del visto di controllo.Nell'anno 2009, in ragione dell'entità dei fondi stanziati ai sensi dell'articolo 1, comma 346, della Legge 24.12.2007 n. 244, è stato possibile procedere all'assunzione dei primi 103 vincitori del predetto concorso a 397 posti.Quanto alle restanti 294 unità, la competente Direzione Generale di questa amministrazione ha già programmato il relativo piano di assunzione ricorrendo, per la copertura degli originari 397 posti a concorso, allo scorrimento della graduatoria, ai sensi dell'art. 15, co. 7, DPR n. 487/99 e successive integrazioni e modificazioni.I nuovi educatori - alcuni dei quali individuati tra i candidati idonei, ma non vincitori del concorso, attese le 12 defezioni intervenute per rinunce, mancate stipule del contratto o dimissioni da parte degli aventi diritto - hanno infatti già scelto la sede di destinazione e, entro aprile del corrente anno, saranno formalmente assunti con firma del relativo contratto.Per quanto riguarda, invece, l'auspicata possibilità di procedere ad un ulteriore scorrimento della graduatoria oltre il numero dei posti originariamente messi a concorso, mi corre l'obbligo di segnalare che tale eventualità non rientra tra le ipotesi di cui all'art. 15, co. 7, del DPR n. 487/1994 e che pertanto, limitatamente all'anno in corso, non può essere attuata per mancato stanziamento dei fondi occorrenti.I fondi disponibili, infatti, sono stati impegnati sia per l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso per educatori, sia per l'assunzione degli idonei al concorso a 110 posti di contabile, a copertura dei posti previsti dal relativo bando ed in ragione delle gravi carenze riscontrate anche nell'area contabile.Dato atto di quanto sopra e, premesso che la validità delle graduatorie è indicata in tre anni dalla data della pubblicazione nei Bollettini ufficiali, faccio presente che, nel caso di specie, la validità della graduatoria del concorso a 397 posti è fissata al 31 maggio 2012 e che, pertanto, a partire dal prossimo anno, in presenza delle risorse economiche necessarie, potranno esservi le condizioni per procedere ad uno scorrimento della graduatoria, anche oltre il numero dei posti pubblicati.




24 febbraio 2010:

ordine del giorno su non riduzione organico educatori di Roberto Rao

La Camera,

premesso che

il provvedimento in esame prevede, all'esito del processo di riorganizzazione di cui all'articolo 74, del decreto legge n. 112 del 2008, un'ulteriore riduzione degli assetti organizzativi delle amministrazioni pubbliche ai fini del contenimento della spesa pubblica;

il comma 8-quinquies dell'articolo 2 individua le amministrazioni che non sono interessate dalle riduzioni descritte, tra cui il Corpo di Polizia Penitenziaria;


nonostante le difficoltà operative, la scarsezza di mezzi e personale risulta, inopinatamente escluso da tale previsione il personale civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative normative volte ad includere tra il personale delle amministrazioni non interessate dalla riorganizzazione delle piante organiche non solo quello di polizia penitenziaria ma anche quello civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, con particolare riferimento alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, anche in vista dell'avvio del Piano carceri che necessiterà di adeguate risorse umane e professionali. 9/3210/41. Rao, Ria
.


Accolto come raccomandazione.




19 Febbraio 2010:

ordine del giorno su assunzione educatori di Donatella Ferranti e PD


La Camera,

premesso che:

l'articolo 17-ter stabilisce che, per l'attuazione del cosiddetto «Piano carceri» si conferiscono pieni poteri al Commissario straordinario che, per individuare la localizzazione delle aree destinate alla realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie, d'intesa con il Presidente della regione territorialmente competente e sentiti i sindaci dei comuni interessati, potrà agire in deroga alla normativa urbanistica vigente, velocizzando procedure e semplificando le gare di appalto, utilizzando il modello adottato per il dopo terremoto a L'Aquila, derogando anche all'obbligo previsto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, volto a consentire agli interessati, proprietari delle aree che si intendono espropriare, la necessaria partecipazione al procedimento amministrativo;

la localizzazione costituisce di per sé variante e produce l'effetto di imporre il vincolo preordinato all'espropriazione e contro di essa non sarà possibile ricorrere al giudice amministrativo e si introduce anche una deroga al limite dei subappalti, che potranno aumentare dall'attuale 30 per cento fino al 50 per cento, in deroga all'articolo 118 del codice dei contratti pubblici; in sostanza, si affidano pieni poteri al Commissario straordinario, che potrà avvalersi anche del Dipartimento per la protezione civile per le attività di progettazione, scelta del contraente, direzioni lavori e vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, in deroga ai criteri di trasparenza e pubblicità e in palese contraddizione con la mozione Franceschini ed altri n. 1-00302 (approvata sostanzialmente all'unanimità alla Camera il 12 gennaio di quest'anno e accettata dal Governo) che impegnava chiaramente il Governo a garantire, nell'ambito dei progetti della nuova edilizia penitenziaria, i criteri di trasparenza delle procedure e l'economicità delle opere evitando il ricorso a procedure straordinarie, anche se legislativamente previste,

impegna il Governo

a verificare l'adeguatezza, in proporzione alla popolazione carceraria, delle piante organiche riferite non solo al personale di polizia penitenziaria ma anche alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, avviando un nuovo piano programmato di assunzioni che vada oltre il turn-over dovuto ai pensionamenti previsto dalla legge finanziaria per il 2010 e che garantisca le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture penitenziarie, anche distribuendo meglio il personale sul territorio, concentrandolo nei compiti di istituto, sottraendolo ai servizi estranei, consentendogli un adeguato, costante ed effettivo aggiornamento professionale.

9/3196/13.
Donatella Ferranti.



Il comitato vincitori idonei concorso educatori dap in sostegno di Rita Bernadini

Educatori penitenziari sostengono la protesta di Rita Bernardini e Irene TestaRistretti Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini, impegnate in uno sciopero della fame perrichiedere l’esecuzione immediata di quanto proposto nelle cinque Mozioni parlamentari,unanimemente approvate nei giorni 11 e 12 gennaio 2010, riguardanti la situazione del sistema carcerario italiano.Giova ricordare che in quella occasione lo stesso Ministro Alfano assumeva precisi impegni ed affermava che vi avrebbe dato celere e certa attuazione sancendo l’inizio di un nuovo percorso,iniziato con la dichiarazione di Emergenza di tutto il sistema penitenziario alla quale ci si aspettava sarebbe seguita la predisposizione nel Piano Carceri di tutti quegli atti necessari ad ottemperare a quanto detto nelle citate Mozioni per poter, nei tempi strettamente necessari, affrontareconcretamente e efficacemente l´ormai ingestibile situazione creatasi nei nostri istituti penitenziari.Tuttavia, da un’iniziale analisi condotta sui primissimi elementi costitutivi e organizzativi del Piano Carceri emerge solo una particolare attenzione all’aspetto strutturale e custodiale, non prevedendo,invece, alcun intervento per incrementare e favorire la fondamentale componente rieducativa, vero obiettivo dell’esperienza carceraria.Questo Comitato ed altri illustri interlocutori del mondo penitenziario, continuano, infatti, a chiedere a gran voce che vengano assunti più educatori, affinché l’ingresso nelle nostre carceri non si limiti ad un forzato ozio, ma divenga precipuo momento di riflessione e riprogettazione del sé.Ad oggi, però, in merito alla questione degli educatori, alcuna volontà specifica è stata espressa dal Ministro, nonostante, le nostre carceri continuino quotidianamente ad affollarsi a causa dei numerosi nuovi ingressi, ma anche per la spaventosa carenza di educatori che, secondo quanto stabilito dalle vigenti leggi, rappresentano i coordinatori e i realizzatori materiali dei percorsirieducativi, nonché quelle figure professionali atte a garantire, nei giusti modi e nei tempi,l’espletamento, dell’intero iter necessario all’accesso alle misure alternative alla detenzione di quei detenuti che ne avrebbero i requisiti, ma che continuano a restare in carcere a causa dello sparuto numero di educatori attualmente in servizio a fronte di una popolazione di 66.000 persone carcerate.Pertanto, ci uniamo all´Onorevole Bernardini e a Irene Testa per chiedere l´immediata esecuzione delle citate mozioni e auspichiamo che il Ministro Alfano ne predisponga repentinamente l’avvio.Il Comitato, altresì, ad ausilio dell’iniziativa intrapresa da Rita Bernardini e da Irene Testa,promuove una “catena di informazione solidale” impegnandosi a diffondere la conoscenza di tale protesta non violenta tramite l’invio di questo comunicato non solo a tutti gli organi di informazione, ma anche ai propri conoscenti invitandoli a fare altrettanto.Il Comitato vincitori e idonei concorso educatori.


Donatella Ferranti,PD:da Ionta, un primo segnale l'immediata assunzione dei tanti educatori.

CARCERI: PD, VOGLIAMO VEDERCI CHIARO. AUDIZIONE ALLA CAMERA DI IONTA



Roma, 13 gen



''Lo vogliamo esaminare puntigliosamente ed e' per questo che gia' domani chiederemo al presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno di attivarsi per prevedere al piu' presto l'audizione del capo del Dap, dott. Franco Ionta''. Cosi' la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta l'approvazione del piano carceri da parte del Cdm di oggi. ''I primi dati forniti dal ministro Alfano - sottolinea - non ci convincono fino in fondo: se infatti le carceri italiane possono ''tollerare' sino a circa 64.237 detenuti, da regolamento non potrebbero ospitarne piu' di 43.087. Il grado di sovraffollamento e' elevatissimo, siamo ampiamente fuori quota, e per arrivare ad 80.000 posti, i 21.749 annunciati oggi dal ministro Alfano sembrano insufficienti. E poi - prosegue - non basta costruire muri, occorre riempirli di personale numericamente e professionalmente adeguato: dalla polizia penitenzieria, agli psicologi, agli educatori e agli altri esperti. Di tutto questo ancora non c'e' traccia, ma aspettiamo di conoscere nel merito dal dott. Ionta le cifre esatte, certo - conclude - che un primo segnale potrebbe essere l'immediata assunzione dei tanti educatori e psicologi del concorso''.

Assunzione degli educatori primo impegno del governo

Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari esprime piena soddisfazione per l’approvazione delle cinque mozioni sul problema carcerario discusse ed accolte nei giorni 11 e 12 gennaio 2010 dal nostro Parlamento. Per la prima volta il Governo, rappresentato dal Ministro Alfano, ha preso consapevolezza della grave emergenza del sovraffollamento degli istituti di pena e, fra le altre fondamentali proposte presentate, si è impegnato:- a procedere all’assunzione immediata dei restanti educatori penitenziari previsti dalla pianta organica, da attingersi dagli idonei della vigente e menzionata graduatoria risultata dal concorso bandito per tale profilo professionale, affinché anche costoro possano partecipare ai previsti corsi di formazione che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria deve attivare per questi operatori prima dell’ingresso nelle carceri a cui sono destinati, onde evitare sprechi di danaro per doverli riattivare in seguito;- a prorogare di almeno un quinquennio la validità della graduatoria di merito del concorso citato in premessa, in linea con gli orientamenti del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione nonché con le disposizioni in materia di razionalizzazione delle spese pubbliche in vigore - per permetterne un graduale scorrimento parimenti all’avvicendarsi dei fisiologici turn-over pensionistici, al fine di evitare l’indizione di nuovi concorsi per il medesimo profilo che comporterebbero inutili oneri pubblici;- ad assumere iniziative per lo stanziamento di fondi necessari per completare l’organico di educatori previsti dalla pianta organica attualmente vigente presso il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, considerato che lo sforzo economico da sostenere è annualmente molto esiguo, ma necessario per far funzionare meglio ed in modo più umano una branca importantissima del nostro sistema giustizia che non può più attendere;- a procedere all’alienazione di immobili ad uso penitenziario siti nei centri storici e alla costruzione di nuovi e moderni istituti penitenziari in altro sito;Esprimiamo, quindi, pieno compiacimento per l’importantissimo risultato raggiunto dall’On. Di Stanislao dell’Idv, il quale nella Sua circostanziata e approfondita mozione, ha dimostrato ancora una volta la Sua grande disponibilità e sensibilità verso tali problematiche, sapendo cogliere e far emergere sapientemente le necessità di questo delicato settore della nostra giustizia. Ringraziamo, inoltre, gli onorevoli Bernardini, Rao, Ferranti, Melis, Tidei, Vitali, Balzelli, Donadi, Paladini, Franceschini e tutti coloro che hanno appoggiato con voto favorevole le Loro mozioni, poiché di fronte a queste battaglie di umanità hanno saputo permeare il Loro impegno politico di quell’umanità e di quell’alto senso civico che rende capaci di abbandonare i colori politici e di volgere verso una proficua unità di intenti.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari, intanto, continuerà a vigilare affinché tali doveri vengano rispettati e proseguirà nel suo lavoro di diffusione della necessità dell’intervento rieducativo e quindi sulla centralità della presenza degli educatori, ovvero di quella figura professionale che rappresenta il vero catalizzatore ed esecutore materiale del percorso rieducativo di un detenuto, percorso che rappresenta l’unica vera speranza di un sano reinserimento sociale di chi vive l’esperienza delle sbarre e che rappresenta uno dei più validi strumenti atti ad evitare quegli stati di inerzia, apatia, depressione, frustrazione, ansia, inadeguatezza che troppo spesso percorrono prepotentemente i corridoi lungo i quali si snodano le fila di quelle celle all’interno delle quali si consumano, quotidianamente, suicidi, abusi, violenze. Auspichiamo, quindi, che il Governo predisponga celermente tutti gli atti necessari ad ottemperare quanto detto e che questa stessa volontà continui ad animarne tutti i passaggi ad essi necessari, per poter, nei tempi strettamente necessari, cominciare ad affrontare concretamente e efficacemente l’ormai ingestibile emergenza creatasi.

Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari
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sabato 22 gennaio 2011

Intervento di Donatella ferranti su informativa di Alfano relativa alla giustizia: nessun riferimento da Alfano all'impossibilita' di aprire nuove carceri per mancanza di agenti,educatori e di personale civile! Alfano ci sei o ci fai?!? carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano,penitenziari

DONATELLA FERRANTI. Signor Presidente, signor Ministro, il nostro voto contrario, a differenza di quello che lei un po' provocatoriamente ha detto poc'anzi, non prescinderà dalla sua relazione e terrà conto proprio della sua comunicazione al Parlamento. Comunicazione che ci ha fortemente deluso proprio perché attraverso una apparente e forzata quadratura dei numeri ha omesso di analizzare le cause vere del malessere della giustizia italiana, di indicare soluzioni chiare e competenti e i suoi risultati sono assolutamente inesistenti.


La giustizia civile italiana soffre incontestabilmente di un'eccessiva dilatazione dei tempi, ma lei cosa fa? Si è limitato a cantare vittoria perché le pendenze civili sono aumentate un po' meno dell'anno scorso e ha addirittura ritenuto di accreditare questo apparente risultato alla riforma del processo civile, da lei propagandata, e alla quasi completa, a suo dire, informatizzazione degli uffici giudiziari. È grave, signor Ministro, che lei dica in Parlamento - e quindi ai cittadini - cose non vere.

Con la legge 18 giugno 2009, n. 69, lei in realtà ha introdotto solo un ulteriore rito processuale rispetto a quello di cognizione sommaria. Si è trattato di un intervento disorganico e asistematico, mentre continua a ritardare quella che potrebbe essere l'unica via da percorrere, ossia l'unificazione e la semplificazione dei riti per avvicinarci a quello che è il sistema europeo. A causa delle numerose criticità a cui il Governo è rimasto sordo, la media conciliazione, finalizzata ad avere effetti deflattivi tanto propagandati, sarà un boomerang e aumenteranno i tempi e i costi del contenzioso e le spese che il cittadino dovrà affrontare quotidianamente.

La verità, signor Ministro, è che nella gran parte degli uffici giudiziari, nonostante i problemi progressivamente crescenti a causa della carenza del personale, dei trasferimenti, dei pensionamenti cui non segue la copertura del posto lasciato vacante e del blocco delle assunzioni, si riesce ad andare avanti non per merito delle sue riforme, che non ci sono state, ma per l'impegno costante, per la dedizione e lo spirito di servizio di tutti gli
Pag. 51operatori della giustizia, con costi umani e sacrifici personali che non possono e non devono sopperire all'inerzia e all'inadeguatezza degli interventi governativi.


Vogliamo parlare delle cosiddette innovazioni tecnologiche e informatiche? Lei, esattamente un anno fa, annunciava l'entrata in vigore del processo telematico in tutto il territorio nazionale, a completamento della digitalizzazione della giustizia. La sua è stata, in questa materia, una politica di mera propaganda e di annunci, in totale assenza di trasparenza. Oggi la situazione è preoccupante e il panorama nazionale è quello di una dotazione di strumenti obsoleti, di assenza di programmazione, di scelte di spesa non oculate, dell'utilizzo di programmi e di sistemi che spesso non parlano tra di loro. Ci si chiede, proprio per la trasparenza dei conti, quale destinazione concreta hanno avuto i 90 milioni di euro di investimenti e i 12 milioni di euro l'anno a regime di spese correnti che erano oggetto del Protocollo d'intesa del 26 novembre 2008 tra il Ministro per l'innovazione e la pubblica amministrazione e il Ministro della giustizia. In realtà, il processo civile telematico per i decreti ingiuntivi si svolge in meno di venti tribunali, le notifiche telematiche sono effettuate in meno di dieci uffici, mentre il valore legale di memorie e provvedimenti del giudice avviene solo a Milano.

Inoltre, ci ha sconcertato il fatto, Ministro, che lei ha omesso di affrontare la seria questione delle scoperture degli organici e della desertificazione degli uffici di procura. Si è limitato a dire che sta bandendo concorsi annuali perché deve recuperare il blocco dei concorsi dovuto, per tutta la durata del suo ufficio, al Ministro Castelli. Ma questa misura non è sufficiente, perché lei non ha parlato dei vari decreti-legge, a proposito dei trasferimenti d'ufficio, che sono stati assolutamente inadeguati a coprire quegli organici. Non si è limitato e ha omesso qualsiasi analisi finalizzata a un intervento ponderato che agisca a rimuovere quel divieto di assegnazione dei magistrati di prima nomina, ormai non più giudici ragazzini, che affrontano un concorso di secondo grado e un tirocinio di due anni. È strano, signor Ministro, perché lei questo lo ha promesso di fronte all'Associazione nazionale magistrati per ottenere, quel giorno, l'applauso dei magistrati. Tuttavia, nelle sue comunicazioni non lo ha più affermato né si è più impegnato, nonostante queste proposte siano state presentate in Commissione e sono in corso di discussione. Su questo punto, così come sugli altri, lei non ha individuato nessun programma come, ad esempio, la revisione della distribuzione degli uffici giudiziari e delle piante organiche degli uffici.

Noi - ricordo già le precedenti dichiarazioni dell'onorevole Tenaglia, dell'onorevole Orlando nei due anni di legislatura passati - abbiamo già dato la nostra disponibilità sul punto. Si tratta di un argomento spinoso e non rinviabile, che deve essere assolutamente affrontato con gradualità e razionalità. Quindi, questo punto relativo alla revisione delle circoscrizioni e alla razionalizzazione delle risorse - mi rivolgo all'onorevole Contento - deve essere affrontato prima di parlare di riforme premiali da dare agli uffici giudiziari perché prima bisogna mettere in grado tutti gli uffici di poter funzionare dal nord al sud, altrimenti di quale premialità si può parlare?

Lei, signor Ministro ha fatto una grave ulteriore mancanza e omissione - e ne è consapevole - per quanto riguarda il sistema carcerario: un anno fa ha deliberato lo stato di emergenza per l'anno 2010, ha conferito poteri straordinari al direttore del DAP. In questo 2010, rispetto al piano di attuazione del Piano carceri, finanziato per 600 milioni di euro, non è stato realizzato nessuno degli obiettivi. Già sappiamo - non c'è bisogno che glielo dica - quanti sono i detenuti presenti rispetto a quelli di cui il regolamento prevede la copertura. Per quanto riguarda gli interventi di edilizia penitenziaria abbiamo presentato varie interrogazioni per avere risposte specifiche, richieste di dettaglio, di linee portanti, programmatiche e di attuazione e non c'è stato mai risposto, né dal capo dell'amministrazione penitenziaria, né da lei, nella sua comunicazione e oggi veniamo a sapere da lei che, rispetto ai quarantasette padiglioni previsti nel Piano carceri un anno fa, forse adesso sono in corso di progettazione soltanto venti. Nulla ci dice rispetto alle carceri che non possono essere consegnate per la carenza di personale della polizia giudiziaria e del personale civile. Nessun riferimento all'adeguamento delle piante organiche del personale di polizia penitenziaria, alla figura degli educatori, degli assistenti sociali, degli psicologi, né alla necessità di ripensare la pena detentiva breve, soprattutto per reati non gravi o di media gravità, a favore di misure alternative erogate dallo stesso giudice per superare realmente il problema del sovraffollamento carcerario. Senza parlare poi - ma già sono intervenuti su questo punto tutti i miei colleghi nella discussione sulle linee generali - degli altri problemi scottanti della magistratura onoraria, della riforma delle professioni che è ferma e che presenta vari punti critici e che comunque è una mancata promessa ancora non realizzata. Per i giudici onorari, il suo massimo sforzo si è esaurito prevedendo un'ulteriore proroga nel cosiddetto decreto milleproroghe, quindi ancora uno sforzo di rendere stabile la precarietà e anche di prevedere un ruolo inferiore in confronto alla magistratura ordinaria, in contrasto con i principi della nostra Costituzione.


Andiamo a vedere, caro Ministro - ho cercato di capirlo - il perché del fallimento della sua politica di Governo. È il frutto di disinteresse, di negligenza, di incapacità o ci sono altre cause concomitanti? Il dato storico e politico è che il suo attivismo propositivo in Parlamento in realtà si è modulato a seconda delle esigenze di ripresa o meno dei processi contro il Presidente del Consiglio. Voglio ricordare - perché ho fisse queste tappe nella mia mente - il provvedimento «blocca-processi», con l'emendamento inserito nel primo pacchetto sicurezza, del luglio 2008, poi ritirato per presentare subito dopo il lodo Alfano, dichiarato incostituzionale, e poi le altre misure legislative ad personam, che hanno distratto il lavoro del legislatore, impegnato inutilmente - mi avvio alla conclusione, signor Presidente - per tante sedute. Ricordo il processo breve, la sospensione del legittimo impedimento, il lodo Alfano incostituzionale, la legge sulle intercettazioni telefoniche, la presentazione dell'atto Senato n. 1440 sulla riforma del processo penale. È troppo comodo scaricare la mancata realizzazione dei suoi impegni di governo sulle opposizioni o sulla magistratura politicizzata.

Perché non è vero che noi non vogliamo fare le riforme, in particolare la riforma della giustizia. La risoluzione presentata oggi e la nostra vita in Parlamento parlano chiaro, segnano in maniera trasparente la nostra rotta, è la vostra che è confusa, contraddittoria, distante dai problemi veri dei cittadini e soprattutto dalla volontà di risolverli, perché siete troppo impegnati - lei e la sua maggioranza, signor Ministro, ne avete dato prova più volte - a difendere gli interessi processuali del Premier, ad articolare l'agenda di Governo in relazione appunto ad altre priorità che non sono quelle dei cittadini.

Noi vogliamo una riforma della giustizia moderna, efficace, di qualità, che realizzi a pieno le garanzie costituzionali, i diritti fondamentali dei cittadini, rendendo effettivo il garantismo dell'innocente, delle vittime, non il garantismo dell'impunità come avete fatto e continuate a fare ad ogni costo, contro ogni logica e ragionevolezza (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

giovedì 16 dicembre 2010

Intervista a Donatella Ferranti del PD sulle carceri: nulla è stato realizzato e intanto il personale civile del dap è ridotto all'osso! carcere,governo,angelino alfano,detenuti,penitenziari,giustizia,politici

(AGENPARL) - Roma, 16 dic -

E’ trascorso quasi un anno, ormai, da quando il Consiglio dei Ministri ha annunciato il nuovo Piano Carceri varando, con apposito decreto, lo stato d’emergenza per le carceri italiane. Il decreto scade il prossimo 31 dicembre e, a quanto pare, delle tante proposte annunciate, è stato fatto poco o niente. Abbiamo sentito l’on. Donatella Ferranti (Pd) che più volte, a tal proposito, ha presentato delle interrogazioni al Ministro della Giustizia Angelino Alfano, nonché al Governo.




Cosa è cambiato da gennaio ad oggi?


Niente. Tutto generico e niente nello specifico. Più volte abbiamo chiesto chiarimenti in Commissione Giustizia alla Camera, ma, ad oggi, non abbiamo mai ricevuto una risposta precisa. Neanche dallo stesso Franco Ionta, Presidente del Dipartimento d’ Amministrazione Penitenziaria.



Il piano prevede quattro pilastri di interventi. Il primo, appunto, prevede la costruzione di 47 padiglioni nuovi. Sono stati realizzati?

A noi non risulta. Noi abbiamo fatto 30 interrogazioni, una per ciascun carcere indicato dal piano. Ad oggi non c’è nessuna risposta formale. E non ci risulta come stanno realizzando il piano carceri, soprattutto dal punto di vista della localizzazione delle aree, degli espropri, delle deroghe alla normativa generale sugli appalti e della finalizzazione anche dei soldi.



Con il piano carceri si è prevista la nomina di Ionta a Commissario delegato, con la funzione di velocizzare e semplificare le procedure delle gare d’appalto.


Noi questo l’abbiamo chiesto formalmente. E lui in Commissione , sempre in termini generali, ha detto che c’erano state delle consulenze, degli incarichi di progettazione. Ma, concretamente, non è mai stato reso noto e trasparente quale criterio sia stato utilizzato per la localizzazione delle aree. Questo perché sia per i padiglioni che per i nuovi carceri, si può derogare ai vigenti strumenti urbanistici. La deroga però non vuol dire arbitrio, perché bisogna sempre tener conto di quello che è l’interesse pubblico. Lui genericamente ha detto che si trattava ancora di progettazione, di interventi, insomma di una fase ancora di incarico preliminare. Ad oggi non mi sembra ci sia stata alcuna inaugurazione di padiglioni o di nuovi carceri, tanto più che tra l’altro ci sono nuovi padiglioni o nuovi carceri chiusi, che non si possono utilizzare perché non c’è personale.



Il nuovo piano, tra i suoi pilastri, prevedeva anche l’assunzione di 2 mila agenti?


Si, ma su quello non se ne parla assolutamente. L’unica cosa che adesso va monitorata è la legge 199 del 26 novembre 2010 relativa all’esecuzione domiciliare delle pene detentive non superiore a un anno. Questo vuol dire che, chi deve scontare una pena non superiore ad un anno e non è un soggetto pericoloso, né un delinquente recidivo e/o abituale, può fare l’ultimo anno in detenzione domiciliare. In questa legge c’è un articolo che abbiamo aggiunto noi del Pd che prevede l’assunzione di un certo numero di agenti di polizia penitenziaria. Quella è l’unica previsione vera di assunzione, che non riguarda però 2 mila agenti.



Quindi, di tutto quello che è stato annunciato, nei fatti non si è realizzato nulla. E il prossimo 31 dicembre il decreto scade. Cosa accadrà?

Non si è realizzato nulla, però, con il mille proroghe prevederanno la proroga dei poteri. E noi nel frattempo aspettiamo una risposta. Perché, se solo si rispondesse alle nostre interrogazioni, quanto meno potremmo sapere con certezza cosa è stato fatto per quelli che sono stati individuati come nuovi istituti e nuovi padiglioni, indicando anche genericamente la cifra.



Se le misure del piano carceri fossero state reali e concrete, avrebbero risolto l’emergenza o serve altro?


Sicuramente non sono risolutive al 100 per cento perché il problema del sovraffollamento carcerario non è solo la creazione di nuove carceri. I problemi sono anche la tipologia delle carceri, ossia come vengono costruite. Controllare il recupero del detenuto. Altro problema è quello del personale, compreso quello civile, vedi educatori e psicologi. Poi c’è un altro problema, ben più complesso, che è quello del ‘come concepire’ la pena, quali sono i reati per i quali si prevede il carcere e quali, invece, devono essere previste pene diverse, ma sempre afflittive. Non basta parlare di depenalizzazione. In alcuni casi ci vorrebbero pene sostitutive al carcere. Per questo si crea il sovraffollamento, perché in carcere ci finiscono anche persone che non possono usufruire di misure alternative. Non è soltanto una questione di capienza è anche una questione dovuta ad altro. Sono sempre di più, infatti, le norme che creano nuovi reati, alzano le pene e poi alla fine sono dirette soprattutto verso la marginalità della società. Andrebbe studiato un sistema che vada ad affrontare le problematiche in base alla tipologia di reato.



L’ amnistia, proposta dai radicali, potrebbe essere una possibile ‘alternativa’?


L’abbiamo visto con l’indulto. Quando è stato fatto i detenuti erano 39 mila, nell’arco di due anni, poi, si è ritornati a 70 mila. Non si risolve il problema. L’amnistia è un atto di clemenza che viene fatto in un certo momento. E poi di solito l’amnistia riguarda quelli che sono a piede libero, i piccoli reati. Quello che riguarda proprio i carceri è il provvedimento di Mastella sull’ indulto. Ma si tratta sempre di un provvedimento emergenziale. Andrebbero ripresi tutti i progetti che ci sono presso il Ministero della Giustizia fatti da Commissioni autorevoli, sia di destra che di sinistra, che prevedono un sistema diverso per affrontare le fattispecie di reato e la pena. Non per tutti i reati è necessario prevedere il carcere. Ci sono altre misure interdittive, previste dal giudice, e che lasciano il carcere per i reati più gravi e per quelle persone che hanno bisogno del carcere. Il problema è che il carcere è un momento transitorio dove il detenuto deve scontare la sua pena, ma al tempo stesso prepararsi a tornare a ‘fare il cittadino’. Oggi tutto questo no c’è. C’è, piuttosto, una ghettizzazione di persone che sono ai margini della società. Va attualizzato il nostro codice penale, risalente all’epoca fascista. Il carcere non dev’ essere un fortino, ma deve consentire il recupero del soggetto.

giovedì 1 luglio 2010

Lunedì in Aula ddl Alfano su detenzione domiciliare,Ferranti (PD): Governo incoerente dice no alla sede legislativa. carcere,governo,detenuti,politici,italia,rita bernardini,donatella ferranti,augusto di stanislao

Giustizia: lunedì in Aula ddl Alfano su detenzione domiciliare ma non verrà approvato in tempi brevi


Dire, 1 luglio 2010


Tramonta definitivamente l’ipotesi della sede legislativa, (ossia senza passaggio in Aula) per il ddl del ministro Alfano che concede i domiciliari a chi deve scontare un anno di pena. La Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso per la calendarizzazione in assemblea lunedì 5 luglio. L’ipotesi di una corsia privilegiata del cosiddetto “svuota carceri” è stata accantonata perché il governo, a quanto riferiscono alcuni membri della commissione Giustizia, non ha fatto pervenire il suo orientamento sulla legislativa. Il motivo sarebbe, la mancanza di copertura economica per l’assunzione di 3.000 unità tra forze di polizia e carabinieri per i controlli di chi andrebbe ai domiciliari. La norma sulle assunzioni, voluta dalla Lega, è stata infatti abrogata in commissione a causa del parere negativo della commissione Bilancio di Montecitorio.

Un’altra norma “cassata” è stata la deroga al taglio del 10 per cento del personale amministrativo del ministero della Giustizia. Nonostante il parere favorevole di tutti i gruppi in commissione alla legislativa (fatta eccezione per l’Idv), il testo proseguirà il suo iter in Aula dove però non è escluso che qualcuno possa chiedere un rinvio in commissione per approfondimenti. In ogni caso, anche se il ddl rimanesse nel calendario dell’assemblea, pur essendo stato varato per fronteggiare l’emergenza sovraffollamento nelle carceri, è assai improbabile che possa essere approvato prima dell’estate, vista la concomitanza dell’esame di provvedimenti più urgenti come la manovra economica e l’inserimento all’ordine del giorno dell’Aula del ddl intercettazioni per fine luglio.



Ferranti (PD): Governo incoerente dice no alla sede legislativa

Un atteggiamento “incoerente, schizofrenico e incongruente del governo”, così la capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, definisce la decisione di calendarizzare in aula per lunedì prossimo il disegno di legge sulla sospensione dell’ultimo anno di pena, invece che approvare il provvedimento in sede legislativa direttamente in Commissione. “In maniera schizofrenica e incongruente - ha detto Ferranti al termine delle audizioni in Commissioni sulla legge sulle intercettazioni - nonostante la disponibilità del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, a varare in sede legislativa quello che era stato definito un provvedimento d’urgenza per affrontare il sovraffollamento delle carceri, il governo ha dato parere contrario” all’iter abbreviato, “solo così si giustifica la decisione presa dalla capigruppo. “Vogliamo ora - ha concluso Ferranti - che in Aula un rappresentante del governo spieghi i motivi di un’evidente contraddizione”.

mercoledì 9 giugno 2010

Donatella Ferranti,PD, su DDL Alfano pena domiciliare:il potenziamento di educatori, psicologi, servizi sociali) è condizione necessaria per consentirne l'attuazione.carcere,giustizia,angelino alfano,governo,politici,detenuti,italia

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Carceri/ Pd: Su svuota celle governo-maggioranza sono allo sbando

Ferranti: Minacciano opposizione per nascondere loro divisioni


Roma, 8 giu. (Apcom) - "Sul ddl 'svuota-carceri' il Governo è allo sbando e per nascondere le proprie incapacità fa la voce grossa minacciando di far ricadere sull'opposizione le colpe di un ulteriore nulla di fatto". Lo sostiene la capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti, commentando la richiesta del governo di approvare una 'legislativa a costo zero'.

"La verità - afferma l'esponente Pd - è che si sono infilati in un cul de sac: da una parte, il ministro Maroni che dice che il provvedimento sarà 'peggio di un indulto' se non porterà a reali impegni di assunzione del personale di polizia, dall'altra Tremonti che ribadisce che per le carceri le casse sono vuote. Questo è lo stato dell'esecutivo, ma anche la maggioranza non scherza: con il Pdl che vorrebbe accelerare pur di portare a casa un risultato, anche se solo apparente, e la Lega che chiede altro tempo".

"Per il Pd - prosegue Ferranti - il finanziamento del provvedimento e quindi il potenziamento del personale della polizia e degli uffici civili dell'amministrazione penitenziaria (educatori, psicologi, servizi sociali) è condizione necessaria per consentirne l'attuazione. Come può, infatti, il Governo pensare di aggravare gli uffici locali dell'esecuzione penale esterna (Uepe) anche del monitoraggio di tutte le incombenze derivanti dai nuovi provvedimenti di detenzioni domiciliari senza prevedere un minimo intervento di sostegno numerico e professionale".


Resoconto commissione giustizia su discussione DDL Alfano pena domiciliare:




La seduta comincia alle 14.30.



Disposizioni relative all'esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno.


C. 3291-bis Governo.

(Seguito dell'esame e rivio).


La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato il 25 maggio 2010.

Giulia BONGIORNO, presidente, avverte che nella riunione appena svolta dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ha invitato i gruppi ad esprimersi sulla prosecuzione dell'iter del disegno di legge in esame, in merito al quale già oltre i quattro quinti dei membri della Commissione hanno dato l'assenso per il trasferimento in sede legislativa.

Ricorda che non è ancora pervenuto l'assenso del Governo, mentre, in merito ai pareri delle altre Commissioni, la Commissione Bilancio ha espresso delle condizioni relativamente ad alcune disposizioni del provvedimento. Dichiara di aver sottolineato l'esigenza di verificare se il Governo intenda dare l'assenso e se, alla luce del parere della Commissione bilancio, sussistano ancora le condizioni per il trasferimento in sede legislativa dell'esame del provvedimento.

Ritiene che si tratti di una verifica che si deve fare celermente, in quanto il provvedimento è stato espunto dal calendario dell'Assemblea su sua richiesta, a nome della Commissione giustizia, proprio in vista di un trasferimento dell'esame alla sede legislativa.

Dopo aver ricordato la drammaticità nella quale versano attualmente le carceri italiane a causa di un sovraffollamento oramai intollerabile, sottolinea l'esigenza di pervenire quanto prima all'approvazione del provvedimento in esame. Conclude dichiarando che nel corso della riunione dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, si è convenuto di fissare giovedì prossimo come data ultima entro la quale sarà possibile verificare se sussistano ancora le condizioni per il trasferimento in sede legislativa, avvertendo che qualora queste non sussistessero chiederà al Presidente della Camera l'inserimento del provvedimento nel calendario di giugno dell'Assemblea. Nessuno chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.


La seduta termina alle 14.40.

martedì 18 maggio 2010

Donatella Ferranti,PD:Governo favorevole a emendamenti Pd per potenziamento personale penitenziario:piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi. carcere,giustizia,governo,politici,detenuti,costituzione,angelino alfano

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Governo favorevole a emendamenti Pd per potenziamento personale penitenziario:piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi.


Ansa, 18 maggio 2010


La commissione Giustizia della Camera ha cominciato a votare gli emendamenti presentati al ddl carceri e il Governo ha dato parere favorevole alle proposte di modifica del Pd che prevedevano il potenziamento del personale civile e amministrativo penitenziario (psicologi, educatori, ecc) e l’adeguamento delle piante organiche di carabinieri e polizia in funzione del nuovo impegno che dovranno svolgere per vigilare sui detenuti che trascorreranno agli arresti domiciliari l’ultimo periodo della loro detenzione. Il capogruppo del Pd in commissione giustizia, Donatella Ferranti, ha espresso soddisfazione per questo parere favorevole del Governo augurandosi che alla fine l’emendamento venga approvato.



Pd: nostre proposte sono su linea indicata da Napolitano

“Il Pd è pronto” a rispondere al monito del presidente della Repubblica sulla necessità di risolvere il sovraffollamento delle carceri e “a fare la propria parte”. Per questo, annuncia Sandro Favi, responsabile Carceri dei democratici, “nei prossimi giorni il nostro partito presenterà proposte su questi temi, in un quadro di sistema e in continuità e sviluppo delle mozioni approvate dal Parlamento già nei primi mesi di quest`anno”.

“Proporremo - spiega Favi - che si proceda alla revisione del codice penale, che vengano riviste le norme che determinano l`alta incidenza di imputati in custodia cautelare in carcere e quelle sul trattamento penale dei tossicodipendenti, che siano ampliate le opportunità di accesso alle misure alternative alla detenzione. Chiederemo inoltre al Governo - prosegue - un piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, nonché gli indispensabili stanziamenti ed investimenti per ripristinare la corretta funzionalità ed operatività dei servizi e delle strutture”.

“Il Partito Democratico - conclude l’esponente del Pd - rinnova la stima e la fiducia degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria e l`apprezzamento verso i dirigenti dell`Amministrazione penitenziaria, verso le professionalità socio-educative, sanitarie, amministrative e tecniche che, in questa fase difficile, dimostrano il proprio impegno con alto senso di umanità e qualificate competenze”.

CARCERI: GOVERNO, SI A EMENDAMENTO DI DONATELLA FERRANTI,PD, SU DDL ALFANO, SU POTENZIAMENTO PERSONALE CIVILE PENITENZIARIO(EDUCATORI,PSICOLOGI,ASSISTENTI) CARCERE,GIUSTIZIA,GOVERNO,ANGELINO ALFANO,POLITICI,DETENUTI,EDUCATORI PENITENZIARI

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CARCERI: GOVERNO, SI' POTENZIAMENTO PERSONALE PENITENZIARIO



PARERE FAVOREVOLE A EMENDAMENTI PD



(ANSA) - ROMA, 18 MAG -

La commissione Giustizia della Camera


ha cominciato a votare gli emendamenti presentati al ddl carceri


e il Governo ha dato parere favorevole alle proposte di modifica


del Pd che prevedevano il potenziamento del personale civile e


amministrativo penitenziario (psicologi, educatori, ecc) e


l'adeguamento delle piante organiche di carabinieri e polizia in


funzione del nuovo impegno che dovranno svolgere per vigilare


sui detenuti che trascorreranno agli arresti domiciliari


l'ultimo periodo della loro detenzione.


Il capogruppo del Pd in commissione giustizia, Donatella


Ferranti, ha espresso soddisfazione per questo parere favorevole


del Governo augurandosi che alla fine l'emendamento venga


approvato.


Secondo quanto si apprende, poi, il Governo avrebbe chiesto


alla Lega di ritirare i propri emendamenti. (ANSA).






La segreteria.


On. Leoluca Orlando

venerdì 14 maggio 2010

Ddl carceri: Pd, "E' un passo avanti, a governo chiediamo uno sforzo in più" Ferranti:Restano aperte altre questioni,il rafforzamentodel personale civile necessario a completare i percorsi di recupero (educatori e psicologi). carcere,governo,angelino alfano,detenuti,giustizia,politici

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Ddl carceri: Pd, "E' un passo avanti, a governo chiediamo uno sforzo in più" Ferranti: "Cie non saranno carceri per immigrati"

“Il nuovo testo è un passo avanti verso la chiarezza. Al governo chiediamo adesso un ulteriore sforzo per renderlo veramente efficace a superare l’emergenza umanitaria che si sta vivendo nelle nostre carceri”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta gli emendamenti del governo al ddl carceri presentati oggi a Montecitorio. “Il ddl Alfano – prosegue Ferranti - non era uno svuota-carceri, ma un insieme di norme confuse che avrebbero creato false aspettative nella popolazione carceraria. E’ evidente che ancora non siamo davanti a norme in grado di superare la grave condizione di sovraffollamento degli istituti di pena, in ogni caso, registriamo positivamente lo sforzo del governo che ha tenuto conto delle osservazioni emerse durante le audizioni e recepito alcune nostre proposte. Penso in particolare allo stralcio della ‘messa alla prova’; all’attenuazione dell’automatismo e quindi della necessità di valutare caso per caso i percorsi di recupero dei condannati; all’idoneità dei domicili, mettendo così a riparo le vittime di violenza domestica e scongiurando che i Cie divengano, di fatto, le carceri per gli immigrati. Restano aperte altre questioni, tra queste sicuramente il rafforzamento del personale di polizia, non solo quella penitenziaria e del personale civile necessario a completare i percorsi di recupero (educatori e psicologi). Per non parlare della necessità, ormai urgenza, di vedere nero su bianco il testo del famoso piano carceri. Le costruzione di nuove strutture – conclude Ferranti - è sempre più improcrastinabile”.

venerdì 9 aprile 2010

Donatella ferranti del PD: senza fondi per nuove risorse umane nelle carceri,impossibile DDL Alfano su pene alternative. carcere,governo,politici,Dap

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Carceri/ Pd: Emergenza umanitaria, servono interventi applicabili
Ferranti a Uil: Su di noi parole ingenerose, vogliamo rapido iter

Roma, 8 apr. (Apcom) - Nelle carceri italiane siamo all'emergenza umanitaria, servono interventi che siano realmente applicabili. La capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, lo scrive in una lettera inviata al presidente della Uil Penitenziari, Eugenio Sarno.

"Nelle carceri italiane - sottolinea l'esponente democratica - siamo ampiamente oltre la soglia di massima tolleranza e il livello di sovraffollamento sta determinando una situazione di vera e propria emergenza umanitaria. Il piano carceri è ancora avvolto da una coltre di indeterminatezza e anche il provvedimento sulla detenzione domiciliare e la messa in prova presenta molte criticità".

"La più rilevante - sostiene Ferranti - è che un provvedimento di quella portata non può essere fatto a costo zero. Per una reale riuscita della messa in prova e del carcere domiciliare c'è bisogno di investire su mezzi e risorse umane. In caso contrario quel provvedimento non riuscirebbe nel suo scopo, resterebbe lettera morta e sarebbe utile solo per la propaganda governativa. Senza fondi aggiuntivi ad ogni detenuto che uscirà ad un anno dal fine pena ce ne saranno almeno due che entreranno per colpa del sistema della recidiva obbligatoria introdotta dalla legge Cirielli che non consente la valutazione dell'effettivo recupero del condannato".

"Questa, purtroppo, è la realtà! E allora, prima di accordare la legislativa diretta, abbiamo chiesto - spiega l'esponente Pd - di verificare in commissione la reale volontà di tutte le forze politiche ad avviare un percorso normativo e di investimento che sia durevole e capace a risolvere le cause primarie del sovraffollamento delle carceri. Se il governo e la maggioranza ci daranno segnali in questo senso, saremo i primi a richiedere il trasferimento in legislativa. Mi spiace che le parole strumentali e ingenerose della collega Bernardini abbiano potuto generare un così macroscopico equivoco. Noi non vogliamo alcun allungamento dei tempi: come sempre puntiamo ad un confronto in commissione costruttivo, efficace e celere. Il provvedimento è in ogni caso già calendarizzato in Aula per il mese di maggio".

giovedì 8 aprile 2010

Carcere:domani parte alla camera iter DDL Alfano su piano carcere:investire su risorse umane! carcere,governo,giustizia,politici,detenuti,italia,dap

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Carceri/ Domani 'mini-indulto' alla Camera. Pd: Ma ci sono soldi?
Parte iter ddl messa in prova, per ora no corsia preferenziale
postato 14 ore fa da APCOM
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Roma, 7 apr. (Apcom) - Inizierà domani in commissione Giustizia alla Camera l'esame del ddl del governo che prevede che le pene detentive non superiori a un anno possano essere scontate a casa o presso un altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza e la sospensione del processo con messa alla prova. Fallita per ora l'intenzione dell'esecutivo di dare una corsia preferenziale al provvedimento che costituisce uno dei pilastri del piano carceri portato in Consiglio dei ministri dal Guardasigilli Angelino Alfano lo scorso 13 gennaio: non è stata trovata l'unanimità dei gruppi, infatti, alla proposta di assegnare il ddl in sede legislativa.

"Prima di accordare la legislativa sul provvedimento del governo sulla detenzione domiciliare e la messa in prova - commenta la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti - vogliamo verificare in commissione la reale volontà di tutte le forze politiche ad avviare un percorso normativo che sia veramente risolutivo e durevole per risolvere le cause primarie del sovraffollamento delle carceri. Non vogliamo alcun allungamento dei tempi, ma come sempre puntiamo su un confronto costruttivo ed efficace. Se il governo e la maggioranza ci daranno segnali in questo senso saremo i primi a richiedere il trasferimento in legislativa. Una delle maggiori perplessità sull'attuale testo del ddl è che ancora una volta si vorrebbero affrontare le riforme sulla giustizia a costo zero. Quando sappiamo bene che per una reale riuscita della messa in prova e del carcere domiciliare c'è bisogno di investire adeguatamente su mezzi e risorse umane".

In dissenso con la decisione del suo gruppo la radicale eletta nel Pd Rita Bernardini, che ha scritto una lettera alla Ferranti: "Vogliamo trascinare la discussione per mesi e mesi in sede referente e poi avere chissà quando il passaggio in aula e poi l'esame da parte dell'altro ramo del Parlamento? Arriveremo all'estate con più di 70mila detenuti senza che nulla di concreto sia accaduto". Bernardini ha annunciato quindi che "se la corsia preferenziale della sede legislativa non fosse accordata, si sentirebbe in dovere, soprattutto dopo aver rivisitato nei giorni di Pasqua e pasquetta con Marco Pannella le case circondariali di Poggioreale e dell'Ucciardone, di riprendere la lotta nonviolenta informandone la comunità penitenziaria che è ormai allo stremo delle proprie capacità di sopportazione del dolore inflitto dallo stato di violazione permanente di diritti umani essenziali sia nei confronti dei detenuti che di tutto il personale in servizio".

Secondo le stime del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, nel settembre 2009, circa il 32 per cento dei detenuti a seguito di sentenza definitiva scontavano pene detentive non superiori a un anno. Tale percentuale è costantemente in crescita: era circa il 25 per cento nel giugno 2007 e il 31 per cento nel giugno 2008. "Questo fenomeno - si legge nella relazione introduttiva del ddl - determina una condizione di disagio che espone lo Stato italiano alle condanne della Corte europea dei diritti dell'uomo e non consente di attuare pienamente la funzione rieducativa della pena. Di qui la necessità, oltreché di intervenire sulle infrastrutture carcerarie, di prevedere che, in alcuni casi, l'esecuzione delle pene più brevi possa avvenire anche in luoghi diversi dagli istituti penitenziari, fermo restando il principio che la detenzione, anche se breve, va comunque eseguita e non può essere sospesa se non nei casi previsti dal codice di procedura penale e dalle leggi in materia di ordinamento penitenziario".

martedì 23 febbraio 2010

Intervento di Donatella Ferranti alla camera su milleproroghe: non ridurre pianta organica educatori carcere. giustizia,governo,carcere,detenuti,dap

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Seguito della discussione del disegno di legge: S. 1955 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (Approvato dal Senato) (3210)
(ore 9,40)

(Ripresa discussione sulle linee generali - A.C. 3210)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Ferranti. Ne ha facoltà.

DONATELLA FERRANTI. Signor Presidente, siamo qui a discutere del cosiddetto decreto-legge milleproroghe che, in quanto tale, comincia ad essere un termometro dello stato di salute del sistema pubblico. Si pongono, in realtà, da parte del Governo obiettivi non raggiungibili e, comunque, declamati come già raggiunti sulla base soltanto di provvedimenti che vengono approvati ma che poi non vengono attuati completamente o riforme dell'amministrazione che poi non si è in grado di realizzare in tempi certi. A questo punto, si interviene con il milleproroghe, ossia con leggi di proroga che spostano in avanti l'attuazione di quei provvedimenti, alcuni dei quali erano appunto essenziali proprio per l'attuazione di quelle riforme per una nuova visione dell'amministrazione dello Stato.
Con quale provvedimento? Con un provvedimento, appunto, che è sempre quello della decretazione d'urgenza che altera lo schema fisiologico del rapporto tra Governo e Parlamento e che, in realtà, rivela una sconfitta dello Stato perché interviene ad alterare quelle regole che lo Stato stesso si è dato in precedenti provvedimenti. Si tratta di un provvedimento con un contenuto eterogeneo o di una sorta di minestrone di norme che, in realtà, incide su vari settori dell'ordinamento non omogenei. Si tratta di norme non collaudate, né razionalizzate e di cui, alcune volte, è difficile anche capire quale sia la spinta di fondo, se non magari il tener conto di interessi particolari che all'ultima ora emergono e che diventano poi una clausola o un'ulteriore norma del milleproroghe.
Dunque, questo provvedimento corregge, integra, completa e contraddice altri provvedimenti legislativi. Esso proroga indefinitamente i termini la cui scadenza è stata più volte rinviata. Penso, per esempio, in questo momento alla proroga riguardante il divieto degli arbitrati, i cui effetti, in realtà, di proroga in proroga, non sono mai entrati in vigore. Adesso si dice che si stia aspettando l'attuazione di una direttiva che farà in modo che invece l'arbitrato, secondo l'ottica di un atto del Governo che è in esame presso la Commissione giustizia, dovrà essere l'alternativa o, anzi, il canale privilegiato per il contenzioso riguardante gli appalti.
A questo proposito - e apro una parentesi - non si tiene conto di quello che ci dice anche l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture che ha denunciato pubblicamente - anche tramite una relazione che è stata depositata - che, in realtà, avendo monitorato gli arbitrati, in tutte le decisioni o, meglio, nell'80 per cento delle decisioni riguardanti gli arbitrati cosiddetti liberi, la parte soccombente è la pubblica amministrazione.

Tanto è vero che (dico questo per evidenziare le contraddizioni intrinseche e continue presenti nei provvedimenti) nell'ultimo provvedimento riguardante i rifiuti ed anche la Protezione civile - di questo si è anche fregiato come qualcosa di importante il sottosegretario Bertolaso - per quanto riguarda quel settore soltanto si sospendevano gli arbitrati in corso e addirittura si dichiaravano nulle le clausole compromissorie che fossero state inserite con riferimento al settore medesimo poi gestito in via straordinaria dal Dipartimento della protezione civile.
È un controsenso. In quel caso, l'arbitrato è costoso e si prevede una simile norma, come è stato detto pubblicamente, per abbassare i costi che gravano sui cittadini. Infatti, chi paga le spese dell'arbitrato che sono a carico dell'amministrazione soccombente e che vedono sempre l'amministrazione come soccombente? I cittadini, ecco perché è facile attraverso il gioco della reiterazione degli incarichi arrivare a soluzioni che in qualche modo incidono sulla spesa pubblica.
Cominciamo a razionalizzare quelle spese, cominciamo a razionalizzare le spese per le consulenze, non variamo norme per operare, in via generale, una riduzione - ricordo un provvedimento legislativo in questo senso circa la riduzione delle consulenze che può conferire l'amministrazione - e poi invece, quando abbiamo i canali dell'urgenza (che non sono solo quelli delle calamità naturali, ma anche quelli delle opere dei grandi eventi), riapriamo i canali delle consulenze.
C'è una contraddittorietà nei provvedimenti che vengono presentati: da un lato, vi sono proclami per procedere verso le riforme dello Stato, il contenimento dei costi, la meritocrazia, la razionalizzazione, la digitalizzazione e quindi tutto quello che conduce verso un'amministrazione moderna, ma, dall'altro, con provvedimenti quale quello in discussione, si prevedono norme che sostanzialmente spostano in avanti l'entrata in vigore di certe riforme o, comunque, la proroga e l'attuazione di riforme che in realtà non verranno mai alla luce per come sono state conformate.
In quel momento vengono contraddetti anche i proclami elettorali ed i successivi proclami sull'azione di Governo laddove ci si vanta di avere realizzato, ad esempio, la digitalizzazione dell'amministrazione dello Stato in generale. In seguito, vedremo alcune norme che in questo provvedimento fanno slittare tale riforma nella sua effettiva realizzazione e norme che invece non verranno mai alla luce.
Pertanto, i decreti-legge milleproroghe vanno razionalizzati ed utilizzati in realtà solo per quella che può essere la fonte di legittimazione, una decretazione necessaria ed urgente per prorogare quello che è necessario prorogare, non quello che, attraverso le proroghe all'interno di una decretazione d'urgenza, diventano in realtà la normalizzazione del legiferare e quindi anche dell'azione di Governo.
Ciò è tanto vero che poi vi sono rubriche che non hanno coerenza con il contenuto delle norme, vi sono addirittura introduzioni di sanatorie disciplinari per condotte già avvenute e quelle che si verificheranno in futuro (mi riferisco alla norma che riguarda l'utilizzazione da parte di studi odontoiatrici di collaboratori che non hanno la qualità professionale).
Questo si realizza attraverso un provvedimento che è così ampio e così eterogeneo che andrebbe analizzato ed approfondito nei suoi meandri, e che invece è arrivato in Aula per la discussione sostanzialmente tredici giorni prima della decadenza, nella stessa settimana in cui sono in discussione altri provvedimenti di grande spessore, impatto e rilevanza esterna, quale quello sulla Protezione civile e i rifiuti che abbiamo discusso la scorsa settimana e a cui si è accavallato.
Infatti, prima di affrontare il settore di cui ci occupiamo prevalentemente in Commissione giustizia, penso che non sia superfluo fare una disamina dei temi oggetto delle proroghe, proprio per confermare quella contraddittorietà dell'azione di Governo, quella incoerenza continua che ritroviamo nei proclami - consentitemi questa parentesi - di provvedimenti anticorruzione; inoltre, appena vi saranno state le elezioni regionali, si andrà avanti al galoppo con la riforma sulle intercettazioni telefoniche che impedirà di fatto la lotta alla corruzione. Questa è la massima incoerenza che ci fa porre una domanda? Perché dopo le elezioni regionali? Se è una cosa in cui il Governo crede fermamente, se fa bene alla riservatezza delle indagini e dei cittadini, se fa bene all'efficacia dell'amministrazione della giustizia, perché farla dopo le regionali? Perché tutto deve accadere dopo le elezioni regionali, visto che davanti all'opinione pubblica può costituire un grave vulnus allo Stato democratico?
È inutile parlare di strumenti che devono porre fine ad una piaga non solo morale e di etica pubblica - quella della corruzione dei pubblici funzionari, dei magistrati e degli uomini dello Stato - ma è anche un costo. Voglio evidenziare il profilo economico, perché siamo in un momento di grave crisi economica, con tagli continui alle risorse per i servizi che servono ai cittadini: la scuola, la sanità, la giustizia. Lo abbiamo visto con le cifre che sono state divulgate da chi ne ha la disponibilità, non dall'opposizione, ma dal presidente della Corte dei conti: tali cifre danno la dimensione di quanto la corruzione incida sui costi dello Stato e dei servizi pubblici. Infatti, poi gli imprenditori corrotti o comunque oggetto di concussione da parte dei pubblici amministratori faranno gravare quei soldi che hanno pagato sui costi delle opere pubbliche e in definitiva poi li pagheranno i cittadini.
Questa incoerenza continua la vediamo anche in questi piccoli flash di questo mille proroghe in cui ci si infila di tutto. Un esempio di incoerenza lo troviamo nell'articolo 1, al comma 5, con la proroga al 31 dicembre 2010 del termine a decorre del quale è consentito l'accesso ai servizi in rete delle pubbliche amministrazioni tramite carte d'identità elettronica, carta nazionale di servizi, restando precluso l'accesso ai predetti servizi. Che cosa si fa? Si sposta in avanti un servizio di accesso che può costituire anche un risparmio in termini di risorse, intanto al 2010, ma sicuramente questo termine sarà prorogato anche l'anno prossimo: così non entrerà mai in vigore questo servizio, perché in realtà non c'è la volontà di effettuare una vera riforma della pubblica amministrazione con un servizio imparziale, trasparente, improntato a sistemi di economicità, come previsto dall'articolo 97 della Costituzione.
Magari si dice: «abbiamo adottato, avrete...» anche con le pubblicità in televisione da parte della Presidenza del Consiglio o dei Ministeri competenti, ma, in realtà, si spostano i termini in avanti. Allo stesso modo, si posticipa dal 2010 al 2011 il termine per la piena operatività del sistema telematico di trasmissione delle comunicazioni dei sostituti di imposta a fini fiscali e contributivi, previa sperimentazione con modalità di concerto tra Agenzia delle entrate e l'Istituto nazionale della previdenza sociale. Poi si estendono in avanti alcune piccole sanatorie fiscali che riguardavano il 2008 e che sono state prorogate anche al 2009.

E poi, più avanti, per esempio, non ho nulla, anzi, sono contenta che si proroghino al 31 gennaio 2012 i contratti di lavoro a tempo determinato dei dipendenti della Consob in servizio alla data di entrata in vigore del disegno di legge di conversione in esame.
Quando c'è qualcosa che porta lavoro, immagino che dietro questi contratti di lavoro a tempo determinato vi siano tanti giovani che impostano la loro vita, che non hanno futuro, e quindi sono contenta che vi sia questa proroga al 2012 (perlomeno, per altri due anni sono a posto).
Ma mi chiedo: un Governo responsabile, che voglia essere tale, un Governo della Repubblica italiana possibile che non abbia riguardo rispetto a quel contratto, a quell'amministrazione, a quell'authority, a quel comparto e non sia in grado di verificare quali sono le amministrazioni che si avvalgono di contratti a tempo determinato, per quali di esse sia razionale la proroga, quali contratti a tempo determinato debbano essere trasformati in contratti a tempo indeterminato oppure, se non possano essere trasformati, quali concorsi si possano fare?
Quand'è che si comincia a lavorare e a realizzare qualcosa che abbia una sua razionalità, senza procedere, invece, soltanto per segnalazioni? Infatti, dietro queste proroghe, e ne troverò altre, vi sono delle forze: forze contrattuali, politiche, di chi ha ottenuto una proroga. E chi non ha avuto questa forza contrattuale (parlo di forza contrattuale perché voglio dargli comunque una definizione che abbia un suo prestigio)? E chi non è riuscito a infilare qui dentro la sua posizione, e ho dei casi precisi e concreti di rilevanza pubblica, è perché non ha forza contrattuale. In realtà, ciò serve a pochi, a degli emarginati, a persone che non hanno questa forza, come ho detto prima.
Il Governo è un qualcosa che deve avere rilievo e forza soltanto con riferimento ad interessi particolari o si comincia a parlare e pensare in termini generali, e si abbandona, finalmente, lo schema delle leggi ad personam? Infatti, vi sono le leggi ad personam, che servono al Presidente del Consiglio e a qualche suo amico, e poi vi sono le norme di proroga ad personam, che servono solo ad alcune categorie o ad alcuni precisi soggetti individuabili, ben individuabili.
È questo che non va, è questo che non possiamo accettare nell'ambito di un provvedimento così eterogeneo, dove un insieme di interessi vengono confusi, pensando che magari nell'insieme, nell'amalgama, nel complesso, non si evidenzino anche gli interessi particolari, non generali, che sono al di là di quelle norme.
Per esempio, l'articolo 1, comma 23-duodecies, porta da tre a sei anni la durata in carica dei membri della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Per carità, pure questa è una norma che avrà la sua funzionalità, ma vogliamo vedere quanto durano in carica gli altri componenti delle altre authority? Vogliamo vedere qual è il periodo fisiologico che può essere più consono? Vogliamo fare qualcosa che abbia una sua razionalità? Oppure, in questo caso, si prolunga la durata in carica da tre a sei anni e siamo a posto, e magari chi è in carica è contento perché non è soggetto a scadenza tra tre anni.
Ma una delle cose che mi lascia sconvolta, è che nella legge finanziaria, tra i provvedimenti di autofinanziamento che erano stati evidenziati, vi era proprio quello del pagamento dei contributi unificati che doveva gravare sui cittadini in relazione ai giudizi di lavoro davanti alla Corte di Cassazione. Credo che chiunque abbia frequentato l'Aula si ricorderà la battaglia dell'opposizione per eliminare tale norma: abbiamo presentato specifici emendamenti sul punto, che svuotavano sostanzialmente di contenuto, e davano un significato diverso al giudizio in causa del lavoratore nei confronti del datore di lavoro.
È una cosa storica, è dal 1973 che il giudizio di lavoro, proprio perché la parte che attiva tale giudizio è comunque una parte debole, doveva essere gratuito. In quel provvedimento si impose come forma di autofinanziamento interno (interno nel senso che grava poi sui cittadini che usufruiscono del servizio giustizia, e sui lavoratori in particolare che attivavano le cause di ricorso per Cassazione) quel contributo. Non fu accettato alcuno dei nostri emendamenti, e ora che cosa si fa? Si mantiene fino al 31 dicembre l'esenzione del pagamento, si proroga l'entrata in vigore. Quella è una norma sbagliata: anziché accedere all'emendamento dell'opposizione in un dibattito costruttivo tra maggioranza ed opposizione, che tenga conto delle esigenze che siano anche di coerenza del sistema, non si è accettato alcunché, e si è fatto vedere che ad un certo punto vi sarebbero stati anche quegli introiti ad alimentare il fondo giustizia; mentre oggi ovviamente non si ha il coraggio, ci si deve esporre, vi sono i sindacati, e quindi si proroga. Questa è un'altra delle pecche particolari, che non hanno senso nel provvedimento in esame.
Prima parlavo di quelle categorie di lavoratori, di dipendenti pubblici che non hanno avuto la forza contrattuale di ottenere la proroga dell'utilizzazione della graduatoria di vincitori del concorso, che non hanno ottenuto la proroga di contratti a tempo determinato, che non hanno ottenuto di essere menzionati. E chi sono? Sono il personale dell'amministrazione giudiziaria, e in particolare il personale civile dell'amministrazione penitenziaria. Essi, nonostante vi sia un concorso bandito nel 2003, finanziato per 397 posti (mi pare) di educatori penitenziari, con piante organiche scoperte, stanno ancora aspettando di essere assunti: ne è stata assunta solo una parte. Inoltre, vi è un taglio posto dall'articolo 2, comma 8-bis, che sostanzialmente prevede un ulteriore processo di razionalizzazione organizzativa delle amministrazioni pubbliche, esclude la Presidenza del Consiglio, e quindi obbliga le amministrazioni statali a compiere un'ulteriore riduzione (già vi è stata col decreto-legge n. 112 del 2008) in misura non inferiore a 10 per cento delle piante organiche.
L'articolo 2, comma 8-quinquies, pone poi delle esclusioni. In esse si fa riferimento al personale amministrativo operante presso gli uffici giudiziari (un'esclusione tra l'altro introdotta solo con un emendamento del Senato); poi il Dipartimento della protezione civile (ma in quell'amministrazione il personale era stato addirittura aumentato nel precedente provvedimento, quindi figuriamoci); le Autorità di bacino di rilievo nazionale, il Corpo della polizia penitenziaria, i magistrati, l'Agenzia italiana del farmaco, le Forze armate, il Corpo nazionale vigili del fuoco, eccetera. Guardando le esclusioni, che sono quelle che vi ho letto, non si fa riferimento e non vi rientrano innanzi tutto il personale amministrativo del Ministero della giustizia; che non è solo quello del Ministero, ma quello che fa riferimento all'assistenza dei minori (giustizia minorile, assistenti sociali), e quanti si occupano del trattamento penitenziario, gli educatori presso le carceri.
Pertanto, una pianta organica in cui è presente un educatore ogni mille detenuti - sulla base di questo articolo, qualora non venga emendato (ma noi abbiamo presentato una proposta emendativa sul punto) - dovrebbe essere ulteriormente ridotta; una volta che poi si sono ridotte le piante organiche si fa presto a dire che sono coperte, nel senso che si riduce sulla carta e poi si dice che si provvederà alla copertura.
Il 12 gennaio del 2010 abbiamo assistito all'approvazione di alcune mozioni - che sono state sostanzialmente condivise dall'Assemblea - in base alle quali il Governo si è impegnato in questo senso in ordine a specifici punti, e non solo con riferimento all'edilizia carceraria (in quell'occasione si era anzi sostenuto di rivedere la ristrutturazione dell'esistente prima e di realizzare poi un piano organizzato e razionale, ma di questo già abbiamo discusso ed avremo modo di discuterne ancora in altre sedi).
Nelle mozioni presentate dal Partito Democratico, dall'Italia dei Valori, dal Popolo della Libertà e dell'Unione di Centro era contenuto anche un impegno preciso con cui si chiedeva di adeguare le piante organiche non solo del Corpo della polizia penitenziaria, cosa che non è avvenuta se non attraverso soltanto proclami. Si parla infatti di 2 mila assunzioni quando in realtà già i pensionamenti, e quindi il personale che non è più presente, sono già superiori in termini fisici alle unità che si dovranno assumere, tuttavia aspettiamo che dal proclama e dalle parole si passi ai fatti: ma almeno, in quel caso il proclama c'è stato, in questo caso invece non c'è stato nemmeno il proclama.
Quando voi parlate di carcere a misura d'uomo o quando ci si riempie la bocca di un trattamento di rieducazione mi domando: tramite chi vogliamo realizzare questo trattamento rieducativo in carcere, vogliamo veramente dar voce, attraverso la polizia penitenziaria, a quell'ufficio di accoglienza?
Sappiamo che un conto sono le mansioni della polizia penitenziaria - che sono, sicuramente, funzioni di sorveglianza, di osservazione ed anche di vicinanza al detenuto - diverso è invece il ruolo degli educatori e degli psicologi in vista dell'attuazione dell'articolo 27 della Costituzione.
Ma i vincitori del concorso del 2003 non vengono assunti e neppure si utilizza la graduatoria dei vincitori per coprire la pianta organica, né con riferimento agli educatori né con riferimento agli psicologi.
Al contrario, questo provvedimento omnibus offriva un'occasione a tale riguardo, se solo vi fosse stata la volontà e l'attenzione nei confronti di queste categorie che non hanno forza contrattuale, né la forza politica o quella di riuscire ad entrare nella stanza dei bottoni.
Eppure vi era stato un impegno che tra l'altro è stato ribadito, in qualche modo, anche al Senato dal sottosegretario Caliendo nel corso dell'esame di una mozione analoga che il Senato ha discusso in materia carceraria; ma alle parole non seguono mai i fatti.
Ad esempio, invece, in una disposizione del decreto-legge in conversione (ma voglio leggerla perché è importante) si trova la proroga fino al 31 dicembre del 2010 del concorso pubblico per esami del 2004 a 28 posti di direttore antincendio, posizione C2, in precedenza prorogato al 31 dicembre 2009. Così come ha ricevuto attenzione questa categoria di vincitori del concorso (ed è giusto), perché non ha avuto altrettanta attenzione la categoria dei vincitori di quel concorso?
Non ci venite allora a raccontare che in realtà si vuole un carcere che sia un posto dove la gente sconta la pena certa ma al tempo stesso si prepara a ritornare nella vita civile da cittadino che possa in qualche modo essere reintegrato, se poi abbiamo uno psicologo ogni mille persone ed un educatore ogni mille detenuti.
Questa era un'occasione per prestare fede a quegli impegni, trattando gli educatori penitenziari, il personale della amministrazione giudiziaria e della giustizia, non da privilegiati, ma al pari di altre categorie nei confronti delle quali si è avuta attenzione. Credo che non si possa andare avanti in questo percorso, perché poi, necessariamente, questa ripetizione dei decreti d'urgenza che prevedono «un minestrone», sia quando vengono varati e sia per come progrediscono nelle discussioni in Aula, rappresenta un qualcosa che alla fine - voi lo sapete meglio di me - depotenzia il ruolo del Parlamento e incide sull'equilibrio del sistema. Sono «carrozzoni» questi provvedimenti che non hanno la possibilità di avere alcun approfondimento. Sono delle scorciatoie che hanno contenuti eterogenei, che creano un tessuto normativo fluido, instabile, in evidente contrasto con la qualità della legislazione, con la certezza del diritto e con la stabilità del sistema giuridico.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi auguro che questa sia l'ultima fattispecie di decreto-legge che va ad incidere su tanti diritti, e su tante posizioni, in maniera confusa, eterogenea, non adeguata al sistema che ci aspettiamo di poter realizzare
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)