Continuate a firmare e far firmare la nostra petizione per la presentazione al parlamento. Clicca sul rettangolo

Sign for Aiutaci a garantire l'effettiva applicazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena)

Mercoledi',23 Marzo 2011: interrogazioni per l'assunzione degli educatori penitenziari

Mercoledi',23 Marzo 2011,

(rinvio del 16 Marzo 2011)

in commissione giustizia discussione delle interrogazioni orali per l'assunzione degli educatori penitenziari.


5-04298 Cassinelli: Sull’iter del concorso pubblico per educatore penitenziario


5-04314 Ferranti: Questioni relative all’assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario




Per leggere il testo delle interrogazioni vai su news giornaliere o etichetta interrogazioni parlamentari




Carceri:necessario assumere educatori,assistenti e psicologi.

26 agosto 2010



Giustizia: Bernardini (Radicali); basta morti in carcere, varare in fretta misure deflattive



“Il tempo dell’illegalità e dell’inciviltà carceraria italiana è scandito ad un ritmo impressionante dalle morti, dai suicidi. Dico al Governo e ai miei colleghi parlamentari che così numerosi hanno partecipato all’iniziativa del Ferragosto in carcere, che occorre fare in fretta a varare, intanto, misure adeguate a decongestionare la sovrappopolazione carceraria”. Lo afferma Rita Bernardini, deputata Radicale, membro della Commissione Giustizia della Camera, dopo la morte di un detenuto a Sulmona. “Il disegno di legge Alfano - così come svuotato dalla Commissione Giustizia della Camera - non serve a spegnere l’incendio di disperazione e di morte che sta divampando - prosegue.Affidare infatti ai Tribunali di sorveglianza la valutazione della pericolosità sociale e l’idoneità del domicilio per consentire di scontare ai domiciliari pene residue sotto i 12 mesi, significa paralizzare tutto: la valutazione arriverà troppo tardi! Si dia ai direttori degli istituti penitenziari questo compito che saprebbero fare meglio e più in fretta dei magistrati di sorveglianza. Ridimensionata almeno un po’ la popolazione detenuta, occorre immediatamente riformare il sistema come previsto dalle mozioni approvate in gennaio dalle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama a partire dallo stop all’uso indiscriminato della carcerazione preventiva e alla depenalizzazione dei reati minori, per arrivare alle misure e pene alternative che si rivelano molto più efficaci del carcere ai fini della rieducazione e del reinserimento sociale, all’adeguamento degli organici penitenziari (agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali), alle possibilità di lavoro per i detenuti, agli istituti di custodia attenuata dove i tossicodipendenti possano curarsi”.





5 luglio 2010





Carceri: Favi, "Bene Tg2, condizioni indegne per detenuti e lavoratori"



Dichiarazione di Sandro Favi responsabile Carceri del Partito Democratico



L’inchiesta del Tg2 sulla drammatica situazione delle nostre carceri evidenzia ciò che il Partito Democratico denuncia da mesi, e cioè condizioni di vita per i detenuti e per i lavoratori penitenziari del tutto indegne. Quelle viste all’Ucciardone sono situazioni che in realtà riguardano la stragrande maggioranza delle carceri italiane. Le morti in carcere e gli atti di autolesionismo sono segnali inequivocabili: occorre attuare da subito politiche penitenziarie che decongestionino gli istituti. È assolutamente necessario investire sulle misure alternative alla detenzione e sull’aumento di agenti di polizia penitenziaria, di educatori, di assistenti sociali e psicologi.



Finora il ministro Alfano e il direttore delle carceri Ionta hanno saputo solo ipotizzare un piano carceri che avrà lunghissimi tempi di realizzazione e che non inciderà minimamente per un miglioramento della situazione nell’immediato.



Così non va.









Lettere: senza assunzione personale educativo il ddl Alfano è inutile





Comunicato stampa, 29 maggio 2010





Ai deputati di commissione bilancio



e giustizia camera









Al sottosegretario



On. Caliendo









Al sottosegretario



On. Giorgetti Alberti







Egregi Onorevoli,



dopo aver appreso la notizia sul parere negativo della Commissione Bilancio sugli artt. 2 quater e 2 sexies del Ddl Alfano questo Comitato ritiene necessario porre alla Vostra attenzione alcune osservazioni. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru 2.060 svuoterebbe di significato il Ddl Alfano riducendolo ad una imago sine re.



L’investimento in risorse umane è propedeutico alla concreta materializzazione della normativa contenuta nel provvedimento. Secondo quanto enunciato dall’art. 1 comma 3 del Ddl. il magistrato di sorveglianza decide sulla base della relazione inviatagli dall’istituto penitenziario.



Alla luce della normativa penitenziaria è l’educatore colui che osserva il comportamento del detenuto e provvede alla stesura della relazione di sintesi, cioè di quella relazione di cui si servirà il magistrato di sorveglianza per la decisione finale sulla misura alternativa.



Senza l’incremento di ulteriori unità di personale pedagogico la situazione del sovraffollamento carcerario non potrà mai essere risolta né tantomeno potrà trovare risoluzione la drammatica condizione in cui versano le carceri italiane.



Pochi educatori significa poche relazioni da inviare al magistrato di sorveglianza. Pochi educatori significa impossibilità di fare il trattamento. Pochi educatori significa stasi della concessione di misure alternative. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru creerebbe un vero e proprio effetto boomerang che provocherebbe la totale paralisi del Ddl Alfano.



La Commissione Giustizia dopo aver preso atto della grave situazione di disagio in cui versano le carceri italiani ha dato voce all’articolo 27 della Costituzione decidendo di investire su quello che già nel Settecento Beccaria definiva “il più sicuro mezzo di prevenire i delitti” ossia l’educazione.



L’approvazione dell’articolo aggiuntivo che esclude il Dap dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni costituisce una vera e propria presa di coscienza dell’assunto secondo il quale non può esserci alcun miglioramento delle condizioni di detenzione senza l’investimento in risorse umane.



Si evidenzia inoltre che l’emendamento è già stato “riformulato” originariamente infatti prevedeva l’obbligo per il governo,dopo l’invio della relazione per l’adeguamento della pianta organica, di predisporre entro 2 mesi un piano straordinario di assunzioni.



La totale eliminazione di questo emendamento volto alla concreta applicazione della misura alternativa sulla quale questo Governo intende puntare per risolvere il dramma del pianeta carcere renderebbe inutile l’approvazione di un Ddl che non riuscirebbe mai ad essere attuato.



Ci sarebbe infatti una vera e propria antinomia tra norma e realtà. La realtà è che la situazione carceraria italiana è drammatica e preoccupante.



I continui suicidi in carcere sono da porre in relazione con le insopportabili condizioni di disagio in cui vivono i reclusi delle carceri italiane alla carenza di trattamento e attività rieducative e alla mancata assistenza psicologica dovuta alla cronica carenza di personale educativo



Ebbene, l’Italia, Paese democratico, è stata condannata dalla Cedu per trattamento degradante e disumano. A tale situazione va data una risposta concreta, soprattutto se si considera che il bilancio dello stato potrebbe essere aggravato dalle condanne della Cedu (Sic!).



Inoltre non si comprende come la crisi riguardi solo le risorse umane e non anche lo stanziamento dei fondi per l’edilizia penitenziaria ,infatti, una volta costruite nuove carceri queste rimarranno inutilizzate (Sic!) Un esempio è fornito dal carcere di Agrigento e dal carcere di Rieti, a Pinerolo inoltre, c’è un carcere vuoto da 10 anni ma è già stata individuata un’area per costruir un nuovo carcere (fonte Girodivite).



Per un provvedimento importante, come quello in esame, che punta sulla rieducazione e sul recupero del reo, occorre assumersi delle responsabilità serie, perché l’incremento del personale pedagogico rappresenta il sine qua non della correlazione legge - realtà.



Ancora una volta si evidenzia inoltre che il “decantato” vulnus di copertura finanziaria può essere sanato attingendo dai fondi della Cassa delle Ammende che secondo quanto disposto dall’art 129 III comma del Dpr 30 giugno 2000, n. 230, devono essere destinati ai programmi che tendono a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e degli internati anche nella fase di esecuzione di misure alternative alla detenzione”e non all’edilizia penitenziaria (Sic!) . Qualora il Governo non intenda attingere i fondi necessari dalla cassa delle Ammende potrebbe ricavarli dai fondi del Fug, visto che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto che assegna per la prima volta le quote delle risorse sequestrate alla mafia e i proventi derivanti dai beni confiscati al Fondo Unico Giustizia (Fug), nella misura del 50 per cento al Ministero dell’Interno e del 50 per cento al Ministero della Giustizia. Attingendo i fondi o dalla cassa delle Ammende o dal Fug non vi sarebbe alcun onere aggiuntivo in quanto gli stessi sono già previsti in bilancio.



Per le ragioni suesposte riteniamo che l’emendamento presentato dall’On. Donatella Ferranti e Schirru sia una vera proposta “bipartisan” che deve, necessariamente,trovare accoglimento così come è stato approvato in Commissione Giustizia.



Riteniamo altresì che il governo, dopo aver provveduto all’adeguamento della pianta organica anche in relazione alla popolazione detenuta ( quasi 70mila detenuti) debba predisporre un piano straordinario di assunzioni di educatori penitenziari da attingersi dalla vigente graduatoria del concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, indetto con Pdg 21 novembre 2003.



Una scelta in tal senso rappresenterebbe la chiave di volta per un chiaro e ben preciso impegno di responsabilità affinché la drammatica situazione che affligge il pianeta carcere possa finalmente essere risolta. Per tali ragioni auspichiamo che tutta la commissione bilancio della camera e il sottosegretario Alberto Giorgetti facciano una seria e proficua riflessione riconoscendo l’importanza ai fini dell’attuazione del Ddl in esame dell’emendamento Schirru 2.060.





FERRANTI SU DDL CARCERI,OTTENUTO ANCHE AMPLIAMENTO ORGANICO EDUCATORI PENITENZIARI.

Donatella Ferranti,PD:piano programmato di assunzioni del personale degli educatori.

Governo favorevole a emendamenti Pd per potenziamento personale penitenziario:piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi.


18 maggio 2010


La commissione Giustizia della Camera ha cominciato a votare gli emendamenti presentati al ddl carceri e il Governo ha dato parere favorevole alle proposte di modifica del Pd che prevedevano il potenziamento del personale civile e amministrativo penitenziario (psicologi, educatori, ecc) e l’adeguamento delle piante organiche di carabinieri e polizia in funzione del nuovo impegno che dovranno svolgere per vigilare sui detenuti che trascorreranno agli arresti domiciliari l’ultimo periodo della loro detenzione. Il capogruppo del Pd in commissione giustizia, Donatella Ferranti, ha espresso soddisfazione per questo parere favorevole del Governo augurandosi che alla fine l’emendamento venga approvato.



Pd: nostre proposte sono su linea indicata da Napolitano

“Il Pd è pronto” a rispondere al monito del presidente della Repubblica sulla necessità di risolvere il sovraffollamento delle carceri e “a fare la propria parte”. Per questo, annuncia Sandro Favi, responsabile Carceri dei democratici, “nei prossimi giorni il nostro partito presenterà proposte su questi temi, in un quadro di sistema e in continuità e sviluppo delle mozioni approvate dal Parlamento già nei primi mesi di quest`anno”.

“Proporremo - spiega Favi - che si proceda alla revisione del codice penale, che vengano riviste le norme che determinano l`alta incidenza di imputati in custodia cautelare in carcere e quelle sul trattamento penale dei tossicodipendenti, che siano ampliate le opportunità di accesso alle misure alternative alla detenzione. Chiederemo inoltre al Governo - prosegue - un piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, nonché gli indispensabili stanziamenti ed investimenti per ripristinare la corretta funzionalità ed operatività dei servizi e delle strutture”.

“Il Partito Democratico - conclude l’esponente del Pd - rinnova la stima e la fiducia degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria e l`apprezzamento verso i dirigenti dell`Amministrazione penitenziaria, verso le professionalità socio-educative, sanitarie, amministrative e tecniche che, in questa fase difficile, dimostrano il proprio impegno con alto senso di umanità e qualificate competenze”.

Ferranti: "Iter rapido? Vediamo atteggiamento maggioranza su nostre proposte"

Carceri: Pd, "Testo migliorato in commissione, ma serve uno sforzo in più" Ferranti: "Iter rapido? Vediamo atteggiamento maggioranza su nostre proposte"

“Lo stralcio della messa in prova consentirà di esaminare rapidamente il provvedimento sulla detenzione domiciliare”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti facendo notare come ‘la messa in prova non riguardava la popolazione carceraria e quindi non avrebbe avuto effetti sul grave stato di sovraffollamento delle carceri italiane. In ogni caso – sottolinea la democratica – il voto di oggi conferma il nostro giudizio negativo sul testo uscito dal consiglio dei ministri che era confuso ed inefficace anche perché privo di qualsiasi copertura finanziaria. Stiamo adesso valutando se aderire o meno alla richiesta di un voto in sede legislativa sul testo modificato nel corso dei lavori in commissione. La nostra disponibilità dipenderà anche dall’atteggiamento della maggioranza sulle nostre ulteriori proposte di modifica. In particolare: la tutela delle vittime di violenza domestica, il rafforzamento del personale di polizia (non solo quella penitenziaria) e del personale del comparto civile dell’amministrazione penitenziaria(educatori e psicologi)”.


Proposta emendativa 8.01.


Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:


«Art. 8-bis. - 1. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il Ministro della Giustizia, sentiti i Ministri dell'interno e della funzione pubblica, riferisce alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo di Polizia penitenziaria e del personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria anche in relazione all'entità numerica della popolazione carceraria e al numero dei posti esistenti e programmati.

2. A tal fine il Governo presenta al Parlamento entro i successivi novanta giorni un apposito piano straordinario di assunzioni di nuove unità specificandone i tempi di attuazione e le modalità di finanziamento.».
Ferranti Donatella, Schirru Amalia, Samperi Marilena, Amici Sesa



Proposta emendativa 8.03.

Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:


«Art. 8-bis. - 1. Al comma 8-quinquies, della legge n. 26 del 2010, dopo le parole Il Corpo della Polizia penitenziaria, sono inserite le seguenti il personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria,».
Schirru Amalia, Ferranti Donatella, Samperi Marilena, Amici Sesa



28-04-10


Dopo l'ennesimo suicidio in carcere (23 dall'inizio dell'anno), nel penitenziario di Castrogno, a Teramo, il parlamentare dell'IdV, Augusto Di Stanislao, ribadisce la necessita' di interventi diretti ed immediati da parte del Governo. ''Non e' piu' ammissibile - afferma il deputato IdV - una tale situazione di completa incapacita' da parte del Governo di affrontare concretamente le problematiche delle carceri in Italia''. Di Stanislao ricorda che ''dopo varie visite presso il carcere di Castrogno e altrettante interrogazioni ad Alfano, dopo una mozione a mia prima firma approvata all'unanimita', con la quale anche la maggioranza si e' impegnata in una serie di iniziative atte a risollevare una drammatica realta' focalizzando l'attenzione sul sovraffollamento e sulla carenza di personale penitenziario e di educatori, dopo l'annuncio dell'emergenza carceri di Alfano e del fantomatico piano carceri, dopo continue denunce e sollecitazioni dei sindacati sulla necessita' di intervenire sulle strutture, sugli organici, siamo ancora di fronte ad una situazione insostenibile e all'emergenza soluzioni''. ''Ho presentato da tempo - conclude Di Stanislao - una proposta di legge per istituire una Commissione d'inchiesta parlamentare sulla situazione delle carceri in Italia che, ora piu' che mai, diventa fondamentale per dare risposte e soluzioni ai molteplici problemi e disagi dell'intero mondo penitenziario''.




Di Stanislao:il ministro tace sulle assunzioni degli educatori,riferisca in parlamento.

“E’ giusta l’assunzione di 2.000 agenti così come evidenziato da Sarno, Segretario generale Uil Pa Penitenziari, per garantire il turnover e quindi supplire la carenza del personale di polizia penitenziaria, ma vi è una colpevole dimenticanza da parte del Ministro quando tace sulla necessità di garantire la presenza degli educatori così come previsto nella Mozione IdV approvata all’unanimità dal Parlamento.” Queste le parole dell’On. Di Stanislao che prosegue: “Non vorremmo che questo impegno del Ministro si focalizzi esclusivamente sull’edilizia carceraria e altresì non vorremmo che dietro la parola magica “stato di emergenza” si celi il grimaldello per ridare vita ad una ” Carceri d’oro 2″ che in barba alla procedure di appalti e alla trasparenza abbiano buon gioco, piuttosto che la pubblica utilità e l’urgenza, i furbetti delle sponsorizzazioni. Si segnala al Ministro, nel frattempo, che in Italia vi sono 40 penitenziari incompiuti ed inutilizzati in un Paese che ne ha 171 in tutto e nel Piano Carceri presentato non c’è cenno di recupero di questo patrimonio. Chiedo che il Ministro venga, così come richiesto in Aula, a riferire in Parlamento sugli impegni presi in relazione ai tempi e modi e risorse da impiegare. Nel frattempo con due distinte interrogazioni chiedo al Ministro quale modello di recupero intenda mettere in campo visto che non si parla assolutamente di assumere gli educatori e cosa intenda fare per i 40 penitenziari incompiuti.”


16 Marzo 2010:interrogazione a risposta in Commissione su assunzione idonei educatori penitenziari

Convocazione della II Commissione (Giustizia)

Martedì 16 marzo 2010

Ore 13.45

5-02550 Ferranti: In relazione all’assunzione di educatori penitenziari


Interrogazione a risposta in Commissione:

FERRANTI, MELIS, TIDEI e SAMPERI.



- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:

il 17 febbraio 2010 il Sottosegretario per la giustizia Caliendo è intervenuto in Senato sul tema dell'assunzione degli educatori penitenziari reclutati tramite il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, area C, posizione economica C1, indetto con PDG 21 novembre 2003;

nel corso della succitata seduta, il Sottosegretario Caliendo ha affermato che entro aprile 2010 saranno assunti in via definitiva tutti gli educatori che hannosuperato i precedenti concorsi, oltre ai 170 già assunti (anche se agli interroganti risulta che siano stati assunti 97 educatori);

in realtà, l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso era già programmata con l'indizione dello stesso nel 2003, per il quale il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria già disponeva dei fondi necessari;

lo stesso Ministro interrogato, onorevole Alfano, aveva riconosciuto l'improcrastinabilità e l'urgenza di assumere più unità di educatori quando, il 12 gennaio 2010, furono approvate alla Camera le mozioni sui problemi del carcere presentate da vari gruppi parlamentari;a fronte di una popolazione carceraria di 67.000 unità, il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1.000, cosa che rende in pratica impossibile lo svolgimento di qualsivoglia progetto rieducativo impedendo il corretto reinserimento del detenuto nel tessuto sociale, così come previsto nel dettato costituzionale;

non avendo il Ministro interrogato ancora proceduto all'assunzione di ulteriori unità degli educatori, limitandosi a rimandare la questione ad un futuro confronto in merito con i Ministri Tremonti e Brunetta, sarebbe auspicabile ed urgente un rapido avvio della procedura di assunzione di educatori, almeno per completare la già esigua pianta organica, ulteriormente ridotta di circa 400 unità dal decreto legislativo n. 150 del 2009

se non ritenga opportuno procedere celermente all'assunzione di educatori attingendo dalla vigente graduatoria degli idonei risultante dal concorso pubblico a 397 posti di cui in premessa, al contempo prorogando la validità della stessa per almeno un quinquennio, al fine di permetterne lo scorrimento graduale per compensare il turn-over pensionistico, evitando l'indizione di nuovi concorsi che comporterebbe ulteriori oneri finanziari.

(5-02550)


Risposta all'interrogazione di Donatella Ferranti:dal 2011 assunzioni degli idonei educatori concorso,il comitato vigilera'.

Nel rispondere agli On. interroganti ritengo opportuno segnalare che il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo di "Educatore", Area C, posizione economica C1, dell'Amministrazione Penitenziaria, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16.4.2004 - IV serie speciale e si è concluso in data 9 luglio 2008.La graduatoria definitiva, immediatamente dopo l'approvazione del Direttore Generale con provvedimento dell'11 luglio 2008, è stata trasmessa all'Ufficio centrale per il bilancio per l'apposizione del visto di controllo.Nell'anno 2009, in ragione dell'entità dei fondi stanziati ai sensi dell'articolo 1, comma 346, della Legge 24.12.2007 n. 244, è stato possibile procedere all'assunzione dei primi 103 vincitori del predetto concorso a 397 posti.Quanto alle restanti 294 unità, la competente Direzione Generale di questa amministrazione ha già programmato il relativo piano di assunzione ricorrendo, per la copertura degli originari 397 posti a concorso, allo scorrimento della graduatoria, ai sensi dell'art. 15, co. 7, DPR n. 487/99 e successive integrazioni e modificazioni.I nuovi educatori - alcuni dei quali individuati tra i candidati idonei, ma non vincitori del concorso, attese le 12 defezioni intervenute per rinunce, mancate stipule del contratto o dimissioni da parte degli aventi diritto - hanno infatti già scelto la sede di destinazione e, entro aprile del corrente anno, saranno formalmente assunti con firma del relativo contratto.Per quanto riguarda, invece, l'auspicata possibilità di procedere ad un ulteriore scorrimento della graduatoria oltre il numero dei posti originariamente messi a concorso, mi corre l'obbligo di segnalare che tale eventualità non rientra tra le ipotesi di cui all'art. 15, co. 7, del DPR n. 487/1994 e che pertanto, limitatamente all'anno in corso, non può essere attuata per mancato stanziamento dei fondi occorrenti.I fondi disponibili, infatti, sono stati impegnati sia per l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso per educatori, sia per l'assunzione degli idonei al concorso a 110 posti di contabile, a copertura dei posti previsti dal relativo bando ed in ragione delle gravi carenze riscontrate anche nell'area contabile.Dato atto di quanto sopra e, premesso che la validità delle graduatorie è indicata in tre anni dalla data della pubblicazione nei Bollettini ufficiali, faccio presente che, nel caso di specie, la validità della graduatoria del concorso a 397 posti è fissata al 31 maggio 2012 e che, pertanto, a partire dal prossimo anno, in presenza delle risorse economiche necessarie, potranno esservi le condizioni per procedere ad uno scorrimento della graduatoria, anche oltre il numero dei posti pubblicati.




24 febbraio 2010:

ordine del giorno su non riduzione organico educatori di Roberto Rao

La Camera,

premesso che

il provvedimento in esame prevede, all'esito del processo di riorganizzazione di cui all'articolo 74, del decreto legge n. 112 del 2008, un'ulteriore riduzione degli assetti organizzativi delle amministrazioni pubbliche ai fini del contenimento della spesa pubblica;

il comma 8-quinquies dell'articolo 2 individua le amministrazioni che non sono interessate dalle riduzioni descritte, tra cui il Corpo di Polizia Penitenziaria;


nonostante le difficoltà operative, la scarsezza di mezzi e personale risulta, inopinatamente escluso da tale previsione il personale civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative normative volte ad includere tra il personale delle amministrazioni non interessate dalla riorganizzazione delle piante organiche non solo quello di polizia penitenziaria ma anche quello civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, con particolare riferimento alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, anche in vista dell'avvio del Piano carceri che necessiterà di adeguate risorse umane e professionali. 9/3210/41. Rao, Ria
.


Accolto come raccomandazione.




19 Febbraio 2010:

ordine del giorno su assunzione educatori di Donatella Ferranti e PD


La Camera,

premesso che:

l'articolo 17-ter stabilisce che, per l'attuazione del cosiddetto «Piano carceri» si conferiscono pieni poteri al Commissario straordinario che, per individuare la localizzazione delle aree destinate alla realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie, d'intesa con il Presidente della regione territorialmente competente e sentiti i sindaci dei comuni interessati, potrà agire in deroga alla normativa urbanistica vigente, velocizzando procedure e semplificando le gare di appalto, utilizzando il modello adottato per il dopo terremoto a L'Aquila, derogando anche all'obbligo previsto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, volto a consentire agli interessati, proprietari delle aree che si intendono espropriare, la necessaria partecipazione al procedimento amministrativo;

la localizzazione costituisce di per sé variante e produce l'effetto di imporre il vincolo preordinato all'espropriazione e contro di essa non sarà possibile ricorrere al giudice amministrativo e si introduce anche una deroga al limite dei subappalti, che potranno aumentare dall'attuale 30 per cento fino al 50 per cento, in deroga all'articolo 118 del codice dei contratti pubblici; in sostanza, si affidano pieni poteri al Commissario straordinario, che potrà avvalersi anche del Dipartimento per la protezione civile per le attività di progettazione, scelta del contraente, direzioni lavori e vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, in deroga ai criteri di trasparenza e pubblicità e in palese contraddizione con la mozione Franceschini ed altri n. 1-00302 (approvata sostanzialmente all'unanimità alla Camera il 12 gennaio di quest'anno e accettata dal Governo) che impegnava chiaramente il Governo a garantire, nell'ambito dei progetti della nuova edilizia penitenziaria, i criteri di trasparenza delle procedure e l'economicità delle opere evitando il ricorso a procedure straordinarie, anche se legislativamente previste,

impegna il Governo

a verificare l'adeguatezza, in proporzione alla popolazione carceraria, delle piante organiche riferite non solo al personale di polizia penitenziaria ma anche alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, avviando un nuovo piano programmato di assunzioni che vada oltre il turn-over dovuto ai pensionamenti previsto dalla legge finanziaria per il 2010 e che garantisca le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture penitenziarie, anche distribuendo meglio il personale sul territorio, concentrandolo nei compiti di istituto, sottraendolo ai servizi estranei, consentendogli un adeguato, costante ed effettivo aggiornamento professionale.

9/3196/13.
Donatella Ferranti.



Il comitato vincitori idonei concorso educatori dap in sostegno di Rita Bernadini

Educatori penitenziari sostengono la protesta di Rita Bernardini e Irene TestaRistretti Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini, impegnate in uno sciopero della fame perrichiedere l’esecuzione immediata di quanto proposto nelle cinque Mozioni parlamentari,unanimemente approvate nei giorni 11 e 12 gennaio 2010, riguardanti la situazione del sistema carcerario italiano.Giova ricordare che in quella occasione lo stesso Ministro Alfano assumeva precisi impegni ed affermava che vi avrebbe dato celere e certa attuazione sancendo l’inizio di un nuovo percorso,iniziato con la dichiarazione di Emergenza di tutto il sistema penitenziario alla quale ci si aspettava sarebbe seguita la predisposizione nel Piano Carceri di tutti quegli atti necessari ad ottemperare a quanto detto nelle citate Mozioni per poter, nei tempi strettamente necessari, affrontareconcretamente e efficacemente l´ormai ingestibile situazione creatasi nei nostri istituti penitenziari.Tuttavia, da un’iniziale analisi condotta sui primissimi elementi costitutivi e organizzativi del Piano Carceri emerge solo una particolare attenzione all’aspetto strutturale e custodiale, non prevedendo,invece, alcun intervento per incrementare e favorire la fondamentale componente rieducativa, vero obiettivo dell’esperienza carceraria.Questo Comitato ed altri illustri interlocutori del mondo penitenziario, continuano, infatti, a chiedere a gran voce che vengano assunti più educatori, affinché l’ingresso nelle nostre carceri non si limiti ad un forzato ozio, ma divenga precipuo momento di riflessione e riprogettazione del sé.Ad oggi, però, in merito alla questione degli educatori, alcuna volontà specifica è stata espressa dal Ministro, nonostante, le nostre carceri continuino quotidianamente ad affollarsi a causa dei numerosi nuovi ingressi, ma anche per la spaventosa carenza di educatori che, secondo quanto stabilito dalle vigenti leggi, rappresentano i coordinatori e i realizzatori materiali dei percorsirieducativi, nonché quelle figure professionali atte a garantire, nei giusti modi e nei tempi,l’espletamento, dell’intero iter necessario all’accesso alle misure alternative alla detenzione di quei detenuti che ne avrebbero i requisiti, ma che continuano a restare in carcere a causa dello sparuto numero di educatori attualmente in servizio a fronte di una popolazione di 66.000 persone carcerate.Pertanto, ci uniamo all´Onorevole Bernardini e a Irene Testa per chiedere l´immediata esecuzione delle citate mozioni e auspichiamo che il Ministro Alfano ne predisponga repentinamente l’avvio.Il Comitato, altresì, ad ausilio dell’iniziativa intrapresa da Rita Bernardini e da Irene Testa,promuove una “catena di informazione solidale” impegnandosi a diffondere la conoscenza di tale protesta non violenta tramite l’invio di questo comunicato non solo a tutti gli organi di informazione, ma anche ai propri conoscenti invitandoli a fare altrettanto.Il Comitato vincitori e idonei concorso educatori.


Donatella Ferranti,PD:da Ionta, un primo segnale l'immediata assunzione dei tanti educatori.

CARCERI: PD, VOGLIAMO VEDERCI CHIARO. AUDIZIONE ALLA CAMERA DI IONTA



Roma, 13 gen



''Lo vogliamo esaminare puntigliosamente ed e' per questo che gia' domani chiederemo al presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno di attivarsi per prevedere al piu' presto l'audizione del capo del Dap, dott. Franco Ionta''. Cosi' la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta l'approvazione del piano carceri da parte del Cdm di oggi. ''I primi dati forniti dal ministro Alfano - sottolinea - non ci convincono fino in fondo: se infatti le carceri italiane possono ''tollerare' sino a circa 64.237 detenuti, da regolamento non potrebbero ospitarne piu' di 43.087. Il grado di sovraffollamento e' elevatissimo, siamo ampiamente fuori quota, e per arrivare ad 80.000 posti, i 21.749 annunciati oggi dal ministro Alfano sembrano insufficienti. E poi - prosegue - non basta costruire muri, occorre riempirli di personale numericamente e professionalmente adeguato: dalla polizia penitenzieria, agli psicologi, agli educatori e agli altri esperti. Di tutto questo ancora non c'e' traccia, ma aspettiamo di conoscere nel merito dal dott. Ionta le cifre esatte, certo - conclude - che un primo segnale potrebbe essere l'immediata assunzione dei tanti educatori e psicologi del concorso''.

Assunzione degli educatori primo impegno del governo

Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari esprime piena soddisfazione per l’approvazione delle cinque mozioni sul problema carcerario discusse ed accolte nei giorni 11 e 12 gennaio 2010 dal nostro Parlamento. Per la prima volta il Governo, rappresentato dal Ministro Alfano, ha preso consapevolezza della grave emergenza del sovraffollamento degli istituti di pena e, fra le altre fondamentali proposte presentate, si è impegnato:- a procedere all’assunzione immediata dei restanti educatori penitenziari previsti dalla pianta organica, da attingersi dagli idonei della vigente e menzionata graduatoria risultata dal concorso bandito per tale profilo professionale, affinché anche costoro possano partecipare ai previsti corsi di formazione che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria deve attivare per questi operatori prima dell’ingresso nelle carceri a cui sono destinati, onde evitare sprechi di danaro per doverli riattivare in seguito;- a prorogare di almeno un quinquennio la validità della graduatoria di merito del concorso citato in premessa, in linea con gli orientamenti del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione nonché con le disposizioni in materia di razionalizzazione delle spese pubbliche in vigore - per permetterne un graduale scorrimento parimenti all’avvicendarsi dei fisiologici turn-over pensionistici, al fine di evitare l’indizione di nuovi concorsi per il medesimo profilo che comporterebbero inutili oneri pubblici;- ad assumere iniziative per lo stanziamento di fondi necessari per completare l’organico di educatori previsti dalla pianta organica attualmente vigente presso il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, considerato che lo sforzo economico da sostenere è annualmente molto esiguo, ma necessario per far funzionare meglio ed in modo più umano una branca importantissima del nostro sistema giustizia che non può più attendere;- a procedere all’alienazione di immobili ad uso penitenziario siti nei centri storici e alla costruzione di nuovi e moderni istituti penitenziari in altro sito;Esprimiamo, quindi, pieno compiacimento per l’importantissimo risultato raggiunto dall’On. Di Stanislao dell’Idv, il quale nella Sua circostanziata e approfondita mozione, ha dimostrato ancora una volta la Sua grande disponibilità e sensibilità verso tali problematiche, sapendo cogliere e far emergere sapientemente le necessità di questo delicato settore della nostra giustizia. Ringraziamo, inoltre, gli onorevoli Bernardini, Rao, Ferranti, Melis, Tidei, Vitali, Balzelli, Donadi, Paladini, Franceschini e tutti coloro che hanno appoggiato con voto favorevole le Loro mozioni, poiché di fronte a queste battaglie di umanità hanno saputo permeare il Loro impegno politico di quell’umanità e di quell’alto senso civico che rende capaci di abbandonare i colori politici e di volgere verso una proficua unità di intenti.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari, intanto, continuerà a vigilare affinché tali doveri vengano rispettati e proseguirà nel suo lavoro di diffusione della necessità dell’intervento rieducativo e quindi sulla centralità della presenza degli educatori, ovvero di quella figura professionale che rappresenta il vero catalizzatore ed esecutore materiale del percorso rieducativo di un detenuto, percorso che rappresenta l’unica vera speranza di un sano reinserimento sociale di chi vive l’esperienza delle sbarre e che rappresenta uno dei più validi strumenti atti ad evitare quegli stati di inerzia, apatia, depressione, frustrazione, ansia, inadeguatezza che troppo spesso percorrono prepotentemente i corridoi lungo i quali si snodano le fila di quelle celle all’interno delle quali si consumano, quotidianamente, suicidi, abusi, violenze. Auspichiamo, quindi, che il Governo predisponga celermente tutti gli atti necessari ad ottemperare quanto detto e che questa stessa volontà continui ad animarne tutti i passaggi ad essi necessari, per poter, nei tempi strettamente necessari, cominciare ad affrontare concretamente e efficacemente l’ormai ingestibile emergenza creatasi.

Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari
Visualizzazione post con etichetta lettere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lettere. Mostra tutti i post

lunedì 9 maggio 2011

il Comitato vincitori idonei concorso educatori penitenziari scrive al Parlamento:Alfano non vuole assumerci ma sigla accordi per assunzioni senza concorso nella ragione Campania.Vergognoso!

Lettere: il Comitato vincitori idonei concorso educatori penitenziari scrive al Parlamento


Comunicato stampa, 6 maggio 2011

Questo Comitato, premesso che in data 4 maggio 2011 veniva discussa presso la Camera dei Deputati la mozione n. 100615 (firmataria, On. Ferranti ed altri) sullo stato di attuazione del piano carceri.
La stessa, in un suo specifico passaggio, impegnava il Governo in carica “ad attivare tutti gli adempimenti necessari affinché il dipartimento dell’organizzazione giudiziaria proceda, nell’ambito delle assunzioni già autorizzate per personale da destinarsi agli uffici giudiziari, per l’anno 2011, e per quelle ancora da autorizzare, in riferimento agli anni a venire, alla prioritaria utilizzazione, partendo dalla posizione n. 414, della graduatoria risultante dal concorso bandito dal Ministero della giustizia - dipartimento dell’amministrazione penitenziaria - a 397 posti di educatore penitenziario, pubblicata il 15 dicembre 2008 sul bollettino ufficiale dello stesso”;
il Sottosegretario di Stato per la Giustizia, Sen. Alberti Casellati, esprimeva sul punto, a nome dell’ Esecutivo debitamente rappresentato, parere contrario non corredato da apposita motivazione;

considerato che:

Il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria più volte nel tempo è stato autorizzato ad avvalersi del disposto di cui all’art. 9 della legge n.3/2003 sull’utilizzazione degli idonei di concorsi pubblici in graduatoria presso anche altre P.P.A.A. per il medesimo comparto di contrattazione allo scopo di inserirli in ruolo presso gli Uffici Giudiziari quale personale in dotazione organica a questi ultimi, in ragione delle carenze cui gli stessi sono afflitti;
detta possibilità di scelta per tutte le Amministrazioni Statali è stata ribadita dalla nota circolare prot. Dpf 0011786 P-4.17.1.7.4 del 22.02.2011 emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica U.P.P.A. (par.8 pag.12);
in altri contesti e per altre situazioni il Governo in carica si è adoperato al fine di tamponare e definire positivamente condizioni di disagio lavorativo, tant’è che in data 15 aprile 2011 - come reso noto da fonti del Ministero della Giustizia (notizia pubblicata dal sito www.giustizia.it) - l’attuale Ministro Guardasigilli ha siglato un Protocollo con la Regione Campania “per l’assegnazione da parte di quest’ultima di 300 lavoratori socialmente utili da destinare agli uffici giudiziari appartenenti al distretto della corte d’appello di Napoli”;
il rigetto della soluzione proposta dalla mozione ieri discussa palesa una volontà dell’Esecutivo di ordine diverso in quanto che, se accolta, avrebbe potuto far cessare la non più tollerabile incertezza sulla sorte dei 44 vincitori del relativo concorso (per i quali già da ben un anno sono state attivate e definite le procedure per l’individuazione delle sedi di assegnazione) e dei restanti idonei, destinatari di altro apposito atto parlamentare (mozione n. 1/0031 approvata all’unanimità nella seduta della Assemblea in data 12 gennaio 2010) volto ala loro immediata assunzione a completamento delle piante organiche vigenti;

tanto premesso e considerato

esprime, nella speranza di auspicato ripensamento, il proprio assoluto rammarico e dissenso per la determinazione negativa adottata ribadendo con forza le ragioni di quanti hanno superato le prove di un lungo e difficile concorso statale e che ciò malgrado vedono ignorati, da troppo tempo ormai, i propri diritti e le proprie legittime aspettative di vita con gravissimo danno - personale e familiare - in termini esistenziali, di relazione e, non da ultimo, economici.

Dott.ssa Anna Fasulo

mercoledì 30 marzo 2011

Lettera del comitato a seguito di insoddisfacente risposta del sottosegretario Casellati:sollecito discussione question time dell'On Di Stanislao alla funzione pubblica! carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano

Lettere: Comitato educatori penitenziari; insoddisfacente risposta Sottosegretario Casellati



Ristretti Orizzonti, 29 marzo 2011



Ai deputati della Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Ai deputati della commissione giustizia della camera.

Ai senatori della commissione giustizia del senato.



Egregio Onorevole, la presente, per richiamare la Sua attenzione sull’annosa vicenda riguardante l’immissione in ruolo degli ultimi 44 vincitori del concorso a 397 posti di educatore penitenziario, bandito dal Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nell’ormai lontano aprile 2004.

Recentemente invitato a rispondere in Commissione alle domande promosse dalle interrogazioni n. 5-04298 e n. 5-04314, firmate rispettivamente degli On.li Cassinelli e Ferranti, il Ministro Alfano, nella persona del Suo portavoce - Sottosegretario On. Alberti Casellati - in data 23 marzo u.s. dopo un’accurata ricostruzione dell’iter concorsuale - che tutti noi ahimè ben conosciamo per quotidiana e viva esperienza personale - si è limitato a segnalare che è attualmente in atto “uno studio per ricomprendere l’Amministrazione penitenziaria tra i destinatari di una deroga all’applicazione dell’ulteriore riduzione della dotazione organica di personale, prevista dal citato articolo 2, comma 8-bis, della legge 25/2010”, legge, quest’ultima, che ad oggi impedisce le assunzioni suddette, come peraltro quelle dei successivi idonei in graduatoria alle quali il Governo in carica si era formalmente impegnato, giusta mozione n. C 1/00301 a suo tempo approvata dalla Camera dei Deputati all’unanimità di voti.

Nulla più; nulla riguardo i tempi entro cui addivenire alla menzionata deroga, a solo ed esclusivo discapito dei diritti vantati dai 44 educatori in riferimento e delle legittime, acquisite aspettative dei restanti idonei che vedono costantemente ignorati gli impegni scaturenti da un atto parlamentare di particolare rilevanza quale è la mozione da ultimo citata.

Eppure la semplice e rigorosa interpretazione dell’art. 5 della recente legge n. 199/2010 sulla “Esecuzione presso il domicilio delle pene”, basta essa stessa ad escludere il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dal blocco delle assunzioni attualmente vigente, laddove testualmente tale articolo dispone la “necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo della Polizia Penitenziaria e del Personale Civile del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia anche in relazione all’entità numerica della popolazione carceraria e al numero dei posti esistenti e programmati nonché al numero dei condannati in esecuzione penale esterna”, lasciando così chiaramente trasparire come l’organico attuale del personale civile del Dap sia inadeguato, per difetto, a fronteggiare persino la gestione ordinaria della vita degli istituti carcerari e pertanto non assoggettabile ad alcun vincolo riduzione .

La carenza del personale civile Dap raffrontata all’entità numerica della popolazione detenuta è agghiacciante. I dati del 20 marzo 2011 rivelano che la popolazione detenuta è pari a 67.318 detenuti (64.370 uomini e 2.948 donne) a fronte di una disponibilità reale di posti detentivi pari a 45059. Un surplus di 22.259 detenuti in più rispetto alla massima capienza che determina un indice medio nazionale di affollamento pari al 54,2 %

Come ben noto , l’Esecutivo il 13 gennaio 2010, preso atto delle necessità non più rinviabili, ha decretato lo stato di emergenza per le carceri - recentemente prorogato con Dpcm dell’11 gennaio c.a. - al fine di arginare quella che tutt’ora si palesa come una vera e propria crisi del sistema penitenziario.

La non più rinviabile assenza degli educatori penitenziari dalle strutture di pena, aggrava ed aggraverà in un incontenibile crescendo il clima e la vita detentiva dei ristretti e dei medesimi operatori in servizio poiché molti detenuti non riescono ad usufruire per anni di colloqui con gli educatori non conseguendo, da ultimo, alcun giovamento dal loro ingresso nello stato restrittivo.

Per i motivi appena esposti e per fugare quanto prima i dubbi e le incertezze che inevitabilmente attanagliano la vita degli educatori in attesa di prendere servizio presso le strutture alle quali sono stati assegnati già da circa un anno e dei restanti idonei, La preghiamo, Egregio Onorevole, di sollecitare con estrema urgenza ed in tempi rapidi la calendarizzazione, per la sua discussione in Assemblea, della mozione n. 3 01530 (firmatario On. le A. Di Stanislao) sulle tematiche fin qui delineate necessitanti di un’opportuna e repentina definizione. Restando in attesa di una Sua risposta, il Comitato coglie l’occasione per porgerLe cordiali saluti.





Il Comitato vincitori idonei concorsi educatori Dap

Referente Avvocato Anna Fasulo

venerdì 25 febbraio 2011

Il comitato scrive al Parlamento per assunzione vincitori e idonei concorsi per educatore penitenziario,collaboratore e contabile presso il DAP. carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano,penitenziari

Lettere: gli Educatori penitenziari scrivono al Parlamento



Ristretti Orizzonti, 24 febbraio 2011




Ai deputati della Conferenza
dei Presidenti di Gruppo.

Ai deputati della Commissione
giustizia della camera.

Ai senatori della Commissione
giustizia del senato.



Egregio Onorevole,

 nel corso del Consiglio dei Ministri n. 119 del 17.12.2010 su proposta del Ministro Angelino Alfano, veniva approvato il nuovo Schema di Decreto del Presidente della Repubblica recante il “Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia”; il testo avrebbe dovuto essere trasmesso al Consiglio di Stato ed alle Commissioni Parlamentari competenti di Camera e Senato per i prescritti pareri necessari affinché il suindicato provvedimento possa perfezionarsi ed entrare in vigore.

Attualmente, nulla si sa sullo stato di avanzamento del procedimento riguardante il suddetto provvedimento. L’unico punto certo è che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria senza tale provvedimento non può procedere alle assunzioni dei vincitori e degli idonei dei concorsi relativi ai profili di educatore penitenziario, collaboratore amministrativo e contabile.

Infatti, proprio dall’entrata in vigore di tale provvedimento dipende, purtroppo, l’immissione in ruolo degli ultimi 44 vincitori del concorso a 397 posti di educatore penitenziario ed altresì di tutti i vincitori dei concorsi a collaboratore amministrativo e contabile.

Ed, inoltre, senza il perfezionamento di tale provvedimento non sarà mai possibile neppure procedere all’assunzione di tutti i restanti idonei delle graduatorie dei relativi concorsi, assunzione alla quale l’attuale governo si è impegnato sia a seguito della discussione di numerose interrogazioni parlamentari sia con una molteplicità di mozioni “bipartisan” presentate in occasione della discussione sui problemi che affliggono il mondo penitenziario.

In particolare ci preme ricordare che si tratta di concorsi banditi ormai nel lontano 2003 e che per quanto riguarda i 44 educatori in attesa di assunzione, appartenendo all’ultima trance di 397 vincitori, la copertura economica è già stanziata e per costoro il Dap ha già proceduto anche all’assegnazione delle sedi. Appare del tutto evidente, quindi, come ulteriori ritardi da un lato hanno già leso e lederebbero ancor più i diritti di coloro che come i 44 educatori in attesa di assunzione vedono ritardarsi ogni giorno un diritto acquisito e legittimo e dall’altro si aggrava ulteriormente la già insostenibile situazione che il mondo penitenziario vive a causa del tristemente noto sovraffollamento.

Per tali motivi, egregio Onorevole, Le chiediamo di intervenire per sollecitare la calendarizzazione presso le Commissioni Parlamentari competenti del suddetto Schema di Decreto del Presidente della Repubblica recante il “Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia affinché siano dati i prescritti pareri e il provvedimento possa entrare in vigore. Restando in attesa di una Sua risposta, il Comitato coglie l’occasione per porgerLe cordiali saluti.





Il Comitato vincitori idonei concorsi Educatori Dap

Referenze Avv. Anna Fasulo

mercoledì 22 settembre 2010

45 educatori penitenziari possono essere assunti a costo zero, ma entro l’anno! carcere,governo,detenuti,politici,giustizia,angelino alfano,educatori penitenziari,

Lettere: 45 educatori penitenziari possono essere assunti a costo zero, ma entro l’anno


Ristretti Orizzonti, 22 settembre 2010



Ai senatori della commissione giustizia del Senato.

Illustre Senatore,

 il Comitato vincitori idonei del concorso per educatori penitenziari, intende segnalarLe una gravissima vicenda che sta avendo luogo proprio in questo delicatissimo momento in cui le nostre carceri si trovano in pieno stato emergenziale.

Come ben saprà, esiste una graduatoria, ancora vigente, relativa ad concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16 aprile 2004, indetto con Pdg 21 novembre 2003.

Dopo ben quattro anni di procedura concorsuale, il 15 dicembre 2008 nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 23, veniva pubblicata la graduatoria ufficiale definitiva del suddetto concorso. Solo nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 12 del 30 giugno 2009 veniva avviata la procedura di assunzione soltanto dei primi 86 vincitori del suddetto concorso a cui seguirono altre 16 vincitori, come da Bollettino Ufficiale n. 16 del 31 agosto 2009.

Infine, il 12 aprile del 2010 è avvenuta l’assunzione dell’ultima trance rimanente, ovvero dei restanti 295 vincitori. In tale data, con qualche aggiunta successiva, sono emerse ben 45 rinunce tra i vincitori che immediatamente avrebbero potuto essere coperte tramite scorrimento della vigente graduatoria ed in data 24 maggio 2010, tramite comunicazione scritta, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha invitato gli idonei utilmente collocati, a redigere in ordine di preferenza, un fax contenente le sedi rimaste vacanti dalle rinunce.

Da quel momento non si hanno più notizie circa l’assunzione di questi 45 idonei per la quale gli uffici competenti del Dap non hanno nessuna risposta in merito ai tempi di assunzione.

Sappiamo che presso l’ufficio concorsi del Dap, le sedi rimaste vacanti dalle rinunce del 12 aprile sono già state assegnate ai 45 educatori anzidetti e che i decreti di assunzione di questi ultimi non possono essere emessi in quanto si attende il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la riduzione delle piante organiche, come previsto dalle recenti leggi.

Purtroppo, non siamo a conoscenza di quale sia lo stato del procedimento per l’emanazione del detto Dpcm, nonostante diversi mesi siano trascorsi,ciò che è certo è che per l’assunzione dei 45 educatori non deve essere stanziato neanche un Euro in più rispetto a quanto già fatto in occasione dell’assunzione dei 295 vincitori suddetti, dato che questi 45 educatori idonei subentrano per rinuncia.

Infatti, l’assunzione dei 45 educatori idonei, adesso divenuti a pieno titolo vincitori di concorso, è praticamente a costo zero, in quanto subentrano per rinuncia, e quindi praticamente facenti parte di un provvedimento già precedentemente autorizzato (con le assunzioni del 12 aprile 2010).

Si segnala anche che non assumendo questi 45 educatori entro il 2010, gli stanziamenti economici anzidetti verranno persi e che la graduatoria cesserà di avere validità proprio nel 2011.

Vogliamo, ancora segnalare che la Sezione di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato in adunanza congiunta dei Collegi I e II del 13 luglio 2010 della Corte dei Conti con deliberazione 19/2010/G sostenendo che “tale accelerazione nella realizzazione di nuove strutture penitenziarie non possa andare disgiunta da altre misure necessarie per il loro funzionamento,che attengono alla sfera del personale addetto, se è vero quanto sostenuto da parte sindacale circa la grave carenza del personale stesso”, alla lettera b degli incombenti richiede testualmente che venga eseguito “accertamento della consistenza numerica del personale effettivamente addetto e della sua inadeguatezza in rapporto al numero dei detenuti”.

Inoltre, sarà di imminente discussione al Senato il disegno di legge n. 2313 sulle Disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno presentato dal Ministro Alfano e già approvato il 30 luglio 2010 dalla II Commissione Permanente (Giustizia) della Camera dei Deputati, in cui all’art. 5 viene contemplato un necessario e imprescindibile “adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo della Polizia penitenziaria e del personale civile del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia anche in relazione all’entità numerica della popolazione carceraria e al numero dei posti esistenti e programmati nonché al numero dei condannati in esecuzione penale esterna”.

Inoltre, in occasione del riesame del ddl 2313 sulla detenzione domiciliare alla Commissione Giustizia del senato questo Comitato ritiene necessario svolgere alcune osservazione. Un provvedimento importante come il ddl Alfano che vede quale punto centrale per la risoluzione del sovraffollamento carcerario la misura alternativa alla detenzione concessa, per i soggetti già detenuti, sulla base della relazione comportamentale dell’istituto, richiede, necessariamente, un adeguamento del personale dell’area deputata al trattamento, in quanto a fronte di una popolazione detenuta che ha ormai raggiunto quota 69.000 detenuti, la carenza di personale educativo rischierebbe di provocare una vera e propria implosione del sistema penitenziario.

L’elevatissimo numero di detenuti non ha un corrispondente aumento del numero degli educatori, cosicché il rapporto detenuti/educatori risulta sempre più alto, come emerso da uno studio condotto da Carcere Possibile Onlus, secondo cui, ad oggi il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1000 . Questa ormai insostenibile e inaccettabile discrasia comporta che ad ogni educatore spetta l’osservazione di un numero di reclusi troppo elevato con la conseguenza di poter dedicare una quantità di tempo ed attenzione via via inferiore ad ognuno di essi.

Il risultato è che non sempre è possibile per il personale portare a termine le relazioni osservative che costituiscono parte integrante del percorso carcerario dei singoli individui e che sono necessarie per potere inoltrare istanze di affidamento o richieste di detenzione domiciliare. Perciò c’è chi rimane in carcere per “l’insufficienza della documentazione prodotta”.

Orbene, se già ora le relazioni giungono in ritardo non si comprende come possa riuscire il ddl Alfano, senza l’incremento di personale educativo, fare i conti con la realtà penitenziaria. Con queste cifre non sarà possibile attuare il ddl Alfano perché non si potrà rispondere tempestivamente alle incombenze del personale pedagogico interessato alla produzione delle relazioni comportamentali ex art. 1 comma 3.

L’incremento di unità di personale pedagogico è condizione imprescindibile per la concreta applicazione di quanto previsto nel ddl 2313. Pochi educatori significa: poche relazioni da inviare alla magistratura di sorveglianza, impossibilità di attuare il trattamento, inasprimento delle condizioni di detenzioni.

Tuttavia un simile adeguamento non sarà mai possibile senza un apposito piano straordinario di assunzioni di nuove unità che ne specifichi i tempi di attuazione e le modalità di finanziamento.». per poter fare ciò è assolutamente necessario esclude il Dap dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni. Per tali ragioni Le chiediamo,egregio senatore, di adoperarsi per la presentazione di un emendamento finalizzato ad eliminare il blocco delle assunzioni e la ulteriore riduzione del 10% delle piante organiche del comparto civile del Dap per come invece previsto dalla legge n. 25/2010.

Pertanto, questo Comitato auspica un Suo intervento in merito all’immediata assunzione dei 45 educatori idonei in attesa, vista la ristrettezza dei tempi e le impellenti necessità che il mondo carcerario vive e unitamente auspica che la richiesta di adeguamento delle piante organiche sopra citato trovi pieno repentino e accoglimento presso la 2° Commissione permanente del senato tutta, per poter finalmente garantire una piena applicazione dell’articolo 27 della nostra Costituzione. Fiduciosi di un Suo certo interessamento, restiamo in attesa di una risposta, rendendoci disponibili per qualsiasi altro chiarimento.



Il Comitato vincitori/idonei del concorso per educatori penitenziari

Referente avv. Anna Fasulo

mercoledì 21 luglio 2010

Il comitato scrive ad Alfano,al Parlamento e ai sindacati su assunzione educatori penitenziari concorso. carcere,detenuti,angelino alfano,governo,politici

Lettere: Comitato educatori penitenziari; una “lettera aperta” al ministro Alfano e al Parlamento

Lettera alla Redazione, 19 luglio 2010



Il Comitato vincitori idonei del concorso per educatori penitenziari, basito per l’irragionevole e indegno atteggiamento tenuto dal Governo rispetto all’emergenza scoppiata ormai da tempo nelle nostre carceri causa di disagio e di morte di detenuti e di operatori penitenziari civili e militari, vuole segnalare altri due gravissimi fatti che stanno avvenendo in questo periodo e che continuano a perpetrare questo scempio sotto gli occhi di noi tutti.

È oramai dall’inizio della vigente legislatura che si parla di un certo Piano Carceri - ancora tutto da scoprire! - e di un ricorso massiccio alle misure alternative alla detenzione, ciò di cui però il Governo evita accuratamente di dire e di fare è un serio programma volto all’assunzione di un adeguato numero di educatori penitenziari nelle carceri italiane, grazie solo ai quali si possono porre in essere le opportune relazioni che consentono l’accesso alle misure alternative alla detenzione, e allo stesso tempo, per coloro che non possono usufruire di dette misure, l’educatore è la figura professionale preposta all’organizzazione e alla realizzazione di tutti quei percorsi rieducativi previsti dalla nostra Costituzione affinché l’esperienza carceraria diventi un proficuo momento di passaggio verso il futuro reinserimento sociale. In realtà nell’ormai lontano 2003 veniva indetto un concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16 aprile 2004.

Dopo ben quattro anni di procedura concorsuale, il 15 dicembre 2008 nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 23, veniva pubblicata la graduatoria ufficiale definitiva del suddetto concorso. Conseguentemente,nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 12 del 30 giugno 2009 veniva avviata la procedura di assunzione soltanto dei primi 86 vincitori del suddetto concorso a cui seguirono altre 16 vincitori a causa delle rinunce avutesi, come da Bollettino Ufficiale n. 16 del 31 agosto 2009.

Infine, il 12 aprile del 2010 avveniva l’assunzione dell’ultima trance rimanente ovvero dei restanti 295 vincitori. In tale data, con qualche aggiunta successiva, sono emerse ben 45 rinunce tra i vincitori. Le 45 unità quindi rimaste scoperte immediatamente avrebbero potuto essere coperte tramite scorrimento della vigente graduatoria, ma, dopo la data del 24 maggio 2010,data in cui, tramite comunicazione scritta, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria invitava gli idonei utilmente collocati, a redigere in ordine di preferenza, un fax contenente le sedi rimaste vacanti dalle rinunce, non si hanno più notizie circa l’assunzione di questi 45 idonei per la quale gli uffici competenti al momento non danno una data né nessuna risposta in merito alle assunzioni.

Stando così le cose, ci chiediamo per quale motivo non si procede con il completamento dell’assunzione visto che per i 45 idonei non deve essere stanziato neanche un Euro in più rispetto a quanto già fatto in occasione dell’assunzione dei 295 vincitori suddetti dato che questi 45 idonei subentrano per rinuncia? Inoltre, neanche la paventata riduzione delle piante organiche o il blocco delle assunzioni può sortire effetto sulla mancata assunzione dei 45 educatori in attesa da ben sette anni, stando al fatto che il procedimento che li riguarda è un refuso di un iter già avvito avulso da tali situazioni di tagli, riduzioni, blocchi e chi più ne ha più ne metta? Perché questa importantissima forza lavoro (praticamente già compresa nel budget delle recenti assunzioni) non viene assunta immediatamente e utilizzata in un momento così tragico per le nostre carceri?

Non potendo, evidentemente, addurre motivazioni di ordine finanziario, qual è la spiegazione di cotanta vergognosa e indecorosa mancata assunzione dei 45 idonei? Quante altre morti, sofferenze, disagi, violenze, deprivazioni dovranno avvenire? Adesso basta con le chiacchiere, non si può più attendere, si assumano subito questi 45 educatori in attesa, soprattutto ora, momento in cui anche una sola unità di tale profilo professionale, visto il suo compito, rappresenta una preziosa risorsa, senza contare che secondo uno studio condotto di recente, nonostante queste ultime assunzioni, mancano ancora ben 609 educatori. Inoltre, in occasione del riesame del ddl 3290 bis sulla detenzione domiciliare alla Commissione Giustizia questo Comitato ritiene necessario svolgere alcune osservazione.

Un provvedimento importante come il ddl Alfano che vede quale punto centrale per la risoluzione del sovraffollamento carcerario la misura alternativa alla detenzione concessa, per i soggetti già detenuti, sulla base della relazione comportamentale dell’istituto, richiede, necessariamente, un adeguamento del personale dell’area deputata al trattamento, in quanto a fronte di una popolazione detenuta che ha ormai raggiunto quota 68.021 detenuti, la carenza di personale educativo rischierebbe di provocare una vera e propria implosione del sistema penitenziario.

L’elevatissimo numero di detenuti non ha un corrispondente aumento del numero degli educatori, cosicché il rapporto detenuti/educatori risulta sempre più alto, come emerso da uno studio condotto da Carcere Possibile Onlus, secondo cui, ad oggi il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1000 . Questa ormai insostenibile e inaccettabile discrasia comporta che ad ogni educatore spetta l’osservazione di un numero di reclusi troppo elevato con la conseguenza di poter dedicare una quantità di tempo ed attenzione via via inferiore ad ognuno di essi.

Il risultato è che non sempre è possibile per il personale portare a termine le relazioni osservative che costituiscono parte integrante del percorso carcerario dei singoli individui e che sono necessarie per potere inoltrare istanze di affidamento o richieste di detenzione domiciliare. Perciò c’è chi rimane in carcere per “l’insufficienza della documentazione prodotta”.

Orbene, se già ora le relazioni giungono in ritardo non si comprende come possa riuscire il ddl Alfano, senza l’incremento di personale educativo, fare i conti con la realtà penitenziaria. Con queste cifre non sarà possibile attuare il ddl Alfano perché non si potrà rispondere tempestivamente alle incombenze del personale pedagogico interessato alla produzione delle relazioni comportamentali ex art. 1 comma 3.

L’incremento di unità di personale pedagogico è condizione imprescindibile per la concreta applicazione di quanto previsto nel ddl 3290bis. Pochi educatori significa: poche relazioni da inviare alla magistratura di sorveglianza, impossibilità di attuare il trattamento, inasprimento delle condizioni di detenzioni.

L’affermazione dell’Onorevole Caliendo di utilizzare i fondi stanziati in finanziaria, esclusivamente, per l’assunzione di duemila agenti di polizia penitenziaria è certamente degna di rispetto ma, appare insufficiente per fronteggiare la situazioni di invivibilità in cui versano le carceri italiane, affinché l’esperienza carceraria non assuma solo carattere custodiale e punitivo, come avviene ormai da troppo tempo vista la cronica carenza di educatori.

Il carcere non può solo “sorvegliare e punire” ma deve soprattutto rieducare. Valorizzando esclusivamente, l’aspetto custodiale della pena si rischia di violare il dettato dell’art. 27 della Costituzione e si rendere il carcere un momento di vita privo di qualsiasi carattere valoriale positivo e propositivo in vista del futuro ritorno nella società. In molti Istituti le attività trattamentali sono ridotte all’osso, i detenuti di conseguenza passano l’intera giornata nelle celle imprigionati in un tempo eterno.

Questo stato di immobilità delle attività trattamentali si ripercuote sulla vivibilità dell’intero sistema penitenziario contribuendo ad aumentare lo stato di frustrazione ed aggressività generato dalle pratiche deresponsabilizzanti e infantilizzanti che riducono all’impotenza.

Recenti studi sull’aggressività hanno evidenziato che la condizione psicologica di chi non fa niente si risolve nel puro e semplice aspettare con conseguente degrado psichico e aumento dello stato di frustrazione e la frustrazione genera aggressività.

Infatti, numerosissime sono state negli ultimi anni aggressioni ad agenti penitenziari (vedi Carcere di Genova, Porto Azzurro, Napoli Poggioreale, Palermo Ucciardone) e l’incremento del personale deputato al trattamento sarebbe d’aiuto agli agenti penitenziari in quanto rappresenterebbe un canalizzatore dell’aggressività.

Inoltre, questo Comitato ritiene che l’articolo aggiuntivo Schirru-Ferranti che esclude il Dap dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni costituisce una vera e propria presa di coscienza dell’assunto secondo il quale non può esserci alcun miglioramento delle condizioni di detenzione senza l’incremento di personale educativo.

Per un sistema in crisi per il quale il Governo ha ritenuto di dover dichiarare lo stato di emergenza occorre prendere impegni seri e concreti ed invece fino ad ora il ddl Alfano corre il rischio di rimanere senza braccia per l’eliminazione di quegli articoli che rappresentano il collegamento norma-realtà, in quanto manca la copertura finanziaria.

Ed allora facciamo due conti e vediamo se quadra il bilancio: quanto costa un detenuto allo Stato? Ogni detenuto costa allo stato, giornalmente 112 euro. Le persone in carcere sono circa 70 mila, pertanto lo stato spende in media 8,5 milioni di euro al giorno.

In un’analisi di costi e benefici una riduzione della popolazione carceraria porterebbe, matematicamente, ad un considerevole risparmio di spesa pubblica . Inoltre, un programma di trattamento individualizzato che si conclude con l’espiazione della pena in misura alternativa previene la recidiva. Infatti l’ultima ricerca sul Rapporto Misure Alternative e Recidiva presentato al convegno del 19 marzo 2010 tenutosi a Roma evidenzia che solo il 14,6% delle persone che scontano la parte conclusiva della condanna in misura alternativa commette un nuovo reato contro il 67% di chi espia tutta la pena in carcere.

Ancora da studi effettuati emerge che il 75% dei detenuti che non hanno potuto effettuato un percorso riabilitativo o rieducativo torna a delinquere, la percentuale di recidiva si abbassa al 35% per chi ha potuto seguire un percorso formativo- riabilitativo. Ci e Vi domandiamo: Quanto risparmierebbe lo Stato nel medio e lungo termine se avesse il coraggio di investire sulla rieducazione?

Per i motivi suesposti, riteniamo che il Dap debba predisporre immediatamente l’assunzione dei 45 idonei suddetti ed il Governo debba predisporre celermente un piano straordinario di assunzioni di educatori penitenziari da attingersi dalla vigente graduatoria del concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, area c, posizione economica c1, indetto con pdg 21 novembre 2003.

Una scelta in tal senso rappresenterebbe la chiave di volta per un chiaro e ben preciso impegno di responsabilità affinché la drammatica situazione che affligge il pianeta carcere possa finalmente essere affrontata in maniera seria ed efficace.



Anna Fasulo

Comitato vincitori e idonei concorso educatori penitenziari

martedì 15 giugno 2010

Carcere:quanto risparmierebbe lo Stato se avesse il coraggio di investire sulla rieducazione e incrementando gli organici di educatori penitenziari? angelino alfano,governo,politici,detenuti,giustizia

Lettere: quanto risparmierebbe lo Stato se avesse il coraggio di investire sulla rieducazione?


Ristretti Orizzonti, 14 giugno 2010



Nuova nota ai fini della copertura finanziaria dell’emendamento dell’on. Donatella Ferranti per l’adeguamento della pianta organica del personale del comparto civile del dipartimento amministrazione penitenziaria ed in particolare per l’assunzione di nuove unità di educatori penitenziari.

Un provvedimento importante come il ddl Alfano che vede quale punto centrale per la risoluzione del sovraffollamento carcerario la misura alternativa alla detenzione concessa, per i soggetti già detenuti, sulla base della relazione comportamentale dell’istituto richiede, necessariamente, un adeguamento del personale dell’area deputata al trattamento.

A fronte di una popolazione detenuta pari a 67.593 unità è impensabile poter parlare di rieducazione della pena e di trattamento penitenziario. Nel carcere non si fa niente e chi non fa niente si trova in un tempo eterno , la condizione psicologica di chi non fa niente si risolve nel puro e semplice aspettare con conseguente degrado psichico e aumento dello stato di frustrazione e la frustrazione genera aggressività. (Cfr. Freud, Dollard e Miller Frustration and Aggression).

Ed ancora a fronte di una popolazione di detenuti pari a 67.593 mancherebbero, secondo dati aggiornati al 31 marzo 2010, ben 603 unità di educatori. Con queste cifre non è possibile rieducare, non è possibile stimolare il cambiamento perché il cambiare implica un fare, un fare qualcosa che rende l’altro diverso da come era.

Con queste cifre non sarà possibile attuare il ddl Alfano perché non sarà possibile rispondere tempestivamente alle incombenze del personale pedagogico interessato alla produzione delle relazioni comportamentali ex art. 1 comma 3. L’incremento di unità di personale pedagogico è condizione imprescindibile per la concreta applicazione di quanto previsto nel ddl Alfano.

La normativa penitenziaria affida all’educatore il compito di osservare il comportamento del detenuto e redigere la relazione di sintesi cioè quella relazione di cui si servirà il magistrato di sorveglianza per la decisione finale sulla misura alternativa (Cfr art. 82 O.P.; Circ. Dap n. 2598/5051; Circ. Dap 3337/5787e Circ. Dap 2598/5051).

Senza l’incremento di personale pedagogico chi redigerà la relazione prevista al comma 3 dell’art. 1 del ddl Alfano? Ovviamente si creerà una reazione a catena che porterà ad una implosione del ddl Alfano e ad un’esplosione del pianeta carcere. Senza relazione comportamentale il magistrato di sorveglianza non avrà nulla su cui poter decidere e si vedrà costretto a rigettare l’istanza.

Il ddl Alfano deve fare i conti con la realtà non solo con la finanziaria, e la realtà è questa: la figura dell’educatore è fondamentale per programmare ed iniziare un piano trattamentale, per il reinserimento del detenuto. Ci sono detenuti che da anni non hanno mai avuto la possibilità di avere un colloquio con gli educatori. Alcuni detenuti pur essendo nei termini per usufruire di misure alternative, si vedono rigettare le richieste per la mancanza della sintesi carceraria sul comportamento del detenuto.

Se si vuole utilizzare il ddl Alfano come panacea del sovraffollamento carcerario si deve avere il coraggio di mantenere gli artt. 2 quater e 2 sexies. L’articolo aggiuntivo Schirru - Ferranti che esclude il Dap dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni costituisce una vera e propria presa di coscienza dell’assunto secondo il quale non può esserci alcun miglioramento delle condizioni di detenzione senza l’investimento in risorse umane.

A distanza di quasi un anno dalla condanna Cedu per trattamento inumano e degradante la situazione delle carceri italiani in barba alla condanna per violazione dell’art. 3 della convenzione europea a salvaguardia dei diritti dell’uomo è peggiorata, dopo dieci anni dall’entrata in vigore del nuovo regolamento penitenziario che guardava verso condizioni più dignitose di detenzione si sente parlare di carceri in rivolta, agenti penitenziari in sciopero della fame, aggressioni, battitura e lenzuola a fuoco.

L’emergenza carceri è ormai cronica in Italia: sovraffollamento dei detenuti, condizioni di vita non idonee, attività lavorative di formazione e di recupero educativo che non possono essere svolte per mancanza di personale e di spazi. Qualcuno canterebbe: “lo Stato che fa? Si costerna, si indigna si impegna poi getta la spugna con gran dignità”.

Il ddl Alfano corre il rischio di rimanere senza braccia per l’eliminazione di quegli articoli che rappresentano il collegamento norma - realtà perché manca la copertura finanziaria e allora facciamo due conti e vediamo se quadra il bilancio : quanto costa un detenuto allo Stato? Ogni detenuto costa allo stato, giornalmente 112 euro. Le persone in carcere sono circa 70 mila, pertanto lo stato spende in media 8,5 milioni di euro al giorno.

In un analisi di costi e benefici una riduzione della popolazione carceraria porterebbe, matematicamente, ad un risparmio di spesa pubblica . Inoltre un programma di trattamento individualizzato che si conclude con l’espiazione della pena in misura alternativa previene la recidiva. Infatti l’ultima ricerca sul rapporto misure alternative e recidiva presentato al convegno del 19 marzo 2010 a Roma evidenzia che solo il 14,6% delle persone che scontano la parte conclusiva della condanna in misura alternativa commette un nuovo reato contro il 67% di chi espia tutta la pena in carcere.

Ancora da studi effettuati emerge che il 75% dei detenuti che non hanno potuto avere un percorso riabilitativo o rieducativo torna a delinquere , la percentuale di recidiva si abbassa al 35% per chi ha potuto seguire un percorso formativo - riabilitativo”. Quanto risparmierebbe lo stato nel medio e lungo termine se avesse il coraggio di investire sulla rieducazione?

Riteniamo che l’emendamento presentato dall’On. Donatella Ferranti e Schirru sia una vera proposta “bipartisan” che deve, necessariamente,trovare accoglimento così come è stato approvato in Commissione Giustizia.

Riteniamo altresì che il governo, dopo aver provveduto all’adeguamento della pianta organica anche in relazione alla popolazione detenuta (quasi 70mila detenuti) debba predisporre un piano straordinario di assunzioni di educatori penitenziari da attingersi dalla vigente graduatoria del concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, area c, posizione economica c1, indetto con pdg 21 novembre 2003.

Una scelta in tal senso rappresenterebbe la chiave di volta per un chiaro e ben preciso impegno di responsabilità affinché la drammatica situazione che affligge il pianeta carcere possa finalmente essere risolta. Per tali ragioni auspichiamo che tutta la Commissione Bilancio della Camera e il Sottosegretario Alberto Giorgetti facciano una seria e proficua riflessione riconoscendo l’importanza ai fini dell’attuazione del ddl in esame dell’emendamento Schirru 2.060.



Avv. Anna Fasulo

Comitato vincitori e idonei concorso educatori penitenziari

lunedì 14 giugno 2010

Nota del Comitato ai fini della copertura finanziaria dell'emendamento dell'on. Donatella Ferranti per l'adeguamento della pianta organica del personale del comparto civile del dipartimento amministrazione penitenziaria ed in particolare per l'assunzione di nuove unita' di educatori penitenziari. carcere

A tutti i deputati di commissione

bilancio e giustizia della camera




Al sottosegretario,On.
Alberto GIORGETTI




Al sottosegretario,On.
CALIENDO







Egregio Onorevole,


ai fini di comprendere le reali possibilità, secondo la normativa vigente e con le disponibilità presenti nel bilancio dello Stato, di assunzioni di ulteriori unità educatori all’interno delle strutture penitenziarie e di accelerarne la loro presa, in servizio si esprimono alcune considerazioni.

L’art 1 comma 527 della legge 296/2006 (legge finanziaria 2007) per come modificato dall’art 66 comma 6 del decreto legge n112/2008 prevede : «Per l'anno 2008 le amministrazioni di cui al comma 523 possono procedere ad ulteriori assunzioni di personale a tempo indeterminato, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, nel limite di un contingente complessivo di personale corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a regime. A tal fine e' istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze pari a 25 milioni di euro per l'anno 2008 ed a 75 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009. Le autorizzazioni ad assumere sono concesse secondo le modalità di cui all'articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.». Da come si evince dal testo riportato è istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze un apposito fondo, destinato ad assunzione di personale per le amministrazioni di cui al comma 523 della finanziaria 2007, tra cui il DAP. La presenza di tale fondo si evince anche dal provvedimento n. 58/ 2009 del Consiglio dei Ministri : “Alla copertura dell’onere a carico delle amministrazioni interessate si provvede mediante utilizzo delle risorse iscritte nell'ambito della missione “Fondi da ripartire” - Programma “Fondi da assegnare” - U.P.B. 25.1.3. “ Oneri comuni di parte corrente” - capitolo 3032, dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2009 e corrispondenti capitoli per gli esercizi successivi”.

Acclarato quanto sopra si rappresenta di invitare l’on.le Ministro della Giustizia a richiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per la Funzione Pubblica e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, autorizzazione all’assunzione di nuove unità di educatori C1 presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Risulta superfluo ribadire che gli istituti penitenziari italiani hanno una profonda carenza di educatori e che la presenza e l’utilità degli stessi sarà resa ancor più impellente dalle funzioni che agli stessi verranno attribuiti dall’imminente approvazione del disegno di legge n. 3291-bis.

Nel disegno di legge citato sono stati approvati alcuni emendamenti finalizzati ad eliminare la riduzione del 10 % delle piante organiche del comporto civile del Dap per come invece previsto dalla legge n. 25/2010. Oltre ciò un ulteriore articolo approvato impegna il Ministro a riferire alle Camere entro centottanta giorni dall’approvazione del disegno di legge circa l’adeguamento delle piante organiche degli educatori anche alla luce dell’aumento della popolazione detenuta.

Si è ritenuto opportuno citare tali emendamenti, approvati con il parere positivo del Governo, onde dare contezza di quanto sia sentita e condivisa da tutte le forze politiche la problematica della mancanza degli educatori. Nelle more della revisione delle piante organiche, che il Ministro dovrà attuare successivamente all’approvazione della legge di cui sopra, ai fini di rendere sicura e ed agevole la concessione delle misure alternative da parte del Magistrato di Sorveglianza, in quanto basate su relazioni di sintesi e comportamentali redatte dagli educatori, si chiede di procedere con celerità alle richieste sopra specificate.

E’ superfluo sottolineare che in mancanza delle assunzioni di educatori e tenuto conto delle carenze attuali, sarà impossibile pervenire alla concessioni di misure alternative che valutino la pericolosità del soggetto.








Firma

(membro del Comitato vincitori e idonei concorso educatori penitenziari)








REFERENTE:


avv. Anna Fasulo


via Torrearsa, 67


91027 Paceco (Trapani)


Cell. 349 2640509


e-mail: comitatoeducatori@live.it


http://comitatoconcorsoeducatoridap.blogspot.com







sabato 29 maggio 2010

Carcere:senza assunzione personale educativo il ddl Alfano è inutile,il sottosegretario Giorgetti e la commissione bilancio faccia profonda rilfessione. giustizia,detenuti,angelino alfano,Giorgetti Alberto,politici,donatella ferranti,italia,misure alternative

Continuate a firmare e far firmare la nostra petizione per la presentazione al parlamento. Clicca sul rettangolo




Sign for Aiutaci a garantire l'effettiva applicazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena)



 


Lettere: Comitato educatori penitenziari; senza assunzione personale il ddl Alfano è inutile


Comunicato stampa, 29 maggio 2010





Ai deputati di commissione bilancio
e giustizia camera

Al sottosegretario
On. Caliendo

Al sottosegretario
On. Giorgetti Alberti


Egregi Onorevoli,

dopo aver appreso la notizia sul parere negativo della Commissione Bilancio sugli artt. 2 quater e 2 sexies del Ddl Alfano questo Comitato ritiene necessario porre alla Vostra attenzione alcune osservazioni. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru 2.060 svuoterebbe di significato il Ddl Alfano riducendolo ad una imago sine re.


L’investimento in risorse umane è propedeutico alla concreta materializzazione della normativa contenuta nel provvedimento. Secondo quanto enunciato dall’art. 1 comma 3 del Ddl. il magistrato di sorveglianza decide sulla base della relazione inviatagli dall’istituto penitenziario.


Alla luce della normativa penitenziaria è l’educatore colui che osserva il comportamento del detenuto e provvede alla stesura della relazione di sintesi, cioè di quella relazione di cui si servirà il magistrato di sorveglianza per la decisione finale sulla misura alternativa.


Senza l’incremento di ulteriori unità di personale pedagogico la situazione del sovraffollamento carcerario non potrà mai essere risolta né tantomeno potrà trovare risoluzione la drammatica condizione in cui versano le carceri italiane.


Pochi educatori significa poche relazioni da inviare al magistrato di sorveglianza. Pochi educatori significa impossibilità di fare il trattamento. Pochi educatori significa stasi della concessione di misure alternative. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru creerebbe un vero e proprio effetto boomerang che provocherebbe la totale paralisi del Ddl Alfano.


La Commissione Giustizia dopo aver preso atto della grave situazione di disagio in cui versano le carceri italiani ha dato voce all’articolo 27 della Costituzione decidendo di investire su quello che già nel Settecento Beccaria definiva “il più sicuro mezzo di prevenire i delitti” ossia l’educazione.


L’approvazione dell’articolo aggiuntivo che esclude il Dap dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni costituisce una vera e propria presa di coscienza dell’assunto secondo il quale non può esserci alcun miglioramento delle condizioni di detenzione senza l’investimento in risorse umane.


Si evidenzia inoltre che l’emendamento è già stato “riformulato” originariamente infatti prevedeva l’obbligo per il governo,dopo l’invio della relazione per l’adeguamento della pianta organica, di predisporre entro 2 mesi un piano straordinario di assunzioni.


La totale eliminazione di questo emendamento volto alla concreta applicazione della misura alternativa sulla quale questo Governo intende puntare per risolvere il dramma del pianeta carcere renderebbe inutile l’approvazione di un Ddl che non riuscirebbe mai ad essere attuato.


Ci sarebbe infatti una vera e propria antinomia tra norma e realtà. La realtà è che la situazione carceraria italiana è drammatica e preoccupante.


I continui suicidi in carcere sono da porre in relazione con le insopportabili condizioni di disagio in cui vivono i reclusi delle carceri italiane alla carenza di trattamento e attività rieducative e alla mancata assistenza psicologica dovuta alla cronica carenza di personale educativo


Ebbene, l’Italia, Paese democratico, è stata condannata dalla Cedu per trattamento degradante e disumano. A tale situazione va data una risposta concreta, soprattutto se si considera che il bilancio dello stato potrebbe essere aggravato dalle condanne della Cedu (Sic!).


Inoltre non si comprende come la crisi riguardi solo le risorse umane e non anche lo stanziamento dei fondi per l’edilizia penitenziaria ,infatti, una volta costruite nuove carceri queste rimarranno inutilizzate (Sic!) Un esempio è fornito dal carcere di Agrigento e dal carcere di Rieti, a Pinerolo inoltre, c’è un carcere vuoto da 10 anni ma è già stata individuata un’area per costruir un nuovo carcere (fonte Girodivite).


Per un provvedimento importante, come quello in esame, che punta sulla rieducazione e sul recupero del reo, occorre assumersi delle responsabilità serie, perché l’incremento del personale pedagogico rappresenta il sine qua non della correlazione legge - realtà.


Ancora una volta si evidenzia inoltre che il “decantato” vulnus di copertura finanziaria può essere sanato attingendo dai fondi della Cassa delle Ammende che secondo quanto disposto dall’art 129 III comma del Dpr 30 giugno 2000, n. 230, devono essere destinati ai programmi che tendono a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e degli internati anche nella fase di esecuzione di misure alternative alla detenzione”e non all’edilizia penitenziaria (Sic!) . Qualora il Governo non intenda attingere i fondi necessari dalla cassa delle Ammende potrebbe ricavarli dai fondi del Fug, visto che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto che assegna per la prima volta le quote delle risorse sequestrate alla mafia e i proventi derivanti dai beni confiscati al Fondo Unico Giustizia (Fug), nella misura del 50 per cento al Ministero dell’Interno e del 50 per cento al Ministero della Giustizia. Attingendo i fondi o dalla cassa delle Ammende o dal Fug non vi sarebbe alcun onere aggiuntivo in quanto gli stessi sono già previsti in bilancio.


Per le ragioni suesposte riteniamo che l’emendamento presentato dall’On. Donatella Ferranti e Schirru sia una vera proposta “bipartisan” che deve, necessariamente,trovare accoglimento così come è stato approvato in Commissione Giustizia.


Riteniamo altresì che il governo, dopo aver provveduto all’adeguamento della pianta organica anche in relazione alla popolazione detenuta ( quasi 70mila detenuti) debba predisporre un piano straordinario di assunzioni di educatori penitenziari da attingersi dalla vigente graduatoria del concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, indetto con Pdg 21 novembre 2003.


Una scelta in tal senso rappresenterebbe la chiave di volta per un chiaro e ben preciso impegno di responsabilità affinché la drammatica situazione che affligge il pianeta carcere possa finalmente essere risolta. Per tali ragioni auspichiamo che tutta la commissione bilancio della camera e il sottosegretario Alberto Giorgetti facciano una seria e proficua riflessione riconoscendo l’importanza ai fini dell’attuazione del Ddl in esame dell’emendamento Schirru 2.060.






Anna Fasulo


Comitato vincitori e idonei concorso educatori penitenziari

lunedì 17 maggio 2010

Comitato vincitori idonei concorso educatori dap:sostegno a Donatella Ferranti,PD, governo e deputati approvino emendamento di Donatella Ferranti sul Ddl Alfano per il rafforzamento del personale civile Dap necessario a completare i percorsi di recupero (educatori e psicologi).carcere,governo,giustizia,detenuti,politici,Angelino alfano,parlamento,costituzione

Continuate a firmare e far firmare la nostra petizione per la presentazione al parlamento. Clicca sul rettangolo



 
 
Comunicato del comitato vincitori idonei concorso educatori dap:  sostegno a Donatella Ferranti,PD, governo e deputati approvino emendamento di Donatella Ferranti sul Ddl Alfano per il rafforzamento del personale civile Dap necessario a completare i percorsi di recupero (educatori e psicologi).
 
 
L’on. Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera,ha ragione da vendere quando dichiara che stanno adesso valutando se aderire o meno alla richiesta di un voto in sede legislativa sul testo modificato del ddl Alfano nel corso dei lavori in commissione e che ci sono ancora troppe questioni aperte fra le quali l’adeguamento del personale del comparto civile dell’amministrazione penitenziaria”necessario a completare i percorsi di recupero (educatori e psicologi). .




Riteniamo infatti che il DDl Alfano non possa passare in sede legislativa senza l’approvazione dell’emendamento proposto dall’Onorevole Donatella Ferranti al Comma 8 bis , in quanto detto emendamento, inerente appunto all’adeguamento del personale civile dell’Amministrazione Penitenziaria, è indispensabile per l’attuazione dell’art. 1 comma 3 dello stesso DDL Alfano .

 Infatti, alla luce degli emendamenti presentati dal governo e già approvati in Commissione Giustizia sul DDL in questione, il Magistrato di Sorveglianza decide sulla relazione di comportamento inviatagli dall’istituto penitenziario che ospita il detenuto.

Pertanto a fronte di una popolazione detenuta che ha raggiunto ormai le 67.500 unità, e secondo i dati resi noti dall'Amministrazione Penitenziaria, riferiti al mese di marzo 2010,a fronte di una carenza nazionale di educatori penitenziari del 44,61% senza l’incremento di organico degli educatori non sarà possibile rispondere tempestivamente all’aumento delle incombenze del personale pedagogico direttamente interessato alla stesura di dette relazioni comportamentali.

Ricordiamo che secondo la vigente normativa penitenziaria, infatti, l’educatore è colui che osserva il comportamento del detenuto, utilizza i dati di conoscenza ed esperienza che altre persone a contatto con i soggetti in osservazione avranno modo di rilevare (Circ. DAP n. 2598/5051), è colui che coordina la propria azione con quella di tutto il personale addetto alla rieducazione ( art. 82 O.P.), formula le indicazioni in merito al trattamento del detenuto (art. 82 P.P., Circ. n. 2625/5078 del 1.8.79, D.P.R. 1219 del 29.12.84, Circ. 3337/5787del 07.02.92), compila e revisiona i programmi di trattamento rieducativo, invia i programmi di trattamento al Magistrato di Sorveglianza per l’approvazione, stende il rapporto di sintesi ( Circ. 3337/5787e Circ. 2598/5051).

La Magistratura di Sorveglianza, dunque, si avvale proprio delle diagnosi e della prognosi dell’educatore, ovvero quella figura professionale definita “tecnico del comportamento”, il quale sollecita e promuove - nella materia della tossicodipendenza e alcool dipendenza - la collaborazione e la partecipazione di Regioni Province e Comuni, ASL Comunità Terapeutiche enti e associazioni (Circ. D.A.P. n. 3337/5787), attua ai sensi del T.U. 309 del 1990 il trattamento socio-sanitario e gli interventi di cura e riabilitazione in favore di detenuti e internati sia tossicodipendenti che alcooldipendenti al fine del loro recupero e reinserimento sociale.

Quando il terzo comma del D.D.L. Alfano parla della relazione dell’istituto da inviare al Magistrato di Sorveglianza intende proprio quella relazione di sintesi redatta dall’educatore. Con l’attuale rapporto tra numero di educatori presenti nelle nostri carceri e numero di detenuti, (stando a quanto emerge da uno studio condotto da Carcere Possibile Onlus, ad oggi il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1000) non è, e non sarà, mai possibile una corretta applicazione delle previsioni della legge. Attività di osservazione, formulazione di programmi di trattamento, applicazione di questi, valutazione e correzione dei medesimi, raccolta dei dati per l'applicazione delle misure alternative, ecc., senza l’approvazione dell’emendamento citato sono destinate a rimanere sostanzialmente sulla carta se non si arriva a rapporti numerici meno proibitivi, né tantomeno sarà possibile stendere relazioni comportamentali da inviare alla Magistratura di sorveglianza la quale non potendo decidere sul nulla, sarà costretta a rinviare la decisione e a non poter concedere la misura alternativa a cui il DDl suddetto fa riferimento. Senza l’incremento di unità di personale pedagogico la situazione del sovraffollamento carcerario non potrà essere risolta, né potrà trovare soluzione la drammatica situazione in cui versano le carceri italiane. Pochi educatori significa poche relazioni da inviare al Magistrato di Sorveglianza. Pochi educatori significa impossibilità di attuare l’Ordinamento Penitenziario .

Inoltre, l’affermazione del sottosegretario Caliendo sulla mancanza di copertura finanziaria per l’incremento del personale del comparto civile Dap,ed in particolare degli educatori, appare in palese contraddizione con l’emendamento gia' presentato dal governo relativo all’adeguamento di organico della polizia penitenziaria. Non si capisce infatti, quali siano queste ragioni tecniche ostative all’aumento di organico del comparto civile del dap né perché le stesse considerazioni non valgano anche per il Corpo di Polizia Penitenziaria.

 Si evidenzia, per di più, che il "decantato" vulnus di copertura finanziaria può essere sanato attingendo dai fondi della Cassa delle Ammende che secondo quanto disposto dall’art. 129, III comma del D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, devono essere destinati ai programmi che tendono a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e degli internati anche nella fase di esecuzione di misure alternative alla detenzione e non all’edilizia penitenziaria. Qualora il Governo non intenda attingere i fondi necessari dalla Cassa delle Ammende potrebbe, altresì, ricavarli dalle risorse del Fondo Unico Giustizia, visto che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto che assegna per la prima volta le quote delle risorse sequestrate alla mafia e i proventi derivanti dai beni confiscati al Fondo Unico Giustizia, nella misura del 50% al Ministero dell'Interno e del 50% al Ministero della Giustizia.

Grazie all’uso di questi fondi non vi sarebbe alcun onere aggiuntivo in quanto gli stessi sono già previsti in bilancio, mentre le imprescindibili ragioni su esposte evidenziano la necessità di un piano straordinario di assunzione di nuove unità di educatori penitenziari, sino alla copertura delle reali esigenze degli uffici ed al completamento della reale pianta organica prevista, da attingersi dagli idonei della vigente graduatoria risultata dal concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, indetto con PDG 21 novembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16 aprile 2004.




Per le ragioni suesposte riteniamo che l’emendamento presentato dall’on. Donatella Ferranti e Schirru sia una vera proposta “bipartisan” che debba necessariamente trovare accoglimento da parte di tutti i deputati a prescindere dal partito politico di appartenza,senza distinzione fra destra e sinistra, e dallo stesso governo per un chiaro e ben preciso impegno di responsabilita'.


Firma

 (membro del Comitato vincitori e idonei concorso educatori penitenziari)


 REFERENTE:

avv. Anna Fasulo
via Torrearsa, 67
91027 Paceco (Trapani)
Cell. 349 2640509




lunedì 3 maggio 2010

Incontro con il Senatore Fleres del PDL: assunzione immediata educatori idonei concorso con il DDL Alfano e relazione comitato su assunzione immediata con indicazione strumenti per il reperimento fondi assunzione. carcere,governo,politici,angelino alfano,donatella ferranti,giustizia,governo

Continuate a firmare e far firmare la nostra petizione per la presentazione al parlamento. Clicca sul rettangolo






Sign for Aiutaci a garantire l'effettiva applicazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena)


 
 
Oggi, 3 Maggio 2010, una piccola rappresentanza del “comitato vincitori idonei Educatori Dap “, è stata ricevuta dal Senatore Salvo Fleres del PDL.



Il Senatore ci ha riferito che la situazione del sovraffollamento è alquanto seria…gli elenchi in possesso, aggiornati al 31/03/2010, parlano chiaro, la Sicilia insieme alla Campania sono le regioni con una grande densità di popolazione detenuta, le carceri siciliane sono sovrappopolate da extracomunitari…circa 2300 unità rispetto alle 8060 totali detenuti in Sicilia…l’unica regione che supera la Sicilia è la Lombardia che conta 9000 detenuti, circa.


Il Senatore ha evidenziato che le carceri della Sicilia hanno pochissimi educatori…


Inoltre, ci sono tante carceri chiuse, per mancanza di personale…compreso un braccio della casa circondariale di Piazza Lanza, sito a Catania,quindi il piano carceri dovra’ tenere conto anche di questo…


Il DDL del Ministro Alfano, ci ha riferito il Senatore Fleres, non tiene conto, ed è poco chiaro riguardo, della detenzione domiciliare “degli extracomunitari”…dove dovranno andare??? Senza documenti e senza fissa dimora???


E poi ancora senza educatori, i magistrati di sorveglianza non potranno concedere, in mancanza di relazioni comportamentali che descrivono la personalità ed il comportamento dei singoli detenuti, la misura alternativa invocata dallo stesso DDL esaminato.


Quando abbiamo chiesto la possibilità di assunzioni di più educatori,il senatore ci ha riferito che, più volte, ha presentato interrogazioni al riguardo…


Inoltre facendo un chiaro calcolo, partendo dalla pianta organica Educatori che ne prevede 1400 e sottraendo i 900 Educatori, compresi gli educatori neoassunti, risulta evidente, una mancanza di circa 500 unità…dati dice Fleres che si riferiscono ad epoche remote e non aggiornati alla densità della popolazione carceraria attuale,questo significa che la carenza di educatori è superiore alle 500 unita’….


Per i fondi da adoperare, lo stesso Senatore è d’accordo sull’utilizzo della cassa delle ammende e del FUG…fondo unico giustizia…


Inoltre il Senatore Fleres ha accolto la richiesta di differire la graduatoria da 3 a 5 anni, in modo da sopperire ai pensionamenti…


Alla domanda riguardante i fondi del 2011, e quindi l’entità dei fondi che saranno disponibili appunto nel 2011 e su quanti educatori potranno essere assunti, il Senatore ha risposto dicendo che il ministro ha chiesto l’assunzione di 2000 unità da ripartire fra tutto il personale del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, primo fra tutti il corpo di polizia penitenziaria seguito dagli educatori, psicologi, assistenti sociali.


Alla fine dell’incontro, abbiamo lasciato al Senatore copia dei nostri comunicati e ultima relazione riguardante ruolo dell’educatore con la richiesta di reperire i fondi dalla cassa delle ammende e dal FUG (fondo unico giustizia) insieme con l’assunzione immediata degli educatori mancanti attraverso il DDL Alfano sulle misure alternative.


Il Senatore,condividendo le nostre richieste circa e l’assunzione immediata e il reperimento dei fondi attraverso la cassa ammende o FUG ,strumenti questi che questo comitato ha espressamente proposto,si è impegnato a sostenere l’assunzione degli educatori idonei del concorso sin da subito data l’emergenza carceraria ed inoltre domani, recandosi a Roma, presenterà interrogazione al riguardo e chiamerà o comunichera’ ad un componente del comitato le notizie attinte…




Relazione del Comitato:


Egregio Onorevole,


Salvo Fleres


In occasione, dell’attuale iter, riguardante l’esame del Ddl proposto dal Governo in cui si prevede, che le pene detentive, non superiori ad un anno, possano essere scontate in casa o presso altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza e la sospensione del processo con messa alla prova, che sta per concludersi con l’inserimento nel calendario dell'Assemblea a partire da lunedì 17 maggio.


Le Chiediamo,

ancora una volta, di farsi latore di questa nostra, ricordando al Ministro che, vista la Sua intenzione di operare un massiccio ricorso alle misure alternative alla detenzione, il crescente numero di ingressi in carcere, gli altrettanti suicidi, gli atti autolesionistici e le numerosissime denunce provenienti da operatori penitenziari e non, il primo problema da affrontare è l’emergenza del sovraffollamento in cui versano le nostre carceri e che il primissimo, urgentissimo e ormai improcrastinabile passo da muovere è quello dell’assunzione di ulteriori unità di educatori penitenziari.


Risulta importante, al fine di avvalorare ancor più di quanto già non lo sia la necessità di assumere un cospicuo numero di educatori nelle carceri italiane,fare una breve riflessione sul terzo comma dell’art. 1 del su indicato DDL, che detta disposizioni riferite ai condannati detenuti, precisando che "la direzione dell'istituto penitenziario trasmette al MdS una relazione sulla condotta tenuta durante la detenzione.


Ormai da tempo noi sosteniamo, così come ha ben evidenziato anche P. Ciardiello nella Relazione al Convegno “Detenzione domiciliare e messa alla prova organizzato dal gruppo PD alla Camera dei deputati, che con l’attuale organico di educatori penitenziari di circa 900 unità, (non appena sarà completata l’assunzione dei 397 vincitori del concorso relativo) rispetto ad una pianta organica che ne prevederebbe circa 1400 e di fronte ad una popolazione detenuta che ormai ha superato la soglia dei 67.000 reclusi, non sarà possibile rispondere tempestivamente all’aumento delle incombenze del personale pedagogico più direttamente interessato dalla produzione delle relazioni comportamentali.


Il ministro e l’attuale capo dap forse ignorano che, alla luce della legge n° 663 del 10 ottobre 1986, l’educatore è colui che coordina l'attività comportamentale del detenuto mettendo in luce gli elementi più probanti a tutti gli effetti e che, soprattutto, contribuisce, più di ogni altro operatore, alla rottura — alla giusta rottura — dell'artificio e alla creazione del giusto equilibrio delle dinamiche di risocializzazione.

Non per niente si dice che l'educatore è lo specialista del comportamento.


Inoltre la legge impone ai magistrati più che la conoscenza di freddi dati e dei fatti, quella delle persone. La magistratura di sorveglianza deve avvalersi — e non può non — della diagnosi e della prognosi formulate dagli operatori penitenziari perchè possa dare ai provvedimenti quel carattere e quei contenuti dinamici in relazione — in stretta relazione — ai principi di una pena dinamica. Orbene una diagnosi e una prognosi in tanto sono dinamiche in quanto i dati offerti dall'educatore non siano freddi e stereotipati, ma dinamizzati al massimo. Il giudizio sul comportamento del soggetto detenuto meritevole o meno del beneficio è connesso a molteplici situazioni nelle quali il soggetto di cui innanzi vive la pena e la detenzione o meglio vive, la privazione della libertà.


Questo significa che la percezione che il detenuto ha delle strutture penitenziarie e il suo consequenziale comportamento debbono essere sottoposti all'esame dell'educatore. L'educatore può e deve intervenire, con opportuni colloqui con le persone detenute.


Quando il terzo comma dell’art. 1 del DDL in esame parla di una relazione sulla condotta tenuta durante la detenzione che la direzione dell’istituto deve trasmettere al MDS nel concreto si riferisce proprio alla succitata relazione redatta dall’educatore dai contenuti dinamici ed avente ad oggetto il giudizio sul comportamento del soggetto detenuto allo scopo di valutare se sia meritevole o meno del beneficio o della misura che il magistrato di sorveglianza è chiamato ad applicare.


Nel caso di specie non si tratta di una relazione contenente dati generici, magari acquisiti aprioristicamente ma di dati che caratterizzano il senso di responsabilità, la correttezza del comportamento nelle attività organizzate negli istituti e nelle eventuali attività lavorative e culturali.


In sostanza la condotta che si vuole accertare per l'adozione dei provvedimenti di cui sopra consiste in un chiaro e specifico impegno nell'attività lavorativa, in quella scolastica, in quelle ricreative, culturali, sportive, in un rapporto estremamente partecipativo e collaborante con gli operatori penitenziari e con gli altri detenuti, con i propri familiari, nella consapevolezza che il detenuto deve avere della propria volontà di reinserimento e di risocializzazione, in una volontà di ravvedimento, di sicuro ravvedimento. Ognun vede che la condotta, il comportamento, l'accertamento dei dati non sono semplice opera di raccolta. Ciò implica una molteplicità di attività che l’educatore è chiamato svolgere, attraverso una serie di interventi che vanno dai rapporti diretti e personali col detenuto, in un'opera di sostegno e di aiuto nel superamento delle condizioni ambientali in istituto, ad interventi che favoriscono il “ processo maturazione”, e che mirano alla conoscenza del soggetto, attraverso una valutazione degli atteggiamenti assunti nei confronti degli altri detenuti, degli agenti e degli operatori penitenziari in genere o appunto attraverso la partecipazione dello stesso ad iniziative di tipo culturale e ricreative, dell'impegno dimostrato durante l'attività lavorativa, scolastica e di formazione professionale.


Da quanto sopra descritto emerge con assoluta chiarezza come l'attività di osservazione, per condurre ad una sufficiente conoscenza del soggetto non può limitarsi ad un unico o a brevi incontri col detenuto, ma debba esplicarsi attraverso una continua interazione nell'ambito delle attività trattamentali che l'istituto può, o meglio dovrebbe, offrire.

Con l’attuale rapporto tra numero di educatori presenti nelle nostri carceri e numero di detenuti,(stando a quanto emerge da uno studio condotto da Carcere Possibile Onlus, ad oggi il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1000) non è, ed non sarà , mai possibile una corretta applicazione delle previsioni della legge: attività di osservazione, formulazione di programmi di trattamento, applicazione di questi, valutazione e correzione dei medesimi, raccolta dei dati per l'applicazione delle misure alternative, ecc., rimangono e rimarranno sostanzialmente sulla carta se non si arriva a rapporti numerici meno proibitivi. Pertanto le possibilità che un educatore incontri un carcerato si attestano intorno a meno di una all’anno, tempo evidentemente altamente inadeguato e assurdo per costruire un progetto rieducativo serio e condiviso, così come risulta impossibile che, con tali tempi, gli educatori oggi in servizio abbiano occasioni per seguire tale progetto rieducativo e partecipare ad esso con contributi mirati per renderlo veramente efficace. (Un esempio è fornito dal carcere di Rieti nel quale l’unico educatore realmente in servizio è un Capo area che si reca in struttura una volta alla settimana).


L’impossibilità di tali interventi, generato da una insufficienza numerica di educatori, rende, nella maggior parte dei casi, fallimentare l’esperienza carceraria nella sua componente riprogettuale dell’agito del detenuto e del suo corretto reinserimento nel tessuto sociale, disattendendo, per di più, al volere costituzionale. Il carattere scientifico dell'osservazione e del trattamento richiamato dall'art. 13 dell'Ordinamento Penitenziario, non si vede come potrebbe essere difeso da quell'unico educatore di fronte ad una massa di 1000 detenuti circa.


Di conseguenza, una valutazione e quindi una relazione superficiale, non completa di tutti i suoi dati, inciderà negativamente sulla decisione del magistrato che si vedrà costretto a respingere l’istanza di concessione della misura alternativa.


Occorre quindi aumentare l’organico degli educatori , affinché questi siano messi in grado di effettuare in misura maggiore tutte quelle indagini che servono alla completezza della relazione comportamentale, la cui mancanza o la cui superficialità sono spesso addotte dalla magistratura di sorveglianza quali motivazioni per la mancata concessione delle misure alternative.


Nella situazione penitenziaria odierna,purtroppo, gli educatori (essendo in numero ridotto o addirittura in certi istituti penitenziari assenti), sono assorbiti da un «eccessivo carico di lavoro e da numerosi adempimenti di carattere burocratico, a fronte di una totale carenza di personale tecnico-amministrativo di supporto»


Tutte considerazioni queste, che richiamano il problema dell'organico degli Educatori che rendono sovente inevitabile la mancata organizzazione e realizzazione delle attività di competenza e di quelle collegate alle stesse»


Per tutte le ragioni suesposte,ci auspichiamo e siamo certi che entro il termine per la presentazione degli emendamenti al suddetto DDL,termine previsto per lunedì 10 maggio, alle ore 16, Lei, onorevole, saprà farsi interprete della suddetta problematica attraverso appositi interventi,quali emendamenti ed ordini del giorno che prevedano:


1) un piano straordinario di assunzione di nuove unità di educatori penitenziari da attingersi dagli idonei della vigente graduatoria risultata dal concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, indetto con PDG 21 novembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16 aprile 2004; affinché anche costoro possano partecipare ai previsti corsi di formazione che il DAP deve attivare per questi operatori prima dell’ ingresso nelle carceri a cui sono destinati, onde evitare sprechi di danaro per doverli riattivare in seguito;

2) impegno del governo al reperimento dei fondi necessari anche attraverso il ricorso ai fondi della cassa delle ammende,fondi che dall’attuale capo dap e dal governo sono stati sottratti alla loro finalità rieducativa per essere destinati all’edilizia penitenziaria che è appunto finalità del tutto estranea alla originaria funzione di tale cassa.
Inoltre, avendo appreso che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto che assegna per la prima volta le quote delle risorse sequestrate alla mafia e i proventi derivanti dai beni confiscati al Fondo Unico Giustizia (FUG), nella misura del 50 per cento al Ministero dell'Interno e del 50 per cento al Ministero della Giustizia. Essendo il Fug,- così come ricorda il Viminale - uno degli strumenti messi in campo dal governo con il “pacchetto sicurezza” per contrastare in modo più efficace la criminalità organizzata ed essendo le risorse assegnate non solo al Ministero dell'Interno ma anche al ministero della Giustizia, saranno disponibili per esigenze di “sicurezza” e appunto di “giustizia”. Ebbene,qualora il governo non intendesse reperire le somme per l’assunzione degli educatori dal fondo cassa ammende,potrebbe utilizzare proprio le risorse che da adesso sono disponibili presso il ministero della giustizia attraverso quest’ultimo strumento evidenziato,il “Fug”.


3) che tutto l’iter per l’assunzione degli educatori al punto 1 venga investito della massima urgenza e celerità;


4) un concreto impegno fin da ora che all’atto della sua scadenza venga prontamente prorogata di almeno un quinquennio la validità della graduatoria di merito del concorso citato al punto 1 - stando agli odierni orientamenti dettati dal Ministro Brunetta e del progetto di legge 2462 presentato il 21 maggio 2009, nonché alle disposizioni in materia di razionalizzazione delle spese pubbliche in vigore- per permetterne un graduale scorrimento parimenti all’avvicendarsi dei fisiologici turnover pensionistici, al fine di evitare l’indizione di nuovi concorsi per il medesimo profilo che comporterebbero inutili oneri pubblici;


5) ed inoltre, poiché è stato approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, un emendamento sul ddl n. 1955, volto alla conversione in Legge del Dl 194-2009, in cui si stabilisce la riduzione del 10% delle dotazioni organiche della PA, che ovviamente andrà ad investire anche la già esigua pianta organica degli educatori, che venga bloccato il processo per la citata riduzione degli organici della P.A.


Firma


Comitato vincitori e idonei concorso educatori






REFERENTE:
avv. Anna Fasulo
via Torrearsa, 67
91027 Paceco (Trapani)
Cell. 349 2640509
e-mail: comitatoeducatori@live.it
http://comitatoconcorsoeducatoridap.blogspot.com

sabato 17 aprile 2010

Comitato educatori penitenziari: per "alternative" servono più educatori. carcere,governo,angelino alfano,politici,giustizia,rita bernardini,detenuti

Continuate a firmare e far firmare la nostra petizione per la presentazione al parlamento. Clicca sul rettangolo



Sign for Aiutaci a garantire l'effettiva applicazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena)





Lettere: piano carceri; per "alternative" servono più educatori

Lettera alla Redazione, 16 aprile 2010



Ai deputati di Commissione Giustizia

della Camera e Senato



Egregio Onorevole, in occasione dell’esame riguardante il Ddl proposto dal Governo in cui si prevede che le pene detentive, non superiori a un anno, possano essere scontate in casa o presso altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza e la sospensione del processo con messa alla prova, chiediamo che, ancora una volta, in tale occasione Lei voglia farsi latore di questa nostra, ricordando al Ministro che, vista la Sua intenzione di operare un massiccio ricorso alle misure alternative alla detenzione, il crescente numero di ingressi in carcere, gli altrettanti suicidi, gli atti autolesionistici e le numerosissime denunce provenienti da operatori penitenziari e non, il primo problema da affrontare è l’emergenza del sovraffollamento in cui versano le nostre carceri e che il primissimo, urgentissimo e ormai improcrastinabile passo da muovere è quello dell’assunzione di ulteriori unità di educatori penitenziari.

È ormai terminato il tempo degli annunci ed è giunto il momento di affrontare, il problema del sovraffollamento partendo proprio dalla componente umana per poi passare eventualmente a problematiche di carattere strutturale. Infatti, vogliamo anche ricordare che, come emerso da un articolo pubblicato su Girodivite.it del 20 gennaio 2010, in Italia esistono ben 40 istituti non utilizzati o occupati per una minima parte come ad esempio - citiamo testualmente- "ad Agrigento la sezione femminile che potrebbe ospitare cento detenute ne contiene solo sei!

A Pinerolo c’è un carcere chiuso da dieci anni, ma è stata già individuata l’area ove costruirne uno nuovo; a Mantova il carcere è in costruzione da 17 anni; a Codigoro il carcere è pronto dal 2001, ma non viene utilizzato; a Pontremoli l’istituto femminile è pronto dal 1993 ma attualmente chiuso; ad Ancona 180 posti sono stati inaugurati nel 2005 e oggi ci sono solo 20 detenuti. E poi ancora in Abruzzo, vicino a Pescara, dove c’è un carcere pronto da 15 anni ed oggi utilizzato solo da cani, pecore e mucche; a Monopoli dove il carcere è occupato abusivamente da famiglie di sfrattati e potremmo continuare ancora per molto senza dimenticare Gela dove il carcere è stato progettato nel 1959 e terminato nel 2007."

Senza contare, poi, che la costruzione di altre carceri richiederebbe un certo numero di anni e quindi non si farebbe altro che creare una nuova "carceri d’oro" senza risolvere minimamente nell’immediato il problema dei detenuti.

Siamo, dunque, fermamente convinti che data l’esistenza già di queste strutture debba essere attuata una seria indagine ricognitiva dell’esistente che potrebbe essere riadattato, qualora fosse necessario, con una spesa sicuramente inferiore rispetto ad una costruzione ex-novo e pertanto si potrebbe e si deve procedere immediatamente all’assunzione di ulteriori unità di educatori.

Tali assunzioni è quanto questo Comitato e numerosissimi parlamentari, operatori del settore, esperti, giuristi e associazioni vanno chiedendo da parecchio, a cui però è stata data una frettolosa e superficiale risposta dall’On. Caliendo all’interrogazione parlamentare n. 5-02550 dell’On. Ferranti e altri, il quale ha asserito l’impossibilità di effettuare altre assunzioni a causa di una mancanza di fondi ed ha nuovamente rimandato la questione al prossimo anno, qualora ci fossero fondi utilizzabili a tali scopi.

Simile risposta, che scarica ad un indefinito futuro e ad una fortunosa quanto mai improbabile concomitanza di eventi che si dovrebbero tra loro casualmente combinare affinché si possa almeno cominciare a pensare di assumere proprio coloro che la giurisprudenza vuole fautori dei processi rieducativi, non può costituire la risposta seria di un Governo che ha la volontà di affrontare coscientemente, celermente e definitivamente le questioni del pianeta carcerario.

Riteniamo, infatti, che rispetto alla stessa denuncia circa lo stato emergenziale delle carceri italiane fatta da quel medesimo Governo che poi nega l’assunzione proprio degli educatori argomentando con una penuria economica non possa reggere, poiché se si vuole, come abbiamo appena suggerito, i fondi ci sono e sono ricavabili da più parti!

Ma c’è un fatto ancora più tragico e grottesco, poiché proprio in questo periodo di estrema emergenza nelle carceri, veniamo a conoscenza che è stato approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, un emendamento sul Ddl n. 1955, volto alla conversione in Legge del D.L. 194-2009, in cui si stabilisce la riduzione del 10% delle dotazioni organiche della PA, che ovviamente andrà ad investire anche la già esigua pianta organica degli educatori.

Pertanto, l’estrema chiarezza dei fatti e degli intenti del Governo, fa sorgere un’altra miriade di domande e perplessità, purtroppo sempre più pesanti, ma soprattutto restiamo basiti rispetto alla ritrosia all’assunzione proprio di quella figura professionale che rappresenterebbe il primo è più naturale e giusto atto concreto che un Ministro possa realizzare nell’ottica di un repentino miglioramento dell’attuale condizione emergenziale, qualora si voglia procedere nel rispetto dell’ articolo 27 della nostra Costituzione.

Alla luce di quanto appena esposto, il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari, senza più indugio o vacuo proclama, visto il riconoscimento dell’esattezza di quanto sostiene anche da parte dello stesso Ministro Alfano che con l’approvazione di ben cinque specifiche mozioni nei giorni 11 e 12 gennaio 2010 - in particolare la n. 1-00301 a firma dell’On. Di Stanislao, conveniva con le richieste da noi presentate,



Chiede



1) l’assunzione immediata di ulteriori unità di educatori almeno fino a completare la già esigua pianta organica prevista per tale profilo professionale, attingendo tali educatori dagli idonei della vigente graduatoria risultata dal concorso indetto con Pdg 21 novembre 2003 e bandito nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16 aprile 2004, affinché anche costoro possano partecipare ai previsti corsi di formazione che il Dap deve attivare per questi operatori prima dell’ ingresso nelle carceri a cui sono destinati, onde evitare sprechi di danaro per doverli riattivare in seguito;

2) che tutto l’iter per l’assunzione degli educatori al punto 1) venga investito della massima urgenza e celerità;

3) un concreto impegno fin da ora che all’atto della sua scadenza venga prontamente prorogata di almeno un quinquennio la validità della graduatoria di merito del concorso citato al punto 1 -stando agli odierni orientamenti dettati dal Ministro Brunetta e del progetto di legge 2462 presentato il 21 maggio 2009, nonché alle disposizioni in materia di razionalizzazione delle spese pubbliche in vigore - per permetterne un graduale scorrimento parimenti all’avvicendarsi dei fisiologici turnover pensionistici, al fine di evitare l’indizione di nuovi concorsi per il medesimo profilo che comporterebbero inutili oneri pubblici;

4) che venga bloccato il processo per la citata riduzione degli organici della P.A., almeno per il settore afferente alla professionalità in questione.

Certi dello spessore umano, della sensibilità e della professionalità con cui accoglierà queste nostre imprescindibili richieste, oggettivamente indispensabili per affrontare l’emergenza in atto nel mondo carcerario, confidiamo in un Suo celere interessamento e restiamo in attesa di risposta.



Avv. Anna Fasulo

Membro del Comitato vincitori e idonei concorso educatori