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Mercoledi',23 Marzo 2011: interrogazioni per l'assunzione degli educatori penitenziari
Mercoledi',23 Marzo 2011,
(rinvio del 16 Marzo 2011)
in commissione giustizia discussione delle interrogazioni orali per l'assunzione degli educatori penitenziari.
5-04298 Cassinelli: Sull’iter del concorso pubblico per educatore penitenziario
5-04314 Ferranti: Questioni relative all’assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario
Per leggere il testo delle interrogazioni vai su news giornaliere o etichetta interrogazioni parlamentari
(rinvio del 16 Marzo 2011)
in commissione giustizia discussione delle interrogazioni orali per l'assunzione degli educatori penitenziari.
5-04298 Cassinelli: Sull’iter del concorso pubblico per educatore penitenziario
5-04314 Ferranti: Questioni relative all’assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario
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Carceri:necessario assumere educatori,assistenti e psicologi.
26 agosto 2010
Giustizia: Bernardini (Radicali); basta morti in carcere, varare in fretta misure deflattive
“Il tempo dell’illegalità e dell’inciviltà carceraria italiana è scandito ad un ritmo impressionante dalle morti, dai suicidi. Dico al Governo e ai miei colleghi parlamentari che così numerosi hanno partecipato all’iniziativa del Ferragosto in carcere, che occorre fare in fretta a varare, intanto, misure adeguate a decongestionare la sovrappopolazione carceraria”. Lo afferma Rita Bernardini, deputata Radicale, membro della Commissione Giustizia della Camera, dopo la morte di un detenuto a Sulmona. “Il disegno di legge Alfano - così come svuotato dalla Commissione Giustizia della Camera - non serve a spegnere l’incendio di disperazione e di morte che sta divampando - prosegue.Affidare infatti ai Tribunali di sorveglianza la valutazione della pericolosità sociale e l’idoneità del domicilio per consentire di scontare ai domiciliari pene residue sotto i 12 mesi, significa paralizzare tutto: la valutazione arriverà troppo tardi! Si dia ai direttori degli istituti penitenziari questo compito che saprebbero fare meglio e più in fretta dei magistrati di sorveglianza. Ridimensionata almeno un po’ la popolazione detenuta, occorre immediatamente riformare il sistema come previsto dalle mozioni approvate in gennaio dalle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama a partire dallo stop all’uso indiscriminato della carcerazione preventiva e alla depenalizzazione dei reati minori, per arrivare alle misure e pene alternative che si rivelano molto più efficaci del carcere ai fini della rieducazione e del reinserimento sociale, all’adeguamento degli organici penitenziari (agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali), alle possibilità di lavoro per i detenuti, agli istituti di custodia attenuata dove i tossicodipendenti possano curarsi”.
5 luglio 2010
Carceri: Favi, "Bene Tg2, condizioni indegne per detenuti e lavoratori"
Dichiarazione di Sandro Favi responsabile Carceri del Partito Democratico
L’inchiesta del Tg2 sulla drammatica situazione delle nostre carceri evidenzia ciò che il Partito Democratico denuncia da mesi, e cioè condizioni di vita per i detenuti e per i lavoratori penitenziari del tutto indegne. Quelle viste all’Ucciardone sono situazioni che in realtà riguardano la stragrande maggioranza delle carceri italiane. Le morti in carcere e gli atti di autolesionismo sono segnali inequivocabili: occorre attuare da subito politiche penitenziarie che decongestionino gli istituti. È assolutamente necessario investire sulle misure alternative alla detenzione e sull’aumento di agenti di polizia penitenziaria, di educatori, di assistenti sociali e psicologi.
Finora il ministro Alfano e il direttore delle carceri Ionta hanno saputo solo ipotizzare un piano carceri che avrà lunghissimi tempi di realizzazione e che non inciderà minimamente per un miglioramento della situazione nell’immediato.
Così non va.
Lettere: senza assunzione personale educativo il ddl Alfano è inutile
Comunicato stampa, 29 maggio 2010
Ai deputati di commissione bilancio
e giustizia camera
Al sottosegretario
On. Caliendo
Al sottosegretario
On. Giorgetti Alberti
Egregi Onorevoli,
dopo aver appreso la notizia sul parere negativo della Commissione Bilancio sugli artt. 2 quater e 2 sexies del Ddl Alfano questo Comitato ritiene necessario porre alla Vostra attenzione alcune osservazioni. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru 2.060 svuoterebbe di significato il Ddl Alfano riducendolo ad una imago sine re.
L’investimento in risorse umane è propedeutico alla concreta materializzazione della normativa contenuta nel provvedimento. Secondo quanto enunciato dall’art. 1 comma 3 del Ddl. il magistrato di sorveglianza decide sulla base della relazione inviatagli dall’istituto penitenziario.
Alla luce della normativa penitenziaria è l’educatore colui che osserva il comportamento del detenuto e provvede alla stesura della relazione di sintesi, cioè di quella relazione di cui si servirà il magistrato di sorveglianza per la decisione finale sulla misura alternativa.
Senza l’incremento di ulteriori unità di personale pedagogico la situazione del sovraffollamento carcerario non potrà mai essere risolta né tantomeno potrà trovare risoluzione la drammatica condizione in cui versano le carceri italiane.
Pochi educatori significa poche relazioni da inviare al magistrato di sorveglianza. Pochi educatori significa impossibilità di fare il trattamento. Pochi educatori significa stasi della concessione di misure alternative. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru creerebbe un vero e proprio effetto boomerang che provocherebbe la totale paralisi del Ddl Alfano.
La Commissione Giustizia dopo aver preso atto della grave situazione di disagio in cui versano le carceri italiani ha dato voce all’articolo 27 della Costituzione decidendo di investire su quello che già nel Settecento Beccaria definiva “il più sicuro mezzo di prevenire i delitti” ossia l’educazione.
L’approvazione dell’articolo aggiuntivo che esclude il Dap dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni costituisce una vera e propria presa di coscienza dell’assunto secondo il quale non può esserci alcun miglioramento delle condizioni di detenzione senza l’investimento in risorse umane.
Si evidenzia inoltre che l’emendamento è già stato “riformulato” originariamente infatti prevedeva l’obbligo per il governo,dopo l’invio della relazione per l’adeguamento della pianta organica, di predisporre entro 2 mesi un piano straordinario di assunzioni.
La totale eliminazione di questo emendamento volto alla concreta applicazione della misura alternativa sulla quale questo Governo intende puntare per risolvere il dramma del pianeta carcere renderebbe inutile l’approvazione di un Ddl che non riuscirebbe mai ad essere attuato.
Ci sarebbe infatti una vera e propria antinomia tra norma e realtà. La realtà è che la situazione carceraria italiana è drammatica e preoccupante.
I continui suicidi in carcere sono da porre in relazione con le insopportabili condizioni di disagio in cui vivono i reclusi delle carceri italiane alla carenza di trattamento e attività rieducative e alla mancata assistenza psicologica dovuta alla cronica carenza di personale educativo
Ebbene, l’Italia, Paese democratico, è stata condannata dalla Cedu per trattamento degradante e disumano. A tale situazione va data una risposta concreta, soprattutto se si considera che il bilancio dello stato potrebbe essere aggravato dalle condanne della Cedu (Sic!).
Inoltre non si comprende come la crisi riguardi solo le risorse umane e non anche lo stanziamento dei fondi per l’edilizia penitenziaria ,infatti, una volta costruite nuove carceri queste rimarranno inutilizzate (Sic!) Un esempio è fornito dal carcere di Agrigento e dal carcere di Rieti, a Pinerolo inoltre, c’è un carcere vuoto da 10 anni ma è già stata individuata un’area per costruir un nuovo carcere (fonte Girodivite).
Per un provvedimento importante, come quello in esame, che punta sulla rieducazione e sul recupero del reo, occorre assumersi delle responsabilità serie, perché l’incremento del personale pedagogico rappresenta il sine qua non della correlazione legge - realtà.
Ancora una volta si evidenzia inoltre che il “decantato” vulnus di copertura finanziaria può essere sanato attingendo dai fondi della Cassa delle Ammende che secondo quanto disposto dall’art 129 III comma del Dpr 30 giugno 2000, n. 230, devono essere destinati ai programmi che tendono a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e degli internati anche nella fase di esecuzione di misure alternative alla detenzione”e non all’edilizia penitenziaria (Sic!) . Qualora il Governo non intenda attingere i fondi necessari dalla cassa delle Ammende potrebbe ricavarli dai fondi del Fug, visto che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto che assegna per la prima volta le quote delle risorse sequestrate alla mafia e i proventi derivanti dai beni confiscati al Fondo Unico Giustizia (Fug), nella misura del 50 per cento al Ministero dell’Interno e del 50 per cento al Ministero della Giustizia. Attingendo i fondi o dalla cassa delle Ammende o dal Fug non vi sarebbe alcun onere aggiuntivo in quanto gli stessi sono già previsti in bilancio.
Per le ragioni suesposte riteniamo che l’emendamento presentato dall’On. Donatella Ferranti e Schirru sia una vera proposta “bipartisan” che deve, necessariamente,trovare accoglimento così come è stato approvato in Commissione Giustizia.
Riteniamo altresì che il governo, dopo aver provveduto all’adeguamento della pianta organica anche in relazione alla popolazione detenuta ( quasi 70mila detenuti) debba predisporre un piano straordinario di assunzioni di educatori penitenziari da attingersi dalla vigente graduatoria del concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, indetto con Pdg 21 novembre 2003.
Una scelta in tal senso rappresenterebbe la chiave di volta per un chiaro e ben preciso impegno di responsabilità affinché la drammatica situazione che affligge il pianeta carcere possa finalmente essere risolta. Per tali ragioni auspichiamo che tutta la commissione bilancio della camera e il sottosegretario Alberto Giorgetti facciano una seria e proficua riflessione riconoscendo l’importanza ai fini dell’attuazione del Ddl in esame dell’emendamento Schirru 2.060.
Giustizia: Bernardini (Radicali); basta morti in carcere, varare in fretta misure deflattive
“Il tempo dell’illegalità e dell’inciviltà carceraria italiana è scandito ad un ritmo impressionante dalle morti, dai suicidi. Dico al Governo e ai miei colleghi parlamentari che così numerosi hanno partecipato all’iniziativa del Ferragosto in carcere, che occorre fare in fretta a varare, intanto, misure adeguate a decongestionare la sovrappopolazione carceraria”. Lo afferma Rita Bernardini, deputata Radicale, membro della Commissione Giustizia della Camera, dopo la morte di un detenuto a Sulmona. “Il disegno di legge Alfano - così come svuotato dalla Commissione Giustizia della Camera - non serve a spegnere l’incendio di disperazione e di morte che sta divampando - prosegue.Affidare infatti ai Tribunali di sorveglianza la valutazione della pericolosità sociale e l’idoneità del domicilio per consentire di scontare ai domiciliari pene residue sotto i 12 mesi, significa paralizzare tutto: la valutazione arriverà troppo tardi! Si dia ai direttori degli istituti penitenziari questo compito che saprebbero fare meglio e più in fretta dei magistrati di sorveglianza. Ridimensionata almeno un po’ la popolazione detenuta, occorre immediatamente riformare il sistema come previsto dalle mozioni approvate in gennaio dalle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama a partire dallo stop all’uso indiscriminato della carcerazione preventiva e alla depenalizzazione dei reati minori, per arrivare alle misure e pene alternative che si rivelano molto più efficaci del carcere ai fini della rieducazione e del reinserimento sociale, all’adeguamento degli organici penitenziari (agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali), alle possibilità di lavoro per i detenuti, agli istituti di custodia attenuata dove i tossicodipendenti possano curarsi”.
5 luglio 2010
Carceri: Favi, "Bene Tg2, condizioni indegne per detenuti e lavoratori"
Dichiarazione di Sandro Favi responsabile Carceri del Partito Democratico
L’inchiesta del Tg2 sulla drammatica situazione delle nostre carceri evidenzia ciò che il Partito Democratico denuncia da mesi, e cioè condizioni di vita per i detenuti e per i lavoratori penitenziari del tutto indegne. Quelle viste all’Ucciardone sono situazioni che in realtà riguardano la stragrande maggioranza delle carceri italiane. Le morti in carcere e gli atti di autolesionismo sono segnali inequivocabili: occorre attuare da subito politiche penitenziarie che decongestionino gli istituti. È assolutamente necessario investire sulle misure alternative alla detenzione e sull’aumento di agenti di polizia penitenziaria, di educatori, di assistenti sociali e psicologi.
Finora il ministro Alfano e il direttore delle carceri Ionta hanno saputo solo ipotizzare un piano carceri che avrà lunghissimi tempi di realizzazione e che non inciderà minimamente per un miglioramento della situazione nell’immediato.
Così non va.
Lettere: senza assunzione personale educativo il ddl Alfano è inutile
Comunicato stampa, 29 maggio 2010
Ai deputati di commissione bilancio
e giustizia camera
Al sottosegretario
On. Caliendo
Al sottosegretario
On. Giorgetti Alberti
Egregi Onorevoli,
dopo aver appreso la notizia sul parere negativo della Commissione Bilancio sugli artt. 2 quater e 2 sexies del Ddl Alfano questo Comitato ritiene necessario porre alla Vostra attenzione alcune osservazioni. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru 2.060 svuoterebbe di significato il Ddl Alfano riducendolo ad una imago sine re.
L’investimento in risorse umane è propedeutico alla concreta materializzazione della normativa contenuta nel provvedimento. Secondo quanto enunciato dall’art. 1 comma 3 del Ddl. il magistrato di sorveglianza decide sulla base della relazione inviatagli dall’istituto penitenziario.
Alla luce della normativa penitenziaria è l’educatore colui che osserva il comportamento del detenuto e provvede alla stesura della relazione di sintesi, cioè di quella relazione di cui si servirà il magistrato di sorveglianza per la decisione finale sulla misura alternativa.
Senza l’incremento di ulteriori unità di personale pedagogico la situazione del sovraffollamento carcerario non potrà mai essere risolta né tantomeno potrà trovare risoluzione la drammatica condizione in cui versano le carceri italiane.
Pochi educatori significa poche relazioni da inviare al magistrato di sorveglianza. Pochi educatori significa impossibilità di fare il trattamento. Pochi educatori significa stasi della concessione di misure alternative. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru creerebbe un vero e proprio effetto boomerang che provocherebbe la totale paralisi del Ddl Alfano.
La Commissione Giustizia dopo aver preso atto della grave situazione di disagio in cui versano le carceri italiani ha dato voce all’articolo 27 della Costituzione decidendo di investire su quello che già nel Settecento Beccaria definiva “il più sicuro mezzo di prevenire i delitti” ossia l’educazione.
L’approvazione dell’articolo aggiuntivo che esclude il Dap dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni costituisce una vera e propria presa di coscienza dell’assunto secondo il quale non può esserci alcun miglioramento delle condizioni di detenzione senza l’investimento in risorse umane.
Si evidenzia inoltre che l’emendamento è già stato “riformulato” originariamente infatti prevedeva l’obbligo per il governo,dopo l’invio della relazione per l’adeguamento della pianta organica, di predisporre entro 2 mesi un piano straordinario di assunzioni.
La totale eliminazione di questo emendamento volto alla concreta applicazione della misura alternativa sulla quale questo Governo intende puntare per risolvere il dramma del pianeta carcere renderebbe inutile l’approvazione di un Ddl che non riuscirebbe mai ad essere attuato.
Ci sarebbe infatti una vera e propria antinomia tra norma e realtà. La realtà è che la situazione carceraria italiana è drammatica e preoccupante.
I continui suicidi in carcere sono da porre in relazione con le insopportabili condizioni di disagio in cui vivono i reclusi delle carceri italiane alla carenza di trattamento e attività rieducative e alla mancata assistenza psicologica dovuta alla cronica carenza di personale educativo
Ebbene, l’Italia, Paese democratico, è stata condannata dalla Cedu per trattamento degradante e disumano. A tale situazione va data una risposta concreta, soprattutto se si considera che il bilancio dello stato potrebbe essere aggravato dalle condanne della Cedu (Sic!).
Inoltre non si comprende come la crisi riguardi solo le risorse umane e non anche lo stanziamento dei fondi per l’edilizia penitenziaria ,infatti, una volta costruite nuove carceri queste rimarranno inutilizzate (Sic!) Un esempio è fornito dal carcere di Agrigento e dal carcere di Rieti, a Pinerolo inoltre, c’è un carcere vuoto da 10 anni ma è già stata individuata un’area per costruir un nuovo carcere (fonte Girodivite).
Per un provvedimento importante, come quello in esame, che punta sulla rieducazione e sul recupero del reo, occorre assumersi delle responsabilità serie, perché l’incremento del personale pedagogico rappresenta il sine qua non della correlazione legge - realtà.
Ancora una volta si evidenzia inoltre che il “decantato” vulnus di copertura finanziaria può essere sanato attingendo dai fondi della Cassa delle Ammende che secondo quanto disposto dall’art 129 III comma del Dpr 30 giugno 2000, n. 230, devono essere destinati ai programmi che tendono a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e degli internati anche nella fase di esecuzione di misure alternative alla detenzione”e non all’edilizia penitenziaria (Sic!) . Qualora il Governo non intenda attingere i fondi necessari dalla cassa delle Ammende potrebbe ricavarli dai fondi del Fug, visto che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto che assegna per la prima volta le quote delle risorse sequestrate alla mafia e i proventi derivanti dai beni confiscati al Fondo Unico Giustizia (Fug), nella misura del 50 per cento al Ministero dell’Interno e del 50 per cento al Ministero della Giustizia. Attingendo i fondi o dalla cassa delle Ammende o dal Fug non vi sarebbe alcun onere aggiuntivo in quanto gli stessi sono già previsti in bilancio.
Per le ragioni suesposte riteniamo che l’emendamento presentato dall’On. Donatella Ferranti e Schirru sia una vera proposta “bipartisan” che deve, necessariamente,trovare accoglimento così come è stato approvato in Commissione Giustizia.
Riteniamo altresì che il governo, dopo aver provveduto all’adeguamento della pianta organica anche in relazione alla popolazione detenuta ( quasi 70mila detenuti) debba predisporre un piano straordinario di assunzioni di educatori penitenziari da attingersi dalla vigente graduatoria del concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, indetto con Pdg 21 novembre 2003.
Una scelta in tal senso rappresenterebbe la chiave di volta per un chiaro e ben preciso impegno di responsabilità affinché la drammatica situazione che affligge il pianeta carcere possa finalmente essere risolta. Per tali ragioni auspichiamo che tutta la commissione bilancio della camera e il sottosegretario Alberto Giorgetti facciano una seria e proficua riflessione riconoscendo l’importanza ai fini dell’attuazione del Ddl in esame dell’emendamento Schirru 2.060.
FERRANTI SU DDL CARCERI,OTTENUTO ANCHE AMPLIAMENTO ORGANICO EDUCATORI PENITENZIARI.
Donatella Ferranti,PD:piano programmato di assunzioni del personale degli educatori.
Governo favorevole a emendamenti Pd per potenziamento personale penitenziario:piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi.
18 maggio 2010
La commissione Giustizia della Camera ha cominciato a votare gli emendamenti presentati al ddl carceri e il Governo ha dato parere favorevole alle proposte di modifica del Pd che prevedevano il potenziamento del personale civile e amministrativo penitenziario (psicologi, educatori, ecc) e l’adeguamento delle piante organiche di carabinieri e polizia in funzione del nuovo impegno che dovranno svolgere per vigilare sui detenuti che trascorreranno agli arresti domiciliari l’ultimo periodo della loro detenzione. Il capogruppo del Pd in commissione giustizia, Donatella Ferranti, ha espresso soddisfazione per questo parere favorevole del Governo augurandosi che alla fine l’emendamento venga approvato.
Pd: nostre proposte sono su linea indicata da Napolitano
“Il Pd è pronto” a rispondere al monito del presidente della Repubblica sulla necessità di risolvere il sovraffollamento delle carceri e “a fare la propria parte”. Per questo, annuncia Sandro Favi, responsabile Carceri dei democratici, “nei prossimi giorni il nostro partito presenterà proposte su questi temi, in un quadro di sistema e in continuità e sviluppo delle mozioni approvate dal Parlamento già nei primi mesi di quest`anno”.
“Proporremo - spiega Favi - che si proceda alla revisione del codice penale, che vengano riviste le norme che determinano l`alta incidenza di imputati in custodia cautelare in carcere e quelle sul trattamento penale dei tossicodipendenti, che siano ampliate le opportunità di accesso alle misure alternative alla detenzione. Chiederemo inoltre al Governo - prosegue - un piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, nonché gli indispensabili stanziamenti ed investimenti per ripristinare la corretta funzionalità ed operatività dei servizi e delle strutture”.
“Il Partito Democratico - conclude l’esponente del Pd - rinnova la stima e la fiducia degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria e l`apprezzamento verso i dirigenti dell`Amministrazione penitenziaria, verso le professionalità socio-educative, sanitarie, amministrative e tecniche che, in questa fase difficile, dimostrano il proprio impegno con alto senso di umanità e qualificate competenze”.
18 maggio 2010
La commissione Giustizia della Camera ha cominciato a votare gli emendamenti presentati al ddl carceri e il Governo ha dato parere favorevole alle proposte di modifica del Pd che prevedevano il potenziamento del personale civile e amministrativo penitenziario (psicologi, educatori, ecc) e l’adeguamento delle piante organiche di carabinieri e polizia in funzione del nuovo impegno che dovranno svolgere per vigilare sui detenuti che trascorreranno agli arresti domiciliari l’ultimo periodo della loro detenzione. Il capogruppo del Pd in commissione giustizia, Donatella Ferranti, ha espresso soddisfazione per questo parere favorevole del Governo augurandosi che alla fine l’emendamento venga approvato.
Pd: nostre proposte sono su linea indicata da Napolitano
“Il Pd è pronto” a rispondere al monito del presidente della Repubblica sulla necessità di risolvere il sovraffollamento delle carceri e “a fare la propria parte”. Per questo, annuncia Sandro Favi, responsabile Carceri dei democratici, “nei prossimi giorni il nostro partito presenterà proposte su questi temi, in un quadro di sistema e in continuità e sviluppo delle mozioni approvate dal Parlamento già nei primi mesi di quest`anno”.
“Proporremo - spiega Favi - che si proceda alla revisione del codice penale, che vengano riviste le norme che determinano l`alta incidenza di imputati in custodia cautelare in carcere e quelle sul trattamento penale dei tossicodipendenti, che siano ampliate le opportunità di accesso alle misure alternative alla detenzione. Chiederemo inoltre al Governo - prosegue - un piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, nonché gli indispensabili stanziamenti ed investimenti per ripristinare la corretta funzionalità ed operatività dei servizi e delle strutture”.
“Il Partito Democratico - conclude l’esponente del Pd - rinnova la stima e la fiducia degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria e l`apprezzamento verso i dirigenti dell`Amministrazione penitenziaria, verso le professionalità socio-educative, sanitarie, amministrative e tecniche che, in questa fase difficile, dimostrano il proprio impegno con alto senso di umanità e qualificate competenze”.
Ferranti: "Iter rapido? Vediamo atteggiamento maggioranza su nostre proposte"
Carceri: Pd, "Testo migliorato in commissione, ma serve uno sforzo in più" Ferranti: "Iter rapido? Vediamo atteggiamento maggioranza su nostre proposte"
“Lo stralcio della messa in prova consentirà di esaminare rapidamente il provvedimento sulla detenzione domiciliare”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti facendo notare come ‘la messa in prova non riguardava la popolazione carceraria e quindi non avrebbe avuto effetti sul grave stato di sovraffollamento delle carceri italiane. In ogni caso – sottolinea la democratica – il voto di oggi conferma il nostro giudizio negativo sul testo uscito dal consiglio dei ministri che era confuso ed inefficace anche perché privo di qualsiasi copertura finanziaria. Stiamo adesso valutando se aderire o meno alla richiesta di un voto in sede legislativa sul testo modificato nel corso dei lavori in commissione. La nostra disponibilità dipenderà anche dall’atteggiamento della maggioranza sulle nostre ulteriori proposte di modifica. In particolare: la tutela delle vittime di violenza domestica, il rafforzamento del personale di polizia (non solo quella penitenziaria) e del personale del comparto civile dell’amministrazione penitenziaria(educatori e psicologi)”.
Proposta emendativa 8.01.
Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:
«Art. 8-bis. - 1. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il Ministro della Giustizia, sentiti i Ministri dell'interno e della funzione pubblica, riferisce alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo di Polizia penitenziaria e del personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria anche in relazione all'entità numerica della popolazione carceraria e al numero dei posti esistenti e programmati.
2. A tal fine il Governo presenta al Parlamento entro i successivi novanta giorni un apposito piano straordinario di assunzioni di nuove unità specificandone i tempi di attuazione e le modalità di finanziamento.».
Ferranti Donatella, Schirru Amalia, Samperi Marilena, Amici Sesa
Proposta emendativa 8.03.
Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:
«Art. 8-bis. - 1. Al comma 8-quinquies, della legge n. 26 del 2010, dopo le parole Il Corpo della Polizia penitenziaria, sono inserite le seguenti il personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria,».
Schirru Amalia, Ferranti Donatella, Samperi Marilena, Amici Sesa
28-04-10
Dopo l'ennesimo suicidio in carcere (23 dall'inizio dell'anno), nel penitenziario di Castrogno, a Teramo, il parlamentare dell'IdV, Augusto Di Stanislao, ribadisce la necessita' di interventi diretti ed immediati da parte del Governo. ''Non e' piu' ammissibile - afferma il deputato IdV - una tale situazione di completa incapacita' da parte del Governo di affrontare concretamente le problematiche delle carceri in Italia''. Di Stanislao ricorda che ''dopo varie visite presso il carcere di Castrogno e altrettante interrogazioni ad Alfano, dopo una mozione a mia prima firma approvata all'unanimita', con la quale anche la maggioranza si e' impegnata in una serie di iniziative atte a risollevare una drammatica realta' focalizzando l'attenzione sul sovraffollamento e sulla carenza di personale penitenziario e di educatori, dopo l'annuncio dell'emergenza carceri di Alfano e del fantomatico piano carceri, dopo continue denunce e sollecitazioni dei sindacati sulla necessita' di intervenire sulle strutture, sugli organici, siamo ancora di fronte ad una situazione insostenibile e all'emergenza soluzioni''. ''Ho presentato da tempo - conclude Di Stanislao - una proposta di legge per istituire una Commissione d'inchiesta parlamentare sulla situazione delle carceri in Italia che, ora piu' che mai, diventa fondamentale per dare risposte e soluzioni ai molteplici problemi e disagi dell'intero mondo penitenziario''.
Di Stanislao:il ministro tace sulle assunzioni degli educatori,riferisca in parlamento.
“E’ giusta l’assunzione di 2.000 agenti così come evidenziato da Sarno, Segretario generale Uil Pa Penitenziari, per garantire il turnover e quindi supplire la carenza del personale di polizia penitenziaria, ma vi è una colpevole dimenticanza da parte del Ministro quando tace sulla necessità di garantire la presenza degli educatori così come previsto nella Mozione IdV approvata all’unanimità dal Parlamento.” Queste le parole dell’On. Di Stanislao che prosegue: “Non vorremmo che questo impegno del Ministro si focalizzi esclusivamente sull’edilizia carceraria e altresì non vorremmo che dietro la parola magica “stato di emergenza” si celi il grimaldello per ridare vita ad una ” Carceri d’oro 2″ che in barba alla procedure di appalti e alla trasparenza abbiano buon gioco, piuttosto che la pubblica utilità e l’urgenza, i furbetti delle sponsorizzazioni. Si segnala al Ministro, nel frattempo, che in Italia vi sono 40 penitenziari incompiuti ed inutilizzati in un Paese che ne ha 171 in tutto e nel Piano Carceri presentato non c’è cenno di recupero di questo patrimonio. Chiedo che il Ministro venga, così come richiesto in Aula, a riferire in Parlamento sugli impegni presi in relazione ai tempi e modi e risorse da impiegare. Nel frattempo con due distinte interrogazioni chiedo al Ministro quale modello di recupero intenda mettere in campo visto che non si parla assolutamente di assumere gli educatori e cosa intenda fare per i 40 penitenziari incompiuti.”
“Lo stralcio della messa in prova consentirà di esaminare rapidamente il provvedimento sulla detenzione domiciliare”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti facendo notare come ‘la messa in prova non riguardava la popolazione carceraria e quindi non avrebbe avuto effetti sul grave stato di sovraffollamento delle carceri italiane. In ogni caso – sottolinea la democratica – il voto di oggi conferma il nostro giudizio negativo sul testo uscito dal consiglio dei ministri che era confuso ed inefficace anche perché privo di qualsiasi copertura finanziaria. Stiamo adesso valutando se aderire o meno alla richiesta di un voto in sede legislativa sul testo modificato nel corso dei lavori in commissione. La nostra disponibilità dipenderà anche dall’atteggiamento della maggioranza sulle nostre ulteriori proposte di modifica. In particolare: la tutela delle vittime di violenza domestica, il rafforzamento del personale di polizia (non solo quella penitenziaria) e del personale del comparto civile dell’amministrazione penitenziaria(educatori e psicologi)”.
Proposta emendativa 8.01.
Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:
«Art. 8-bis. - 1. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il Ministro della Giustizia, sentiti i Ministri dell'interno e della funzione pubblica, riferisce alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo di Polizia penitenziaria e del personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria anche in relazione all'entità numerica della popolazione carceraria e al numero dei posti esistenti e programmati.
2. A tal fine il Governo presenta al Parlamento entro i successivi novanta giorni un apposito piano straordinario di assunzioni di nuove unità specificandone i tempi di attuazione e le modalità di finanziamento.».
Ferranti Donatella, Schirru Amalia, Samperi Marilena, Amici Sesa
Proposta emendativa 8.03.
Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:
«Art. 8-bis. - 1. Al comma 8-quinquies, della legge n. 26 del 2010, dopo le parole Il Corpo della Polizia penitenziaria, sono inserite le seguenti il personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria,».
Schirru Amalia, Ferranti Donatella, Samperi Marilena, Amici Sesa
28-04-10
Dopo l'ennesimo suicidio in carcere (23 dall'inizio dell'anno), nel penitenziario di Castrogno, a Teramo, il parlamentare dell'IdV, Augusto Di Stanislao, ribadisce la necessita' di interventi diretti ed immediati da parte del Governo. ''Non e' piu' ammissibile - afferma il deputato IdV - una tale situazione di completa incapacita' da parte del Governo di affrontare concretamente le problematiche delle carceri in Italia''. Di Stanislao ricorda che ''dopo varie visite presso il carcere di Castrogno e altrettante interrogazioni ad Alfano, dopo una mozione a mia prima firma approvata all'unanimita', con la quale anche la maggioranza si e' impegnata in una serie di iniziative atte a risollevare una drammatica realta' focalizzando l'attenzione sul sovraffollamento e sulla carenza di personale penitenziario e di educatori, dopo l'annuncio dell'emergenza carceri di Alfano e del fantomatico piano carceri, dopo continue denunce e sollecitazioni dei sindacati sulla necessita' di intervenire sulle strutture, sugli organici, siamo ancora di fronte ad una situazione insostenibile e all'emergenza soluzioni''. ''Ho presentato da tempo - conclude Di Stanislao - una proposta di legge per istituire una Commissione d'inchiesta parlamentare sulla situazione delle carceri in Italia che, ora piu' che mai, diventa fondamentale per dare risposte e soluzioni ai molteplici problemi e disagi dell'intero mondo penitenziario''.
Di Stanislao:il ministro tace sulle assunzioni degli educatori,riferisca in parlamento.
“E’ giusta l’assunzione di 2.000 agenti così come evidenziato da Sarno, Segretario generale Uil Pa Penitenziari, per garantire il turnover e quindi supplire la carenza del personale di polizia penitenziaria, ma vi è una colpevole dimenticanza da parte del Ministro quando tace sulla necessità di garantire la presenza degli educatori così come previsto nella Mozione IdV approvata all’unanimità dal Parlamento.” Queste le parole dell’On. Di Stanislao che prosegue: “Non vorremmo che questo impegno del Ministro si focalizzi esclusivamente sull’edilizia carceraria e altresì non vorremmo che dietro la parola magica “stato di emergenza” si celi il grimaldello per ridare vita ad una ” Carceri d’oro 2″ che in barba alla procedure di appalti e alla trasparenza abbiano buon gioco, piuttosto che la pubblica utilità e l’urgenza, i furbetti delle sponsorizzazioni. Si segnala al Ministro, nel frattempo, che in Italia vi sono 40 penitenziari incompiuti ed inutilizzati in un Paese che ne ha 171 in tutto e nel Piano Carceri presentato non c’è cenno di recupero di questo patrimonio. Chiedo che il Ministro venga, così come richiesto in Aula, a riferire in Parlamento sugli impegni presi in relazione ai tempi e modi e risorse da impiegare. Nel frattempo con due distinte interrogazioni chiedo al Ministro quale modello di recupero intenda mettere in campo visto che non si parla assolutamente di assumere gli educatori e cosa intenda fare per i 40 penitenziari incompiuti.”
16 Marzo 2010:interrogazione a risposta in Commissione su assunzione idonei educatori penitenziari
Convocazione della II Commissione (Giustizia)
Martedì 16 marzo 2010
Ore 13.45
5-02550 Ferranti: In relazione all’assunzione di educatori penitenziari
Interrogazione a risposta in Commissione:
FERRANTI, MELIS, TIDEI e SAMPERI.
- Al Ministro della giustizia.
- Per sapere
- premesso che:
il 17 febbraio 2010 il Sottosegretario per la giustizia Caliendo è intervenuto in Senato sul tema dell'assunzione degli educatori penitenziari reclutati tramite il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, area C, posizione economica C1, indetto con PDG 21 novembre 2003;
nel corso della succitata seduta, il Sottosegretario Caliendo ha affermato che entro aprile 2010 saranno assunti in via definitiva tutti gli educatori che hannosuperato i precedenti concorsi, oltre ai 170 già assunti (anche se agli interroganti risulta che siano stati assunti 97 educatori);
in realtà, l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso era già programmata con l'indizione dello stesso nel 2003, per il quale il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria già disponeva dei fondi necessari;
lo stesso Ministro interrogato, onorevole Alfano, aveva riconosciuto l'improcrastinabilità e l'urgenza di assumere più unità di educatori quando, il 12 gennaio 2010, furono approvate alla Camera le mozioni sui problemi del carcere presentate da vari gruppi parlamentari;a fronte di una popolazione carceraria di 67.000 unità, il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1.000, cosa che rende in pratica impossibile lo svolgimento di qualsivoglia progetto rieducativo impedendo il corretto reinserimento del detenuto nel tessuto sociale, così come previsto nel dettato costituzionale;
non avendo il Ministro interrogato ancora proceduto all'assunzione di ulteriori unità degli educatori, limitandosi a rimandare la questione ad un futuro confronto in merito con i Ministri Tremonti e Brunetta, sarebbe auspicabile ed urgente un rapido avvio della procedura di assunzione di educatori, almeno per completare la già esigua pianta organica, ulteriormente ridotta di circa 400 unità dal decreto legislativo n. 150 del 2009
se non ritenga opportuno procedere celermente all'assunzione di educatori attingendo dalla vigente graduatoria degli idonei risultante dal concorso pubblico a 397 posti di cui in premessa, al contempo prorogando la validità della stessa per almeno un quinquennio, al fine di permetterne lo scorrimento graduale per compensare il turn-over pensionistico, evitando l'indizione di nuovi concorsi che comporterebbe ulteriori oneri finanziari.
(5-02550)
Risposta all'interrogazione di Donatella Ferranti:dal 2011 assunzioni degli idonei educatori concorso,il comitato vigilera'.
Nel rispondere agli On. interroganti ritengo opportuno segnalare che il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo di "Educatore", Area C, posizione economica C1, dell'Amministrazione Penitenziaria, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16.4.2004 - IV serie speciale e si è concluso in data 9 luglio 2008.La graduatoria definitiva, immediatamente dopo l'approvazione del Direttore Generale con provvedimento dell'11 luglio 2008, è stata trasmessa all'Ufficio centrale per il bilancio per l'apposizione del visto di controllo.Nell'anno 2009, in ragione dell'entità dei fondi stanziati ai sensi dell'articolo 1, comma 346, della Legge 24.12.2007 n. 244, è stato possibile procedere all'assunzione dei primi 103 vincitori del predetto concorso a 397 posti.Quanto alle restanti 294 unità, la competente Direzione Generale di questa amministrazione ha già programmato il relativo piano di assunzione ricorrendo, per la copertura degli originari 397 posti a concorso, allo scorrimento della graduatoria, ai sensi dell'art. 15, co. 7, DPR n. 487/99 e successive integrazioni e modificazioni.I nuovi educatori - alcuni dei quali individuati tra i candidati idonei, ma non vincitori del concorso, attese le 12 defezioni intervenute per rinunce, mancate stipule del contratto o dimissioni da parte degli aventi diritto - hanno infatti già scelto la sede di destinazione e, entro aprile del corrente anno, saranno formalmente assunti con firma del relativo contratto.Per quanto riguarda, invece, l'auspicata possibilità di procedere ad un ulteriore scorrimento della graduatoria oltre il numero dei posti originariamente messi a concorso, mi corre l'obbligo di segnalare che tale eventualità non rientra tra le ipotesi di cui all'art. 15, co. 7, del DPR n. 487/1994 e che pertanto, limitatamente all'anno in corso, non può essere attuata per mancato stanziamento dei fondi occorrenti.I fondi disponibili, infatti, sono stati impegnati sia per l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso per educatori, sia per l'assunzione degli idonei al concorso a 110 posti di contabile, a copertura dei posti previsti dal relativo bando ed in ragione delle gravi carenze riscontrate anche nell'area contabile.Dato atto di quanto sopra e, premesso che la validità delle graduatorie è indicata in tre anni dalla data della pubblicazione nei Bollettini ufficiali, faccio presente che, nel caso di specie, la validità della graduatoria del concorso a 397 posti è fissata al 31 maggio 2012 e che, pertanto, a partire dal prossimo anno, in presenza delle risorse economiche necessarie, potranno esservi le condizioni per procedere ad uno scorrimento della graduatoria, anche oltre il numero dei posti pubblicati.
24 febbraio 2010:
ordine del giorno su non riduzione organico educatori di Roberto Rao
La Camera,
premesso che
il provvedimento in esame prevede, all'esito del processo di riorganizzazione di cui all'articolo 74, del decreto legge n. 112 del 2008, un'ulteriore riduzione degli assetti organizzativi delle amministrazioni pubbliche ai fini del contenimento della spesa pubblica;
il comma 8-quinquies dell'articolo 2 individua le amministrazioni che non sono interessate dalle riduzioni descritte, tra cui il Corpo di Polizia Penitenziaria;
nonostante le difficoltà operative, la scarsezza di mezzi e personale risulta, inopinatamente escluso da tale previsione il personale civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria,
impegna il Governo
a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative normative volte ad includere tra il personale delle amministrazioni non interessate dalla riorganizzazione delle piante organiche non solo quello di polizia penitenziaria ma anche quello civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, con particolare riferimento alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, anche in vista dell'avvio del Piano carceri che necessiterà di adeguate risorse umane e professionali. 9/3210/41. Rao, Ria.
Accolto come raccomandazione.
19 Febbraio 2010:
ordine del giorno su assunzione educatori di Donatella Ferranti e PD
La Camera,
premesso che:
l'articolo 17-ter stabilisce che, per l'attuazione del cosiddetto «Piano carceri» si conferiscono pieni poteri al Commissario straordinario che, per individuare la localizzazione delle aree destinate alla realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie, d'intesa con il Presidente della regione territorialmente competente e sentiti i sindaci dei comuni interessati, potrà agire in deroga alla normativa urbanistica vigente, velocizzando procedure e semplificando le gare di appalto, utilizzando il modello adottato per il dopo terremoto a L'Aquila, derogando anche all'obbligo previsto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, volto a consentire agli interessati, proprietari delle aree che si intendono espropriare, la necessaria partecipazione al procedimento amministrativo;
la localizzazione costituisce di per sé variante e produce l'effetto di imporre il vincolo preordinato all'espropriazione e contro di essa non sarà possibile ricorrere al giudice amministrativo e si introduce anche una deroga al limite dei subappalti, che potranno aumentare dall'attuale 30 per cento fino al 50 per cento, in deroga all'articolo 118 del codice dei contratti pubblici; in sostanza, si affidano pieni poteri al Commissario straordinario, che potrà avvalersi anche del Dipartimento per la protezione civile per le attività di progettazione, scelta del contraente, direzioni lavori e vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, in deroga ai criteri di trasparenza e pubblicità e in palese contraddizione con la mozione Franceschini ed altri n. 1-00302 (approvata sostanzialmente all'unanimità alla Camera il 12 gennaio di quest'anno e accettata dal Governo) che impegnava chiaramente il Governo a garantire, nell'ambito dei progetti della nuova edilizia penitenziaria, i criteri di trasparenza delle procedure e l'economicità delle opere evitando il ricorso a procedure straordinarie, anche se legislativamente previste,
impegna il Governo
a verificare l'adeguatezza, in proporzione alla popolazione carceraria, delle piante organiche riferite non solo al personale di polizia penitenziaria ma anche alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, avviando un nuovo piano programmato di assunzioni che vada oltre il turn-over dovuto ai pensionamenti previsto dalla legge finanziaria per il 2010 e che garantisca le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture penitenziarie, anche distribuendo meglio il personale sul territorio, concentrandolo nei compiti di istituto, sottraendolo ai servizi estranei, consentendogli un adeguato, costante ed effettivo aggiornamento professionale.
9/3196/13.
Donatella Ferranti.
Il comitato vincitori idonei concorso educatori dap in sostegno di Rita Bernadini
Educatori penitenziari sostengono la protesta di Rita Bernardini e Irene TestaRistretti Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini, impegnate in uno sciopero della fame perrichiedere l’esecuzione immediata di quanto proposto nelle cinque Mozioni parlamentari,unanimemente approvate nei giorni 11 e 12 gennaio 2010, riguardanti la situazione del sistema carcerario italiano.Giova ricordare che in quella occasione lo stesso Ministro Alfano assumeva precisi impegni ed affermava che vi avrebbe dato celere e certa attuazione sancendo l’inizio di un nuovo percorso,iniziato con la dichiarazione di Emergenza di tutto il sistema penitenziario alla quale ci si aspettava sarebbe seguita la predisposizione nel Piano Carceri di tutti quegli atti necessari ad ottemperare a quanto detto nelle citate Mozioni per poter, nei tempi strettamente necessari, affrontareconcretamente e efficacemente l´ormai ingestibile situazione creatasi nei nostri istituti penitenziari.Tuttavia, da un’iniziale analisi condotta sui primissimi elementi costitutivi e organizzativi del Piano Carceri emerge solo una particolare attenzione all’aspetto strutturale e custodiale, non prevedendo,invece, alcun intervento per incrementare e favorire la fondamentale componente rieducativa, vero obiettivo dell’esperienza carceraria.Questo Comitato ed altri illustri interlocutori del mondo penitenziario, continuano, infatti, a chiedere a gran voce che vengano assunti più educatori, affinché l’ingresso nelle nostre carceri non si limiti ad un forzato ozio, ma divenga precipuo momento di riflessione e riprogettazione del sé.Ad oggi, però, in merito alla questione degli educatori, alcuna volontà specifica è stata espressa dal Ministro, nonostante, le nostre carceri continuino quotidianamente ad affollarsi a causa dei numerosi nuovi ingressi, ma anche per la spaventosa carenza di educatori che, secondo quanto stabilito dalle vigenti leggi, rappresentano i coordinatori e i realizzatori materiali dei percorsirieducativi, nonché quelle figure professionali atte a garantire, nei giusti modi e nei tempi,l’espletamento, dell’intero iter necessario all’accesso alle misure alternative alla detenzione di quei detenuti che ne avrebbero i requisiti, ma che continuano a restare in carcere a causa dello sparuto numero di educatori attualmente in servizio a fronte di una popolazione di 66.000 persone carcerate.Pertanto, ci uniamo all´Onorevole Bernardini e a Irene Testa per chiedere l´immediata esecuzione delle citate mozioni e auspichiamo che il Ministro Alfano ne predisponga repentinamente l’avvio.Il Comitato, altresì, ad ausilio dell’iniziativa intrapresa da Rita Bernardini e da Irene Testa,promuove una “catena di informazione solidale” impegnandosi a diffondere la conoscenza di tale protesta non violenta tramite l’invio di questo comunicato non solo a tutti gli organi di informazione, ma anche ai propri conoscenti invitandoli a fare altrettanto.Il Comitato vincitori e idonei concorso educatori.
Martedì 16 marzo 2010
Ore 13.45
5-02550 Ferranti: In relazione all’assunzione di educatori penitenziari
Interrogazione a risposta in Commissione:
FERRANTI, MELIS, TIDEI e SAMPERI.
- Al Ministro della giustizia.
- Per sapere
- premesso che:
il 17 febbraio 2010 il Sottosegretario per la giustizia Caliendo è intervenuto in Senato sul tema dell'assunzione degli educatori penitenziari reclutati tramite il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, area C, posizione economica C1, indetto con PDG 21 novembre 2003;
nel corso della succitata seduta, il Sottosegretario Caliendo ha affermato che entro aprile 2010 saranno assunti in via definitiva tutti gli educatori che hannosuperato i precedenti concorsi, oltre ai 170 già assunti (anche se agli interroganti risulta che siano stati assunti 97 educatori);
in realtà, l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso era già programmata con l'indizione dello stesso nel 2003, per il quale il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria già disponeva dei fondi necessari;
lo stesso Ministro interrogato, onorevole Alfano, aveva riconosciuto l'improcrastinabilità e l'urgenza di assumere più unità di educatori quando, il 12 gennaio 2010, furono approvate alla Camera le mozioni sui problemi del carcere presentate da vari gruppi parlamentari;a fronte di una popolazione carceraria di 67.000 unità, il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1.000, cosa che rende in pratica impossibile lo svolgimento di qualsivoglia progetto rieducativo impedendo il corretto reinserimento del detenuto nel tessuto sociale, così come previsto nel dettato costituzionale;
non avendo il Ministro interrogato ancora proceduto all'assunzione di ulteriori unità degli educatori, limitandosi a rimandare la questione ad un futuro confronto in merito con i Ministri Tremonti e Brunetta, sarebbe auspicabile ed urgente un rapido avvio della procedura di assunzione di educatori, almeno per completare la già esigua pianta organica, ulteriormente ridotta di circa 400 unità dal decreto legislativo n. 150 del 2009
se non ritenga opportuno procedere celermente all'assunzione di educatori attingendo dalla vigente graduatoria degli idonei risultante dal concorso pubblico a 397 posti di cui in premessa, al contempo prorogando la validità della stessa per almeno un quinquennio, al fine di permetterne lo scorrimento graduale per compensare il turn-over pensionistico, evitando l'indizione di nuovi concorsi che comporterebbe ulteriori oneri finanziari.
(5-02550)
Risposta all'interrogazione di Donatella Ferranti:dal 2011 assunzioni degli idonei educatori concorso,il comitato vigilera'.
Nel rispondere agli On. interroganti ritengo opportuno segnalare che il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo di "Educatore", Area C, posizione economica C1, dell'Amministrazione Penitenziaria, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16.4.2004 - IV serie speciale e si è concluso in data 9 luglio 2008.La graduatoria definitiva, immediatamente dopo l'approvazione del Direttore Generale con provvedimento dell'11 luglio 2008, è stata trasmessa all'Ufficio centrale per il bilancio per l'apposizione del visto di controllo.Nell'anno 2009, in ragione dell'entità dei fondi stanziati ai sensi dell'articolo 1, comma 346, della Legge 24.12.2007 n. 244, è stato possibile procedere all'assunzione dei primi 103 vincitori del predetto concorso a 397 posti.Quanto alle restanti 294 unità, la competente Direzione Generale di questa amministrazione ha già programmato il relativo piano di assunzione ricorrendo, per la copertura degli originari 397 posti a concorso, allo scorrimento della graduatoria, ai sensi dell'art. 15, co. 7, DPR n. 487/99 e successive integrazioni e modificazioni.I nuovi educatori - alcuni dei quali individuati tra i candidati idonei, ma non vincitori del concorso, attese le 12 defezioni intervenute per rinunce, mancate stipule del contratto o dimissioni da parte degli aventi diritto - hanno infatti già scelto la sede di destinazione e, entro aprile del corrente anno, saranno formalmente assunti con firma del relativo contratto.Per quanto riguarda, invece, l'auspicata possibilità di procedere ad un ulteriore scorrimento della graduatoria oltre il numero dei posti originariamente messi a concorso, mi corre l'obbligo di segnalare che tale eventualità non rientra tra le ipotesi di cui all'art. 15, co. 7, del DPR n. 487/1994 e che pertanto, limitatamente all'anno in corso, non può essere attuata per mancato stanziamento dei fondi occorrenti.I fondi disponibili, infatti, sono stati impegnati sia per l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso per educatori, sia per l'assunzione degli idonei al concorso a 110 posti di contabile, a copertura dei posti previsti dal relativo bando ed in ragione delle gravi carenze riscontrate anche nell'area contabile.Dato atto di quanto sopra e, premesso che la validità delle graduatorie è indicata in tre anni dalla data della pubblicazione nei Bollettini ufficiali, faccio presente che, nel caso di specie, la validità della graduatoria del concorso a 397 posti è fissata al 31 maggio 2012 e che, pertanto, a partire dal prossimo anno, in presenza delle risorse economiche necessarie, potranno esservi le condizioni per procedere ad uno scorrimento della graduatoria, anche oltre il numero dei posti pubblicati.
24 febbraio 2010:
ordine del giorno su non riduzione organico educatori di Roberto Rao
La Camera,
premesso che
il provvedimento in esame prevede, all'esito del processo di riorganizzazione di cui all'articolo 74, del decreto legge n. 112 del 2008, un'ulteriore riduzione degli assetti organizzativi delle amministrazioni pubbliche ai fini del contenimento della spesa pubblica;
il comma 8-quinquies dell'articolo 2 individua le amministrazioni che non sono interessate dalle riduzioni descritte, tra cui il Corpo di Polizia Penitenziaria;
nonostante le difficoltà operative, la scarsezza di mezzi e personale risulta, inopinatamente escluso da tale previsione il personale civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria,
impegna il Governo
a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative normative volte ad includere tra il personale delle amministrazioni non interessate dalla riorganizzazione delle piante organiche non solo quello di polizia penitenziaria ma anche quello civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, con particolare riferimento alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, anche in vista dell'avvio del Piano carceri che necessiterà di adeguate risorse umane e professionali. 9/3210/41. Rao, Ria.
Accolto come raccomandazione.
19 Febbraio 2010:
ordine del giorno su assunzione educatori di Donatella Ferranti e PD
La Camera,
premesso che:
l'articolo 17-ter stabilisce che, per l'attuazione del cosiddetto «Piano carceri» si conferiscono pieni poteri al Commissario straordinario che, per individuare la localizzazione delle aree destinate alla realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie, d'intesa con il Presidente della regione territorialmente competente e sentiti i sindaci dei comuni interessati, potrà agire in deroga alla normativa urbanistica vigente, velocizzando procedure e semplificando le gare di appalto, utilizzando il modello adottato per il dopo terremoto a L'Aquila, derogando anche all'obbligo previsto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, volto a consentire agli interessati, proprietari delle aree che si intendono espropriare, la necessaria partecipazione al procedimento amministrativo;
la localizzazione costituisce di per sé variante e produce l'effetto di imporre il vincolo preordinato all'espropriazione e contro di essa non sarà possibile ricorrere al giudice amministrativo e si introduce anche una deroga al limite dei subappalti, che potranno aumentare dall'attuale 30 per cento fino al 50 per cento, in deroga all'articolo 118 del codice dei contratti pubblici; in sostanza, si affidano pieni poteri al Commissario straordinario, che potrà avvalersi anche del Dipartimento per la protezione civile per le attività di progettazione, scelta del contraente, direzioni lavori e vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, in deroga ai criteri di trasparenza e pubblicità e in palese contraddizione con la mozione Franceschini ed altri n. 1-00302 (approvata sostanzialmente all'unanimità alla Camera il 12 gennaio di quest'anno e accettata dal Governo) che impegnava chiaramente il Governo a garantire, nell'ambito dei progetti della nuova edilizia penitenziaria, i criteri di trasparenza delle procedure e l'economicità delle opere evitando il ricorso a procedure straordinarie, anche se legislativamente previste,
impegna il Governo
a verificare l'adeguatezza, in proporzione alla popolazione carceraria, delle piante organiche riferite non solo al personale di polizia penitenziaria ma anche alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, avviando un nuovo piano programmato di assunzioni che vada oltre il turn-over dovuto ai pensionamenti previsto dalla legge finanziaria per il 2010 e che garantisca le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture penitenziarie, anche distribuendo meglio il personale sul territorio, concentrandolo nei compiti di istituto, sottraendolo ai servizi estranei, consentendogli un adeguato, costante ed effettivo aggiornamento professionale.
9/3196/13.
Donatella Ferranti.
Il comitato vincitori idonei concorso educatori dap in sostegno di Rita Bernadini
Educatori penitenziari sostengono la protesta di Rita Bernardini e Irene TestaRistretti Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini, impegnate in uno sciopero della fame perrichiedere l’esecuzione immediata di quanto proposto nelle cinque Mozioni parlamentari,unanimemente approvate nei giorni 11 e 12 gennaio 2010, riguardanti la situazione del sistema carcerario italiano.Giova ricordare che in quella occasione lo stesso Ministro Alfano assumeva precisi impegni ed affermava che vi avrebbe dato celere e certa attuazione sancendo l’inizio di un nuovo percorso,iniziato con la dichiarazione di Emergenza di tutto il sistema penitenziario alla quale ci si aspettava sarebbe seguita la predisposizione nel Piano Carceri di tutti quegli atti necessari ad ottemperare a quanto detto nelle citate Mozioni per poter, nei tempi strettamente necessari, affrontareconcretamente e efficacemente l´ormai ingestibile situazione creatasi nei nostri istituti penitenziari.Tuttavia, da un’iniziale analisi condotta sui primissimi elementi costitutivi e organizzativi del Piano Carceri emerge solo una particolare attenzione all’aspetto strutturale e custodiale, non prevedendo,invece, alcun intervento per incrementare e favorire la fondamentale componente rieducativa, vero obiettivo dell’esperienza carceraria.Questo Comitato ed altri illustri interlocutori del mondo penitenziario, continuano, infatti, a chiedere a gran voce che vengano assunti più educatori, affinché l’ingresso nelle nostre carceri non si limiti ad un forzato ozio, ma divenga precipuo momento di riflessione e riprogettazione del sé.Ad oggi, però, in merito alla questione degli educatori, alcuna volontà specifica è stata espressa dal Ministro, nonostante, le nostre carceri continuino quotidianamente ad affollarsi a causa dei numerosi nuovi ingressi, ma anche per la spaventosa carenza di educatori che, secondo quanto stabilito dalle vigenti leggi, rappresentano i coordinatori e i realizzatori materiali dei percorsirieducativi, nonché quelle figure professionali atte a garantire, nei giusti modi e nei tempi,l’espletamento, dell’intero iter necessario all’accesso alle misure alternative alla detenzione di quei detenuti che ne avrebbero i requisiti, ma che continuano a restare in carcere a causa dello sparuto numero di educatori attualmente in servizio a fronte di una popolazione di 66.000 persone carcerate.Pertanto, ci uniamo all´Onorevole Bernardini e a Irene Testa per chiedere l´immediata esecuzione delle citate mozioni e auspichiamo che il Ministro Alfano ne predisponga repentinamente l’avvio.Il Comitato, altresì, ad ausilio dell’iniziativa intrapresa da Rita Bernardini e da Irene Testa,promuove una “catena di informazione solidale” impegnandosi a diffondere la conoscenza di tale protesta non violenta tramite l’invio di questo comunicato non solo a tutti gli organi di informazione, ma anche ai propri conoscenti invitandoli a fare altrettanto.Il Comitato vincitori e idonei concorso educatori.
Donatella Ferranti,PD:da Ionta, un primo segnale l'immediata assunzione dei tanti educatori.
CARCERI: PD, VOGLIAMO VEDERCI CHIARO. AUDIZIONE ALLA CAMERA DI IONTA
Roma, 13 gen
''Lo vogliamo esaminare puntigliosamente ed e' per questo che gia' domani chiederemo al presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno di attivarsi per prevedere al piu' presto l'audizione del capo del Dap, dott. Franco Ionta''. Cosi' la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta l'approvazione del piano carceri da parte del Cdm di oggi. ''I primi dati forniti dal ministro Alfano - sottolinea - non ci convincono fino in fondo: se infatti le carceri italiane possono ''tollerare' sino a circa 64.237 detenuti, da regolamento non potrebbero ospitarne piu' di 43.087. Il grado di sovraffollamento e' elevatissimo, siamo ampiamente fuori quota, e per arrivare ad 80.000 posti, i 21.749 annunciati oggi dal ministro Alfano sembrano insufficienti. E poi - prosegue - non basta costruire muri, occorre riempirli di personale numericamente e professionalmente adeguato: dalla polizia penitenzieria, agli psicologi, agli educatori e agli altri esperti. Di tutto questo ancora non c'e' traccia, ma aspettiamo di conoscere nel merito dal dott. Ionta le cifre esatte, certo - conclude - che un primo segnale potrebbe essere l'immediata assunzione dei tanti educatori e psicologi del concorso''.
Roma, 13 gen
''Lo vogliamo esaminare puntigliosamente ed e' per questo che gia' domani chiederemo al presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno di attivarsi per prevedere al piu' presto l'audizione del capo del Dap, dott. Franco Ionta''. Cosi' la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta l'approvazione del piano carceri da parte del Cdm di oggi. ''I primi dati forniti dal ministro Alfano - sottolinea - non ci convincono fino in fondo: se infatti le carceri italiane possono ''tollerare' sino a circa 64.237 detenuti, da regolamento non potrebbero ospitarne piu' di 43.087. Il grado di sovraffollamento e' elevatissimo, siamo ampiamente fuori quota, e per arrivare ad 80.000 posti, i 21.749 annunciati oggi dal ministro Alfano sembrano insufficienti. E poi - prosegue - non basta costruire muri, occorre riempirli di personale numericamente e professionalmente adeguato: dalla polizia penitenzieria, agli psicologi, agli educatori e agli altri esperti. Di tutto questo ancora non c'e' traccia, ma aspettiamo di conoscere nel merito dal dott. Ionta le cifre esatte, certo - conclude - che un primo segnale potrebbe essere l'immediata assunzione dei tanti educatori e psicologi del concorso''.
Assunzione degli educatori primo impegno del governo
Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari esprime piena soddisfazione per l’approvazione delle cinque mozioni sul problema carcerario discusse ed accolte nei giorni 11 e 12 gennaio 2010 dal nostro Parlamento. Per la prima volta il Governo, rappresentato dal Ministro Alfano, ha preso consapevolezza della grave emergenza del sovraffollamento degli istituti di pena e, fra le altre fondamentali proposte presentate, si è impegnato:- a procedere all’assunzione immediata dei restanti educatori penitenziari previsti dalla pianta organica, da attingersi dagli idonei della vigente e menzionata graduatoria risultata dal concorso bandito per tale profilo professionale, affinché anche costoro possano partecipare ai previsti corsi di formazione che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria deve attivare per questi operatori prima dell’ingresso nelle carceri a cui sono destinati, onde evitare sprechi di danaro per doverli riattivare in seguito;- a prorogare di almeno un quinquennio la validità della graduatoria di merito del concorso citato in premessa, in linea con gli orientamenti del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione nonché con le disposizioni in materia di razionalizzazione delle spese pubbliche in vigore - per permetterne un graduale scorrimento parimenti all’avvicendarsi dei fisiologici turn-over pensionistici, al fine di evitare l’indizione di nuovi concorsi per il medesimo profilo che comporterebbero inutili oneri pubblici;- ad assumere iniziative per lo stanziamento di fondi necessari per completare l’organico di educatori previsti dalla pianta organica attualmente vigente presso il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, considerato che lo sforzo economico da sostenere è annualmente molto esiguo, ma necessario per far funzionare meglio ed in modo più umano una branca importantissima del nostro sistema giustizia che non può più attendere;- a procedere all’alienazione di immobili ad uso penitenziario siti nei centri storici e alla costruzione di nuovi e moderni istituti penitenziari in altro sito;Esprimiamo, quindi, pieno compiacimento per l’importantissimo risultato raggiunto dall’On. Di Stanislao dell’Idv, il quale nella Sua circostanziata e approfondita mozione, ha dimostrato ancora una volta la Sua grande disponibilità e sensibilità verso tali problematiche, sapendo cogliere e far emergere sapientemente le necessità di questo delicato settore della nostra giustizia. Ringraziamo, inoltre, gli onorevoli Bernardini, Rao, Ferranti, Melis, Tidei, Vitali, Balzelli, Donadi, Paladini, Franceschini e tutti coloro che hanno appoggiato con voto favorevole le Loro mozioni, poiché di fronte a queste battaglie di umanità hanno saputo permeare il Loro impegno politico di quell’umanità e di quell’alto senso civico che rende capaci di abbandonare i colori politici e di volgere verso una proficua unità di intenti.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari, intanto, continuerà a vigilare affinché tali doveri vengano rispettati e proseguirà nel suo lavoro di diffusione della necessità dell’intervento rieducativo e quindi sulla centralità della presenza degli educatori, ovvero di quella figura professionale che rappresenta il vero catalizzatore ed esecutore materiale del percorso rieducativo di un detenuto, percorso che rappresenta l’unica vera speranza di un sano reinserimento sociale di chi vive l’esperienza delle sbarre e che rappresenta uno dei più validi strumenti atti ad evitare quegli stati di inerzia, apatia, depressione, frustrazione, ansia, inadeguatezza che troppo spesso percorrono prepotentemente i corridoi lungo i quali si snodano le fila di quelle celle all’interno delle quali si consumano, quotidianamente, suicidi, abusi, violenze. Auspichiamo, quindi, che il Governo predisponga celermente tutti gli atti necessari ad ottemperare quanto detto e che questa stessa volontà continui ad animarne tutti i passaggi ad essi necessari, per poter, nei tempi strettamente necessari, cominciare ad affrontare concretamente e efficacemente l’ormai ingestibile emergenza creatasi.
Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari
Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari
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giovedì 24 febbraio 2011
Eugenio Sarno,UIL PA: Educatori, Psicologi e Assistenti Sociali,all’interno degli istituti penitenziari, sono sempre più specie rare!!! carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano,penitenziari
CARCERI - C.C. GENOVA MARASSI
Detenuto tenta suicidio per impiccagione, salvato dalla P.P.
“ Ieri sera verso le 22.15, nel carcere genovese di Marassi, P.G.W. detenuto trentenne, di nazionalità
polacca (in carcere per il tentato omicidio della figlioletta di circa tre anni) ha tentato il suicidio per
impiccagione. L’insano gesto non è stato portato a termine per il tempestivo e provvidenziale intervento
dell’agente di sorveglianza. E’ la seconda volta che tale detenuto tenta il suicidio, avendoci provato anche
appena dopo l’arresto per il tentato suicidio. “
A darne comunicazione è il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari , Eugenio SARNO, che ricorda gli
allarmi già lanciati per le condizioni di sovraffollamento di Marassi e la grave carenza degli organici della
polizia penitenziaria e degli addetti ai compiti amministrativi e trattamentali
“ In questo mese di Febbraio a Marassi abbiamo dovuto registrare un suicidio e due tentati suicidi. E’
evidente che questi gesti di autosoppressione possano essere alimentati anche dalle esasperanti, disumane
ed incivili condizioni di detenzione. Marassi – prosegue SARNO – in queste ore ospita circa 730 detenuti a
fronte di una capienza regolamentare prevista in 450, a tale sovraffollamento fa da contraltare le carenze
dell’organico della polizia penitenziaria stimabili in circa 160 unità. “
La UIL PA Penitenziari ricorda come in questo 2011 siano già nove i detenuti morti per suicidio in
cella, che i tentativi di suicidio assommino a poco meno di centocinquanta e che numerosissimi
sono i gesti di autolesionismo e molte le risse
“ Questa deriva di morte e violenza verso se stessi o verso altri, che si afferma nelle carceri, è una
diretta conseguenza dell’impossibilità ad articolare percorsi di recupero, rieducazione e
risocializzazione. Il personale di polizia penitenziaria deve fare i classici salti mortali per garantire
servizi sempre al di sotto dei livelli minimi di sicurezza. Nonostante ciò sono già più di trenta le vite
che i baschi blu hanno sottratto alla morte per suicidio. Educatori, Psicologi e Assistenti Sociali,
all’interno degli istituti penitenziari, sono sempre più specie rare e pertanto non è possibile
lavorare in funzione del dettato costituzionale “
Il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari non perde l’occasione per sollecitare il Ministro Alfano ad
una maggiore attenzione verso l’universo carcere
“Comprendiamo come il Guardasigilli, in questo momento, sia occupato e distratto da vicende che
lo portano a perdere di vista il mondo penitenziario. Ma proprio quelle morti, quelle violenze,
quelle disumane,barbare, incivili condizioni di detenzione che si coniugano alle infamanti condizioni
di lavoro del personale,dovrebbero stimolare almeno la sua coscienza a trovare soluzioni possibili.
Auspichiamo che voglia partecipare a qualche summit in meno a Palazzo Grazioli e fare qualche
incontro in più con le rappresentanze sindacali.
Altrimenti i record di questo Governo, cui fa più volte cenno Alfano, in materia
penitenziaria sono destinati ad aumentare : più morti, più violenze, più detenuti, meno strutture agibili,
meno personale, meno fondi, meno risorse, meno mezzi. D’altro canto – chiosa polemicamente Eugenio
SARNO - pur avendo dichiarato per il secondo anno consecutivo lo stato di emergenza per le carceri, il
Governo Berlusconi ha quasi dimezzato le risorse economiche destinate al lavoro intramurario, alla
manutenzione dei fabbricati, alle missioni e a gli straordinari per gli agenti. Sono a rischio i pagamenti delle
bollette di acqua ,telefono, luce e gas e ai detenuti occorre garantire il vitto completo (colazione, pranzo e
cena) con poco più di tre euro. Le tanto invocate 2000 assunzioni di poliziotti penitenziari appartengono
ancora alla sfera dei sogni proibiti, che solo l’avventatezza ( o la convenienza) di qualche O.S. fa apparire
realtà concreta.
Nel frattempo, però, vengono annunciate aperture di nuovi padiglioni e nuove carceri. Ma
nessuno, da Alfano al SAPPE passando per Ionta, ci dice con quale personale“
Detenuto tenta suicidio per impiccagione, salvato dalla P.P.
“ Ieri sera verso le 22.15, nel carcere genovese di Marassi, P.G.W. detenuto trentenne, di nazionalità
polacca (in carcere per il tentato omicidio della figlioletta di circa tre anni) ha tentato il suicidio per
impiccagione. L’insano gesto non è stato portato a termine per il tempestivo e provvidenziale intervento
dell’agente di sorveglianza. E’ la seconda volta che tale detenuto tenta il suicidio, avendoci provato anche
appena dopo l’arresto per il tentato suicidio. “
A darne comunicazione è il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari , Eugenio SARNO, che ricorda gli
allarmi già lanciati per le condizioni di sovraffollamento di Marassi e la grave carenza degli organici della
polizia penitenziaria e degli addetti ai compiti amministrativi e trattamentali
“ In questo mese di Febbraio a Marassi abbiamo dovuto registrare un suicidio e due tentati suicidi. E’
evidente che questi gesti di autosoppressione possano essere alimentati anche dalle esasperanti, disumane
ed incivili condizioni di detenzione. Marassi – prosegue SARNO – in queste ore ospita circa 730 detenuti a
fronte di una capienza regolamentare prevista in 450, a tale sovraffollamento fa da contraltare le carenze
dell’organico della polizia penitenziaria stimabili in circa 160 unità. “
La UIL PA Penitenziari ricorda come in questo 2011 siano già nove i detenuti morti per suicidio in
cella, che i tentativi di suicidio assommino a poco meno di centocinquanta e che numerosissimi
sono i gesti di autolesionismo e molte le risse
“ Questa deriva di morte e violenza verso se stessi o verso altri, che si afferma nelle carceri, è una
diretta conseguenza dell’impossibilità ad articolare percorsi di recupero, rieducazione e
risocializzazione. Il personale di polizia penitenziaria deve fare i classici salti mortali per garantire
servizi sempre al di sotto dei livelli minimi di sicurezza. Nonostante ciò sono già più di trenta le vite
che i baschi blu hanno sottratto alla morte per suicidio. Educatori, Psicologi e Assistenti Sociali,
all’interno degli istituti penitenziari, sono sempre più specie rare e pertanto non è possibile
lavorare in funzione del dettato costituzionale “
Il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari non perde l’occasione per sollecitare il Ministro Alfano ad
una maggiore attenzione verso l’universo carcere
“Comprendiamo come il Guardasigilli, in questo momento, sia occupato e distratto da vicende che
lo portano a perdere di vista il mondo penitenziario. Ma proprio quelle morti, quelle violenze,
quelle disumane,barbare, incivili condizioni di detenzione che si coniugano alle infamanti condizioni
di lavoro del personale,dovrebbero stimolare almeno la sua coscienza a trovare soluzioni possibili.
Auspichiamo che voglia partecipare a qualche summit in meno a Palazzo Grazioli e fare qualche
incontro in più con le rappresentanze sindacali.
Altrimenti i record di questo Governo, cui fa più volte cenno Alfano, in materia
penitenziaria sono destinati ad aumentare : più morti, più violenze, più detenuti, meno strutture agibili,
meno personale, meno fondi, meno risorse, meno mezzi. D’altro canto – chiosa polemicamente Eugenio
SARNO - pur avendo dichiarato per il secondo anno consecutivo lo stato di emergenza per le carceri, il
Governo Berlusconi ha quasi dimezzato le risorse economiche destinate al lavoro intramurario, alla
manutenzione dei fabbricati, alle missioni e a gli straordinari per gli agenti. Sono a rischio i pagamenti delle
bollette di acqua ,telefono, luce e gas e ai detenuti occorre garantire il vitto completo (colazione, pranzo e
cena) con poco più di tre euro. Le tanto invocate 2000 assunzioni di poliziotti penitenziari appartengono
ancora alla sfera dei sogni proibiti, che solo l’avventatezza ( o la convenienza) di qualche O.S. fa apparire
realtà concreta.
Nel frattempo, però, vengono annunciate aperture di nuovi padiglioni e nuove carceri. Ma
nessuno, da Alfano al SAPPE passando per Ionta, ci dice con quale personale“
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Eugenio Sarno
mercoledì 13 ottobre 2010
Carcere: Sarno,UIL PA,il governo ricorra ad un decreto legge per assumere nuovi agenti,educatori e assistenti sociali perche' possano adempiere agli insostituibili compiti di osservazione. giustizia,governo,detenuti,politici,angelino alfano,penitenziari
CARCERI: TOSCANA CAPOFILA CON 141 TENTATI SUICIDI IN 10 MESI (2)
10:05 13 OTT 2010
(AGI) - Firenze, 14 ott. - "Occorre premettere e precisare che statisticamente circa il 50% degli eventi rubricati come tentati suicidi possono essere considerati gesti dimostrativi.
Cio' non toglie che siano circa 500 le tentate autosoppressioni con la dichiarata volonta' del suicidio. E' un dato terrificante - sottolinea Sarno - che non puo' non far riflettere. E' da tempo che sosteniamo come la polizia penitenziaria sia precipuamente impegnata nell'impedire le evasioni dalla vita da parte dei detenuti. E' un impegno encomiabile di cui non parla quasi mai nessuno. Eppure sino ad oggi abbiamo monitorato per via diretta il salvataggio di circa 175 detenuti da parte dei poliziotti penitenziari, non e' escluso, percio', che siano molti di piu'. L'ultimo in ordine di tempo alla casa Circondariale di Pistoia, dove ieri gli agenti hanno salvato la vita ad un giovane detenuto italiano, che pero' versa in condizioni disperate. Purtroppo la grave deficienza organica ( meno 6500 unita') del Corpo non trova soluzione in atti parlamentari, al netto delle favolette che ad intermittenza ci vengono propinate. Questo significa- prosegue Eugenio SARNO - che i livelli di sicurezza travalicano ogni previsto limite minimo. Non solo, quindi, la polizia penitenziaria non puo' adempiere al compito costituzionale della rieducazione e del reinserimento, quant'anche ha difficolta' persino garantire la mera sorveglianza. E la smettano di raccontare anche la storiella dei nuovi posti.
Avranno pure edificato qualche padiglione e aperto qualche nuovo carcere, ma non hanno pensato ad assumere il personale per attivare queste strutture che infatti sono chiuse o operano scartamento ridotto. Per questo auspichiamo che il Governo analizzi con responsabilita' l' eventualita' di ricorrere ad un decreto legge per consentire la copertura, seppur minima e parziale, degli organici di polizia penitenziaria. Oltremodo e' necessario implementare gli organici degli educatori e degli assistenti sociali perche' possano, concretamente, adempiere agli insostituibili compiti di osservazione. Senza tali figure nessuna prevenzione puo' essere messa in atto ed i fenomeni delle autosoppressioni sono destinati ad aumentare. Non c'e' peggior rischio che avere detenuti abbandonati, non seguiti e costretti all'ozio. In tali circostanze e' dimostrato che ci si concentra su atti violenti verso altri o verso se stessi, fino ad arrivare a pianificare le evasioni perpetue dalla vita ".
10:05 13 OTT 2010
(AGI) - Firenze, 14 ott. - "Occorre premettere e precisare che statisticamente circa il 50% degli eventi rubricati come tentati suicidi possono essere considerati gesti dimostrativi.
Cio' non toglie che siano circa 500 le tentate autosoppressioni con la dichiarata volonta' del suicidio. E' un dato terrificante - sottolinea Sarno - che non puo' non far riflettere. E' da tempo che sosteniamo come la polizia penitenziaria sia precipuamente impegnata nell'impedire le evasioni dalla vita da parte dei detenuti. E' un impegno encomiabile di cui non parla quasi mai nessuno. Eppure sino ad oggi abbiamo monitorato per via diretta il salvataggio di circa 175 detenuti da parte dei poliziotti penitenziari, non e' escluso, percio', che siano molti di piu'. L'ultimo in ordine di tempo alla casa Circondariale di Pistoia, dove ieri gli agenti hanno salvato la vita ad un giovane detenuto italiano, che pero' versa in condizioni disperate. Purtroppo la grave deficienza organica ( meno 6500 unita') del Corpo non trova soluzione in atti parlamentari, al netto delle favolette che ad intermittenza ci vengono propinate. Questo significa- prosegue Eugenio SARNO - che i livelli di sicurezza travalicano ogni previsto limite minimo. Non solo, quindi, la polizia penitenziaria non puo' adempiere al compito costituzionale della rieducazione e del reinserimento, quant'anche ha difficolta' persino garantire la mera sorveglianza. E la smettano di raccontare anche la storiella dei nuovi posti.
Avranno pure edificato qualche padiglione e aperto qualche nuovo carcere, ma non hanno pensato ad assumere il personale per attivare queste strutture che infatti sono chiuse o operano scartamento ridotto. Per questo auspichiamo che il Governo analizzi con responsabilita' l' eventualita' di ricorrere ad un decreto legge per consentire la copertura, seppur minima e parziale, degli organici di polizia penitenziaria. Oltremodo e' necessario implementare gli organici degli educatori e degli assistenti sociali perche' possano, concretamente, adempiere agli insostituibili compiti di osservazione. Senza tali figure nessuna prevenzione puo' essere messa in atto ed i fenomeni delle autosoppressioni sono destinati ad aumentare. Non c'e' peggior rischio che avere detenuti abbandonati, non seguiti e costretti all'ozio. In tali circostanze e' dimostrato che ci si concentra su atti violenti verso altri o verso se stessi, fino ad arrivare a pianificare le evasioni perpetue dalla vita ".
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Eugenio Sarno
giovedì 1 ottobre 2009
Associazioni sindacali: UIL,comparto ministeri,esito dell'incontro tenutosi al dap oggi 1 ottobre 2009
Clicca sul rettangolo
ULTIM’ORA del 1 ottobre 2009
Comparto Ministeri
Modifiche all’accordo sulla mobilità
In data odierna presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è proseguito l’incontro tra Amministrazione e OO.SS. avente oggetto: “Modifiche all’accordo sulla mobilità del personale Comparto Ministeri”.
La UIL nel proprio intervento, in modo fermo e determinato, ha evidenziato e preteso
che anche i PRAP si attengano ai criteri di mobilità stabiliti nell’accordo. Inoltre la UIL ha chiesto che il mantenimento dei distacchi disposti prima del 11/09/2009 a prescindere se disposti da PRAP o DAP.
Tale passaggio si è reso necessario in quanto mentre l’Amministrazione Centrale ha
mantenuto gli impegni assunti, qualche PRAP non ha rispettato l’accordo.
L’Amministrazione ha assicurato che avrebbe corrisposto con i vari Provveditori
richiamandoli al rispetto degli impegni assunti.
La DGPF ha anche comunicato che , come chiesto dalla UIL nella riunione dell’ 8
settembre scorso, sta modificando diversi punti dell’accordo sulla mobilità del luglio 2008 al fine di rendere quanto più chiare le procedure e soddisfare le diverse istanze e ambizioni del personale.
Da segnalare che la UIL ha opposto parere negativo alla possibilità di differimento delle graduatorie per motivi ed esigenze di servizio.
Auspichiamo, quindi, che possa arrivare a breve alla rideterminazione dell’accordo sulla mobilità.
Dopo 32 anni se dovesse accadere (mai attivata una graduatoria sulla mobilità del
personale del C.M.) potremmo salutare tale evento come un successo de personale e del
sindacato.
*****************
Sono in corso le procedure di assunzione dei 300 Educatori vincitori di Concorso,ovviamente dopo aver espletato l’interpello ordinario di mobilità. Sul punto la UIL ha chiesto che l’interpello per la mobilità riguardi tutte le figure professionali: Educatori, Contabili, Collaboratori, ecc.
Successivamente all’interpello ordinario sarà emanato un interpello straordinario.
Successivamente (entro febbraio 2010) si procederà alle assunzioni dei vincitori di
concorsi di altre qualifiche e di coloro che, con lo scorrimento delle graduatorie, sostituiranno coloro che hanno rinunciato.
Affinché si livelli omogeneamente la presenza del personale del Comparto Ministeri in
tutte le regioni , la distribuzione dei vincitori di concorso verrà calcolata per ogni Provveditorato per una forza organica pari al 83%.
.
ULTIM’ORA del 1 ottobre 2009
Comparto Ministeri
Modifiche all’accordo sulla mobilità
In data odierna presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è proseguito l’incontro tra Amministrazione e OO.SS. avente oggetto: “Modifiche all’accordo sulla mobilità del personale Comparto Ministeri”.
La UIL nel proprio intervento, in modo fermo e determinato, ha evidenziato e preteso
che anche i PRAP si attengano ai criteri di mobilità stabiliti nell’accordo. Inoltre la UIL ha chiesto che il mantenimento dei distacchi disposti prima del 11/09/2009 a prescindere se disposti da PRAP o DAP.
Tale passaggio si è reso necessario in quanto mentre l’Amministrazione Centrale ha
mantenuto gli impegni assunti, qualche PRAP non ha rispettato l’accordo.
L’Amministrazione ha assicurato che avrebbe corrisposto con i vari Provveditori
richiamandoli al rispetto degli impegni assunti.
La DGPF ha anche comunicato che , come chiesto dalla UIL nella riunione dell’ 8
settembre scorso, sta modificando diversi punti dell’accordo sulla mobilità del luglio 2008 al fine di rendere quanto più chiare le procedure e soddisfare le diverse istanze e ambizioni del personale.
Da segnalare che la UIL ha opposto parere negativo alla possibilità di differimento delle graduatorie per motivi ed esigenze di servizio.
Auspichiamo, quindi, che possa arrivare a breve alla rideterminazione dell’accordo sulla mobilità.
Dopo 32 anni se dovesse accadere (mai attivata una graduatoria sulla mobilità del
personale del C.M.) potremmo salutare tale evento come un successo de personale e del
sindacato.
*****************
Sono in corso le procedure di assunzione dei 300 Educatori vincitori di Concorso,ovviamente dopo aver espletato l’interpello ordinario di mobilità. Sul punto la UIL ha chiesto che l’interpello per la mobilità riguardi tutte le figure professionali: Educatori, Contabili, Collaboratori, ecc.
Successivamente all’interpello ordinario sarà emanato un interpello straordinario.
Successivamente (entro febbraio 2010) si procederà alle assunzioni dei vincitori di
concorsi di altre qualifiche e di coloro che, con lo scorrimento delle graduatorie, sostituiranno coloro che hanno rinunciato.
Affinché si livelli omogeneamente la presenza del personale del Comparto Ministeri in
tutte le regioni , la distribuzione dei vincitori di concorso verrà calcolata per ogni Provveditorato per una forza organica pari al 83%.
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Eugenio Sarno
lunedì 29 giugno 2009
Angelino Alfano,Rita Bernaridni,carcere,governo,educatori,costituzione,Napolitano:Eugenio Sarno siamo con te!
Firma anche tu la petizione per l'assunzione degli educatori nelle carceri!
Clicca sul rettangolo
Carceri: situazione sempre più esplosiva. E intanto il Governo promette…
COMUNICATO STAMPA 27 Giugno 2009
Carceri – 63.741 detenuti – Record !“
I 63mila741 detenuti presenti stamani negli istituti penitenziari d’Italia rappresentano l’ennesimo
record di affollamento nella storia delle carceri italiane. Record in perenne, quotidiano,aggiornamento“
Lo ha dichiarato Eugenio SARNO, intervenendo all’Assemblea dei Mille autoconvocati dei Radicali Italianiin corso di svolgimento a Chianciano .
Il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari nel “portare il
saluto di quella comunità penitenziaria sempre più isolata e abbandonata al proprio destino dalla politica e dai politici“ ha tracciato un quadro drammatico della realtà penitenziaria “Il degrado, la bruttura e l’inciviltà imperano .
In tantissime realtà mancano persino gli spazi fisici e
l’aria per respirare . Eppure il Governo e il Ministro Alfano ancora insistono nel voler propagandare il piano carceri quale unica soluzione all’emergenza. Purtroppo i numeri, il sovraffollamento, le tensioni e gli episodi critici di questi ultimi giorni impongono di intervenire nell’immediato.
Invece- ha denunciato il sindacalista - assistiamo ad un silenzio irresponsabile e ad un immobilismo atrofico che amplia e
aggrava il dramma che si sta consumando all’interno dei penitenziari. ”
Eugenio SARNO nell’annunciare che mercoledì prossimo, 1 Luglio, sarà in visita al carcere di San Vittore a Milano, ha offerto la disponibilità della UIL Penitenziari “ ad esplorare percorsi comuni con i Radicali
perché la questione penitenziaria trovi adeguata attenzione nell’agenda parlamentare , nella stampa e nella società civile”
Il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari nel suo intervento a Chianciano ha anche sottolineato come le attuali difficoltà del sistema non garantiscano le condizioni di detenzione previste dalla Costituzione
“ E’ chiaro che nelle condizioni attuali non solo non si può garantire la sicurezza quant’anche qualunque percorso di reinserimento e di risocializzazione appartiene all’utopia e alla letteratura. E’ pertanto lecito parlare di un sistema anticostituzionale.
Mancano gli agenti penitenziari, gli educatori, gli
psicologi. La Sanità organizzata è ancora una chimera . Nonostante tutto il sistema sino ad ora ha retto per il solo, esclusivo, merito degli operatori penitenziari che hanno saputo gestire le tensioni.
A caro prezzo, però. I 700 agenti feriti in un anno sono il prezzo pagato dalla polizia penitenziaria per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza”
Il rischio che le tensioni e le violenze sfocino in rivolte è stato nettamente evocato da Eugenio SARNO
“Noi siamo convinti che alla violenza non si debba rispondere con violenza. Ma a volte potrebbe essere
necessario, inevitabile. Non sempre sarà possibile gestire le tensioni con la sola parola. Ci sarà anche il momento dell’azione, e lì non chiederemo il permesso per entrare . Nel qual caso – ha detto Sarno di fronte ad una platea molto attenta – non sommergeteci di contumelie. Noi non siamo ne aguzzini,tantomeno torturatori. Noi siamo operatori cui sottraggono i diritti. Siamo operatori costretti ad operare
nell’emergenza quotidiana senza i mezzi necessari. Noi siamo operatori che rispondono agli ordini.
Quando si parlerà, nelle cronache, delle violenze in carcere abbiate la consapevolezza che la responsabilità di quelle violenze non sarà di chi la eserciterà per difendere la sicurezza ma di chi pur dovendo non ha voluto dare risposte in tempo e per tempo. Per questo – ha chiuso SARNO – abbiamo il
dovere di provare a restituire dignità alle persone ristrette e garantire diritti, dignità e civiltà a tutti gli operatori penitenziari”
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Carceri: situazione sempre più esplosiva. E intanto il Governo promette…
COMUNICATO STAMPA 27 Giugno 2009
Carceri – 63.741 detenuti – Record !“
I 63mila741 detenuti presenti stamani negli istituti penitenziari d’Italia rappresentano l’ennesimo
record di affollamento nella storia delle carceri italiane. Record in perenne, quotidiano,aggiornamento“
Lo ha dichiarato Eugenio SARNO, intervenendo all’Assemblea dei Mille autoconvocati dei Radicali Italianiin corso di svolgimento a Chianciano .
Il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari nel “portare il
saluto di quella comunità penitenziaria sempre più isolata e abbandonata al proprio destino dalla politica e dai politici“ ha tracciato un quadro drammatico della realtà penitenziaria “Il degrado, la bruttura e l’inciviltà imperano .
In tantissime realtà mancano persino gli spazi fisici e
l’aria per respirare . Eppure il Governo e il Ministro Alfano ancora insistono nel voler propagandare il piano carceri quale unica soluzione all’emergenza. Purtroppo i numeri, il sovraffollamento, le tensioni e gli episodi critici di questi ultimi giorni impongono di intervenire nell’immediato.
Invece- ha denunciato il sindacalista - assistiamo ad un silenzio irresponsabile e ad un immobilismo atrofico che amplia e
aggrava il dramma che si sta consumando all’interno dei penitenziari. ”
Eugenio SARNO nell’annunciare che mercoledì prossimo, 1 Luglio, sarà in visita al carcere di San Vittore a Milano, ha offerto la disponibilità della UIL Penitenziari “ ad esplorare percorsi comuni con i Radicali
perché la questione penitenziaria trovi adeguata attenzione nell’agenda parlamentare , nella stampa e nella società civile”
Il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari nel suo intervento a Chianciano ha anche sottolineato come le attuali difficoltà del sistema non garantiscano le condizioni di detenzione previste dalla Costituzione
“ E’ chiaro che nelle condizioni attuali non solo non si può garantire la sicurezza quant’anche qualunque percorso di reinserimento e di risocializzazione appartiene all’utopia e alla letteratura. E’ pertanto lecito parlare di un sistema anticostituzionale.
Mancano gli agenti penitenziari, gli educatori, gli
psicologi. La Sanità organizzata è ancora una chimera . Nonostante tutto il sistema sino ad ora ha retto per il solo, esclusivo, merito degli operatori penitenziari che hanno saputo gestire le tensioni.
A caro prezzo, però. I 700 agenti feriti in un anno sono il prezzo pagato dalla polizia penitenziaria per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza”
Il rischio che le tensioni e le violenze sfocino in rivolte è stato nettamente evocato da Eugenio SARNO
“Noi siamo convinti che alla violenza non si debba rispondere con violenza. Ma a volte potrebbe essere
necessario, inevitabile. Non sempre sarà possibile gestire le tensioni con la sola parola. Ci sarà anche il momento dell’azione, e lì non chiederemo il permesso per entrare . Nel qual caso – ha detto Sarno di fronte ad una platea molto attenta – non sommergeteci di contumelie. Noi non siamo ne aguzzini,tantomeno torturatori. Noi siamo operatori cui sottraggono i diritti. Siamo operatori costretti ad operare
nell’emergenza quotidiana senza i mezzi necessari. Noi siamo operatori che rispondono agli ordini.
Quando si parlerà, nelle cronache, delle violenze in carcere abbiate la consapevolezza che la responsabilità di quelle violenze non sarà di chi la eserciterà per difendere la sicurezza ma di chi pur dovendo non ha voluto dare risposte in tempo e per tempo. Per questo – ha chiuso SARNO – abbiamo il
dovere di provare a restituire dignità alle persone ristrette e garantire diritti, dignità e civiltà a tutti gli operatori penitenziari”
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Eugenio Sarno
sabato 16 maggio 2009
Angelino Alfano,carcere,giustizia,governo,politica: il governo dell'ignoranza...DGM? che é?!? abolito!
Firma anche tu la petizione per l'assunzione degli educatori nelle carceri!
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COMUNICATO STAMPA 15 maggio 2009
GIUSTIZIA MINORILE – LA UIL : NO ALLA SOPPRESSIONE DEL DGM
“ Sopprimere il Dipartimento della Giustizia Minorile sarebbe l’ennesima contraddizione del
Governo Berlusconi in materia di Giustizia e Sicurezza. Come si possa immaginare di
estinguere una delle poche realtà che, per anni, ha funzionato nell’ambito della disastrata
giustizia italiana è qualcosa che il Ministro Alfano dovrebbe spiegare con argomentazioni più
che convincenti, sempreché pensi davvero di fare ciò”
Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari commenta così le notizie di
stampa in relazione alla paventata volontà di sopprimere il Dipartimento della Giustizia Minorile
“Per quanto ci riguarda a tempo debito abbiamo fornito al Ministro della Giustizia la nostra
contrarietà all’ipotesi, spiegando come il DGM costituisce un’avamposto di legalità cui non si
può rinunciare. E’ evidente che la concezione ragioneristica sopravviene alle ragioni
dell’opportunità e del buon senso. Con tale decisione si vuole, evidentemente, affermare un
modello di sicurezza imperniato solo sulla repressione e non anche sulla prevenzione. In ogni
caso , l’accorpamento all’Organizzazione Giudiziaria rappresenterebbe un atto contro natura.
E’ logico immaginare che in caso di cancellazione del DGM , la Giustizia Minorile trovi
ospitalità nell’ambito del DAP certamente connotato da similarità nel mandato. Già ora il
personale di polizia penitenziaria operante nel DGM è amministrato dal DAP. Ma queste sono
quelle guerre di potere giudiziario e di palazzo che rischiano di passare sulle teste degli
incolpevoli operatori”
Anche sulla proposta delle “prigioni galleggianti” la UIL è molto più che scettica
“ Mi pare una stravaganza, una proposta priva di ogni razionalità. D’altro canto come tutto ciò
che abbiamo letto sin’ora del piano carceri anche questa era già stata una idea dell’ex Ministro
Castelli, che intelligentemente la accantonò immediatamente. Prima o poi, però, leggeremo
questo piano carceri e potremo dire la nostra anche con qualche competenza. Nel frattempo il
Capo del DAP persegue nella politica degli annunci senza confrontarsi con le rappresentanze
sindacali. Proprio questa mattina – ricorda SARNO – CGIL-CISL-UIL –SAPPe e OSAPP, che
rappresentano oltre i tre quarti della polizia penitenziaria, hanno scritto ad Alfano chiedendo un
incontro immediato. Non tanto perché abbiamo necessità di capire chi sia effettivamente il
nostro interlocutore al DAP, quanto per pretendere risposte concrete alla gravissima crisi che
attanaglia il sistema penitenziario. Nel frattempo abbiamo già indetto lo stato di agitazione e
previsto per il 17 giugno , a Roma, in concomitanza con la celebrazione della Festa del Corpo
una protesta Nazionale che farà sentire alta e forte la nostra voce “
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COMUNICATO STAMPA 15 maggio 2009
GIUSTIZIA MINORILE – LA UIL : NO ALLA SOPPRESSIONE DEL DGM
“ Sopprimere il Dipartimento della Giustizia Minorile sarebbe l’ennesima contraddizione del
Governo Berlusconi in materia di Giustizia e Sicurezza. Come si possa immaginare di
estinguere una delle poche realtà che, per anni, ha funzionato nell’ambito della disastrata
giustizia italiana è qualcosa che il Ministro Alfano dovrebbe spiegare con argomentazioni più
che convincenti, sempreché pensi davvero di fare ciò”
Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari commenta così le notizie di
stampa in relazione alla paventata volontà di sopprimere il Dipartimento della Giustizia Minorile
“Per quanto ci riguarda a tempo debito abbiamo fornito al Ministro della Giustizia la nostra
contrarietà all’ipotesi, spiegando come il DGM costituisce un’avamposto di legalità cui non si
può rinunciare. E’ evidente che la concezione ragioneristica sopravviene alle ragioni
dell’opportunità e del buon senso. Con tale decisione si vuole, evidentemente, affermare un
modello di sicurezza imperniato solo sulla repressione e non anche sulla prevenzione. In ogni
caso , l’accorpamento all’Organizzazione Giudiziaria rappresenterebbe un atto contro natura.
E’ logico immaginare che in caso di cancellazione del DGM , la Giustizia Minorile trovi
ospitalità nell’ambito del DAP certamente connotato da similarità nel mandato. Già ora il
personale di polizia penitenziaria operante nel DGM è amministrato dal DAP. Ma queste sono
quelle guerre di potere giudiziario e di palazzo che rischiano di passare sulle teste degli
incolpevoli operatori”
Anche sulla proposta delle “prigioni galleggianti” la UIL è molto più che scettica
“ Mi pare una stravaganza, una proposta priva di ogni razionalità. D’altro canto come tutto ciò
che abbiamo letto sin’ora del piano carceri anche questa era già stata una idea dell’ex Ministro
Castelli, che intelligentemente la accantonò immediatamente. Prima o poi, però, leggeremo
questo piano carceri e potremo dire la nostra anche con qualche competenza. Nel frattempo il
Capo del DAP persegue nella politica degli annunci senza confrontarsi con le rappresentanze
sindacali. Proprio questa mattina – ricorda SARNO – CGIL-CISL-UIL –SAPPe e OSAPP, che
rappresentano oltre i tre quarti della polizia penitenziaria, hanno scritto ad Alfano chiedendo un
incontro immediato. Non tanto perché abbiamo necessità di capire chi sia effettivamente il
nostro interlocutore al DAP, quanto per pretendere risposte concrete alla gravissima crisi che
attanaglia il sistema penitenziario. Nel frattempo abbiamo già indetto lo stato di agitazione e
previsto per il 17 giugno , a Roma, in concomitanza con la celebrazione della Festa del Corpo
una protesta Nazionale che farà sentire alta e forte la nostra voce “
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Eugenio Sarno
mercoledì 13 maggio 2009
Angelino Alfano,carcere,governo,governo,costituzione: non abbiamo bisogno di belle statuine caro dott. Franco Ionta!
Firma anche tu la petizione per l'assunzione degli educatori nelle carceri!
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COMUNICATO STAMPA 11 Maggio 2009
Carceri – Sarno : Ionta scelga cosa fare. Per noi dovrebbe dimettersi
“ Avevamo già avuto modo di consegnare al Capo del DAP tutte le nostre riserve e perplessità in
ordine al tour di visite che sta effettuando sul territorio, incluso gli incontri con le delegazioni
regionali delle OO.SS. Dopo l’incontro avuto lo scorso 9 maggio in Sardegna la misura è colma ed
è realtà la certezza dello spreco di tempo e risorse che questi incontri producono”
Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA penitenziari è durissimo nel rivolgere critiche a
Franco IONTA, Capo del DAP e Commissario Straordinario per il piano di edilizia penitenziaria
“ Mi pare di poter affermare che il Pres. IONTA non può, per oggettive condizioni, essere
contemporaneamente il capo dell’Amministrazione Penitenziaria, il capo del Corpo di Polizia
Penitenziaria e il Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. Nel suo permanere in tali
delicati compiti si è distinto per immobilismo e silenzio. Quando gli capita di parlare non profonde
mai entusiasmo, non indica percorsi, non immagina soluzioni, è persistentemente vago. Da Capo del
Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria non ha ancora determinato una politica
penitenziaria e/o indicato le modalità di gestione della gravissima crisi che investe il sistema. Da
Capo della polizia penitenziaria, quale ama autodefinirsi, non gli abbiamo mai sentito proferire una
parola di speranza e di sostegno agli uomini e alle donne di cui dovrebbe essere capo. Eppure nel
giro di dodici mesi ben 370 agenti sono rimasti vittime delle violenze da parte di detenuti. Da
Commissario Straordinario per l’edilizia penitenziaria si è limitato a redigere un piano già
predeterminato. Senza alcuna, sostanziale variante alla già nota intenzione di dar corso all’
edificazione di nuovi padiglioni (in parte già costruendi) e prevedere (senza alcun finanziamento) la
costruzione di nuove carceri. Più volte avevamo sostenuto la necessità che il piano carceri doveva
essere funzionale anche alla ristrutturazione dei fatiscenti istituti penitenziari italiani dove la dignità
della persona è costantemente offesa. E ciò non vale solo per le persone detenute”
La UIL PA Penitenziari ribadisce il giudizio negativo sulla gestione del DAP e le preoccupazioni
sull’immediato futuro
“ La soglia delle 62mila presenze è stata abbattuta. Ci avviamo a gradi passi verso le 63mila con ciò
che ne conseguirà e il Capo del DAP, Capo della polizia penitenziaria nonché Commissario
Straordinario non trova di meglio che annunciare, senza alcun confronto o concertazione, interventi
connotati da improvvisazione ed approssimazione. La gravità della crisi del sistema penitnziario
presuppone certezze , competenze e costante impegno. Per questo invitiamo il Pres. Ionta a fare
delle scelte inequivoche. Se vuole dedicarsi esclusivamente al piano biennale dell’edilizia
penitenziaria , come ha detto a Cagliari, lo faccia pure ma rimetta nelle mani del Ministro Alfano la
nomina a Capo del DAP. Questo non significa voler cacciare nessuno ma significa pretendere
interlocutori affidabili e presenti. Chiarisca Ionta anche il senso delle sue affermazioni circa
l’inopportunità di impieghi esterni al carcere della polizia penitenziaria. Non aspettavamo certo
l’uomo piemontese per ritornare ad essere solo coloro che aprono e chiudono i cancelli. Piuttosto
dia una segnale coerente e faccia rientrare immediatamente le centinaia di uomini impiegati presso
il DAP, che sono un’offesa vera alla povertà della periferia . Per quanto attiene al servizio
Traduzioni il Capo del DAP disponga meno acquisti di berline lussuose e implementi il parco
automezzi . Negli istituti, che lui non visita, gli uomini e le donne fanno traduzioni su vecchie
carrette della strada rischiando quotidianamente la vita, analogamente ai tanti che ogni giorno
assicurano il servizio all’interno delle sezioni in ambienti maleodoranti e fatiscenti. Facciamo
appello al Ministro Alfano affinchè verifichi e comunichi se le dichiarazioni di Ionta a Cagliari sono
rispondenti al progetto, al suo progetto politico , in caso contrario dia un segnale tangibile perché al
DAP si inverta una rotta che porta al naufragio collettivo ”
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COMUNICATO STAMPA 11 Maggio 2009
Carceri – Sarno : Ionta scelga cosa fare. Per noi dovrebbe dimettersi
“ Avevamo già avuto modo di consegnare al Capo del DAP tutte le nostre riserve e perplessità in
ordine al tour di visite che sta effettuando sul territorio, incluso gli incontri con le delegazioni
regionali delle OO.SS. Dopo l’incontro avuto lo scorso 9 maggio in Sardegna la misura è colma ed
è realtà la certezza dello spreco di tempo e risorse che questi incontri producono”
Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA penitenziari è durissimo nel rivolgere critiche a
Franco IONTA, Capo del DAP e Commissario Straordinario per il piano di edilizia penitenziaria
“ Mi pare di poter affermare che il Pres. IONTA non può, per oggettive condizioni, essere
contemporaneamente il capo dell’Amministrazione Penitenziaria, il capo del Corpo di Polizia
Penitenziaria e il Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. Nel suo permanere in tali
delicati compiti si è distinto per immobilismo e silenzio. Quando gli capita di parlare non profonde
mai entusiasmo, non indica percorsi, non immagina soluzioni, è persistentemente vago. Da Capo del
Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria non ha ancora determinato una politica
penitenziaria e/o indicato le modalità di gestione della gravissima crisi che investe il sistema. Da
Capo della polizia penitenziaria, quale ama autodefinirsi, non gli abbiamo mai sentito proferire una
parola di speranza e di sostegno agli uomini e alle donne di cui dovrebbe essere capo. Eppure nel
giro di dodici mesi ben 370 agenti sono rimasti vittime delle violenze da parte di detenuti. Da
Commissario Straordinario per l’edilizia penitenziaria si è limitato a redigere un piano già
predeterminato. Senza alcuna, sostanziale variante alla già nota intenzione di dar corso all’
edificazione di nuovi padiglioni (in parte già costruendi) e prevedere (senza alcun finanziamento) la
costruzione di nuove carceri. Più volte avevamo sostenuto la necessità che il piano carceri doveva
essere funzionale anche alla ristrutturazione dei fatiscenti istituti penitenziari italiani dove la dignità
della persona è costantemente offesa. E ciò non vale solo per le persone detenute”
La UIL PA Penitenziari ribadisce il giudizio negativo sulla gestione del DAP e le preoccupazioni
sull’immediato futuro
“ La soglia delle 62mila presenze è stata abbattuta. Ci avviamo a gradi passi verso le 63mila con ciò
che ne conseguirà e il Capo del DAP, Capo della polizia penitenziaria nonché Commissario
Straordinario non trova di meglio che annunciare, senza alcun confronto o concertazione, interventi
connotati da improvvisazione ed approssimazione. La gravità della crisi del sistema penitnziario
presuppone certezze , competenze e costante impegno. Per questo invitiamo il Pres. Ionta a fare
delle scelte inequivoche. Se vuole dedicarsi esclusivamente al piano biennale dell’edilizia
penitenziaria , come ha detto a Cagliari, lo faccia pure ma rimetta nelle mani del Ministro Alfano la
nomina a Capo del DAP. Questo non significa voler cacciare nessuno ma significa pretendere
interlocutori affidabili e presenti. Chiarisca Ionta anche il senso delle sue affermazioni circa
l’inopportunità di impieghi esterni al carcere della polizia penitenziaria. Non aspettavamo certo
l’uomo piemontese per ritornare ad essere solo coloro che aprono e chiudono i cancelli. Piuttosto
dia una segnale coerente e faccia rientrare immediatamente le centinaia di uomini impiegati presso
il DAP, che sono un’offesa vera alla povertà della periferia . Per quanto attiene al servizio
Traduzioni il Capo del DAP disponga meno acquisti di berline lussuose e implementi il parco
automezzi . Negli istituti, che lui non visita, gli uomini e le donne fanno traduzioni su vecchie
carrette della strada rischiando quotidianamente la vita, analogamente ai tanti che ogni giorno
assicurano il servizio all’interno delle sezioni in ambienti maleodoranti e fatiscenti. Facciamo
appello al Ministro Alfano affinchè verifichi e comunichi se le dichiarazioni di Ionta a Cagliari sono
rispondenti al progetto, al suo progetto politico , in caso contrario dia un segnale tangibile perché al
DAP si inverta una rotta che porta al naufragio collettivo ”
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Eugenio Sarno
domenica 26 aprile 2009
Angelino alfano,carcere,governo,costituzione e giustizia: Il “dossier carceri” inviato al Pres. Berlusconi
Firma anche tu la petizione per l'assunzione degli educatori nelle carceri!
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COMUNICATO STAMPA 24 Aprile 2009
Il “dossier carceri” inviato al Pres. Berlusconi
Sette plichi contenenti un voluminoso, quanto dettagliato, dossier sulle gravi e critiche condizioni in
cui versa il sistema penitenziario italiano sono stati spediti dalla Segreteria Nazionale della UIL PA
Penitenziari al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Sottosegretario Gianni Letta e ai
Presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato Bongiorno e Berselli. Anche i leader dei
partiti di opposizione Franceschini, Casini e Di Pietro sono tra i destinatari dell’iniziativa
“ Con questa spedizione dei dossier si conclude la fase di sensibilizzazione rispetto ad una delle
questioni sociali più gravi in atto nel Paese che è l’emergenza penitenziaria – dichiara Eugenio
SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari – Ora è tempo delle analisi, delle proposte e
delle risposte. Per questo ci predisponiamo ad un periodo di silenzio, terminato il quale valuteremo il
da farsi.”
Nelle prossime ore, fanno sapere dalla Segreteria Nazionale della UIL PA Penitenziari, i dossier
saranno inviati anche alle redazioni dei maggiori programmi televisivi di intrattenimento, ovvero Porta
a Porta, Annozero, Ballarò, Matrix ed Exit.
“Il nostro è un tentativo di creare una coscienza politica e sociale sul problema prima che la
situazione precipiti e diventi ancor più ingestibile di quanto non lo sia ora. E’ ben noto che le
condizioni detentive sfiorano l’inciviltà e offendono la dignità umana rasentando persino
l’illegittimità – rincara Eugenio SARNO – In questo desolante quadro gli operatori penitenziari
debbono far fronte a mille difficoltà senza poter contare su una Amministrazione presente,
disponibile ed efficiente. In dodici mesi ben 670 agenti sono stati feriti a seguito da aggressioni da
parte dei detenuti E un dato sconcertante che continua a non essere attenzionato dalla politica e da
mass-media. Quest’anno, per dirne una, il 60% dei poliziotti penitenziari potrebbe non godere delle
ferie e sarebbe estremamente utile se già da giugno si rendessero disponibili i circa 300 allievi oggi
impegnati nel percorso formativo presso la Scuole dell’Amministrazione Penitenziaria”
Per la UIL PA Penitenziari il solo piano carceri non è sufficiente ad affrontare l’emergenza in atto
“ Riconosciamo al Ministro Alfano un certo impegno sul versante penitenziario che occorre
tramutare in risposte concrete. Il piano carceri, però, è una soluzione a medio - lungo termine e da
solo non è sufficiente. Le criticità attuali, invece, presuppongono risposte immediate. Al di là
dell’evidente, affermata e riconosciuta necessità di implementare gli organici della polizia
penitenziaria si può definire l’ obbligatorietà degli interrogatori di garanzia in carcere. Si possono –
continua il Segretario della UIL Penitenziari - evitare traduzioni di massa che , di fatto, attivano un
turismo penitenziario che aggrava i costi e nulla risolvono. Si possono rianimare e recuperare le
colonie agricole destinando colà detenuti a basso indice di pericolosità. Sono soluzioni certamente
marginali rispetto alle difficoltà ma sono pur sempre risposte che potrebbero dinamicizzare un
quadro silente e statico. Le risposte vere e strutturali sono da ricercarsi in ambito normativo. Ed è
proprio ciò che è mancato dopo l’indulto del 2006. Per questo e contiamo che nel più ampio disegno
della riforma della Giustizia il ministro Alfano dedichi molta attenzione a questo versante. ”
Continua a crescere il numero di detenuti ristretti negli istituti penitenziari. Alle ore 8.00 di questa
mattina il dato complessivo assommava a 61.557 ( 58.904 uomini e 2.653 donne) , rispetto ad capienza
di circa 43mila post. I detenuti stranieri sono 22.837 ( il 37,7 %) di cui 21.716 uomini e 1.121 donne
“ Quest’esponenziale crescita della popolazione detenuta da un lato afferma una maggiore incisività
sul fronte delle repressione, dall’altro sta a significare , visto l’alto numero dei reingressi, un
sostanziale fallimento della politica di recupero e risocializzazione . Noi crediamo che non sia solo
un fatto di dotazioni e strumenti. Occorre- chiude SARNO - ridisegnare e ripensare il trattamento
intramurario. Non è solo con canti e balletti che si rieduca e risocializza, e pensare che qualcuno
aveva pensato persino a corsi di arti marziali per i detenuti … “
Lì, 13 aprile 2009
On.le Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri
ROMA
Esimio Presidente,
mi pregio trasmetterLe, in allegato, atti e documentazione afferenti la grave situazione in
cui versa il sistema penitenziario, che noi riteniamo essere una delle questioni sociali più gravi
che interessano il Paese.
Ben conoscendo la cortesia e il garbo della Sua persona voglia gradire i miei pi ù sinceri
ringraziamenti per l'attenzione che , sono certo, riserverà all'annoso problema che ha assunto,
nell'ultimo periodo, aspetti emergenziali mai raggiunti prima.
Voglia consentirmi, inoltre, rivolgerLe nuovamente, anche a nome dell' intero
Coordinamento, i pm sinceri apprezzamenti per aver voluto, in più occasioni, far cenno
pubblicamente alle criticità del "pianeta carcere".
Anche per tali ragioni ripongo in Lei fondate speranze che al già varato "piano carceri"
possa coniugarsi un piano di implementazione degli organici della polizia penitenziaria .
Ciò rappresenterebbe un molto apprezzato segnale di concreta e solidale attenzione da
parte dell'intero Governo alle donne e agli uomini della polizia penitenziaria.
Molti cordiali saluti.
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COMUNICATO STAMPA 24 Aprile 2009
Il “dossier carceri” inviato al Pres. Berlusconi
Sette plichi contenenti un voluminoso, quanto dettagliato, dossier sulle gravi e critiche condizioni in
cui versa il sistema penitenziario italiano sono stati spediti dalla Segreteria Nazionale della UIL PA
Penitenziari al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Sottosegretario Gianni Letta e ai
Presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato Bongiorno e Berselli. Anche i leader dei
partiti di opposizione Franceschini, Casini e Di Pietro sono tra i destinatari dell’iniziativa
“ Con questa spedizione dei dossier si conclude la fase di sensibilizzazione rispetto ad una delle
questioni sociali più gravi in atto nel Paese che è l’emergenza penitenziaria – dichiara Eugenio
SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari – Ora è tempo delle analisi, delle proposte e
delle risposte. Per questo ci predisponiamo ad un periodo di silenzio, terminato il quale valuteremo il
da farsi.”
Nelle prossime ore, fanno sapere dalla Segreteria Nazionale della UIL PA Penitenziari, i dossier
saranno inviati anche alle redazioni dei maggiori programmi televisivi di intrattenimento, ovvero Porta
a Porta, Annozero, Ballarò, Matrix ed Exit.
“Il nostro è un tentativo di creare una coscienza politica e sociale sul problema prima che la
situazione precipiti e diventi ancor più ingestibile di quanto non lo sia ora. E’ ben noto che le
condizioni detentive sfiorano l’inciviltà e offendono la dignità umana rasentando persino
l’illegittimità – rincara Eugenio SARNO – In questo desolante quadro gli operatori penitenziari
debbono far fronte a mille difficoltà senza poter contare su una Amministrazione presente,
disponibile ed efficiente. In dodici mesi ben 670 agenti sono stati feriti a seguito da aggressioni da
parte dei detenuti E un dato sconcertante che continua a non essere attenzionato dalla politica e da
mass-media. Quest’anno, per dirne una, il 60% dei poliziotti penitenziari potrebbe non godere delle
ferie e sarebbe estremamente utile se già da giugno si rendessero disponibili i circa 300 allievi oggi
impegnati nel percorso formativo presso la Scuole dell’Amministrazione Penitenziaria”
Per la UIL PA Penitenziari il solo piano carceri non è sufficiente ad affrontare l’emergenza in atto
“ Riconosciamo al Ministro Alfano un certo impegno sul versante penitenziario che occorre
tramutare in risposte concrete. Il piano carceri, però, è una soluzione a medio - lungo termine e da
solo non è sufficiente. Le criticità attuali, invece, presuppongono risposte immediate. Al di là
dell’evidente, affermata e riconosciuta necessità di implementare gli organici della polizia
penitenziaria si può definire l’ obbligatorietà degli interrogatori di garanzia in carcere. Si possono –
continua il Segretario della UIL Penitenziari - evitare traduzioni di massa che , di fatto, attivano un
turismo penitenziario che aggrava i costi e nulla risolvono. Si possono rianimare e recuperare le
colonie agricole destinando colà detenuti a basso indice di pericolosità. Sono soluzioni certamente
marginali rispetto alle difficoltà ma sono pur sempre risposte che potrebbero dinamicizzare un
quadro silente e statico. Le risposte vere e strutturali sono da ricercarsi in ambito normativo. Ed è
proprio ciò che è mancato dopo l’indulto del 2006. Per questo e contiamo che nel più ampio disegno
della riforma della Giustizia il ministro Alfano dedichi molta attenzione a questo versante. ”
Continua a crescere il numero di detenuti ristretti negli istituti penitenziari. Alle ore 8.00 di questa
mattina il dato complessivo assommava a 61.557 ( 58.904 uomini e 2.653 donne) , rispetto ad capienza
di circa 43mila post. I detenuti stranieri sono 22.837 ( il 37,7 %) di cui 21.716 uomini e 1.121 donne
“ Quest’esponenziale crescita della popolazione detenuta da un lato afferma una maggiore incisività
sul fronte delle repressione, dall’altro sta a significare , visto l’alto numero dei reingressi, un
sostanziale fallimento della politica di recupero e risocializzazione . Noi crediamo che non sia solo
un fatto di dotazioni e strumenti. Occorre- chiude SARNO - ridisegnare e ripensare il trattamento
intramurario. Non è solo con canti e balletti che si rieduca e risocializza, e pensare che qualcuno
aveva pensato persino a corsi di arti marziali per i detenuti … “
Lì, 13 aprile 2009
On.le Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri
ROMA
Esimio Presidente,
mi pregio trasmetterLe, in allegato, atti e documentazione afferenti la grave situazione in
cui versa il sistema penitenziario, che noi riteniamo essere una delle questioni sociali più gravi
che interessano il Paese.
Ben conoscendo la cortesia e il garbo della Sua persona voglia gradire i miei pi ù sinceri
ringraziamenti per l'attenzione che , sono certo, riserverà all'annoso problema che ha assunto,
nell'ultimo periodo, aspetti emergenziali mai raggiunti prima.
Voglia consentirmi, inoltre, rivolgerLe nuovamente, anche a nome dell' intero
Coordinamento, i pm sinceri apprezzamenti per aver voluto, in più occasioni, far cenno
pubblicamente alle criticità del "pianeta carcere".
Anche per tali ragioni ripongo in Lei fondate speranze che al già varato "piano carceri"
possa coniugarsi un piano di implementazione degli organici della polizia penitenziaria .
Ciò rappresenterebbe un molto apprezzato segnale di concreta e solidale attenzione da
parte dell'intero Governo alle donne e agli uomini della polizia penitenziaria.
Molti cordiali saluti.
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Eugenio Sarno
giovedì 16 aprile 2009
Angelino Alfano,carcere,giustizia,governo e costituzione:La denuncia di Eugenio Sarno, segretario Uilpa,mancano educatori e agenti!
Firma anche tu la petizione per l'assunzione degli educatori nelle carceri!
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La denuncia di Eugenio Sarno, segretario Uilpa, in occasione del convegno del Coordinamento nazionale penitenziari. Bosco: "Mancano all’appello 5 mila unità e non vengono assunte figure professionali indispensabili".
"Negli ultimi dodici mesi sono 650 gli agenti feriti sul lavoro. Il personale penitenziario è spesso costretto ad operare ai margini della legalità, nel degrado e nell’inciviltà subendo costantemente la prevaricazione dei propri diritti". È la denuncia di Eugenio Sarno, segretario generale Uilpa penitenziari, lanciata in occasione dell’ottavo convegno nazionale del Coordinamento nazionale penitenziari in corso questo pomeriggio a Roma.
Sarno, durante il convegno, ha avanzato la richiesta al sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo di un maggiore interesse al carcere del Parlamento e al mondo politico ha detto "siete seduti su di un vulcano e non ve ne accorgete o fate finta. Noi siamo prossimi alla catastrofe e arriveremo alle rivolte, che potrebbero esserci tra qualche mese. Continuate a dire di non aver fatto tagli alla sicurezza. Allora due sono le cose, o per voi il sistema carcere non è sicurezza o dite cose non esatte".
"Ci si deve rendere conto - ha affermato Salvatore Bosco, segretario generale Uilpa - che nel nostro paese i problemi collegati alla detenzione sono tanti e gravi. Da anni denunciamo l’inadeguatezza delle strutture carcerarie che a causa del sovraffollamento sono al limite della sopportabilità". Sono oltre 61 mila, infatti, i detenuti nelle carceri italiane, ben il 52% di loro è in attesa di giudizio. Le carceri italiane però non possono accogliere più di 43 mila persone.
La denuncia riguarda, spiega Bosco, anche le condizioni igienico-sanitarie precarie non solo per i detenuti, ma anche per il personale che lavora nelle diverse strutture italiane. "Non ci stancheremo di rappresentare le condizioni di lavoro insostenibili degli operatori del Dipartimenti di amministrazione penitenziaria - ha detto Bosco - che con immense difficoltà e pesanti sacrifici riescono a garantire servizi molte volte anche a rischio della propria incolumità e della propria vita". Secondo Bosco mancano all’appello 5 mila unità riguardo il personale e "non vengono assunte - spiega Bosco - quelle figure professionali indispensabili per esercitare la funzione rieducativa prescritta dalla Costituzione. Come è possibile migliorare la qualità del servizio se non si procede a consistenti investimenti a cominciare dai mezzi di trasporto per le traduzioni?".
Alle provocazioni dei segretari della Uilpa, il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo ha sostanzialmente condiviso la difficile condizione delle strutture detentive, sia per i detenuti, sia per il personale che opera all’interno. "Come ha già detto il ministro - ha affermato il sottosegretario - siamo fuori dalla Costituzione e non è solo il sovraffollamento. Vi è la necessità di differenziare le strutture penitenziarie, non è più concepibile".
Il sottosegretario conferma la mancanza dei fondi e di personale. "Certamente oggi il numero del personale penitenziario non è più sufficiente"; tra le necessità indicate dal sottosegretario quella di strutture idonee per accogliere detenute con minori. "Oggi 58 mamme con minori sono in carcere - ha detto Caliendo -. Bisogna individuare strutture diverse. Come a Milano dove è stato possibile individuare una diversa struttura per 12 detenuti".
"Non è più il momento di volgere lo sguardo altrove perché disgustati - ha concluso Sarno -, ma è il momento di ficcare il naso nel nostro sistema penitenziario che diventa sempre più una discarica di persone umane".
Breve riflessione:
ma il sottosegretario Caliendo ad una trasmissione radio non aveva negato la mancanza di personale? dobbiamo desumere che il sottosegretario è come la bandiera che va dove tira il vento?!?..ai ai Caliendo..un po di coerenza!
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La denuncia di Eugenio Sarno, segretario Uilpa, in occasione del convegno del Coordinamento nazionale penitenziari. Bosco: "Mancano all’appello 5 mila unità e non vengono assunte figure professionali indispensabili".
"Negli ultimi dodici mesi sono 650 gli agenti feriti sul lavoro. Il personale penitenziario è spesso costretto ad operare ai margini della legalità, nel degrado e nell’inciviltà subendo costantemente la prevaricazione dei propri diritti". È la denuncia di Eugenio Sarno, segretario generale Uilpa penitenziari, lanciata in occasione dell’ottavo convegno nazionale del Coordinamento nazionale penitenziari in corso questo pomeriggio a Roma.
Sarno, durante il convegno, ha avanzato la richiesta al sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo di un maggiore interesse al carcere del Parlamento e al mondo politico ha detto "siete seduti su di un vulcano e non ve ne accorgete o fate finta. Noi siamo prossimi alla catastrofe e arriveremo alle rivolte, che potrebbero esserci tra qualche mese. Continuate a dire di non aver fatto tagli alla sicurezza. Allora due sono le cose, o per voi il sistema carcere non è sicurezza o dite cose non esatte".
"Ci si deve rendere conto - ha affermato Salvatore Bosco, segretario generale Uilpa - che nel nostro paese i problemi collegati alla detenzione sono tanti e gravi. Da anni denunciamo l’inadeguatezza delle strutture carcerarie che a causa del sovraffollamento sono al limite della sopportabilità". Sono oltre 61 mila, infatti, i detenuti nelle carceri italiane, ben il 52% di loro è in attesa di giudizio. Le carceri italiane però non possono accogliere più di 43 mila persone.
La denuncia riguarda, spiega Bosco, anche le condizioni igienico-sanitarie precarie non solo per i detenuti, ma anche per il personale che lavora nelle diverse strutture italiane. "Non ci stancheremo di rappresentare le condizioni di lavoro insostenibili degli operatori del Dipartimenti di amministrazione penitenziaria - ha detto Bosco - che con immense difficoltà e pesanti sacrifici riescono a garantire servizi molte volte anche a rischio della propria incolumità e della propria vita". Secondo Bosco mancano all’appello 5 mila unità riguardo il personale e "non vengono assunte - spiega Bosco - quelle figure professionali indispensabili per esercitare la funzione rieducativa prescritta dalla Costituzione. Come è possibile migliorare la qualità del servizio se non si procede a consistenti investimenti a cominciare dai mezzi di trasporto per le traduzioni?".
Alle provocazioni dei segretari della Uilpa, il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo ha sostanzialmente condiviso la difficile condizione delle strutture detentive, sia per i detenuti, sia per il personale che opera all’interno. "Come ha già detto il ministro - ha affermato il sottosegretario - siamo fuori dalla Costituzione e non è solo il sovraffollamento. Vi è la necessità di differenziare le strutture penitenziarie, non è più concepibile".
Il sottosegretario conferma la mancanza dei fondi e di personale. "Certamente oggi il numero del personale penitenziario non è più sufficiente"; tra le necessità indicate dal sottosegretario quella di strutture idonee per accogliere detenute con minori. "Oggi 58 mamme con minori sono in carcere - ha detto Caliendo -. Bisogna individuare strutture diverse. Come a Milano dove è stato possibile individuare una diversa struttura per 12 detenuti".
"Non è più il momento di volgere lo sguardo altrove perché disgustati - ha concluso Sarno -, ma è il momento di ficcare il naso nel nostro sistema penitenziario che diventa sempre più una discarica di persone umane".
Breve riflessione:
ma il sottosegretario Caliendo ad una trasmissione radio non aveva negato la mancanza di personale? dobbiamo desumere che il sottosegretario è come la bandiera che va dove tira il vento?!?..ai ai Caliendo..un po di coerenza!
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Eugenio Sarno
mercoledì 1 aprile 2009
Angelino Alfano,carcere,governo e costituzione: Eugenio Sarno della UIL PA sollecita' prossima audizione del ministro Alfano su educatori carcerari
Giustizia: Sarno (Uil); con questi numeri le parole non bastano
Il Velino, 20 marzo 2009
"Di fronte alla realtà dei numeri non bastano più le parole o le declamazioni di intenti. Occorre agire e in fretta per prevenire l’ingestibilità delle tensioni già in atto che, inevitabilmente, si acuiranno in concomitanza con la stagione estiva.
La questione penitenziaria non è solo più una questione sociale, è oramai una vera questione di ordine pubblico e in quanto tale l’intero governo, auspicabilmente con il concorso della maggioranza e della opposizione, ha il dovere di agire per prevenire". Lo afferma Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pa penitenziari a margine della riunione per la firma dell’accordo contrattuale per le Forze di Polizia (biennio 2006-2007), tornando a spostare l’attenzione sulla drammatica situazione che investe il sistema penitenziario italiano.
"La conta dei detenuti presenti alla data di ieri assommava a 60.789. A fronte di una ricettività massima delle strutture penitenziarie di 43.169. Parlare di ammasso nelle celle, quindi, è delineare un quadro reale nella drammaticità della situazione. D’altro canto in occasione dello scorso indulto invocammo, invano, misure strutturali. Proprio la mancanza di tali interventi ha delineato l’attuale, insostenibile, situazione.
Noi riteniamo che occorre agire immediatamente sulle dotazioni organiche della polizia penitenziaria per dar fiato al personale oramai esausto, oberato da carichi di lavoro insostenibili (circa 5.000 le vacanze accertate dallo stesso ministero della Giustizia) e per garantire effettivamente una pena volta al recupero (circa 400 gli educatori vincitori di concorso in attesa di assunzione). Il piano carceri annunciato - dichiara il segretario della Uil Pa penitenziari - dal ministro Alfano è una soluzione, ma a medio-lungo termine. Noi siamo convinti che bisogna agire anche per via legislativa con adeguate riforme".
La Uil Pa penitenziari rende noto che al 31 dicembre del 2008 il 51,3 per cento della popolazione detenuta aveva una posizione giuridica di imputato mentre il 63,9 per cento dei detenuti avevano da scontare un residuo di pena non superiore ai tre anni. Anche l’incidenza di detenuti stranieri è un dato molto significativo che contribuisce ad aggravare il quadro complessivo (a dicembre 2008 37,09 sul totale).
"Di fronte a tali cifre immaginare una vera riforma della giustizia che non preveda il sistematico ricorso alla carcerazione preventiva e che preveda un maggior ricorso a pene e sanzioni alternative ci pare una via obbligata per decongestionare strutturalmente la tendenza al sovrappopolamento, a prescindere dalla costruzione di nuove carceri. È chiaro che ciò si lega direttamente a un sistema di controllo che garantisca la collettività e la sicurezza pubblica, affermando il principio della certezza della pena che per noi non significa pedissequamente stato di detenzione.
Per questo invitiamo l’Amministrazione Penitenziaria, il ministro Alfano, il Parlamento ad avviare un confronto sulle possibili soluzioni, anche attraverso il ricorso a moderne tecnologie. Tempo fa lo stesso ministro Alfano ci aveva anticipato che avrebbe richiesto una attività specifica delle commissioni Giustizia ad oggi, però, nulla si rileva in merito.
Pertanto - anticipa Sarno - solleciterò, nelle prossime ore, i presidenti Berselli e Buongiorno ad una audizione di merito. Anche rispetto all’effettiva possibilità di espellere stranieri che delinquono occorre affermare soluzioni concrete che possano contribuire alla deflazione delle criticità in atto". La Uil Pa penitenziari non manca di sottolineare come "nel corso dell’ultimo anno siano ben 650 gli agenti feriti per aggressioni da parte di detenuti, nell’inconcepibile silenzio di tutti".
Il Velino, 20 marzo 2009
"Di fronte alla realtà dei numeri non bastano più le parole o le declamazioni di intenti. Occorre agire e in fretta per prevenire l’ingestibilità delle tensioni già in atto che, inevitabilmente, si acuiranno in concomitanza con la stagione estiva.
La questione penitenziaria non è solo più una questione sociale, è oramai una vera questione di ordine pubblico e in quanto tale l’intero governo, auspicabilmente con il concorso della maggioranza e della opposizione, ha il dovere di agire per prevenire". Lo afferma Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pa penitenziari a margine della riunione per la firma dell’accordo contrattuale per le Forze di Polizia (biennio 2006-2007), tornando a spostare l’attenzione sulla drammatica situazione che investe il sistema penitenziario italiano.
"La conta dei detenuti presenti alla data di ieri assommava a 60.789. A fronte di una ricettività massima delle strutture penitenziarie di 43.169. Parlare di ammasso nelle celle, quindi, è delineare un quadro reale nella drammaticità della situazione. D’altro canto in occasione dello scorso indulto invocammo, invano, misure strutturali. Proprio la mancanza di tali interventi ha delineato l’attuale, insostenibile, situazione.
Noi riteniamo che occorre agire immediatamente sulle dotazioni organiche della polizia penitenziaria per dar fiato al personale oramai esausto, oberato da carichi di lavoro insostenibili (circa 5.000 le vacanze accertate dallo stesso ministero della Giustizia) e per garantire effettivamente una pena volta al recupero (circa 400 gli educatori vincitori di concorso in attesa di assunzione). Il piano carceri annunciato - dichiara il segretario della Uil Pa penitenziari - dal ministro Alfano è una soluzione, ma a medio-lungo termine. Noi siamo convinti che bisogna agire anche per via legislativa con adeguate riforme".
La Uil Pa penitenziari rende noto che al 31 dicembre del 2008 il 51,3 per cento della popolazione detenuta aveva una posizione giuridica di imputato mentre il 63,9 per cento dei detenuti avevano da scontare un residuo di pena non superiore ai tre anni. Anche l’incidenza di detenuti stranieri è un dato molto significativo che contribuisce ad aggravare il quadro complessivo (a dicembre 2008 37,09 sul totale).
"Di fronte a tali cifre immaginare una vera riforma della giustizia che non preveda il sistematico ricorso alla carcerazione preventiva e che preveda un maggior ricorso a pene e sanzioni alternative ci pare una via obbligata per decongestionare strutturalmente la tendenza al sovrappopolamento, a prescindere dalla costruzione di nuove carceri. È chiaro che ciò si lega direttamente a un sistema di controllo che garantisca la collettività e la sicurezza pubblica, affermando il principio della certezza della pena che per noi non significa pedissequamente stato di detenzione.
Per questo invitiamo l’Amministrazione Penitenziaria, il ministro Alfano, il Parlamento ad avviare un confronto sulle possibili soluzioni, anche attraverso il ricorso a moderne tecnologie. Tempo fa lo stesso ministro Alfano ci aveva anticipato che avrebbe richiesto una attività specifica delle commissioni Giustizia ad oggi, però, nulla si rileva in merito.
Pertanto - anticipa Sarno - solleciterò, nelle prossime ore, i presidenti Berselli e Buongiorno ad una audizione di merito. Anche rispetto all’effettiva possibilità di espellere stranieri che delinquono occorre affermare soluzioni concrete che possano contribuire alla deflazione delle criticità in atto". La Uil Pa penitenziari non manca di sottolineare come "nel corso dell’ultimo anno siano ben 650 gli agenti feriti per aggressioni da parte di detenuti, nell’inconcepibile silenzio di tutti".
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Eugenio Sarno
martedì 31 marzo 2009
Angelino Alfano,carcere,giustizia,sindacati: Nuovo appello di Eugenio Sarno della UIL PA al ministro Alfano
Firma anche tu la petizione per l'assunzione degli educatori nelle carceri!
Clicca sul rettangolo
Pubblichiamo qui di seguito l'articolo del Velino direttamente inviatoci dal segretario generale, Eugenio Sarno della UIL penitenziario, con il quale si riaccende uno spiraglio di luce per l'assunzione intanto dei 400 educatori vincitori del relativo concorso presso il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria entro la fine del corrente anno.
Ringraziamo altresi' Eugenio Sarno per l'impegno,la costanza e l'interesse che sta dimostrando e continua a dimostrare per la nostra vicenda. La lealta' e la coerenza non sono qualita' appartenenti a tutti gli uomini. Ancora una volta possiamo affermare che Eugenio Sarno della UIL Penitenziario è leale e coerente! Grazie
POL - Carceri, Uil Pa Penitenziari: Necessario intervento Alfano
Roma, 30 mar (Velino)
- “Forse non si è ben compresa la complessità, la gravità e la vera portata della
crisi che attraversa il sistema penitenziario italiano”. Lo dice in un comunicato l’Unione italiana
lavoratori - Pubblica amministrazione Penitenziari (Uil Pa penitenziari). “Sul punto, infatti – si legge nel
testo -, registriamo un silenzio tanto assordante quanto innaturale, eppure questa emergenza attiene
direttamente alla civiltà del sistema paese. O forse si preferisce volgere lo sguardo altrove per non
vedere ciò che offende la coscienza di ogni persona civile”. Secondo Eugenio Sarno, segretario generale
della Uil Pa, “oramai non siamo solo più nelle condizioni di preoccuparci sulla tenuta del sistema ma
dobbiamo cominciare a porci l’interrogativo sul come far fronte all’inevitabile ondata di proteste, se non
vere e proprie rivolte, che si manifesterà con l’avvento della prossima stagione estiva. Noi crediamo
che sia giusto informare e denunciare che, oggi, il personale penitenziario non è in grado di poter
reggere il prevedibile urto. Per dirla in breve l’emergenza penitenziaria non è più solo una emergenza
sociale ma è una vera emergenza sul fronte dell’ordine pubblico". "Alle 17 di ieri – ha spiegato Eugenio
Sarno segretario generale della Uil Pa - il dato delle presenze detentive assommava a 60.969 unità
(58.331 uomini e 2.638 donne) a fronte di una capienza regolamentare di poco superiore ai 43.000
posti. Questo continuo ammassare persone all’interno di strutture penitenziarie, molte delle quali
obsolete e fatiscenti, determina condizioni di inciviltà inenarrabili. L’esaurimento dei posti letto, l’ozio
forzato, l’inadeguatezza strutturale, la mancanza di spazi fruibili aggrava anche le già precarie
condizioni igienico–sanitarie. Il trend degli ingressi, con un incremento medio mensile pari a 800 unità,
ci porterà a superare quota 63.000 entro il prossimo giugno. Allora l’attuale collasso si trasformerà in
esplosione con le debite, immaginabili, conseguenze. La calma apparente e la mancanza di proteste
all’interno delle nostre prigioni sono la prova provata del fuoco che cova sotto le ceneri; è la storia
penitenziaria ad insegnarcelo. Com’ è la stessa storia a dirci che in taluni momenti di particolare
criticità la criminalità organizzata non perde occasione per gestire e coordinare le proteste e le
sommosse. Pur avendo la necessarie professionalità al suo interno l’amministrazione penitenziaria
rischia di arrivare impreparata e disorganizzata ad una stagione che si preannuncia torrida".
"Non è la prima volta - ha sottolineato il segretario Uil Pa Eugenio Sarno - che rivolgiamo appelli
bipartisan perché la politica presti attenzione al problema in chiave preventiva. Ne discutano e trovino
le soluzioni necessarie perché nell’immediato si disinneschi questa bomba pronta a deflagrare. Non è
certo con il piano–carceri, pur necessario per l’ammodernamento delle strutture, che si risolvono le
attuali difficoltà e criticità. E’ una questione di dignità e di civiltà che va risolta anche per via
legislativa. Come dimenticare, ad esempio, che ad oggi sono 57 (56 donne e 1 uomo) le persone
detenute che hanno con loro bimbi in età inferiore ai tre anni. Bambini costretti, dunque, ad una
detenzione ingiusta ed infame. La ‘Patria’ di Cesare Beccaria non può consentire questo scempio del
diritto e della dignità. L’annunciata riforma della giustizia non potrà eludere tali cogenti aspetti.
Analogamente vanno individuate risposte normative al blocco del turn-over per il personale
penitenziario. Vogliamo sperare - ha concluso il segretario generale Uil Pa, Sarno - che il ministro
Alfano sappia far prevalere le ragioni del buon senso e delle reali necessità e convincere i ministri
Brunetta e Tremonti a rimuovere gli ostacoli burocratici ed economici perché si possa, finalmente,
garantire l’assunzione dei circa 400 educatori penitenziari e l’implementazione degli organici della
polizia penitenziaria, che lo stesso ministero della Giustizia ha quantificato in circa 5.000 unità le
deficienze attuali. Intanto a normativa vigente per i prossimi pensionamenti (circa 800 nel 2009) sono
previste solo un centinaio di assunzioni e per giunta solo dal prossimo anno”.
(com/adf) 30 mar 2009 13:33
GrNet-UIL PA PENITENZIARI: CARCERI, UNA POLVERIERA PRONTA AD
ESPLODERE
lunedì 30 marzo 2009
Roma, 30 mar - “ Forse non si è ben compresa la complessità, la gravità e la vera
portata della crisi che attraversa il sistema penitenziario italiano . Sul punto,
infatti, registriamo un silenzio tanto assordante quanto innaturale, eppure questa
emergenza attiene direttamente alla civiltà del sistema paese. O forse si preferisce
volgere lo sguardo altrove per non vedere ciò che offende la coscienza di ogni
persona civile“
Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, non nasconde timori
e preoccupazioni di fronte ad una situazione che va ogni giorno aggravandosi
all’interno degli istituti penitenziari italiani
“ Oramai non siamo solo più nelle condizioni di preoccuparci sulla tenuta del
sistema ma dobbiamo cominciare a porci l’interrogativo sul come far fronte
all’inevitabile ondata di proteste , se non vere e proprie rivolte, che si manifesterà
con l’avvento della prossima stagione estiva. Noi crediamo che sia giusto informare
e denunciare che, oggi, il personale penitenziario non è in grado di poter reggere il
prevedibile urto. Per dirla in breve l’emergenza penitenziaria non è più solo una
emergenza sociale ma è una vera emergenza sul fronte dell’ ordine pubblico”
La popolazione detenuta, arrivata alle soglie delle 61mila presenze , è in continua
crescita e la saturazione dei posti aggrava la crisi di ricettività degli istituti
penitenziari
“ Alle 17.00 di ieri il dato delle presenze detentive – informa Eugenio SARNO –
assommava a 60.969 unità ( 58.331 uomini e 2638 donne) a fronte di una capienza
regolamentare di poco superiore ai 43.000 posti. Questo continuo ammassare
persone all’interno di strutture penitenziarie, molte delle quali obsolete e
fatiscenti, determina condizioni di inciviltà inenarrabili. L’esaurimento dei posti
letto, l’ozio forzato, l’inadeguatezza strutturale, la mancanza di spazi fruibili
aggrava anche le già precarie condizioni igienico – sanitarie. Il trend degli ingressi ,
con un incremento medio mensile pari a 800 unità, ci porterà a superare quota
63.000 entro il prossimo giugno. Allora l’attuale collasso si trasformerà in
esplosione con le debite, immaginabili, conseguenze. La calma apparente e la
mancanza di proteste all’interno delle nostre prigioni sono la prova provata del
fuoco che cova sotto le ceneri; è la storia penitenziaria ad insegnarcelo. Com’ è la
stessa storia a dirci che in taluni momenti di particolare criticità la criminalità
organizzata non perde occasione per gestire e coordinare le proteste e le sommosse.
Pur avendo la necessarie professionalità al suo interno l’Amministrazione
Penitenziaria rischia di arrivare impreparata e disorganizzata ad una stagione che si
preannuncia torrida “
Per questo la UIL PA Penitenziari sollecita il Parlamento e le Istituzioni ad
attenzionare urgentemente il problema
“ Non è la prima volta che rivolgiamo appelli bipartisan perché la Politica attenzioni
al problema in chiave preventiva. Ne discutano e trovino le soluzioni necessarie
perché nell’immediato si disinneschi questa bomba pronta a deflagrare. Non è certo
con il piano – carceri, pur necessario per l’ammodernamento delle strutture, che si
risolvono le attuali difficoltà e criticità . E’ una questione di dignità e di civiltà che
va risolta anche per via legislativa. Come dimenticare, ad esempio, che ad oggi
sono 57 (56 donne e 1 uomo) le persone detenute che hanno con loro bimbi in età
inferiore ai tre anni. Bambini costretti, dunque, ad una detenzione ingiusta ed
infame. La Patria di Cesare Beccaria non può consentire questo scempio del diritto e
della dignità. L’annunciata riforma della Giustizia non potrà eludere tali cogenti
aspetti . Analogamente vanno individuate risposte normative al blocco del
turn-over per il personale penitenziario . Vogliamo sperare che il Ministro Alfano –
sottolinea il Segretario della UIL PA Penitenziari – sappia far prevalere le ragioni del
buon senso e delle reali necessità e convincere i Ministri Brunetta e Tremonti a
rimuovere gli ostacoli burocratici ed economici perché si possa, finalmente,
garantire l’assunzione dei circa 400 educatori penitenziari (già vincitori di concorso)
e l’implementazione degli organici della polizia penitenziaria, che lo stesso
Ministero della Giustizia ha quantificato in circa 5.000 unità le deficienze attuali .
Intanto a normativa vigente per i prossimi pensionamenti (circa 800 nel 2009) sono
previste solo un centinaio di assunzioni e per giunta solo dal prossimo anno ”
Clicca sul rettangolo
Pubblichiamo qui di seguito l'articolo del Velino direttamente inviatoci dal segretario generale, Eugenio Sarno della UIL penitenziario, con il quale si riaccende uno spiraglio di luce per l'assunzione intanto dei 400 educatori vincitori del relativo concorso presso il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria entro la fine del corrente anno.
Ringraziamo altresi' Eugenio Sarno per l'impegno,la costanza e l'interesse che sta dimostrando e continua a dimostrare per la nostra vicenda. La lealta' e la coerenza non sono qualita' appartenenti a tutti gli uomini. Ancora una volta possiamo affermare che Eugenio Sarno della UIL Penitenziario è leale e coerente! Grazie
POL - Carceri, Uil Pa Penitenziari: Necessario intervento Alfano
Roma, 30 mar (Velino)
- “Forse non si è ben compresa la complessità, la gravità e la vera portata della
crisi che attraversa il sistema penitenziario italiano”. Lo dice in un comunicato l’Unione italiana
lavoratori - Pubblica amministrazione Penitenziari (Uil Pa penitenziari). “Sul punto, infatti – si legge nel
testo -, registriamo un silenzio tanto assordante quanto innaturale, eppure questa emergenza attiene
direttamente alla civiltà del sistema paese. O forse si preferisce volgere lo sguardo altrove per non
vedere ciò che offende la coscienza di ogni persona civile”. Secondo Eugenio Sarno, segretario generale
della Uil Pa, “oramai non siamo solo più nelle condizioni di preoccuparci sulla tenuta del sistema ma
dobbiamo cominciare a porci l’interrogativo sul come far fronte all’inevitabile ondata di proteste, se non
vere e proprie rivolte, che si manifesterà con l’avvento della prossima stagione estiva. Noi crediamo
che sia giusto informare e denunciare che, oggi, il personale penitenziario non è in grado di poter
reggere il prevedibile urto. Per dirla in breve l’emergenza penitenziaria non è più solo una emergenza
sociale ma è una vera emergenza sul fronte dell’ordine pubblico". "Alle 17 di ieri – ha spiegato Eugenio
Sarno segretario generale della Uil Pa - il dato delle presenze detentive assommava a 60.969 unità
(58.331 uomini e 2.638 donne) a fronte di una capienza regolamentare di poco superiore ai 43.000
posti. Questo continuo ammassare persone all’interno di strutture penitenziarie, molte delle quali
obsolete e fatiscenti, determina condizioni di inciviltà inenarrabili. L’esaurimento dei posti letto, l’ozio
forzato, l’inadeguatezza strutturale, la mancanza di spazi fruibili aggrava anche le già precarie
condizioni igienico–sanitarie. Il trend degli ingressi, con un incremento medio mensile pari a 800 unità,
ci porterà a superare quota 63.000 entro il prossimo giugno. Allora l’attuale collasso si trasformerà in
esplosione con le debite, immaginabili, conseguenze. La calma apparente e la mancanza di proteste
all’interno delle nostre prigioni sono la prova provata del fuoco che cova sotto le ceneri; è la storia
penitenziaria ad insegnarcelo. Com’ è la stessa storia a dirci che in taluni momenti di particolare
criticità la criminalità organizzata non perde occasione per gestire e coordinare le proteste e le
sommosse. Pur avendo la necessarie professionalità al suo interno l’amministrazione penitenziaria
rischia di arrivare impreparata e disorganizzata ad una stagione che si preannuncia torrida".
"Non è la prima volta - ha sottolineato il segretario Uil Pa Eugenio Sarno - che rivolgiamo appelli
bipartisan perché la politica presti attenzione al problema in chiave preventiva. Ne discutano e trovino
le soluzioni necessarie perché nell’immediato si disinneschi questa bomba pronta a deflagrare. Non è
certo con il piano–carceri, pur necessario per l’ammodernamento delle strutture, che si risolvono le
attuali difficoltà e criticità. E’ una questione di dignità e di civiltà che va risolta anche per via
legislativa. Come dimenticare, ad esempio, che ad oggi sono 57 (56 donne e 1 uomo) le persone
detenute che hanno con loro bimbi in età inferiore ai tre anni. Bambini costretti, dunque, ad una
detenzione ingiusta ed infame. La ‘Patria’ di Cesare Beccaria non può consentire questo scempio del
diritto e della dignità. L’annunciata riforma della giustizia non potrà eludere tali cogenti aspetti.
Analogamente vanno individuate risposte normative al blocco del turn-over per il personale
penitenziario. Vogliamo sperare - ha concluso il segretario generale Uil Pa, Sarno - che il ministro
Alfano sappia far prevalere le ragioni del buon senso e delle reali necessità e convincere i ministri
Brunetta e Tremonti a rimuovere gli ostacoli burocratici ed economici perché si possa, finalmente,
garantire l’assunzione dei circa 400 educatori penitenziari e l’implementazione degli organici della
polizia penitenziaria, che lo stesso ministero della Giustizia ha quantificato in circa 5.000 unità le
deficienze attuali. Intanto a normativa vigente per i prossimi pensionamenti (circa 800 nel 2009) sono
previste solo un centinaio di assunzioni e per giunta solo dal prossimo anno”.
(com/adf) 30 mar 2009 13:33
GrNet-UIL PA PENITENZIARI: CARCERI, UNA POLVERIERA PRONTA AD
ESPLODERE
lunedì 30 marzo 2009
Roma, 30 mar - “ Forse non si è ben compresa la complessità, la gravità e la vera
portata della crisi che attraversa il sistema penitenziario italiano . Sul punto,
infatti, registriamo un silenzio tanto assordante quanto innaturale, eppure questa
emergenza attiene direttamente alla civiltà del sistema paese. O forse si preferisce
volgere lo sguardo altrove per non vedere ciò che offende la coscienza di ogni
persona civile“
Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, non nasconde timori
e preoccupazioni di fronte ad una situazione che va ogni giorno aggravandosi
all’interno degli istituti penitenziari italiani
“ Oramai non siamo solo più nelle condizioni di preoccuparci sulla tenuta del
sistema ma dobbiamo cominciare a porci l’interrogativo sul come far fronte
all’inevitabile ondata di proteste , se non vere e proprie rivolte, che si manifesterà
con l’avvento della prossima stagione estiva. Noi crediamo che sia giusto informare
e denunciare che, oggi, il personale penitenziario non è in grado di poter reggere il
prevedibile urto. Per dirla in breve l’emergenza penitenziaria non è più solo una
emergenza sociale ma è una vera emergenza sul fronte dell’ ordine pubblico”
La popolazione detenuta, arrivata alle soglie delle 61mila presenze , è in continua
crescita e la saturazione dei posti aggrava la crisi di ricettività degli istituti
penitenziari
“ Alle 17.00 di ieri il dato delle presenze detentive – informa Eugenio SARNO –
assommava a 60.969 unità ( 58.331 uomini e 2638 donne) a fronte di una capienza
regolamentare di poco superiore ai 43.000 posti. Questo continuo ammassare
persone all’interno di strutture penitenziarie, molte delle quali obsolete e
fatiscenti, determina condizioni di inciviltà inenarrabili. L’esaurimento dei posti
letto, l’ozio forzato, l’inadeguatezza strutturale, la mancanza di spazi fruibili
aggrava anche le già precarie condizioni igienico – sanitarie. Il trend degli ingressi ,
con un incremento medio mensile pari a 800 unità, ci porterà a superare quota
63.000 entro il prossimo giugno. Allora l’attuale collasso si trasformerà in
esplosione con le debite, immaginabili, conseguenze. La calma apparente e la
mancanza di proteste all’interno delle nostre prigioni sono la prova provata del
fuoco che cova sotto le ceneri; è la storia penitenziaria ad insegnarcelo. Com’ è la
stessa storia a dirci che in taluni momenti di particolare criticità la criminalità
organizzata non perde occasione per gestire e coordinare le proteste e le sommosse.
Pur avendo la necessarie professionalità al suo interno l’Amministrazione
Penitenziaria rischia di arrivare impreparata e disorganizzata ad una stagione che si
preannuncia torrida “
Per questo la UIL PA Penitenziari sollecita il Parlamento e le Istituzioni ad
attenzionare urgentemente il problema
“ Non è la prima volta che rivolgiamo appelli bipartisan perché la Politica attenzioni
al problema in chiave preventiva. Ne discutano e trovino le soluzioni necessarie
perché nell’immediato si disinneschi questa bomba pronta a deflagrare. Non è certo
con il piano – carceri, pur necessario per l’ammodernamento delle strutture, che si
risolvono le attuali difficoltà e criticità . E’ una questione di dignità e di civiltà che
va risolta anche per via legislativa. Come dimenticare, ad esempio, che ad oggi
sono 57 (56 donne e 1 uomo) le persone detenute che hanno con loro bimbi in età
inferiore ai tre anni. Bambini costretti, dunque, ad una detenzione ingiusta ed
infame. La Patria di Cesare Beccaria non può consentire questo scempio del diritto e
della dignità. L’annunciata riforma della Giustizia non potrà eludere tali cogenti
aspetti . Analogamente vanno individuate risposte normative al blocco del
turn-over per il personale penitenziario . Vogliamo sperare che il Ministro Alfano –
sottolinea il Segretario della UIL PA Penitenziari – sappia far prevalere le ragioni del
buon senso e delle reali necessità e convincere i Ministri Brunetta e Tremonti a
rimuovere gli ostacoli burocratici ed economici perché si possa, finalmente,
garantire l’assunzione dei circa 400 educatori penitenziari (già vincitori di concorso)
e l’implementazione degli organici della polizia penitenziaria, che lo stesso
Ministero della Giustizia ha quantificato in circa 5.000 unità le deficienze attuali .
Intanto a normativa vigente per i prossimi pensionamenti (circa 800 nel 2009) sono
previste solo un centinaio di assunzioni e per giunta solo dal prossimo anno ”
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