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Sign for Aiutaci a garantire l'effettiva applicazione dell'art. 27 Cost.(funzione rieducativa della pena)

Mercoledi',23 Marzo 2011: interrogazioni per l'assunzione degli educatori penitenziari

Mercoledi',23 Marzo 2011,

(rinvio del 16 Marzo 2011)

in commissione giustizia discussione delle interrogazioni orali per l'assunzione degli educatori penitenziari.


5-04298 Cassinelli: Sull’iter del concorso pubblico per educatore penitenziario


5-04314 Ferranti: Questioni relative all’assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario




Per leggere il testo delle interrogazioni vai su news giornaliere o etichetta interrogazioni parlamentari




Carceri:necessario assumere educatori,assistenti e psicologi.

26 agosto 2010



Giustizia: Bernardini (Radicali); basta morti in carcere, varare in fretta misure deflattive



“Il tempo dell’illegalità e dell’inciviltà carceraria italiana è scandito ad un ritmo impressionante dalle morti, dai suicidi. Dico al Governo e ai miei colleghi parlamentari che così numerosi hanno partecipato all’iniziativa del Ferragosto in carcere, che occorre fare in fretta a varare, intanto, misure adeguate a decongestionare la sovrappopolazione carceraria”. Lo afferma Rita Bernardini, deputata Radicale, membro della Commissione Giustizia della Camera, dopo la morte di un detenuto a Sulmona. “Il disegno di legge Alfano - così come svuotato dalla Commissione Giustizia della Camera - non serve a spegnere l’incendio di disperazione e di morte che sta divampando - prosegue.Affidare infatti ai Tribunali di sorveglianza la valutazione della pericolosità sociale e l’idoneità del domicilio per consentire di scontare ai domiciliari pene residue sotto i 12 mesi, significa paralizzare tutto: la valutazione arriverà troppo tardi! Si dia ai direttori degli istituti penitenziari questo compito che saprebbero fare meglio e più in fretta dei magistrati di sorveglianza. Ridimensionata almeno un po’ la popolazione detenuta, occorre immediatamente riformare il sistema come previsto dalle mozioni approvate in gennaio dalle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama a partire dallo stop all’uso indiscriminato della carcerazione preventiva e alla depenalizzazione dei reati minori, per arrivare alle misure e pene alternative che si rivelano molto più efficaci del carcere ai fini della rieducazione e del reinserimento sociale, all’adeguamento degli organici penitenziari (agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali), alle possibilità di lavoro per i detenuti, agli istituti di custodia attenuata dove i tossicodipendenti possano curarsi”.





5 luglio 2010





Carceri: Favi, "Bene Tg2, condizioni indegne per detenuti e lavoratori"



Dichiarazione di Sandro Favi responsabile Carceri del Partito Democratico



L’inchiesta del Tg2 sulla drammatica situazione delle nostre carceri evidenzia ciò che il Partito Democratico denuncia da mesi, e cioè condizioni di vita per i detenuti e per i lavoratori penitenziari del tutto indegne. Quelle viste all’Ucciardone sono situazioni che in realtà riguardano la stragrande maggioranza delle carceri italiane. Le morti in carcere e gli atti di autolesionismo sono segnali inequivocabili: occorre attuare da subito politiche penitenziarie che decongestionino gli istituti. È assolutamente necessario investire sulle misure alternative alla detenzione e sull’aumento di agenti di polizia penitenziaria, di educatori, di assistenti sociali e psicologi.



Finora il ministro Alfano e il direttore delle carceri Ionta hanno saputo solo ipotizzare un piano carceri che avrà lunghissimi tempi di realizzazione e che non inciderà minimamente per un miglioramento della situazione nell’immediato.



Così non va.









Lettere: senza assunzione personale educativo il ddl Alfano è inutile





Comunicato stampa, 29 maggio 2010





Ai deputati di commissione bilancio



e giustizia camera









Al sottosegretario



On. Caliendo









Al sottosegretario



On. Giorgetti Alberti







Egregi Onorevoli,



dopo aver appreso la notizia sul parere negativo della Commissione Bilancio sugli artt. 2 quater e 2 sexies del Ddl Alfano questo Comitato ritiene necessario porre alla Vostra attenzione alcune osservazioni. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru 2.060 svuoterebbe di significato il Ddl Alfano riducendolo ad una imago sine re.



L’investimento in risorse umane è propedeutico alla concreta materializzazione della normativa contenuta nel provvedimento. Secondo quanto enunciato dall’art. 1 comma 3 del Ddl. il magistrato di sorveglianza decide sulla base della relazione inviatagli dall’istituto penitenziario.



Alla luce della normativa penitenziaria è l’educatore colui che osserva il comportamento del detenuto e provvede alla stesura della relazione di sintesi, cioè di quella relazione di cui si servirà il magistrato di sorveglianza per la decisione finale sulla misura alternativa.



Senza l’incremento di ulteriori unità di personale pedagogico la situazione del sovraffollamento carcerario non potrà mai essere risolta né tantomeno potrà trovare risoluzione la drammatica condizione in cui versano le carceri italiane.



Pochi educatori significa poche relazioni da inviare al magistrato di sorveglianza. Pochi educatori significa impossibilità di fare il trattamento. Pochi educatori significa stasi della concessione di misure alternative. L’eliminazione dell’articolo aggiuntivo Schirru creerebbe un vero e proprio effetto boomerang che provocherebbe la totale paralisi del Ddl Alfano.



La Commissione Giustizia dopo aver preso atto della grave situazione di disagio in cui versano le carceri italiani ha dato voce all’articolo 27 della Costituzione decidendo di investire su quello che già nel Settecento Beccaria definiva “il più sicuro mezzo di prevenire i delitti” ossia l’educazione.



L’approvazione dell’articolo aggiuntivo che esclude il Dap dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni costituisce una vera e propria presa di coscienza dell’assunto secondo il quale non può esserci alcun miglioramento delle condizioni di detenzione senza l’investimento in risorse umane.



Si evidenzia inoltre che l’emendamento è già stato “riformulato” originariamente infatti prevedeva l’obbligo per il governo,dopo l’invio della relazione per l’adeguamento della pianta organica, di predisporre entro 2 mesi un piano straordinario di assunzioni.



La totale eliminazione di questo emendamento volto alla concreta applicazione della misura alternativa sulla quale questo Governo intende puntare per risolvere il dramma del pianeta carcere renderebbe inutile l’approvazione di un Ddl che non riuscirebbe mai ad essere attuato.



Ci sarebbe infatti una vera e propria antinomia tra norma e realtà. La realtà è che la situazione carceraria italiana è drammatica e preoccupante.



I continui suicidi in carcere sono da porre in relazione con le insopportabili condizioni di disagio in cui vivono i reclusi delle carceri italiane alla carenza di trattamento e attività rieducative e alla mancata assistenza psicologica dovuta alla cronica carenza di personale educativo



Ebbene, l’Italia, Paese democratico, è stata condannata dalla Cedu per trattamento degradante e disumano. A tale situazione va data una risposta concreta, soprattutto se si considera che il bilancio dello stato potrebbe essere aggravato dalle condanne della Cedu (Sic!).



Inoltre non si comprende come la crisi riguardi solo le risorse umane e non anche lo stanziamento dei fondi per l’edilizia penitenziaria ,infatti, una volta costruite nuove carceri queste rimarranno inutilizzate (Sic!) Un esempio è fornito dal carcere di Agrigento e dal carcere di Rieti, a Pinerolo inoltre, c’è un carcere vuoto da 10 anni ma è già stata individuata un’area per costruir un nuovo carcere (fonte Girodivite).



Per un provvedimento importante, come quello in esame, che punta sulla rieducazione e sul recupero del reo, occorre assumersi delle responsabilità serie, perché l’incremento del personale pedagogico rappresenta il sine qua non della correlazione legge - realtà.



Ancora una volta si evidenzia inoltre che il “decantato” vulnus di copertura finanziaria può essere sanato attingendo dai fondi della Cassa delle Ammende che secondo quanto disposto dall’art 129 III comma del Dpr 30 giugno 2000, n. 230, devono essere destinati ai programmi che tendono a favorire il reinserimento sociale dei detenuti e degli internati anche nella fase di esecuzione di misure alternative alla detenzione”e non all’edilizia penitenziaria (Sic!) . Qualora il Governo non intenda attingere i fondi necessari dalla cassa delle Ammende potrebbe ricavarli dai fondi del Fug, visto che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto che assegna per la prima volta le quote delle risorse sequestrate alla mafia e i proventi derivanti dai beni confiscati al Fondo Unico Giustizia (Fug), nella misura del 50 per cento al Ministero dell’Interno e del 50 per cento al Ministero della Giustizia. Attingendo i fondi o dalla cassa delle Ammende o dal Fug non vi sarebbe alcun onere aggiuntivo in quanto gli stessi sono già previsti in bilancio.



Per le ragioni suesposte riteniamo che l’emendamento presentato dall’On. Donatella Ferranti e Schirru sia una vera proposta “bipartisan” che deve, necessariamente,trovare accoglimento così come è stato approvato in Commissione Giustizia.



Riteniamo altresì che il governo, dopo aver provveduto all’adeguamento della pianta organica anche in relazione alla popolazione detenuta ( quasi 70mila detenuti) debba predisporre un piano straordinario di assunzioni di educatori penitenziari da attingersi dalla vigente graduatoria del concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, indetto con Pdg 21 novembre 2003.



Una scelta in tal senso rappresenterebbe la chiave di volta per un chiaro e ben preciso impegno di responsabilità affinché la drammatica situazione che affligge il pianeta carcere possa finalmente essere risolta. Per tali ragioni auspichiamo che tutta la commissione bilancio della camera e il sottosegretario Alberto Giorgetti facciano una seria e proficua riflessione riconoscendo l’importanza ai fini dell’attuazione del Ddl in esame dell’emendamento Schirru 2.060.





FERRANTI SU DDL CARCERI,OTTENUTO ANCHE AMPLIAMENTO ORGANICO EDUCATORI PENITENZIARI.

Donatella Ferranti,PD:piano programmato di assunzioni del personale degli educatori.

Governo favorevole a emendamenti Pd per potenziamento personale penitenziario:piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi.


18 maggio 2010


La commissione Giustizia della Camera ha cominciato a votare gli emendamenti presentati al ddl carceri e il Governo ha dato parere favorevole alle proposte di modifica del Pd che prevedevano il potenziamento del personale civile e amministrativo penitenziario (psicologi, educatori, ecc) e l’adeguamento delle piante organiche di carabinieri e polizia in funzione del nuovo impegno che dovranno svolgere per vigilare sui detenuti che trascorreranno agli arresti domiciliari l’ultimo periodo della loro detenzione. Il capogruppo del Pd in commissione giustizia, Donatella Ferranti, ha espresso soddisfazione per questo parere favorevole del Governo augurandosi che alla fine l’emendamento venga approvato.



Pd: nostre proposte sono su linea indicata da Napolitano

“Il Pd è pronto” a rispondere al monito del presidente della Repubblica sulla necessità di risolvere il sovraffollamento delle carceri e “a fare la propria parte”. Per questo, annuncia Sandro Favi, responsabile Carceri dei democratici, “nei prossimi giorni il nostro partito presenterà proposte su questi temi, in un quadro di sistema e in continuità e sviluppo delle mozioni approvate dal Parlamento già nei primi mesi di quest`anno”.

“Proporremo - spiega Favi - che si proceda alla revisione del codice penale, che vengano riviste le norme che determinano l`alta incidenza di imputati in custodia cautelare in carcere e quelle sul trattamento penale dei tossicodipendenti, che siano ampliate le opportunità di accesso alle misure alternative alla detenzione. Chiederemo inoltre al Governo - prosegue - un piano programmato di assunzioni, per l`adeguamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, nonché gli indispensabili stanziamenti ed investimenti per ripristinare la corretta funzionalità ed operatività dei servizi e delle strutture”.

“Il Partito Democratico - conclude l’esponente del Pd - rinnova la stima e la fiducia degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria e l`apprezzamento verso i dirigenti dell`Amministrazione penitenziaria, verso le professionalità socio-educative, sanitarie, amministrative e tecniche che, in questa fase difficile, dimostrano il proprio impegno con alto senso di umanità e qualificate competenze”.

Ferranti: "Iter rapido? Vediamo atteggiamento maggioranza su nostre proposte"

Carceri: Pd, "Testo migliorato in commissione, ma serve uno sforzo in più" Ferranti: "Iter rapido? Vediamo atteggiamento maggioranza su nostre proposte"

“Lo stralcio della messa in prova consentirà di esaminare rapidamente il provvedimento sulla detenzione domiciliare”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti facendo notare come ‘la messa in prova non riguardava la popolazione carceraria e quindi non avrebbe avuto effetti sul grave stato di sovraffollamento delle carceri italiane. In ogni caso – sottolinea la democratica – il voto di oggi conferma il nostro giudizio negativo sul testo uscito dal consiglio dei ministri che era confuso ed inefficace anche perché privo di qualsiasi copertura finanziaria. Stiamo adesso valutando se aderire o meno alla richiesta di un voto in sede legislativa sul testo modificato nel corso dei lavori in commissione. La nostra disponibilità dipenderà anche dall’atteggiamento della maggioranza sulle nostre ulteriori proposte di modifica. In particolare: la tutela delle vittime di violenza domestica, il rafforzamento del personale di polizia (non solo quella penitenziaria) e del personale del comparto civile dell’amministrazione penitenziaria(educatori e psicologi)”.


Proposta emendativa 8.01.


Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:


«Art. 8-bis. - 1. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il Ministro della Giustizia, sentiti i Ministri dell'interno e della funzione pubblica, riferisce alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo di Polizia penitenziaria e del personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria anche in relazione all'entità numerica della popolazione carceraria e al numero dei posti esistenti e programmati.

2. A tal fine il Governo presenta al Parlamento entro i successivi novanta giorni un apposito piano straordinario di assunzioni di nuove unità specificandone i tempi di attuazione e le modalità di finanziamento.».
Ferranti Donatella, Schirru Amalia, Samperi Marilena, Amici Sesa



Proposta emendativa 8.03.

Dopo l'articolo 8 inserire il seguente:


«Art. 8-bis. - 1. Al comma 8-quinquies, della legge n. 26 del 2010, dopo le parole Il Corpo della Polizia penitenziaria, sono inserite le seguenti il personale del comparto civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria,».
Schirru Amalia, Ferranti Donatella, Samperi Marilena, Amici Sesa



28-04-10


Dopo l'ennesimo suicidio in carcere (23 dall'inizio dell'anno), nel penitenziario di Castrogno, a Teramo, il parlamentare dell'IdV, Augusto Di Stanislao, ribadisce la necessita' di interventi diretti ed immediati da parte del Governo. ''Non e' piu' ammissibile - afferma il deputato IdV - una tale situazione di completa incapacita' da parte del Governo di affrontare concretamente le problematiche delle carceri in Italia''. Di Stanislao ricorda che ''dopo varie visite presso il carcere di Castrogno e altrettante interrogazioni ad Alfano, dopo una mozione a mia prima firma approvata all'unanimita', con la quale anche la maggioranza si e' impegnata in una serie di iniziative atte a risollevare una drammatica realta' focalizzando l'attenzione sul sovraffollamento e sulla carenza di personale penitenziario e di educatori, dopo l'annuncio dell'emergenza carceri di Alfano e del fantomatico piano carceri, dopo continue denunce e sollecitazioni dei sindacati sulla necessita' di intervenire sulle strutture, sugli organici, siamo ancora di fronte ad una situazione insostenibile e all'emergenza soluzioni''. ''Ho presentato da tempo - conclude Di Stanislao - una proposta di legge per istituire una Commissione d'inchiesta parlamentare sulla situazione delle carceri in Italia che, ora piu' che mai, diventa fondamentale per dare risposte e soluzioni ai molteplici problemi e disagi dell'intero mondo penitenziario''.




Di Stanislao:il ministro tace sulle assunzioni degli educatori,riferisca in parlamento.

“E’ giusta l’assunzione di 2.000 agenti così come evidenziato da Sarno, Segretario generale Uil Pa Penitenziari, per garantire il turnover e quindi supplire la carenza del personale di polizia penitenziaria, ma vi è una colpevole dimenticanza da parte del Ministro quando tace sulla necessità di garantire la presenza degli educatori così come previsto nella Mozione IdV approvata all’unanimità dal Parlamento.” Queste le parole dell’On. Di Stanislao che prosegue: “Non vorremmo che questo impegno del Ministro si focalizzi esclusivamente sull’edilizia carceraria e altresì non vorremmo che dietro la parola magica “stato di emergenza” si celi il grimaldello per ridare vita ad una ” Carceri d’oro 2″ che in barba alla procedure di appalti e alla trasparenza abbiano buon gioco, piuttosto che la pubblica utilità e l’urgenza, i furbetti delle sponsorizzazioni. Si segnala al Ministro, nel frattempo, che in Italia vi sono 40 penitenziari incompiuti ed inutilizzati in un Paese che ne ha 171 in tutto e nel Piano Carceri presentato non c’è cenno di recupero di questo patrimonio. Chiedo che il Ministro venga, così come richiesto in Aula, a riferire in Parlamento sugli impegni presi in relazione ai tempi e modi e risorse da impiegare. Nel frattempo con due distinte interrogazioni chiedo al Ministro quale modello di recupero intenda mettere in campo visto che non si parla assolutamente di assumere gli educatori e cosa intenda fare per i 40 penitenziari incompiuti.”


16 Marzo 2010:interrogazione a risposta in Commissione su assunzione idonei educatori penitenziari

Convocazione della II Commissione (Giustizia)

Martedì 16 marzo 2010

Ore 13.45

5-02550 Ferranti: In relazione all’assunzione di educatori penitenziari


Interrogazione a risposta in Commissione:

FERRANTI, MELIS, TIDEI e SAMPERI.



- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:

il 17 febbraio 2010 il Sottosegretario per la giustizia Caliendo è intervenuto in Senato sul tema dell'assunzione degli educatori penitenziari reclutati tramite il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, area C, posizione economica C1, indetto con PDG 21 novembre 2003;

nel corso della succitata seduta, il Sottosegretario Caliendo ha affermato che entro aprile 2010 saranno assunti in via definitiva tutti gli educatori che hannosuperato i precedenti concorsi, oltre ai 170 già assunti (anche se agli interroganti risulta che siano stati assunti 97 educatori);

in realtà, l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso era già programmata con l'indizione dello stesso nel 2003, per il quale il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria già disponeva dei fondi necessari;

lo stesso Ministro interrogato, onorevole Alfano, aveva riconosciuto l'improcrastinabilità e l'urgenza di assumere più unità di educatori quando, il 12 gennaio 2010, furono approvate alla Camera le mozioni sui problemi del carcere presentate da vari gruppi parlamentari;a fronte di una popolazione carceraria di 67.000 unità, il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1.000, cosa che rende in pratica impossibile lo svolgimento di qualsivoglia progetto rieducativo impedendo il corretto reinserimento del detenuto nel tessuto sociale, così come previsto nel dettato costituzionale;

non avendo il Ministro interrogato ancora proceduto all'assunzione di ulteriori unità degli educatori, limitandosi a rimandare la questione ad un futuro confronto in merito con i Ministri Tremonti e Brunetta, sarebbe auspicabile ed urgente un rapido avvio della procedura di assunzione di educatori, almeno per completare la già esigua pianta organica, ulteriormente ridotta di circa 400 unità dal decreto legislativo n. 150 del 2009

se non ritenga opportuno procedere celermente all'assunzione di educatori attingendo dalla vigente graduatoria degli idonei risultante dal concorso pubblico a 397 posti di cui in premessa, al contempo prorogando la validità della stessa per almeno un quinquennio, al fine di permetterne lo scorrimento graduale per compensare il turn-over pensionistico, evitando l'indizione di nuovi concorsi che comporterebbe ulteriori oneri finanziari.

(5-02550)


Risposta all'interrogazione di Donatella Ferranti:dal 2011 assunzioni degli idonei educatori concorso,il comitato vigilera'.

Nel rispondere agli On. interroganti ritengo opportuno segnalare che il concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo di "Educatore", Area C, posizione economica C1, dell'Amministrazione Penitenziaria, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16.4.2004 - IV serie speciale e si è concluso in data 9 luglio 2008.La graduatoria definitiva, immediatamente dopo l'approvazione del Direttore Generale con provvedimento dell'11 luglio 2008, è stata trasmessa all'Ufficio centrale per il bilancio per l'apposizione del visto di controllo.Nell'anno 2009, in ragione dell'entità dei fondi stanziati ai sensi dell'articolo 1, comma 346, della Legge 24.12.2007 n. 244, è stato possibile procedere all'assunzione dei primi 103 vincitori del predetto concorso a 397 posti.Quanto alle restanti 294 unità, la competente Direzione Generale di questa amministrazione ha già programmato il relativo piano di assunzione ricorrendo, per la copertura degli originari 397 posti a concorso, allo scorrimento della graduatoria, ai sensi dell'art. 15, co. 7, DPR n. 487/99 e successive integrazioni e modificazioni.I nuovi educatori - alcuni dei quali individuati tra i candidati idonei, ma non vincitori del concorso, attese le 12 defezioni intervenute per rinunce, mancate stipule del contratto o dimissioni da parte degli aventi diritto - hanno infatti già scelto la sede di destinazione e, entro aprile del corrente anno, saranno formalmente assunti con firma del relativo contratto.Per quanto riguarda, invece, l'auspicata possibilità di procedere ad un ulteriore scorrimento della graduatoria oltre il numero dei posti originariamente messi a concorso, mi corre l'obbligo di segnalare che tale eventualità non rientra tra le ipotesi di cui all'art. 15, co. 7, del DPR n. 487/1994 e che pertanto, limitatamente all'anno in corso, non può essere attuata per mancato stanziamento dei fondi occorrenti.I fondi disponibili, infatti, sono stati impegnati sia per l'assunzione dei vincitori del suddetto concorso per educatori, sia per l'assunzione degli idonei al concorso a 110 posti di contabile, a copertura dei posti previsti dal relativo bando ed in ragione delle gravi carenze riscontrate anche nell'area contabile.Dato atto di quanto sopra e, premesso che la validità delle graduatorie è indicata in tre anni dalla data della pubblicazione nei Bollettini ufficiali, faccio presente che, nel caso di specie, la validità della graduatoria del concorso a 397 posti è fissata al 31 maggio 2012 e che, pertanto, a partire dal prossimo anno, in presenza delle risorse economiche necessarie, potranno esservi le condizioni per procedere ad uno scorrimento della graduatoria, anche oltre il numero dei posti pubblicati.




24 febbraio 2010:

ordine del giorno su non riduzione organico educatori di Roberto Rao

La Camera,

premesso che

il provvedimento in esame prevede, all'esito del processo di riorganizzazione di cui all'articolo 74, del decreto legge n. 112 del 2008, un'ulteriore riduzione degli assetti organizzativi delle amministrazioni pubbliche ai fini del contenimento della spesa pubblica;

il comma 8-quinquies dell'articolo 2 individua le amministrazioni che non sono interessate dalle riduzioni descritte, tra cui il Corpo di Polizia Penitenziaria;


nonostante le difficoltà operative, la scarsezza di mezzi e personale risulta, inopinatamente escluso da tale previsione il personale civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di adottare ulteriori iniziative normative volte ad includere tra il personale delle amministrazioni non interessate dalla riorganizzazione delle piante organiche non solo quello di polizia penitenziaria ma anche quello civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, con particolare riferimento alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, anche in vista dell'avvio del Piano carceri che necessiterà di adeguate risorse umane e professionali. 9/3210/41. Rao, Ria
.


Accolto come raccomandazione.




19 Febbraio 2010:

ordine del giorno su assunzione educatori di Donatella Ferranti e PD


La Camera,

premesso che:

l'articolo 17-ter stabilisce che, per l'attuazione del cosiddetto «Piano carceri» si conferiscono pieni poteri al Commissario straordinario che, per individuare la localizzazione delle aree destinate alla realizzazione di nuove infrastrutture carcerarie, d'intesa con il Presidente della regione territorialmente competente e sentiti i sindaci dei comuni interessati, potrà agire in deroga alla normativa urbanistica vigente, velocizzando procedure e semplificando le gare di appalto, utilizzando il modello adottato per il dopo terremoto a L'Aquila, derogando anche all'obbligo previsto dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, volto a consentire agli interessati, proprietari delle aree che si intendono espropriare, la necessaria partecipazione al procedimento amministrativo;

la localizzazione costituisce di per sé variante e produce l'effetto di imporre il vincolo preordinato all'espropriazione e contro di essa non sarà possibile ricorrere al giudice amministrativo e si introduce anche una deroga al limite dei subappalti, che potranno aumentare dall'attuale 30 per cento fino al 50 per cento, in deroga all'articolo 118 del codice dei contratti pubblici; in sostanza, si affidano pieni poteri al Commissario straordinario, che potrà avvalersi anche del Dipartimento per la protezione civile per le attività di progettazione, scelta del contraente, direzioni lavori e vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali, in deroga ai criteri di trasparenza e pubblicità e in palese contraddizione con la mozione Franceschini ed altri n. 1-00302 (approvata sostanzialmente all'unanimità alla Camera il 12 gennaio di quest'anno e accettata dal Governo) che impegnava chiaramente il Governo a garantire, nell'ambito dei progetti della nuova edilizia penitenziaria, i criteri di trasparenza delle procedure e l'economicità delle opere evitando il ricorso a procedure straordinarie, anche se legislativamente previste,

impegna il Governo

a verificare l'adeguatezza, in proporzione alla popolazione carceraria, delle piante organiche riferite non solo al personale di polizia penitenziaria ma anche alle figure degli educatori, degli assistenti sociali e degli psicologi, avviando un nuovo piano programmato di assunzioni che vada oltre il turn-over dovuto ai pensionamenti previsto dalla legge finanziaria per il 2010 e che garantisca le risorse umane e professionali necessarie all'attivazione delle nuove strutture penitenziarie, anche distribuendo meglio il personale sul territorio, concentrandolo nei compiti di istituto, sottraendolo ai servizi estranei, consentendogli un adeguato, costante ed effettivo aggiornamento professionale.

9/3196/13.
Donatella Ferranti.



Il comitato vincitori idonei concorso educatori dap in sostegno di Rita Bernadini

Educatori penitenziari sostengono la protesta di Rita Bernardini e Irene TestaRistretti Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori condivide e sostiene l’iniziativa non violenta intrapresa da Irene Testa e Rita Bernardini, impegnate in uno sciopero della fame perrichiedere l’esecuzione immediata di quanto proposto nelle cinque Mozioni parlamentari,unanimemente approvate nei giorni 11 e 12 gennaio 2010, riguardanti la situazione del sistema carcerario italiano.Giova ricordare che in quella occasione lo stesso Ministro Alfano assumeva precisi impegni ed affermava che vi avrebbe dato celere e certa attuazione sancendo l’inizio di un nuovo percorso,iniziato con la dichiarazione di Emergenza di tutto il sistema penitenziario alla quale ci si aspettava sarebbe seguita la predisposizione nel Piano Carceri di tutti quegli atti necessari ad ottemperare a quanto detto nelle citate Mozioni per poter, nei tempi strettamente necessari, affrontareconcretamente e efficacemente l´ormai ingestibile situazione creatasi nei nostri istituti penitenziari.Tuttavia, da un’iniziale analisi condotta sui primissimi elementi costitutivi e organizzativi del Piano Carceri emerge solo una particolare attenzione all’aspetto strutturale e custodiale, non prevedendo,invece, alcun intervento per incrementare e favorire la fondamentale componente rieducativa, vero obiettivo dell’esperienza carceraria.Questo Comitato ed altri illustri interlocutori del mondo penitenziario, continuano, infatti, a chiedere a gran voce che vengano assunti più educatori, affinché l’ingresso nelle nostre carceri non si limiti ad un forzato ozio, ma divenga precipuo momento di riflessione e riprogettazione del sé.Ad oggi, però, in merito alla questione degli educatori, alcuna volontà specifica è stata espressa dal Ministro, nonostante, le nostre carceri continuino quotidianamente ad affollarsi a causa dei numerosi nuovi ingressi, ma anche per la spaventosa carenza di educatori che, secondo quanto stabilito dalle vigenti leggi, rappresentano i coordinatori e i realizzatori materiali dei percorsirieducativi, nonché quelle figure professionali atte a garantire, nei giusti modi e nei tempi,l’espletamento, dell’intero iter necessario all’accesso alle misure alternative alla detenzione di quei detenuti che ne avrebbero i requisiti, ma che continuano a restare in carcere a causa dello sparuto numero di educatori attualmente in servizio a fronte di una popolazione di 66.000 persone carcerate.Pertanto, ci uniamo all´Onorevole Bernardini e a Irene Testa per chiedere l´immediata esecuzione delle citate mozioni e auspichiamo che il Ministro Alfano ne predisponga repentinamente l’avvio.Il Comitato, altresì, ad ausilio dell’iniziativa intrapresa da Rita Bernardini e da Irene Testa,promuove una “catena di informazione solidale” impegnandosi a diffondere la conoscenza di tale protesta non violenta tramite l’invio di questo comunicato non solo a tutti gli organi di informazione, ma anche ai propri conoscenti invitandoli a fare altrettanto.Il Comitato vincitori e idonei concorso educatori.


Donatella Ferranti,PD:da Ionta, un primo segnale l'immediata assunzione dei tanti educatori.

CARCERI: PD, VOGLIAMO VEDERCI CHIARO. AUDIZIONE ALLA CAMERA DI IONTA



Roma, 13 gen



''Lo vogliamo esaminare puntigliosamente ed e' per questo che gia' domani chiederemo al presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno di attivarsi per prevedere al piu' presto l'audizione del capo del Dap, dott. Franco Ionta''. Cosi' la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta l'approvazione del piano carceri da parte del Cdm di oggi. ''I primi dati forniti dal ministro Alfano - sottolinea - non ci convincono fino in fondo: se infatti le carceri italiane possono ''tollerare' sino a circa 64.237 detenuti, da regolamento non potrebbero ospitarne piu' di 43.087. Il grado di sovraffollamento e' elevatissimo, siamo ampiamente fuori quota, e per arrivare ad 80.000 posti, i 21.749 annunciati oggi dal ministro Alfano sembrano insufficienti. E poi - prosegue - non basta costruire muri, occorre riempirli di personale numericamente e professionalmente adeguato: dalla polizia penitenzieria, agli psicologi, agli educatori e agli altri esperti. Di tutto questo ancora non c'e' traccia, ma aspettiamo di conoscere nel merito dal dott. Ionta le cifre esatte, certo - conclude - che un primo segnale potrebbe essere l'immediata assunzione dei tanti educatori e psicologi del concorso''.

Assunzione degli educatori primo impegno del governo

Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari esprime piena soddisfazione per l’approvazione delle cinque mozioni sul problema carcerario discusse ed accolte nei giorni 11 e 12 gennaio 2010 dal nostro Parlamento. Per la prima volta il Governo, rappresentato dal Ministro Alfano, ha preso consapevolezza della grave emergenza del sovraffollamento degli istituti di pena e, fra le altre fondamentali proposte presentate, si è impegnato:- a procedere all’assunzione immediata dei restanti educatori penitenziari previsti dalla pianta organica, da attingersi dagli idonei della vigente e menzionata graduatoria risultata dal concorso bandito per tale profilo professionale, affinché anche costoro possano partecipare ai previsti corsi di formazione che il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria deve attivare per questi operatori prima dell’ingresso nelle carceri a cui sono destinati, onde evitare sprechi di danaro per doverli riattivare in seguito;- a prorogare di almeno un quinquennio la validità della graduatoria di merito del concorso citato in premessa, in linea con gli orientamenti del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione nonché con le disposizioni in materia di razionalizzazione delle spese pubbliche in vigore - per permetterne un graduale scorrimento parimenti all’avvicendarsi dei fisiologici turn-over pensionistici, al fine di evitare l’indizione di nuovi concorsi per il medesimo profilo che comporterebbero inutili oneri pubblici;- ad assumere iniziative per lo stanziamento di fondi necessari per completare l’organico di educatori previsti dalla pianta organica attualmente vigente presso il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, considerato che lo sforzo economico da sostenere è annualmente molto esiguo, ma necessario per far funzionare meglio ed in modo più umano una branca importantissima del nostro sistema giustizia che non può più attendere;- a procedere all’alienazione di immobili ad uso penitenziario siti nei centri storici e alla costruzione di nuovi e moderni istituti penitenziari in altro sito;Esprimiamo, quindi, pieno compiacimento per l’importantissimo risultato raggiunto dall’On. Di Stanislao dell’Idv, il quale nella Sua circostanziata e approfondita mozione, ha dimostrato ancora una volta la Sua grande disponibilità e sensibilità verso tali problematiche, sapendo cogliere e far emergere sapientemente le necessità di questo delicato settore della nostra giustizia. Ringraziamo, inoltre, gli onorevoli Bernardini, Rao, Ferranti, Melis, Tidei, Vitali, Balzelli, Donadi, Paladini, Franceschini e tutti coloro che hanno appoggiato con voto favorevole le Loro mozioni, poiché di fronte a queste battaglie di umanità hanno saputo permeare il Loro impegno politico di quell’umanità e di quell’alto senso civico che rende capaci di abbandonare i colori politici e di volgere verso una proficua unità di intenti.Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari, intanto, continuerà a vigilare affinché tali doveri vengano rispettati e proseguirà nel suo lavoro di diffusione della necessità dell’intervento rieducativo e quindi sulla centralità della presenza degli educatori, ovvero di quella figura professionale che rappresenta il vero catalizzatore ed esecutore materiale del percorso rieducativo di un detenuto, percorso che rappresenta l’unica vera speranza di un sano reinserimento sociale di chi vive l’esperienza delle sbarre e che rappresenta uno dei più validi strumenti atti ad evitare quegli stati di inerzia, apatia, depressione, frustrazione, ansia, inadeguatezza che troppo spesso percorrono prepotentemente i corridoi lungo i quali si snodano le fila di quelle celle all’interno delle quali si consumano, quotidianamente, suicidi, abusi, violenze. Auspichiamo, quindi, che il Governo predisponga celermente tutti gli atti necessari ad ottemperare quanto detto e che questa stessa volontà continui ad animarne tutti i passaggi ad essi necessari, per poter, nei tempi strettamente necessari, cominciare ad affrontare concretamente e efficacemente l’ormai ingestibile emergenza creatasi.

Il Comitato vincitori e idonei del concorso per educatori penitenziari
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mercoledì 23 marzo 2011

Mercoledi',23 Marzo 2011,in commissione giustizia discussione delle interrogazioni orali per l'assunzione degli educatori penitenziari. carcere,governo,angelino alfano,donatella ferranti,cassinelli

Mercoledi',23 Marzo 2011,in commissione giustizia discussione delle interrogazioni orali per l'assunzione degli educatori penitenziari. carcere,governo,angelino alfano,donatella ferranti,cassinelli



Convocazione della II Commissione

(Giustizia)

Mercoledì 23 marzo 2011

ore 14.30


5-04298 Cassinelli: Sull’iter del concorso pubblico per educatore penitenziario


5-04314 Ferranti: Questioni relative all’assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario







Interrogazione a risposta in commissione:

FERRANTI.


- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:


nel corso del Consiglio dei ministri n. 119 del 17 dicembre 2010, su proposta del Ministro interrogato, veniva approvato il nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il «Regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia»;

il testo avrebbe dovuto essere trasmesso al Consiglio di Stato ed alle commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato per i prescritti pareri necessari affinché le norme in esso contenute potessero perfezionarsi ed entrare in vigore, ma, allo stato, non se ne ritrova traccia;

il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria in assenza delle norme suesposte non può procedere alle assunzioni dei vincitori e degli idonei dei concorsi relativi ai profili di educatore penitenziario, collaboratore amministrativo e contabile;

infatti proprio dall'entrata in vigore del decreto suddetto dipende l'immissione in ruolo degli ultimi 44 vincitori del concorso a 397 posti di educatore penitenziario, nonché di tutti i vincitori dei concorsi a collaboratore amministrativo e contabile;

inoltre, se il decreto di cui sopra non vedrà la luce, non sarà mai possibile neppure procedere all'assunzione di tutti gli altri idonei delle graduatorie dei relativi concorsi, assunzioni in merito alle quali l'attuale Governo si è più di una volta impegnato con il Parlamento, sia rispondendo ad interrogazioni parlamentari sia accogliendo alcune mozioni «bipartisan» in merito;

è importante sottolineare che ci si riferisce a concorsi banditi ormai nel lontano 2003, e che, per quanto riguarda i 44 educatori in attesa di assunzione, appartenendo loro all'ultima tranche di 397 vincitori, le risorse finanziarie necessarie a copertura sono già state stanziate e il DAP ha già proceduto anche all'assegnazione delle sedi;

appare del tutto evidente, quindi, come ulteriori ritardi nella soluzione di tale problema lederebbero ancor più di quello che in questi anni è già stato fatto, i diritti di coloro che, come i 44 educatori in attesa di assunzione, vedono ritardarsi di giorno, per anni, un diritto acquisito e legittimo;

inoltre in questo modo non si fa altro che aggravare ulteriormente la già insostenibile situazione del sistema penitenziario, e che fino ad ora da parte di questo Governo ha goduto di un'attenzione fatta più di spot che di soluzioni reali -:

come il Ministro intenda intervenire per garantire la immediata conclusione del procedimento per l'emanazione del citato decreto del Presidente della Repubblica e consentire in tal modo l'assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario.

(5-04314)



Interrogazione a risposta in Commissione:


CASSINELLI.

- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:

il 21 novembre 2003, il Ministero della giustizia, bandiva un concorso pubblico per la copertura di 397 posti di educatore penitenziario, nell'area C, posizione economica C1;

dopo un lunghissimo iter procedurale, tale concorso si è concluso il 13 giugno 2008;

allo stato, i vincitori di tale concorso non hanno avuto notizia circa i tempi e le modalità di assunzione -:

per quali ragioni l'iter di tale concorso pubblico si sia rivelato tanto lungo e complesso e perché, ancora oggi, i vincitori non abbiano certezze sul loro futuro.

(5-04298)

giovedì 17 marzo 2011

DI STANISLAO,IDV,INTERROGA ALFANO E BRUNETTA:ENTRO QUALI TEMPI SI ASSUMERANNO I VINCITORI E IDONEI DEL CONCORSO EDUCATORI PENITENZIARI. carcere,governo,angelino alfano.giustizia,detenuti

Interrogazione a risposta orale:




DI STANISLAO.


- Al Ministro della giustizia, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.

- Per sapere

- premesso che:


nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16 aprile 2004 veniva bandito un concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, area C, posizione economica C1, indetto con PDG 21 novembre 2003;

il 15 dicembre 2008 è stata pubblicata nel bollettino ufficiale del Ministero della giustizia la graduatoria del concorso suddetto;

l'amministrazione penitenziaria nell'arco temporale che va tra il mese di maggio 2009 e il mese di aprile 2010, in due tranche ha convocato in servizio quanti erano stati decretati vincitori dello stesso concorso;

a seguito delle rinunce pervenute dopo la prima chiamata in servizio avvenuta nel maggio 2009 di una prima tranche di vincitori, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - nell'aprile 2010 nell'immettere in ruolo i restanti vincitori - a sostituzione dei predetti rinunciatari, ha contestualmente proceduto all'assunzione degli idonei fino a quel momento collocatisi utilmente in graduatoria, in fatto ed in diritto scorrendo quest'ultima sino alla posizione 413;

nell'aprile 2010 all'atto della presa di servizio dei suddetti, si sono verificate altre 44 rinunce; pertanto, ad oggi hanno assunto l'ufficio solo 353 educatori a fronte dei 397 posti banditi a concorso;

in virtù di ciò, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria in data 24 maggio 2010, esprimendo la precipua volontà di procedere all'assunzione, ha inviato propria comunicazione ai restanti 44 idonei utilmente collocati in graduatoria, invitandoli a redigere, in ordine di preferenza, un elenco contenente le sedi rimaste vacanti delle rinunce, scorrendo così ulteriormente la stessa graduatoria al fine di ricoprire le 397 unità di posti originariamente bandite;

ad oggi i 44 interessati nulla più hanno saputo circa la loro immissione in servizio;

si fa altresì presente che per procedere all'assunzione dei 44 interessati non è previsto alcun impegno supplettivo di spesa, essendo la relativa somma ricompresa in quella già stanziata per l'effettuazione delle ultime assunzioni avvenute nell'aprile 2010, poiché, come già detto, questi 44 educatori subentrano per rinuncia e a completamento dei 397 posti banditi originariamente;

la situazione carceraria è stata oggetto di molteplici interrogazioni parlamentari data la grave emergenza del sovraffollamento degli istituti di pena e l'impossibilità per i detenuti di usufruire di idonee attività di risocializzazione, alle quali per l'appunto è preposto l'educatore, quale figura istituzionale di riferimento;

il 13 gennaio 2010, preso atto delle necessità non più rinviabili, proprio il Governo in carica ha decretato lo stato di emergenza per le carceri - recentemente prorogato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 gennaio 2011 - al fine di arginare quella che tutt'ora si palesa come una vera e propria crisi del sistema;

la non più rinviabile assenza degli educatori penitenziari dalle strutture di pena aggrava ed aggraverà in un incontenibile crescendo il clima e la vita detentiva dei ristretti e dei medesimi operatori in servizio, poiché molti detenuti non riescono ad usufruire per anni di colloqui con gli educatori non conseguendo, da ultimo, alcun giovamento dal loro ingresso nello stato restrittivo;

nello specifico, la mozione 1-00301, discussa in Parlamento ed, in sede di votazione, da quest'ultimo approvata all'unanimità, ha, tra le altre cose, impegnato formalmente il Governo a procedere all'assunzione immediata dei restanti educatori penitenziari previsti dalla pianta organica, da attingersi dagli idonei della vigente e menzionata graduatoria risultata dal concorso bandito per tale profilo professionale;

l'articolo 5 della recente legge n. 199 del 2010 sull'«Esecuzione presso il domicilio delle pene» riferendosi alla «necessità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica del Corpo della Polizia Penitenziaria e del Personale Civile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia» solleva tale dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del blocco delle assunzioni disposto per le pubbliche amministrazioni che non riducano le proprie piante organiche ed il conseguente impegno di spesa. Risulterebbe, infatti, palesemente contraria allo spirito della norma citata ogni interpretazione difforme alla deroga del blocco per il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria nonché confliggente - e, pertanto, eventualmente irrazionale - con l'attuale situazione di estrema crisi in cui versano gli istituti di pena, ripetutamente accertata dal Governo va tenuto conto degli atti governativi e parlamentari del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 gennaio 2010 recentemente prorogato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'11 gennaio 2011 decretante lo stato di emergenza per le carceri della mozione n. 1-00301 e dell'articolo 5 della legge n. 199 del 2010;

da tale situazione potrebbe altresì palesarsi una ingiustificata disparità di trattamento tra costoro e parte degli educatori già in servizio e subentrati anch'essi in virtù delle rinunce avvenute a seguito

della prima chiamata del maggio 2009 (ovvero coloro che si collocavano dalla posizione 398 alla posizione 413 compresa, oggi regolarmente in servizio dall'aprile 2010), come sopra illustrato -:

in quali tempi si intenda concludere il procedimento di assunzione dei citati 44 educatori in atto dal 24 maggio 2010, tenuto conto che con ulteriori ritardi e rimandi si continuerebbero a ledere i diritti di quanti, come i 44 educatori in questione, vedono ritardarsi di giorno in giorno, e ormai per anni, un diritto acquisito e legittimo;

in riferimento ai rimanenti idonei, quale sia il programma di interventi che il Ministro della giustizia intenda tempestivamente eseguire per procedere, in via teorica e fattuale, all'adeguamento della pianta organica del personale civile del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria in corrispondenza alle ultime novità normative menzionate in premessa.

(3-01530)

martedì 15 marzo 2011

Interrogazione di Rita Bernardini:in Sicilia occorrono piu' agenti,educatori,assistenti e psicologi. carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI.

- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:


secondo quanto pubblicato sul quotidiano La Sicilia del 10 marzo 2011, nella casa circondariale di Giarre, su 45 unità previste in organico, solo 33 sono quelle operative a disposizione;

secondo il segretario regionale dell'OSAPP, «se su carceri come quelle di Messina, Catania, Enna e Siracusa, l'evidenziatore è di colore rosso, su Giarre, trattandosi di una struttura di II livello, il
problema non ha, spesso, ed è comprensibile, la stessa rilevanza ma resta il fatto che, anche qui esiste un organico non sufficiente: meno 12 poliziotti rispetto al numero assegnato. Questo fa sì che anche Giarre venga indicata tra quelle carceri della Sicilia orientale dove il problema della carenza di organico è ben più tangibile rispetto ad altre zone della Sicilia. Malgrado la struttura ospiti detenuti che non devono scontare pene alte il carico di lavoro viene distribuito tra il personale a disposizione e questo comporta disagi»;
in un documento dell'OSAPP indirizzato anche al presidente della commissione speciale sulla situazione carceraria in provincia di Siracusa, dottor Carmelo Spataro, viene scritto che «Tale grave carenza è quantificabile negli istituti della provincia di Messina, Catania, Siracusa ed Enna in 400 unità circa a fronte delle 518 che risultano mancanti al contingente della Sicilia. Alle carenze devono sommarsi la scarsità delle risorse economiche per il pagamento dei servizi di missione, per la corresponsione degli straordinari, per la normale manutenzione degli automezzi adibiti ai servizi di traduzione e per tutte quelle peculiarità che hanno ripercussione sulla qualità del servizio della polizia penitenziaria» -:

quali azioni il Ministro interrogato intenda attuare al fine di intervenire sul grave sovraffollamento del sistema carcerario della regione Sicilia;

se, a fronte della persistente carenza di organico, il Governo non ritenga di prevedere all'ulteriore messa in servizio di personale tecnico (educatori, assistenti sociali, e altri) e di polizia penitenziaria al fine di ottemperare alle attuali vacanze organiche che si registrano presso il carcere di Giarre;

in che modo e in quali tempi il «piano carceri» riguarderà la situazione penitenziaria siciliana, quanti posti in più si preveda di rendere disponibili e con quale personale, considerata la già vistosa attuale carenza di agenti, psicologi, educatori, assistenti sociali;


quali iniziative di propria competenza intenda adottare al fine di reperire le risorse economiche necessarie al pagamento dei servizi di missione e degli straordinari agli agenti di polizia penitenziaria cosi come indicato nel documento inviato dall'Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria al presidente della commissione speciale sulla situazione carceraria in provincia di Siracusa.

(4-11257)

Rita Bernardini interroga Alfano:sovraffollamento,casi di contagio di malattie infettive e messa in servizio di nuovi agenti,educatori,assistenti e psicologi! carcere,governo,angelino alfano,giustizia

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI.

 - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.

- Per sapere

- premesso che:


secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa DIRE dell'11 marzo 2011, nelle carceri in Emilia-Romagna il sovraffollamento starebbe cominciando a portare grandi «preoccupazioni dal punto di vista
igienico-sanitario e infettivo, con casi di contagio che stanno interessando anche agenti della Polizia penitenziaria»;

 la denuncia proviene dai sindacati della polizia penitenziaria in una lettera inviata ai vertici dell'amministrazione penitenziaria e al presidente della regione, Vasco Errani: le richieste sono quelle già avanzate nelle ultime settimane, ovvero di avere rinforzi di personale al più presto per coprire le vacanze d'organico;

secondo i sindacati la situazione dell'Emilia-Romagna è la peggiore del centro-nord, atteso che rispetto alla capienza regolamentare ci sono 2.000 detenuti in più e 700 agenti in meno, per un indice di sovraffollamento che supera il 180 per cento, a fronte di un dato nazionale del 140 per cento;

particolarmente critica la condizione di lavoro del nucleo traduzione e piantonamenti (che si occupa di accompagnare i detenuti ai processi o di sorvegliare gli arrestati in ospedale) delle varie carceri regionali, il che, a giudizio dei sindacati, mette a rischio la sicurezza non solo dei poliziotti ma di tutte le strutture penitenziarie e dei cittadini -:

quali azioni il Ministro interrogato intenda attuare al fine di intervenire sul grave sovraffollamento del sistema carcerario della regione Emilia-Romagna;

se, a fronte della persistente carenza di organico, il Governo non ritenga di prevedere all'ulteriore messa in servizio di personale tecnico (educatori, assistenti sociali, e altri) e di polizia penitenziaria al fine di ottemperare alle attuali previsioni organiche;

in che modo e in quali tempi il «piano carceri» riguarderà la situazione penitenziaria emiliano-romagnola, quanti posti in più si preveda di rendere disponibili e con quale personale, considerata la già vistosa attuale carenza di agenti, psicologi, educatori, assistenti sociali;


in che modo si pensi di poter affrontare - nella situazione igienico-sanitaria sopra descritta delle carceri romagnole e, in particolare, in previsione dell'arrivo dell'imminente periodo estivo - il rischio di diffusione di malattie infettive.

(4-11246)

sabato 12 marzo 2011

Mercoledi',16 Marzo 2011,in commissione giustizia discussione delle interrogazioni orali per l'assunzione degli educatori penitenziari. carcere,governo,angelino alfano,donatella ferranti,cassinelli

Convocazione della II Commissione


(Giustizia)

Mercoledì 16 marzo 2011




5-04298 Cassinelli: Sull’iter del concorso pubblico per educatore penitenziario


5-04314 Ferranti: Questioni relative all’assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario



Interrogazione a risposta in commissione:





FERRANTI.



- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:



nel corso del Consiglio dei ministri n. 119 del 17 dicembre 2010, su proposta del Ministro interrogato, veniva approvato il nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il «Regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia»;

il testo avrebbe dovuto essere trasmesso al Consiglio di Stato ed alle commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato per i prescritti pareri necessari affinché le norme in esso contenute potessero perfezionarsi ed entrare in vigore, ma, allo stato, non se ne ritrova traccia;

il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria in assenza delle norme suesposte non può procedere alle assunzioni dei vincitori e degli idonei dei concorsi relativi ai profili di educatore penitenziario, collaboratore amministrativo e contabile;

infatti proprio dall'entrata in vigore del decreto suddetto dipende l'immissione in ruolo degli ultimi 44 vincitori del concorso a 397 posti di educatore penitenziario, nonché di tutti i vincitori dei concorsi a collaboratore amministrativo e contabile;

inoltre, se il decreto di cui sopra non vedrà la luce, non sarà mai possibile neppure procedere all'assunzione di tutti gli altri idonei delle graduatorie dei relativi concorsi, assunzioni in merito alle quali l'attuale Governo si è più di una volta impegnato con il Parlamento, sia rispondendo ad interrogazioni parlamentari sia accogliendo alcune mozioni «bipartisan» in merito;

è importante sottolineare che ci si riferisce a concorsi banditi ormai nel lontano 2003, e che, per quanto riguarda i 44 educatori in attesa di assunzione, appartenendo loro all'ultima tranche di 397 vincitori, le risorse finanziarie necessarie a copertura sono già state stanziate e il DAP ha già proceduto anche all'assegnazione delle sedi;

appare del tutto evidente, quindi, come ulteriori ritardi nella soluzione di tale problema lederebbero ancor più di quello che in questi anni è già stato fatto, i diritti di coloro che, come i 44 educatori in attesa di assunzione, vedono ritardarsi di giorno, per anni, un diritto acquisito e legittimo;

inoltre in questo modo non si fa altro che aggravare ulteriormente la già insostenibile situazione del sistema penitenziario, e che fino ad ora da parte di questo Governo ha goduto di un'attenzione fatta più di spot che di soluzioni reali -:

come il Ministro intenda intervenire per garantire la immediata conclusione del procedimento per l'emanazione del citato decreto del Presidente della Repubblica e consentire in tal modo l'assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario.

(5-04314)



Interrogazione a risposta in Commissione:



CASSINELLI.


- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:


il 21 novembre 2003, il Ministero della giustizia, bandiva un concorso pubblico per la copertura di 397 posti di educatore penitenziario, nell'area C, posizione economica C1;

dopo un lunghissimo iter procedurale, tale concorso si è concluso il 13 giugno 2008;

allo stato, i vincitori di tale concorso non hanno avuto notizia circa i tempi e le modalità di assunzione -:

per quali ragioni l'iter di tale concorso pubblico si sia rivelato tanto lungo e complesso e perché, ancora oggi, i vincitori non abbiano certezze sul loro futuro.

(5-04298)

martedì 8 marzo 2011

Donatella ferranti,PD interroga Alfano in commissione giustizia: l'assunzione dei vicnitori e idonei è impegno dato dal ministro,vi provveda! carcere,governo,angelino alfano

Interrogazione a risposta in commissione:




FERRANTI.



- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:



nel corso del Consiglio dei ministri n. 119 del 17 dicembre 2010, su proposta del Ministro interrogato, veniva approvato il nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il «Regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia»;

il testo avrebbe dovuto essere trasmesso al Consiglio di Stato ed alle commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato per i prescritti pareri necessari affinché le norme in esso contenute potessero perfezionarsi ed entrare in vigore, ma, allo stato, non se ne ritrova traccia;

il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria in assenza delle norme suesposte non può procedere alle assunzioni dei vincitori e degli idonei dei concorsi relativi ai profili di educatore penitenziario, collaboratore amministrativo e contabile;

infatti proprio dall'entrata in vigore del decreto suddetto dipende l'immissione in ruolo degli ultimi 44 vincitori del concorso a 397 posti di educatore penitenziario, nonché di tutti i vincitori dei concorsi a collaboratore amministrativo e contabile;

inoltre, se il decreto di cui sopra non vedrà la luce, non sarà mai possibile neppure procedere all'assunzione di tutti gli altri idonei delle graduatorie dei relativi concorsi, assunzioni in merito alle quali l'attuale Governo si è più di una volta impegnato con il Parlamento, sia rispondendo ad interrogazioni parlamentari sia accogliendo alcune mozioni «bipartisan» in merito;




è importante sottolineare che ci si riferisce a concorsi banditi ormai nel lontano 2003, e che, per quanto riguarda i 44 educatori in attesa di assunzione, appartenendo loro all'ultima tranche di 397 vincitori, le risorse finanziarie necessarie a copertura sono già state stanziate e il DAP ha già proceduto anche all'assegnazione delle sedi;

appare del tutto evidente, quindi, come ulteriori ritardi nella soluzione di tale problema lederebbero ancor più di quello che in questi anni è già stato fatto, i diritti di coloro che, come i 44 educatori in attesa di assunzione, vedono ritardarsi di giorno, per anni, un diritto acquisito e legittimo;

inoltre in questo modo non si fa altro che aggravare ulteriormente la già insostenibile situazione del sistema penitenziario, e che fino ad ora da parte di questo Governo ha goduto di un'attenzione fatta più di spot che di soluzioni reali -:

come il Ministro intenda intervenire per garantire la immediata conclusione del procedimento per l'emanazione del citato decreto del Presidente della Repubblica e consentire in tal modo l'assunzione dei vincitori del concorso per educatore penitenziario.

(5-04314)

giovedì 3 marzo 2011

L'On. Cassinelli,PDL interroga Alfano su assunzione educatori penitenziari. carcere,angelino alfano,giustzia

GIUSTIZIA


Interrogazione a risposta in Commissione:



CASSINELLI.



- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:


il 21 novembre 2003, il Ministero della giustizia, bandiva un concorso pubblico per la copertura di 397 posti di educatore penitenziario, nell'area C, posizione economica C1;

dopo un lunghissimo iter procedurale, tale concorso si è concluso il 13 giugno 2008;

allo stato, i vincitori di tale concorso non hanno avuto notizia circa i tempi e le modalità di assunzione -:

per quali ragioni l'iter di tale concorso pubblico si sia rivelato tanto lungo e complesso e perché, ancora oggi, i vincitori non abbiano certezze sul loro futuro.

(5-04298)

L'On. Schirru,PD, interroga Alfano: perche' non vengono assunti i vincitori educatori,contabili e collaboratori presso il DAP? i concorsi ormai risalgano al 2003!!!!!!! carcere,angelino alfano

SCHIRRU.




- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:


nel corso del Consiglio dei ministri n. 119 del 17 dicembre del 2010, su proposta del Ministro interrogato, veniva approvato il nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il «Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia»; il testo avrebbe dovuto essere trasmesso al Consiglio di Stato ed alle Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato per i prescritti pareri necessari affinché il su- indicato provvedimento potesse perfezionarsi ed entrare in vigore;

attualmente, nulla si sa sullo stato di avanzamento del procedimento riguardante il suddetto provvedimento. L'unico punto certo è che il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria senza tale provvedimento non può procedere alle assunzioni dei vincitori e degli idonei dei concorsi relativi ai profili di educatore penitenziario, collaboratore amministrativo e contabile;

infatti, proprio dall'entrata in vigore di tale provvedimento dipende, purtroppo, l'immissione in ruolo degli ultimi 44 vincitori del concorso a 397 posti di educatore penitenziario ed altresì di tutti i vincitori dei concorsi a collaboratore amministrativo e contabile;

inoltre, senza il perfezionamento di tale provvedimento non sarà mai possibile neppure procedere all'assunzione di tutti i restanti idonei delle graduatorie dei relativi concorsi, assunzione alla quale l'attuale Governo si è impegnato sia a seguito della discussione di numerose interrogazioni parlamentari, sia con una molteplicità di mozioni «bipartisan» presentate in occasione della discussione sui problemi che affliggono il mondo penitenziario;

in particolare è utile ricordare che si tratta di concorsi banditi ormai nel lontano 2003 e che per quanto riguarda i 44 educatori in attesa di assunzione, appartenendo all'ultima trance di 397 vincitori, la copertura economica è già stanziata e per costoro il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha già proceduto anche all'assegnazione delle sedi. Appare del tutto evidente, quindi, come, da un lato, ulteriori ritardi hanno già leso e lederebbero ancora più i diritti di coloro che come i 44 educatori in attesa di assunzione vedono ritardarsi ogni giorno un diritto acquisito e legittimo e, dall'altro, si aggrava ulteriormente la già insostenibile situazione che il mondo penitenziario vive a causa del tristemente noto sovraffollamento -:

se non ritenga opportuno provvedere con urgenza alla presentazione alle camere del suddetto schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia affinché siano dati i prescritti pareri e il provvedimento possa entrare in vigore.

(4-11102)

giovedì 24 febbraio 2011

TIDEI interroga Alfano:con un educatore ogni 157 detenuti quale prevenzione dei suicidi in carcere? carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano,penitenziari,educatori penitenziari

Interrogazione a risposta scritta:



Onorevole TIDEI


- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

 - premesso che:


il 13 gennaio 2011 si è verificato l'ennesimo caso di suicidio precisamente nel carcere di Capanne a Perugia;

il detenuto, giovane 23enne di Taranto si è tolto la vita, inalando il gas da una bomboletta, oggetto che tutti i detenuti hanno a disposizione per cucinarsi e riscaldarsi cibi e bevande come prevede il regolamento penitenziario;

il caso di suicidio per mezzo di inalazione di gas da bomboletta non è nuovo nelle carceri italiane, episodio che si ripropose alcuni mesi fa nei penitenziari di Catania e di Reggio Emilia;

queste bombolette, presenti nelle celle dei detenuti come da regolamento, sono spesso oggetto di autolesionismo, di offesa verso gli operatori delle carceri e di gesti estremi come il suicidio;

in molti casi, a seguito di denunce all'autorità giudiziaria da parte dei familiari dei detenuti morti o vittime di incidenti per mezzo di queste bombole di gas, le amministrazioni penitenziarie sono state condannate a risarcire le famiglie con ingenti somme di denaro e ne sono un esempio i penitenziari di Catania e di Reggio Emilia condannati a risarcire più di 150.000 euro;

come afferma il segretario generale del «SAPPE», le associazioni del settore e gli operatori penitenziari stessi, il regolamento penitenziario va rivisto, al fine di vietare l'uso delle bombolette di gas, visto che l'Amministrazione assicura il vitto a tutti i detenuti o trovare comunque l'alternativa molto meno pericolosa;

questo episodio, così come altri avvenimenti che accadono giornalmente in tutti i penitenziari italiani si potrebbero prevenire o quanto meno tamponare se le strutture carcerarie fossero dotate di attrezzature adeguate e un numero sufficiente di operatori;

il suicidio appena avvenuto nel carcere perugino riapre una ferita cronica delle carceri italiane, le quali, indistintamente dalla loro collocazione geografica lamentano in maniera univoca le stesse problematiche di sovraffollamento, carenza delle strutture, carenza di polizia penitenziaria, di educatori specializzati;

corre l'obbligo ricordare che è ormai intollerabile la condizione di vita delle persone detenute costrette a subire gli effetti di un sovraffollamento mai visto nella storia del Paese; a fronte di una carenza massima di 43.000 posti, al 1o settembre scorso i nostri penitenziari ospitavano 68.000 detenuti con un trend in costante crescita: solo nell'ultimo anno di Governo Berlusconi, la popolazione carceraria è aumentata di 6.000 unità; se la tendenza dovesse continuare, a fine anno avremo 70 mila detenuti e 100.000 nel 2012;

lo stesso ministro Alfano, il 27 gennaio 2009 affermava alla Camera, nella sua prima relazione per l'amministrazione della giustizia, che «la situazione carceraria dovuta all'imminente esaurimento dei livelli di capienza massima sostenibile che appare largamente prevedibile rispetto alla sopra evidenziata analisi statistica dei flussi, impone l'adozione di misure straordinarie»;

nelle carceri mancano agenti (-5.000) personale amministrativo, ma anche educatori e assistenti sociali, categorie indispensabili per assicurare la funzione rieducativa della pena prevista dall'articolo 27 della Costituzione; basti pensare che c'è un educatore ogni 157 detenuti ed un assistente sociale ogni 70 detenuti;

la campagna politico-mediatica sulla certezza della pena, confortata da una serie di normative ad avviso dell'interrogante ad uso e consumo soprattutto elettorale (dalla legge ex Cirielli, alla Fini-Giovanardi e alla Bossi-Fini) sta letteralmente affossando il sistema delle misure alternative alla detenzione ovvero l'unica possibile, ragionevole risposta all'odierno sovraffollamento, compatibile con le finalità rieducative della pena e con i valori espressi dalla Carta costituzionale;

del famoso piano straordinario carceri, varato dal Governo con l'ultimo decreto milleproroghe e presentato dal capo del DAP il 27 febbraio 2009, non resta che l'effetto-annuncio: non risulta ad oggi avviata per carenza di fondi nemmeno la prima fase del progetto che, tra ristrutturazioni di sezioni inutilizzate, realizzazione di nuovi padiglioni e costruzione di 6 nuovi istituti, prevedeva quasi 5.000 posti entro fine 2010 con un costo stimato di 205 milioni di euro -:

quali siano le misure urgenti e straordinarie che il Ministro intenda porre in essere per affrontare la drammatica situazione del sovraffollamento carcerario e delle morti per suicidio;

quale sia lo «stato dell'arte» dell'annunciato prospettato piano straordinario di edilizia penitenziaria;

quali siano gli interventi che intenda assumere per affrontare le carenze di personale;

se non ritenga prioritaria, tra le misure da assumere, una seria politica di rivalutazione delle misure alternative al carcere.

(4-10965)

sabato 5 febbraio 2011

Rita Bernardini interroga Alfano:questa emergenza carceri per cui nulla è stato ancora fatto quanto ci costa? queli le retribuzioni di IONta e dei suoi seguaci? quando si vuole i soldi si trovano eh? vergogna! carcere,governo,detenuti,giustizia,penitenziari,angelino alfano,diritti,

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro delle infrastrutture e dei




trasporti, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. - Per sapere - premesso che:

in relazione alla grave situazione di sovraffollamento delle carceri, il Consiglio dei ministri del 13 gennaio 2010 ha deliberato un piano straordinario penitenziario dichiarando lo stato di emergenza nazionale fino al 31 dicembre 2010 (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 gennaio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 2010); termine poi prorogato con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri in data 12 gennaio 2011;

il 19 marzo 2010 è stata emanata l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri che ha dettato nuove disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare la situazione di emergenza conseguente al sovraffollamento penitenziario. Il provvedimento prevede, in particolare, che il capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, nominato commissario delegato per «l'emergenza carceri», debba predisporre entro 30 giorni un apposito piano di interventi, indicandone i tempi e le modalità di attuazione. L'ordinanza istituisce un comitato di indirizzo e controllo presieduto dal Ministro della giustizia, cui spetta l'approvazione del piano nonché la vigilanza sull'azione del commissario delegato;

la citata ordinanza prevede: a) all'articolo 1, comma 3, che per la realizzazione degli interventi di sua diretta competenza, il commissario delegato si avvale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia e richiede ogni necessaria collaborazione alle amministrazioni periferiche dello Stato ed agli enti pubblici locali territoriali e non territoriali; b) all'articolo 1, comma 4, che il commissario delegato nomina uno o più soggetti attuatori per essere coadiuvato nell'attuazione delle disposizioni dirette alla realizzazione del piano straordinario penitenziario, affidando ai medesimi specifici settori di intervento; c) all'articolo 1, comma 5, che il commissario delegato, sentito il capo del dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, determina con proprio provvedimento il compenso da riconoscere ai soggetti attuatori di cui al comma 4, con oneri a carico delle risorse di cui al successivo articolo 3 dell'ordinanza, ciò in relazione al profilo professionale ed alle mansioni che gli vengono attribuite; d) all'articolo 1, comma 6, che la vigilanza sull'azione del commissario delegato spetta ad un comitato di indirizzo e controllo presieduto dal Ministro della giustizia (o da un suo delegato) e composto dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (o da un suo delegato) e dal capo del dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri (o da un suo delegato); e) all'articolo 1, comma 7, che il commissario delegato, per il necessario supporto nelle attività di sua diretta competenza, è autorizzato a stipulare fino ad un massimo di venti contratti a tempo determinato ovvero a collaborazione a progetto, sulla base di criteri di scelta di carattere fiduciario; f) all'articolo 1, comma 8, che il commissario delegato determina, con provvedimento, i compensi da riconoscere ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 7;

l'articolo 21, comma 1, della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante «Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile», ha previsto l'obbligo delle amministrazioni di pubblicare sui propri siti Internet, in attuazione dei principi di trasparenza e di buona amministrazione, i curricula vitae, i dati relativi alle retribuzioni e i recapiti istituzionali dei dirigenti (nonché le informazioni inerenti i tassi di assenza e di presenza del personale di ciascun ufficio dirigenziale) -:

chi siano i soggetti attuatori nominati dal commissario delegato per l'emergenza carceri sulla base dell'articolo 1, comma 4, dell'ordinanza 19 marzo 2010 del Presidente del Consiglio dei ministri;

a quanto ammonti il compenso dei soggetti attuatori nominati dal commissario




delegato per l'emergenza carceri sulla base del citato articolo 1, comma 4, e quali siano i profili professionali e le mansioni svolte da ciascuno di essi;

quanti contratti a tempo determinato e/o a progetto abbia stipulato il commissario delegato per l'emergenza carceri sulla base dell'articolo 1, comma 7, della citata ordinanza;

a quanto ammonti, con riferimento ai predetti contratti a tempo determinato e/o a progetto, il compenso determinato per ciascun soggetto dal commissario delegato per l'emergenza carceri sulla base dell'articolo 1, comma 8, della citata ordinanza;

se non intenda inserire sul sito ufficiale del Ministero della giustizia, sulla base dei principi di trasparenza e di buona amministrazione di cui alla legge n. 69 del 2009, i dati curriculari e quelli relativi alla retribuzione dei soggetti attuatori nominati dal commissario delegato per l'emergenza carceri sulla base dell'articolo 1, comma 4, di cui all'ordinanza 19 marzo 2010 del Presidente del Consiglio dei ministri;

se non intenda inserire sul sito ufficiale del Ministero della giustizia, sulla base dei principi di trasparenza e di buona amministrazione sanciti dalla legge n. 69 del 2009, i dati curriculari e quelli relativi alla retribuzione dei soggetti con i quali il commissario delegato per l'emergenza carceri ha stipulato contratti a tempo determinato ovvero di collaborazione a progetto (ex articolo 1, comma 7, di cui all'ordinanza 19 marzo 2010 del Presidente del Consiglio dei ministri).

(4-10675)

giovedì 13 gennaio 2011

Carceri Umbria: Rita Bernardini interroga Alfano chiedendo una maggiore approfondimento dell'osservazione della personalita' dei detenuti al fine di prevenzione suicidi. carcere,governo,angelino alfano,detenuti,giustizia,diritti

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:


il giorno 7 gennaio 2011 sul sito internet Umbria24 è apparso un articolo scritto da Daniele Bovi intitolato: «Le carceri umbre sovraffollate e violente. Capanne quarta in Italia per atti di autolesionismo»;

nell'articolo sono riportati alcuni dati forniti dalla UIL-PA Penitenziari e relativi alla difficile situazione che stanno attraversano gli istituti penitenziari umbri;

in particolare nelle carceri dell'Umbria - pur registrandosi un tasso di sovraffollamento «solo» del 47,4 per cento e, quindi, ben lontano dall'81 per cento di Puglia ed Emilia Romagna 0 dal 77 per cento della Calabria - si sono registrati, nel solo 2010, un suicidio, 19 tentati suicidi, 258 atti di autolesionismo, 13 aggressioni agli uomini e alle donne della polizia penitenziaria e 125 detenuti in sciopero della fame;

in particolare, nel solo carcere di Capanne, si sono verificati ben 146 atti di autolesionismo: un dato che piazza il penitenziario umbro al quarto posto in Italia dietro Firenze Sollicciano (302), Lecce (214) e Bologna (155);

sempre secondo i dati forniti dalla Uil-Pa Penitenziari, nel 2010 gli atti autolesionistici registrati a Spoleto sono stati 67, contro i 38 di Terni e i sette di Orvieto. Sei invece le aggressioni a Perugia, contro le tre a testa di Spoleto e Terni e l'unica di Orvieto. Sei i tentati suicidi a Perugia, Terni e Spoleto contro uno soltanto a Orvieto. Cinquantadue infine i detenuti in sciopero della fame nel carcere di Perugia contro i 59 di Spoleto, i 12 di Orvieto e i due di Terni -:

se non intendano avviare, negli ambiti di rispettiva competenza, una indagine ispettiva presso gli istituti di pena umbri, in particolare presso il carcere di Capanne;

quanti degli atti suicidiari e autolesivi indicati in premessa siano stati compiuti dai detenuti durante la fase iniziale della carcerazione e quanti nel corso del periodo di isolamento;

quanti reclusi, tra quelli che hanno tentato il suicidio o che hanno compiuto atti autolesivi, fossero tossicodipendenti;

se in tutti gli istituti di pena umbri sia presente e funzionate il servizio «nuovi giunti» e lo staff multidisciplinare che lo compone;

se, alla luce dell'alto tasso di suicidi, tentati suicidi e atti di autolesionismo



registrato nel solo 2010 nelle carceri umbre e, in particolare, in quello di Capanne, non ritengano, negli ambiti di rispettiva competenza, di dover intensificare - così come previsto nella circolare GDAP n. 0177644-2010 del 24 aprile 2010 - l'attività di sostegno e riabilitazione dei detenuti mediante la predisposizione ed il miglioramento di moduli procedurali che coinvolgano la polizia penitenziaria, gli operatori dell'area educativa, il personale sanitario e gli assistenti volontari nelle seguenti attività: a) effettuazione di sempre più accurate scelte dell'ubicazione detentiva; b) approfondimenti dell'osservazione della personalità; c) più celeri attivazioni di eventuali programmi diagnostici e terapeutici anche, ad esempio, con il coinvolgimento del SE.r.T.;

se e quali urgenti iniziative il Governo intenda adottare e promuovere al fine di aumentare gli organici del personale penitenziario ed amministrativo, nonché per quanto di competenza dei medici, degli infermieri, degli assistenti sociali, degli educatori e degli psicologi in servizio presso gli istituti di pena umbri, in modo da rendere lo stesso adeguato al numero delle persone ivi recluse.


(4-10336)

venerdì 7 gennaio 2011

Belisario,UDV,presenta interpellanza urgente ad alfano sul carcere di Potenza:scarseggiano educatori,psicologi e assistenti sociali! carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano,diritti,penitenziari

Interpellanza di Belisario ad Alfano su carcere Potenza


06/01/2011 12:28

Interpellanza urgentre al ministro Angelino Alfano per denunciare come nel carcere di Potenza “sono del tutto assenti gli standard minimi di sicurezza, agenti e personale amministrativo si trovano di fronte a enormi difficoltà operative non più sostenibili. L’emergenza della situazione richiede ai dipendenti sacrifici inaccettabili e li espone a rischi gravissimi in una misura indegna per una società civile” è stata presentata dal presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario. “Il centrodestra – dice ancora il senatore lucano - sta devastando le garanzie di legalità e giustizia del nostro Paese, che non può continuare ad avvalersi di galere borboniche. Il ministro Alfano aveva promesso investimenti in edilizia carceraria, ma invece la realtà parla di detenuti in eterna attesa di giudizio, pene scontate in condizioni di disumano sovraffollamento, carichi di lavoro sproporzionati per gli operatori delle case circondariali e penitenziari obsoleti e fatiscenti”. Belisario chiede ad Alfano di incontrare “subito le sigle sindacali che protestano da oltre un anno e di intervenire per rimediare alle incredibili carenze del carcere potentino aumentando il personale disponibile, ristrutturando l’edificio e ripristinando i diritti di dipendenti e lavoratori che non possono continuare ad essere calpestati”.

Belisario entra anche nel dettaglio e nell’interpellanza ricorda che “le celle, singole o quadruple, causa sovraffollamento, vedono ospitare rispettivamente due o cinque detenuti, non garantendo condizioni di vivibilità ai reclusi ed agli operatori. Le attività supplementari - cineforum, teatro, corsi di formazione e più in generale ogni attività ricreativa - sono interrotte o significativamente compromesse dalla mancata ristrutturazione degli spazi o dall'impossibilità della fruizione degli stessi. Inoltre all'interno della casa circondariale, nonostante una capienza regolamentare di 169 detenuti, sono ospitati mediamente più di 260 reclusi, tra i quali moltissimi stranieri, diversi tossicodipendenti e numerosi con problemi psichici. L'età media degli operatori è molto alta e scarseggiano le figure degli educatori, degli assistenti sociali, degli infermieri e degli psicologi. I dipendenti tutt'ora operanti devono sopportare turni massacranti, anche di 12 ore consecutive, in condizioni di notevole stress psicofisico che finisce per determinare l'aumento della percentuale di assenza degli operatori stessi dal servizio”

Non è la prima volta che il presidente Belisario si occupa della situazione carceraria lucana. “In precedenti atti di sindacato ispettivo ho ricordato ad esempio che tutte il personale addetto alla vigilanza ed osservazione delle sezioni detentive subisce un sovraccarico di lavoro dovuto al sovraffollamento crescente di detenuti, svolgendo quotidianamente tripli incarichi, tanto da non riuscire addirittura a consumare il pasto per l'impossibilità di darsi il cambio. Gli ispettori sono costretti a sopperire alle emergenze, diventate, di fatto, quotidianità; gli impiegati svolgono incarichi operativi al posto degli agenti di polizia. Il personale femminile non può garantire, a causa dell'esiguità delle operatrici, la gestione dell'unico reparto femminile presente a livello regionale. Causa maternità, aspettativa o altro, risultano infatti in servizio solo 7 operatrici su 14. Di queste, solo 4 possono espletare servizio notturno, obbligando gli agenti maschi ad espletare il loro lavoro in reparti per detenuti di sesso diverso”.

Insomma, “il livello del degrado raggiunto all'interno della casa circondariale di Potenza offende la dignità umana e la mancanza di spazi adeguati determina condizioni di inciviltà della detenzione. Le incredibili carenze denunciate comportano il mancato rispetto delle norme riguardanti le misure detentive e, più in generale, anche quelle sulla sicurezza sul lavoro rappresentando la negazione dei più elementari diritti del personale previsti dalle vigenti normative in materia e dai contratti. Il lavoro straordinario sarebbe di fatto imposto agli agenti penitenziari contro la loro volontà, in palese violazione dell'articolo 36 della Costituzione oltre che delle leggi in materia di lavoro pubblico”.

Belisario chiede al ministro Alfano “come ed in quali tempi intenda riportare la legalità all'interno della casa circondariale di Potenza e se le innumerevoli questioni evidenziate quali sovraffollamento, carenza di personale addetto alla sorveglianza, fatiscenza delle strutture. non siano pregiudizievoli del livello di sicurezza della struttura stessa”.

venerdì 17 dicembre 2010

Rita Bernardini interroga Alfano sulle carenze di agenti,educatori,psicologi,medici del carcere di Mammagialla! carcere,governo,detenuti,giustizia,rita bernardini,angelino alfano

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI.

 - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.

- Per sapere

- premesso che:


il 5 dicembre 2010, la prima firmataria del presente atto è andata a visitare il carcere Mammagialla di Viterbo accompagnata dal presidente di Casa Pound Italia, Gianluca Iannone e da Enrico Salvatori, militante di Radicali italiani;

nel corso della visita ispettiva la delegazione è stata accompagnata dall'ispettore di polizia penitenziaria Taranta;

i ristretti presenti nel carcere di Viterbo sono 750 ai quali si aggiungono due semiliberi; altri 5 internati sono in licenza sperimentale e il loro rientro nella struttura è previsto a giorni;

226 detenuti sono affetti da patologie di tipo psichiatrico, i tossicodipendenti sono 230; gli affetti da malattie infettive sono 110, di cui 9 casi di Hiv, 77 di epatite C e 24 Epatite B;

la carenza di personale è a dir poco preoccupante: nella casa circondariale operano 150 agenti di polizia penitenziaria in meno rispetto a quanto previsto dalla pianta organica, tutti «costretti» allo straordinario obbligatorio quotidiano nonostante il loro sia considerato un lavoro usurante. Tutto questo naturalmente si ripercuote sulle attività carcerarie anche per motivi di sicurezza, tanto che nel carcere non si fanno attività trattamentali, che invece sono fondamentali per il reinserimento del condannato;

l'istituto di pena «Mammagialla» ospita diverse tipologie di detenuti: tra i 750 reclusi ci sono detenuti con il 41-bis, detenuti in regime di massima sicurezza, detenuti con condanna definitiva e circa 50 ergastolani, e per chi organizza la sicurezza interna del carcere è difficile mantenerli separati. Cosi ci si trova nella situazione paradossale che ergastolani «coabitino» nella stessa cella con detenuti comuni o addirittura con reclusi in stato di carcerazione preventiva, con le conseguenze immaginabili in termini di disagio psicologico. Una situazione peraltro contraria alla legge, visto che il codice stabilisce che gli ergastolani debbano scontare la pena in istituti ad hoc, in isolamento notturno e con l'obbligo di lavorare;

il lavoro è un altro punto dolente, solo il 10 per cento dei detenuti infatti lavora, e lo fa a rotazione. Nel carcere inoltre ci sono solo cinque educatori e tre psicologi, un numero evidentemente insufficiente a fare fronte alle esigenze dei detenuti;

anche dal punto di vista sanitario la situazione è complicata, oltre che per le carenze di tipo sanitario in senso stretto, anche per la carenza di medici e infermieri, che potrebbero non essere in grado di affrontare tempestivamente le emergenze che dovessero di volta in volta presentarsi. Il personale presente al momento della visita ispettiva ha ben descritto le criticità del settore: quotidianamente nella casa circondariale vi è un via vai di circa 1.300 persone tra detenuti, agenti, personale amministrativo, parenti dei detenuti, avvocati, magistrati, volontari, ed altro). Al mattino sono in attività sempre 2 ambulatori medici per le visite di routine, con una media di circa settanta visite. Attualmente, il modello organizzativo in atto dopo anni di funzionamento, sembra quello più funzionale e comunque necessita sicuramente di essere migliorato e integrato con risorse di personale. Il numero delle ore dei medici e infermieri a disposizione per l'area sanitaria si è ridotto progressivamente negli anni;

il responsabile dell'area sanitaria del carcere ha recentemente prodotto una dettagliata relazione che non solo espone le criticità dell'istituto, ma prospetta concrete soluzioni organizzative che non possono prescindere, evidentemente, dal reperimento delle necessarie risorse;

d'altra parte, lo svolgimento degli interventi sanitari deve confrontarsi anche con le carenze del personale di polizia penitenziaria. Per quanto concerne il rapporto di collaborazione con l'amministrazione penitenziaria, ai fini di un adeguato funzionamento della complessa organizzazione sanitaria dell'istituto, i sanitari ritengono indispensabile che il nucleo di polizia penitenziaria per la vigilanza dell'infermeria centrale e degli ambulatori periferici possa contare su un organico fisso non inferiore alle 7 unità (rispetto agli attuali 4 operatori messi in campo dalla direzione). Il potenziamento del settore, fra l'altro, consentirebbe di poter allargare la fascia pomeridiana di accesso di alcuni specialisti considerato che al momento non possono essere svolte prestazioni specialistiche oltre le 17,30. Vi sono delle giornate dove è possibile che nessun agente sia disponibile per l'area sanitaria e quindi con tutta una serie di conseguenze facilmente immaginabili;

il problema più grave resta però il sovraffollamento, dimostrato dal fatto che anche nelle piccole celle da un posto sono sistemati due detenuti con letto a castello, e che venga utilizzato per i detenuti comuni anche un reparto come quello dell'isolamento, che per legge dovrebbe avere finalità completamente diverse. Una condizione cosi drammatica che può accadere, come è appunto successo due sere fa, che sei persone arrestate siano state costrette a dormire per terra nel corridoio perché il carcere registrava il «tutto esaurito». Note positive sono il buon rapporto tra gli agenti penitenziari e i detenuti, la pulizia del carcere e la professionalità, nonostante le carenze di organico, del personale sanitario;

nel carcere di Viterbo si trova ristretto anche P.C. avvocato romano, indagato nell'ambito dell'inchiesta della procura della Repubblica di Roma sulle così dette «frodi carosello» e sui successivi fatti di riciclaggio. L'avvocato P.C. - dopo essersi costituito nell'ufficio del titolare delle indagini il 2 marzo 2010 - è rimasto in isolamento per 24 giorni nel carcere di Regina Coeli, poi trasferito presso la casa di reclusione di Opera, ed ora è stato allocato nel reparto di «alta sorveglianza» del carcere Mammagialla di Viterbo. Alla prima firmataria del presente atto lo stesso ha dichiarato: «Le mie condizioni di salute, già precarie all'atto dello ingresso nell'istituto penitenziario, peggiorano di giorno in giorno. Soffro di ipertensione grave, problemi cardiaci, problemi alla vista, rene policistico, problemi alla prostata, pressione alta. Ciò che mi preoccupa è soprattutto se dovessi trovarmi in situazione di emergenza, vista la carenza di personale». L'avvocato P.C., inoltre, ha un figlio piccolo con la compagna brasiliana, che è costretta a viaggiare in continuazione per effettuare i colloqui;

nell'istituto di pena in questione è recluso anche S. G. sessantenne, diabetico e claustrofobico, detenuto nel reparto alta sorveglianza, il quale due mesi fa ha fatto richiesta di trasferimento al dipartimento dell'amministrazione penitenziaria al fine di scontare la pena vicino alla famiglia e, quindi, presso la casa circondariale di Nola;

A.C. un detenuto definitivo che finirà di scontare la pena nel 2015. Recluso nel reparto D2 detenuti comuni, ha fatto diverse richieste al dipartimento dell'amministrazione Penitenziaria senza ottenere alcuna risposta. Chiede di essere trasferito a Milano, vicino alla famiglia; a Milano vivono infatti la moglie, la madre malata e la figlia piccola che, scontando la pena a Viterbo, non può mai vedere;

il trattamento penitenziario deve essere realizzato secondo modalità tali da garantire a ciascun detenuto il diritto inviolabile al rispetto della propria dignità, sancito dagli articoli 2 e 3 della Costituzione; dagli articoli 1 e 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 2000; dagli articoli 7 e 10 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1977; dall'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali del 1950; dagli articoli 1 e 5 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948; nonché dagli articoli 1, 2 e 3 della raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa del 12 febbraio 1987, recante «Regole minime per il trattamento dei detenuti» e dall'articolo 1 della raccomandazione (2006) del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa dell'11 gennaio 2006, sulle norme penitenziarie in ambito europeo; tale garanzia è ribadita dall'articolo 1, commi primo e sesto, della legge 26 luglio 1975, n. 354, che prescrive che «il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona», dovendo altresì essere attuato «secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti»;

l'articolo 15, primo comma, della legge 26 luglio 1975, n. 354, prescrive che «il trattamento del condannato e dell'internato è svolto avvalendosi principalmente dell'istruzione, del lavoro, della religione, delle attività culturali, ricreative e sportive e agevolando opportuni contatti con il mondo esterno ed i rapporti con la famiglia»;

gli articoli da 5 a 12 della legge 26 luglio 1975, n. 354, dettano una rigorosa disciplina in ordine ai requisiti strutturali minimi degli istituti di pena, prescrivendo che le carceri siano realizzate in modo tale «da accogliere un numero non elevato di detenuti o internati»; che «i locali nei quali si svolge la vita dei detenuti e degli internati devono essere di ampiezza sufficiente»; analoga disciplina prevedono gli articoli da 8 a 13 della raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 12 febbraio 1987, recante «Regole minime per il trattamento dei detenuti» e gli articoli da 17.1 a 18.10 della raccomandazione (2006) del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 1o gennaio 2006 sulle norme penitenziarie in ambito europeo;

le condizioni di sovraffollamento in cui versa la casa circondariale di Viterbo, l'inadeguatezza delle strutture, la carenza di personale e la scarsa assistenza sanitaria sono già stati oggetto di due separati atti di sindacato ispettivo (n. 4-06612 e 4-03782) depositati in questa legislatura dalla prima firmataria del presente atto e rimasti senza risposta -:

se il Ministro della giustizia sia a conoscenza delle gravi condizioni di disagio che caratterizzano la vita penitenziaria nella casa circondariale di Viterbo;

se, negli ambiti di rispettiva competenza, ritengano opportuno effettuare delle ispezioni all'interno del carcere Mammagialla;

quali urgenti iniziative si intendano assumere al fine di far rientrare l'istituto di pena laziale nella dimensione regolamentare dei posti previsti;

quali provvedimenti di competenza ritengano opportuno adottare, negli ambiti di rispettiva competenza, al fine di garantire il rispetto del terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione e di migliorare le condizioni della vita penitenziaria nel carcere di Viterbo, cosi da garantire il pieno rispetto dei diritti alla dignità, alla salute ed allo studio dei detenuti;

senon si intenda urgentemente rivedere il numero degli agenti di polizia penitenziaria attualmente assegnato presso il predetto istituto di pena posto che lo stesso risulta attualmente gravemente sottodimensionato;

se non si intenda assumere ogni iniziativa di competenza per aumentare il numero degli educatori, degli psicologi e degli assistenti sociali in servizio presso il predetto istituto di pena, in modo da rendere lo stesso adeguato al numero delle persone recluse;

se ed in che modo si intendano potenziare, all'interno della struttura penitenziaria in questione, le attività di orientamento e formazione al lavoro e di ricerca di posti di lavoro da offrire ai detenuti, in particolar modo per quelli che hanno quasi finito di scontare la pena;

cosa si intenda fare, per quanto di competenza, per garantire il diritto alla salute dei detenuti reclusi nel carcere Mammagialla di Viterbo, anche per tutto ciò che concerne il ripristino di un'adeguata assistenza psicologica e psichiatrica;

per quali motivi i detenuti A.C. e S.G., nonostante le istanze rivolte al dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, non siano ancora stati trasferiti presso un istituto di pena prossimo al luogo di residenza dei loro familiari;

quali iniziative si intendano adottare, per quanto di competenza, al fine di garantire al detenuto P.C. il rispetto del suo inalienabile diritto alla salute e per quali motivi lo stesso si trovi ristretto all'interno del reparto alta sorveglianza;

per quali motivi nel carcere di Viterbo vi siano ergastolani che - contrariamente al dettato normativo e regolamentare - continuano a condividere le stesse celle con i detenuti comuni.

(4-09943)

martedì 26 ottobre 2010

Interrogazione sulmcarcere di Sulmona:stanziare i fondi necessari al fine di completare l'organico degli operatori, compresi psicologi ed educatori. carcere,governo,detenuti,giustizia,detenuti,politici,angelino alfano

ATTO SENATO


INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01654

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 16

Seduta di annuncio: 440 del 19/10/2010

Firmatari

Primo firmatario: CARLINO GIULIANA

Gruppo: ITALIA DEI VALORI

Data firma: 19/10/2010



Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma

LI GOTTI LUIGI ITALIA DEI VALORI 19/10/2010

LANNUTTI ELIO ITALIA DEI VALORI 19/10/2010

MASCITELLI ALFONSO ITALIA DEI VALORI 19/10/2010





Destinatari

Ministero destinatario:

· MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 19/10/2010

Stato iter:

IN CORSO

Atto Senato



Interrogazione a risposta orale 3-01654

presentata da

GIULIANA CARLINO

martedì 19 ottobre 2010, seduta n.440

CARLINO, LI GOTTI, LANNUTTI, MASCITELLI

- Al Ministro della giustizia

- Premesso che:

il 15 agosto 2010, aderendo ad una iniziativa del partito radicale e della II Commissione permanente (Giustizia) della Camera dei deputati (cosiddetto "Ferragosto in carcere"), numerosi parlamentari di differenti schieramenti politici hanno visitato molte carceri italiane, per una ricognizione delle condizioni all'interno delle 206 strutture presenti in Italia;

il carcere di Sulmona (L'Aquila), l'istituto di pena più grande d'Abruzzo, a fronte di una capienza massima di 272 unità, in realtà ad agosto ospitava 420 reclusi, con una percentuale di sovraffollamento del 54,41 per cento;

all'interno della struttura sono presenti, tra gli altri, 105 detenuti comuni, 150 detenuti in alta sicurezza, 2 internati in regime di cosiddetto "41-bis";

tra i detenuti, 172 sono tossicodipendenti, 92 sono affetti da epatite C, mentre 150 sono affetti da patologie di tipo psichiatrico;

dall'inizio del 2010, secondo dati del sindacato Uil-Pa penitenziari, ci sono stati due suicidi, cinque tentati suicidi, 79 atti di autolesionismo, tre aggressioni ad agenti di custodia e un'aggressione ai danni di un medico deputato alla cura dei detenuti;

gli agenti di Polizia penitenziaria in pianta organica dovrebbero essere 328, ma gli assegnati sono 279, di cui solo 196 realmente in servizio;

il carcere di Sulmona prevede 10 educatori in pianta organica, ma quelli assegnati ed effettivamente in servizio sono 7;

a fronte di un oggettivo sovraffollamento e della presenza di detenuti con effettive esigenze di assistenza è prevista la presenza di un solo psicologo, non in pianta organica ma a parcella;

la mancanza di un numero adeguato di agenti, insieme al sovraffollamento delle carceri, comporta una serie di problemi che vanno dall'impossibilità di usufruire quotidianamente dei servizi igienici al non poter svolgere quelle attività lavorative e di socializzazione che dovrebbero essere centrali ai fini della funzione riabilitativa della detenzione, riducendo frequentemente le attività di recupero in atti di premio;

considerato che:

il Ministro della giustizia, in sede di audizione sulla situazione degli istituti penitenziari presso la II Commissione permanente (Giustizia) della Camera dei deputati, in data 14 ottobre 2008, ha affermato: "l'amministrazione penitenziaria ha, tuttavia, avviato un progetto di recupero e di razionalizzazione delle risorse umane esistenti, attraverso processi di rafforzamento delle motivazioni professionali e lavorative, anche con l'adozione di nuovi modelli di sorveglianza, capaci di valorizzare la flessibilità e la dinamicità del servizio istituzionale ancora oggi caratterizzato da schemi rigidi e statici". Ad oggi, sarebbe necessario conoscere gli esiti di tale progetto di recupero e razionalizzazione delle risorse umane del comparto;

il 2010 si è rivelato l'anno più difficile per le carceri italiane con un aumento del numero dei detenuti elevatissimo a fronte dei posti disponibili e una riduzione dell'organico di personale di qualsiasi livello;

in sede di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed alla protezione civile, approvato in prima lettura dal Senato in data 9 febbraio 2010, il Governo aveva introdotto nel provvedimento d'urgenza una disposizione con la quale si affidava alla società Protezione civile SpA un ruolo importante, per quanto improprio, rispetto alla natura stessa del sistema di protezione civile nazionale, in riferimento all'edilizia penitenziaria. Il Commissario straordinario sarebbe stato infatti autorizzato ad avvalersi della società Protezione civile SpA. per le attività di progettazione, scelta del contraente, direzione lavori e vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali attuati in esecuzione del programma degli interventi di cui all'articolo 44-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14;

in tale contesto il Governo ha annunciato un "piano carceri" di cui non si conosce la esatta e puntuale articolazione, ma che certamente non potrà avere effetti positivi in tempi rapidi, anche con riferimento all'implementazione dell'organico al fine di assicurare la buona gestione del sistema, sia in termini di dignità del lavoro che di dignità della detenzione;

soltanto pochi mesi fa la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia a risarcire con 1.000 euro un detenuto costretto a stare per due mesi e mezzo in una cella sovraffollata. Una pena che, per quanto simbolica, mette in evidenza una terribile realtà. È stato calcolato che ciascun detenuto nelle carceri italiane abbia mediamente a disposizione meno di 3 metri quadrati di spazio, ben al di sotto dei 7 metri stabiliti dal comitato europeo per la prevenzione della tortura. Ciò significa che normalmente una cella deve ospitare tre detenuti ed oggi nei penitenziari italiani ce ne sono, in media, nove in ogni cella. Tale situazione non può ritenersi compatibile con l'articolo 27 della Costituzione, con cui si sancisce che «l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva» e «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato»;

ad oggi non si ha alcuna notizia né di nuove assunzioni di personale, né di costruzione di nuove carceri;

nell'agosto 2010 la Corte dei conti ha reso nota un'indagine sugli interventi pubblici nel settore dell'edilizia penitenziaria tra il 2003 e il 2009, definendo tutto il sistema insufficiente e inefficiente e sottolineando la grave carenza di personale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riferiti in premessa;

se intenda valutare l'opportunità di adottare iniziative urgenti per lo stanziamento dei fondi necessari al fine di completare l'organico degli operatori, compresi psicologi ed educatori, previsti dalla pianta organica attualmente vigente presso il carcere di Sulmona;

se non si ritenga di dover intervenire con il reclutamento di un numero adeguato di agenti di Polizia penitenziaria, e accertando che le autorità competenti provvedano ad incrementare l'organico degli psicologi all'interno del carcere di Sulmona;

se il Ministro in indirizzo, di concerto con gli altri Ministri competenti, abbia previsto, all'interno del suddetto carcere, interventi volti a favorire i percorsi lavorativi e di reinserimento sociale dei detenuti, anche attraverso l'incremento dell'organico del personale educatore in servizio;

se non si intenda immediatamente stanziare fondi per migliorare la vita degli agenti penitenziari e dei detenuti in modo che le carceri in Italia, anche attraverso pene alternative, non siano solo un luogo di espiazione e di dannazione, ma diventino soprattutto un luogo in cui i detenuti, attraverso attività culturali, lavorative e sociali, possano avviare un percorso concreto per essere reinseriti a pieno titolo nella società.

(3-01654)

carcere di Ancona:Sovraffollamento,carenza di agenti, educatori, psicologi e personale sanitario. carcere,govermo,detenuti,angelino alfano,giustizia

Terzo decesso nel carcere di Ancona: si interroga il Ministro Alfano


Ancona

Tre giovani hanno perso la vita nel carcere Dorico dall’inizio dell’anno. Le senatrici Magistrelli, Sbarbati e Amati interrogano il Ministro Alfano e denunciano: “un carcere da terzo mondo”.



Lo scorso 22 ottobre è stato trovato morto, nella sua cella nel carcere di Ancona Montacuto, il ventiduenne Alberto Grande. Si tratta della terza vittima deceduta all'interno dell'istituto di pena anconetano dall'inizio dell'anno. Tre detenuti giovani e non affetti da particolari patologie: a maggio fu ritrovato senza vita sul pavimento della propria cella un giovane marocchino di 27 anni, "morto per cause naturali" secondo il Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria; il 25 settembre un tunisino di 26 anni, si chiamava Ajoub Ghaz, fu ritrovato morto nella sua cella dopo aver apparentemente ingerito un mix letale di farmaci.


Una serie di morti "sospette" - l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, parla di "terza morte misteriosa" nel carcere Dorico - che ha indotto le Senatrici Magistrelli, Amati e Sbarbati a depositare un'interrogazione al Ministro di Grazia e Giustizia Alfano.

Un gesto volontario, secondo gli inquirenti e le autorità carcerarie, anche quello di Alberto Grande, trovato morto pochi giorni fa dal compagno di cella. "La cosa certa al momento - si legge nell'interrogazione - è che sul corpo del giovane non sono stati trovati segni di morte violenta, e che l'autopsia, disposta dalla procura, sembra evidenziare che si tratti di intossicazione da assunzione di un mix letale farmaci o da sostanze stupefacenti". La Procura della Repubblica di Ancona ha avviato un'indagine interna per chiarire l'accaduto, "rimane il fatto - scrivono le Senatrici - che un ragazzo di 22 anni, entrato sano in carcere lo scorso luglio, in carcere è morto".

Vista la drammatica situazione appare dunque necessario, da parte del Ministero, fare chiarezza sulla reale capacità della struttura carceraria di tutelare la salute dei detenuti. "Quello di Ancona - si legge nel documento - si sta rivelando un carcere da terzo mondo per sovraffollamento ove sussiste una situazione veramente critica". Situazione già denunciata dalle firmatarie con Atto n. 4-03243 Pubblicato il 27 maggio 2010 Seduta n. 389.

Sovraffollamento, scarsità di fondi per opere di manutenzione delle strutture e per acquistare beni anche di prima necessità, carenza di personale sia tra gli agenti di Polizia penitenziaria che tra educatori, psicologi, personale sanitario: la situazione appare insostenibile.

Al Ministro si chiede, dunque, di riferire sui tre recenti decessi avvenuti nel Carcere di Ancona e sulle precise cause che li hanno provocati; di comunicare se sia a conoscenza delle problematiche del Carcere di Montacuto di Ancona, relativamente alla difficile situazione sanitaria, della carenza di personale e del suo grave sovraffollamento e di rendere note le iniziative programmate e che il governo intende assumere per risolvere tale complesso di problematiche.


26/10/2010

martedì 19 ottobre 2010

Nuova interrogazione sulla carenza di educatori,psicologi e agenti del carcere di Sulmona. carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano,politici,

Interrogazione


CARLINO, LI GOTTI, LANNUTTI, MASCITELLI


- Al Ministro della giustizia


- Premesso che:



il 15 agosto 2010, aderendo ad una iniziativa del partito radicale e della II Commissione permanente (Giustizia) della Camera dei deputati (cosiddetto "Ferragosto in carcere"), numerosi parlamentari di differenti schieramenti politici hanno visitato molte carceri italiane, per una ricognizione delle condizioni all'interno delle 206 strutture presenti in Italia;

il carcere di Sulmona (L'Aquila), l'istituto di pena più grande d'Abruzzo, a fronte di una capienza massima di 272 unità, in realtà ad agosto ospitava 420 reclusi, con una percentuale di sovraffollamento del 54,41 per cento;

all'interno della struttura sono presenti, tra gli altri, 105 detenuti comuni, 150 detenuti in alta sicurezza, 2 internati in regime di cosiddetto "41-bis";

tra i detenuti, 172 sono tossicodipendenti, 92 sono affetti da epatite C, mentre 150 sono affetti da patologie di tipo psichiatrico;

dall'inizio del 2010, secondo dati del sindacato Uil-Pa penitenziari, ci sono stati due suicidi, cinque tentati suicidi, 79 atti di autolesionismo, tre aggressioni ad agenti di custodia e un'aggressione ai danni di un medico deputato alla cura dei detenuti;

gli agenti di Polizia penitenziaria in pianta organica dovrebbero essere 328, ma gli assegnati sono 279, di cui solo 196 realmente in servizio;

il carcere di Sulmona prevede 10 educatori in pianta organica, ma quelli assegnati ed effettivamente in servizio sono 7;

a fronte di un oggettivo sovraffollamento e della presenza di detenuti con effettive esigenze di assistenza è prevista la presenza di un solo psicologo, non in pianta organica ma a parcella;

la mancanza di un numero adeguato di agenti, insieme al sovraffollamento delle carceri, comporta una serie di problemi che vanno dall'impossibilità di usufruire quotidianamente dei servizi igienici al non poter svolgere quelle attività lavorative e di socializzazione che dovrebbero essere centrali ai fini della funzione riabilitativa della detenzione, riducendo frequentemente le attività di recupero in atti di premio;

considerato che:

il Ministro della giustizia, in sede di audizione sulla situazione degli istituti penitenziari presso la II Commissione permanente (Giustizia) della Camera dei deputati, in data 14 ottobre 2008, ha affermato: "l'amministrazione penitenziaria ha, tuttavia, avviato un progetto di recupero e di razionalizzazione delle risorse umane esistenti, attraverso processi di rafforzamento delle motivazioni professionali e lavorative, anche con l'adozione di nuovi modelli di sorveglianza, capaci di valorizzare la flessibilità e la dinamicità del servizio istituzionale ancora oggi caratterizzato da schemi rigidi e statici". Ad oggi, sarebbe necessario conoscere gli esiti di tale progetto di recupero e razionalizzazione delle risorse umane del comparto;

il 2010 si è rivelato l'anno più difficile per le carceri italiane con un aumento del numero dei detenuti elevatissimo a fronte dei posti disponibili e una riduzione dell'organico di personale di qualsiasi livello;

in sede di conversione del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, recante disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania, per l'avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed alla protezione civile, approvato in prima lettura dal Senato in data 9 febbraio 2010, il Governo aveva introdotto nel provvedimento d'urgenza una disposizione con la quale si affidava alla società Protezione civile SpA un ruolo importante, per quanto improprio, rispetto alla natura stessa del sistema di protezione civile nazionale, in riferimento all'edilizia penitenziaria. Il Commissario straordinario sarebbe stato infatti autorizzato ad avvalersi della società Protezione civile SpA. per le attività di progettazione, scelta del contraente, direzione lavori e vigilanza degli interventi strutturali ed infrastrutturali attuati in esecuzione del programma degli interventi di cui all'articolo 44-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14;

in tale contesto il Governo ha annunciato un "piano carceri" di cui non si conosce la esatta e puntuale articolazione, ma che certamente non potrà avere effetti positivi in tempi rapidi, anche con riferimento all'implementazione dell'organico al fine di assicurare la buona gestione del sistema, sia in termini di dignità del lavoro che di dignità della detenzione;

soltanto pochi mesi fa la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia a risarcire con 1.000 euro un detenuto costretto a stare per due mesi e mezzo in una cella sovraffollata. Una pena che, per quanto simbolica, mette in evidenza una terribile realtà. È stato calcolato che ciascun detenuto nelle carceri italiane abbia mediamente a disposizione meno di 3 metri quadrati di spazio, ben al di sotto dei 7 metri stabiliti dal comitato europeo per la prevenzione della tortura. Ciò significa che normalmente una cella deve ospitare tre detenuti ed oggi nei penitenziari italiani ce ne sono, in media, nove in ogni cella. Tale situazione non può ritenersi compatibile con l'articolo 27 della Costituzione, con cui si sancisce che «l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva» e «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato»;

ad oggi non si ha alcuna notizia né di nuove assunzioni di personale, né di costruzione di nuove carceri;

nell'agosto 2010 la Corte dei conti ha reso nota un'indagine sugli interventi pubblici nel settore dell'edilizia penitenziaria tra il 2003 e il 2009, definendo tutto il sistema insufficiente e inefficiente e sottolineando la grave carenza di personale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riferiti in premessa;

se intenda valutare l'opportunità di adottare iniziative urgenti per lo stanziamento dei fondi necessari al fine di completare l'organico degli operatori, compresi psicologi ed educatori, previsti dalla pianta organica attualmente vigente presso il carcere di Sulmona;

se non si ritenga di dover intervenire con il reclutamento di un numero adeguato di agenti di Polizia penitenziaria, e accertando che le autorità competenti provvedano ad incrementare l'organico degli psicologi all'interno del carcere di Sulmona;

se il Ministro in indirizzo, di concerto con gli altri Ministri competenti, abbia previsto, all'interno del suddetto carcere, interventi volti a favorire i percorsi lavorativi e di reinserimento sociale dei detenuti, anche attraverso l'incremento dell'organico del personale educatore in servizio;

se non si intenda immediatamente stanziare fondi per migliorare la vita degli agenti penitenziari e dei detenuti in modo che le carceri in Italia, anche attraverso pene alternative, non siano solo un luogo di espiazione e di dannazione, ma diventino soprattutto un luogo in cui i detenuti, attraverso attività culturali, lavorative e sociali, possano avviare un percorso concreto per essere reinseriti a pieno titolo nella società.


(3-01654)

venerdì 1 ottobre 2010

BORGHESI;IDV,interroga Alfano sull'assunzione dei 44 educatori idonei concorso Dap. carcere,governo,detenuti,giustizia,politici,dap,angelino alfano,costituzione

Seduta n. 376 del 30/9/2010


...

GIUSTIZIA

Interrogazione a risposta orale:

BORGHESI.

- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:

il comitato vincitori idonei del concorso per educatori penitenziari, intende segnalare una gravissima vicenda che sta avendo luogo proprio in questo delicatissimo momento in cui le nostre carceri si trovano in pieno stato emergenziale;

esiste una graduatoria, ancora vigente, relativa ad concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16 aprile 2004, indetto con PDG 21 novembre 2003;

dopo ben quattro anni di procedura concorsuale, il 15 dicembre 2008 nel bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 23, veniva pubblicata la graduatoria ufficiale definitiva del suddetto concorso. Solo nel bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 12 del 30 giugno 2009 veniva avviata la procedura di assunzione soltanto dei primi 86 vincitori del suddetto concorso a cui seguirono altre 16 vincitori, come da bollettino ufficiale n. 16 del 31 agosto 2009;

infine, il 12 aprile del 2010 è avvenuta l'assunzione dell'ultima tranche rimanente, ovvero dei restanti 295 vincitori. In tale data, con qualche aggiunta successiva, sono emerse ben 44 rinunce tra i vincitori che immediatamente avrebbero potuto essere coperte tramite scorrimento della vigente graduatoria, ma in data 24 maggio 2010, tramite comunicazione scritta, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria invitava gli idonei utilmente collocati, a redigere in ordine di preferenza, un fax contenente le sedi rimaste vacanti dalle rinunce;

da quel momento non si hanno più notizie circa l'assunzione di questi 44;

presso l'ufficio concorsi del DAP, le sedi rimaste vacanti dalle rinunce del 12 aprile sono già state assegnate ai 44 idonei anzidetti e i decreti di assunzione di questi ultimi non possono essere emessi in quanto si attende la firma del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la riduzione delle piante organiche presso la funzione pubblica, come previsto dalle recenti leggi;

infatti, l'assunzione dei 44 educatori idonei, adesso divenuti a pieno titolo vincitori di concorso, è praticamente a costo zero, in quanto subentrano per rinuncia, e quindi praticamente già precedentemente autorizzata (con le assunzioni del 12 aprile 2010);

inoltre, si segnala anche che la graduatoria cesserà di avere validità proprio nel 2011 -:

come il Ministro intenda intervenire affinché venga immediatamente firmato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri al fine di procedere con il completamento dell'assunzione dei 44 idonei suddetti.

(3-01257)

giovedì 30 settembre 2010

Di Stanislao:interrogazione alla presidenza consiglio dei ministri e ad Alfano sull'assunzione dei 45 educatori idonei del concorso. carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano,politici,dap,penitenziari

ATTI DI CONTROLLO


PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Interrogazioni a risposta scritta:


DI STANISLAO.

- Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:


esiste una graduatoria, ancora vigente, relativa ad concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di educatore, Area C, posizione economica C1, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16 aprile 2004, indetto con PDG 21 novembre 2003. Dopo ben quattro anni di procedura concorsuale, il 15 dicembre 2008 nel bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 23, viene pubblicata la graduatoria ufficiale definitiva del suddetto concorso. Solo nel bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 12 del 30 giugno 2009 viene avviata la procedura di assunzione soltanto dei primi 86 vincitori del suddetto concorso a cui seguirono altre 16 vincitori, come da bollettino ufficiale n. 16 del 31 agosto 2009. Infine, il 12 aprile del 2010 è avvenuta l'assunzione dell'ultima tranche rimanente, ovvero dei restanti 295 vincitori;

in tale data, con qualche aggiunta successiva, sono emerse ben 45 rinunce tra i vincitori che immediatamente avrebbero potuto essere coperte tramite scorrimento della vigente graduatoria ed in data 24 maggio 2010, tramite comunicazione scritta, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) ha invitato gli idonei utilmente collocati, a redigere in ordine di preferenza, un fax contenente le sedi rimaste vacanti dalle rinunce. Da quel momento non si hanno più notizie circa l'assunzione di questi 45 idonei per la quale gli uffici competenti del DAP non hanno nessuna risposta in merito ai tempi di assunzione;

risulta che presso l'ufficio concorsi del DAP, le sedi rimaste vacanti dalle rinunce del 12 aprile 2010 sono già state assegnate ai 45 educatori anzidetti e che i decreti di assunzione di questi ultimi non possono essere emessi in quanto si attende il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la riduzione delle piante organiche, come previsto dalle recenti leggi;

per l'assunzione dei 45 educatori non deve essere stanziato neanche un euro in più rispetto a quanto già fatto in occasione dell'assunzione dei 295 vincitori suddetti, dato che questi 45 educatori idonei subentrano per rinuncia e quindi praticamente facenti parte di un provvedimento già precedentemente autorizzato (con le assunzioni del 12 aprile 2010);

si segnala anche che non assumendo questi 45 educatori entro il 2010, gli stanziamenti economici anzidetti verranno persi e che la graduatoria cesserà di avere validità proprio nel 2011;

la sezione di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato in adunanza

congiunta dei collegi I e II del 13 luglio 2010 della Corte dei Conti con deliberazione 19/2010/G dichiara che «tale accelerazione nella realizzazione di nuove strutture penitenziarie non possa andare disgiunta da altre misure necessarie per il loro funzionamento, che attengono alla sfera del personale addetto, se è vero quanto sostenuto da parte sindacale circa la grave carenza del personale stesso»; nelle considerazioni conclusive, nel descrivere gli incombenti alla lettera b) richiede testualmente che venga eseguito «accertamento della consistenza numerica del personale effettivamente addetto e della sua inadeguatezza in rapporto al numero dei detenuti»;

l'elevatissimo numero di detenuti non ha un corrispondente aumento del numero degli educatori, cosicché il rapporto detenuti/educatori risulta sempre più alto, come emerso da uno studio condotto da Carcere Possibile Onlus, secondo cui, ad oggi il rapporto educatore/detenuto è di circa 1 a 1000;

questa ormai insostenibile e inaccettabile discrasia comporta che ad ogni educatore spetta l'osservazione di un numero di reclusi troppo elevato con la conseguenza di poter dedicare una quantità di tempo ed attenzione via via inferiore ad ognuno di essi;

il risultato è che non sempre è possibile per il personale portare a termine le relazioni osservative che costituiscono parte integrante del percorso carcerario dei singoli individui e che sono necessarie per potere inoltrare istanze di affidamento o richieste di detenzione domiciliare -:

se non si intenda fornire informazioni in merito allo stato del procedimento per l'emanazione del sopraccitato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri;

se il Governo non intenda assumere iniziative per rimuovere il blocco delle assunzioni e la ulteriore riduzione del 10 per cento delle piante organiche del comparto civile del DAP, come invece previsto dal decreto-legge n. 194 del 2009.

(4-08811)

Boffa interroga il ministro Alfano sull'assunzione dei 45 educatori idonei del concorso,occorre intervenire subito! carcere,governo,detenuti,giustizia,angelino alfano,politici,costituzione

Interrogazioni a risposta scritta:


BOFFA.

- Al Ministro della giustizia.

- Per sapere

- premesso che:

sono 60.067 i detenuti attualmente presenti nelle carceri italiane a fronte di una capacità regolamentare che non potrebbe oltrepassare la soglia dei 44.569 posti. Problema al quale si sommano la carenza di personale di polizia penitenziaria, all'appello mancano oltre 6.000 unità, e la non adeguata presenza, in termini numerici, di professionalità mediche specializzate nel sostenere i reclusi nel loro percorso di detenzione anche al fine di scongiurare atti gravi di autoviolenza;

tale situazione di sovraffollamento determina, evidentemente, conseguenze negative sulle condizioni di vita dei detenuti all'interno degli istituti di pena e sollecita interventi e misure affinché si possa dare piena attuazione al principio del rispetto delle condizioni umane dei reclusi, così come sancito nella Costituzione;

anche in previsione dell'annunciata costruzione di nuovi istituti di pena appare sempre più necessario procedere con l'incremento, oltre che degli agenti penitenziari, del numero degli operatori pedagogici e delle professionalità mediche idonee a garantire in ogni carcere, così come previsto dalla Carta costituzionale, l'attuazione del percorso di rieducazione del detenuto;

il 16 aprile 2004 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 un concorso a esami, per 397 posti, inerente il profilo professionale di educatore, area C, posizione economica C1;

il 15 dicembre 2008 nel bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 23, viene pubblicata la graduatoria ufficiale definitiva del suddetto concorso;

col bollettino ufficiale del Ministero della giustizia n. 12 del 30 giugno 2009 veniva avviata la procedura di assunzione soltanto dei primi 86 vincitori del suddetto concorso a cui sono seguiti altri 16 vincitori, come da bollettino ufficiale n. 16 del 31 agosto 2009;

il 12 aprile del 2010 vengono assunti anche i restanti 295 vincitori del concorso;

sono emerse ben 44 rinunce tra i vincitori che immediatamente avrebbero potuto essere coperte tramite scorrimento della vigente graduatoria;

in data 24 maggio 2010, tramite comunicazione scritta, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria invita gli idonei utilmente collocati, a redigere in ordine di preferenza, un fax contenente le sedi rimaste vacanti dalle rinunce;

ad oggi, non si sono avute comunicazioni circa l'assunzione dei 44 idonei -:

se non ritenga il Ministro di intervenire in tempi brevi affinché si possa procedere celermente al completamento delle assunzioni dei 44 idonei suddetti, per i quali, è doveroso sottolinearlo, non c'è necessità di stanziare risorse aggiuntive rispetto a quanto già fatto in occasione dell'assunzione dei 295 vincitori suddetti, dato che i 44 educatori idonei subentrano per rinuncia.

(4-08810)

martedì 21 settembre 2010

Fleres interroga il ministro Alfano sull'assunzione dei 45 educatori in attesa di firma della funzione pubb lica,il ministro rispondera'? carcere,governo,detenuti,politici,giustizia,angelino alfano

FLERES



- Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione

- Premesso che:

il 16 aprile 2004 è stato bandito un concorso pubblico per esami per la copertura di 397 posti nel profilo professionale di educatore penitenziario;

la graduatoria ufficiale e definitiva del predetto concorso è stata pubblicata nel dicembre 2008;

tra giugno e agosto 2009 sono stati assunti i primi 102 vincitori, mentre i restanti 295 vincitori sono stati assunti nel mese di aprile 2010;

considerato che a quanto consta all'interrogante:

45 vincitori avrebbero rinunciato all'assunzione;

il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) avrebbe già provveduto a colmare la vacanza dei predetti 45 posti attraverso lo scorrimento della graduatoria dei candidati risultati idonei al concorso stesso;

i decreti di assunzione sarebbero già stati predisposti ma sarebbero in attesa di essere autorizzati da un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione;

considerato, inoltre, che:

l'assunzione dei 45 idonei non comporterebbe alcun aggravio sul bilancio dello Stato;

la graduatoria degli idonei cesserà di avere validità nel 2011;

l'interrogante il 5 maggio 2010 ha presentato un atto di sindacato ispettivo (4-03108), ad oggi ancora senza risposta, per sapere, tra l'altro, se poteva essere prorogato il periodo di validità della graduatoria degli idonei,

si chiede di sapere se risulti quanto sopra riportato e, in caso affermativo, se e quali iniziative il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro in indirizzo intendano porre in essere al fine di accelerare le procedure di assunzione dei 45 idonei per dare copertura ai posti di educatore rimasti ancora vacanti.