sabato 27 settembre 2008

QUESTION TIME: ATTO CAMERA,INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00358

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 53 del 23/09/2008
Firmatari
Primo firmatario: RAO ROBERTO
Gruppo: UNIONE DI CENTRO
Data firma: 23/09/2008 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
VIETTI MICHELE GIUSEPPE UNIONE DI CENTRO 23/09/2008

Commissione assegnataria
Commissione: II COMMISSIONE (GIUSTIZIA)
Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 23/09/2008

Stato iter: IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-00358
presentata da
ROBERTO RAO
martedì 23 settembre 2008, seduta n.053

RAO e VIETTI. - Al Ministro della giustizia.- Per sapere - premesso che:

gli educatori penitenziari ricoprono ruoli e funzioni fondamentali all'interno delle carceri che discendono direttamente dal dettato costituzionale dell'articolo 27;

a fronte di 56mila persone detenute nelle carceri italiane si contano in tutto solo 660 educatori e tale dato numerico va confrontato con l'ultima pianta organica, reperibile presso il Ministero della Giustizia, che, nel 2007, quando ancora la situazione delle nostre carceri non era così drammatica, ne prevedeva già più di 1300;

il rapporto numerico fra educatori e detenuti testimonia in modo incontestabile l'impossibilità dello svolgimento della fondamentale funzione rieducativa disattendendo, come già detto, il dettato costituzionale;

nell'anno 2003 venne bandito il concorso pubblico per esami a 397 posti per Educatori, profilo professionale C1, presso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, conclusosi con l'espletamento della prova orale il 13 giugno 2008;

alla luce di tale ritardo gli interessati nutrono, pertanto, serie preoccupazioni in merito ai tempi di pubblicazione della graduatoria, nonché delle conseguenti assunzioni;

la rieducazione ed il reinserimento sociale delle persone detenute (principio a cui palesemente è ispirato il nostro sistema di esecuzione penale) non è attuabile concretamente senza un adeguato e dedicato stanziamento di fondi -:

se non ritenga di prevedere le risorse necessarie che consentano l'assunzione immediata dei vincitori del suddetto concorso, e degli idonei dello stesso, in numero adeguato alle effettive carenze del personale educativo nelle carceri italiane. (5-00358)








venerdì 26 settembre 2008

Audizione dei ragazzi vincitori/idonei del concorso educatori Dap

Fra poco compilero' l'elenco che mandero' per e mail all'On. allo scopo di effettuare l'accredito, altrimenti non sara' possibile entrare.

Provvedero' entro Lunedi a mandare i dati per l'accredito...chi non l'abbia ancora fatto mi mandi e mail..appena torno' inseriro' tutto io.

Sempre per chi non l'abbia ancora fatto, mandate una ulteriore e mail di conferma anche della data spostata e rettificata dal 30 settembre al 1 ottobre 2008,data dell'audizione
A stasera.

e mail: venusina_75@hotmail.com

giovedì 25 settembre 2008

Giustizia, Bernardini e Rossodivita: l'obbligatorietà dell'azione penale è morta, ora si passi ad una riforma che indichi regole e responsabilità

In anteprima i dati della Direzione Generale di statistica del Ministero della Giustizia.

Roma, 24 settembre 2008

• Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale eletta nel PD e membro della Commissione Giustizia della Camera e dell'Avv. Giuseppe Rossodivita, Presidente del Comitato Radicale per la Giustizia P. Calamandrei

Grazie a Radio Carcere, che li ha ottenuti dal Ministero della Giustizia, siamo in grado di anticipare alcuni dati del Ministero della Giustizia che possono sorprendere solamente chi non ha voluto vedere cosa accade da anni in Italia in materia di obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale.
Nel 2007 su 144.047 (dati non definitivi) declaratorie di prescrizioni ben 116.207 (di cui solo 3.437 per procedimenti pendenti contro ignoti) sono stati definiti in fase di indagini preliminari con una richiesta di archiviazione, dunque senza alcun esercizio dell'azione penale da parte dei Pubblici Ministeri, pur in presenza di notizie di reato non infondate.
Solamente 27.840 le prescrizioni pronunziate nella fase dell'udienza preliminare e nel corso dei primi due gradi di giudizio di merito.
130.684 i decreti di archiviazione per prescrizione nell'anno 2002, 171.024 i decreti di archiviazione per prescrizione nel 2003, 178.265 nel 2004, 139.634 nel 2005, 65.574 nel primo semestre del 2006.
Come si vede si tratta di dati costanti, che non hanno risentito della nuova normativa sulle prescrizioni introdotta solo nel 2005 dalla cd. Legge ex Cirielli e che tolgono qualsiasi argomentazione a coloro che sostengono che le prescrizioni maturano per le "troppe garanzie difensive" o per gli atteggiamenti dilatori ed ostruzionistici dei "difensori".
Si tratta, infatti, di prescrizioni maturate sui tavoli e gli scaffali degli Uffici dei Pubblici Ministeri per le quali non è stata esercitata l'azione penale, per notizie di reato evidentemente non infondate, in una fase in cui le attività defensionali sono praticamente pari a 0 ed allo allo "0" statistico.
Si tratta, di oltre 865.000 potenziali crimini che in sei anni i Pubblici Ministeri, ciascuno nel chiuso della propria stanza, hanno scelto, volenti o nolenti, di non perseguire, scegliendo, volenti o nolenti, di perseguirne altri, magari spendendo molti quattrini della collettività e magari poi trovando molte assoluzioni nel merito lungo la strada.
Si tratta di scelte di cui non si conoscono criteri, termini, motivazioni, si tratta di scelte connaturate dall'assenza di qualsiasi principio di responsabilità.
Potenzialmente 865.000 cittadini vittime di reati non hanno trovato giustizia, e 865.000 rei sono stati privilegiati rispetto ad altri non essendo di fatto tutti uguali davanti alla legge.
Per chi non se ne fosse ancora accorto questi dati dimostrano che l'obbligatorietà dell'azione penale è morta da tempo, solamente chi vuol conservare questo sistema di scelte e di non responsabilità può continuare a difendere un principio che nei fatti non esiste più.
Ribadiamo a tutti l'invito per il Convegno Internazionale che si terrà il 29 e 30 settembre, a Roma, Sala delle Colonne, Camera dei Deputati, ove sarà presente anche il Ministro della Giustizia Alfano per discutere di come debba essere radicalmente riformato un sistema privo di qualsiasi senso compiuto nell'Italia del 2008.

mercoledì 24 settembre 2008

Audizione dei ragazzi vincitori/idonei del concorso educatori Dap

Nel mese di Ottobre 2008 a Roma i Democratici convocano i vincitori e gli idonei del concorso per educatori nel Dap in audizione parlamentare a seguito di espressa richiesta da parte del nostro comitato e alla quale parteciperanno anche esponenti sia dell'unione di centro che della maggioranza.
Lo scopo è l'assunzione immediata di tutti i vincitori e idonei dels uindicato concorso bandito nel 2003 e lo stanziamento dei fondi nella Legge finanziaria.E' stata presentata relazione e scheda con escamotage sulla legge finanziaria il cui contenuto sara' reso pubblico solo al termine dell'audizione.
A tal fine chiediamo ai vincitori e agli idonei di partecipare all'audizione facendo prevalere il buon senso e ricordando che ogni singola presenza costituira' una forza in piu' per poter vincere la nostrabattaglia.Per i dettagli conttataci in e mail.

e mail:venusina_75@hotmail.com

Avviso su Question Time al Ministro della Giustizia

Si comunica che il question time fissato in data odierna alle 14.00 presso la II Commissione Giustizia slitta alla prossima settimana.
Attenderemo con ansia.

Oggi,alle ore 14.00 in Commissione Giustizia: Question Time al Ministro della Giustizia

Si terra' in data odierna presso la II Commissione Giustizia della Camera la Question time nei confronti del Ministro della Giustizia.
Ad interrogare il Ministro sara' l'On. Rao, esponente dell'unione di centro, che chiedera' risposte sulle domande contenute nel testo dell'interrogazione riportato nel messaggio precedente.
L'interrogazione a risposta orale e immediata è fissata alle ore 14.00, a seguito della quale potremo' conoscere i primi orientamenti del nostro Ministro della Giustizia sulla nostra vicenda.
Nel pom. i prossimi aggiornamenti.

martedì 23 settembre 2008

Question time al Ministro della Giustizia: l'On. Rao interroga in commissione giustizia il ministro Alfano su vicenda educatori/fondi/assunzioni

Interrogazione a risposta orale

Al Ministero della Giustizia per sapere, premesso che


gli educatori penitenziari ricoprono ruoli e funzioni fondamentali all'interno delle carceri che discendono direttamente dal dettato costituzionale dell’articolo 27;

a fronte di 56mila persone detenute nelle carceri italiane si contano in tutto solo 660 educatori e tale dato numerico va confrontato con l'ultima pianta organica, reperibile presso il Ministero della Giustizia, che, nel 2007, quando ancora la situazione delle nostre carceri non era così drammatica, ne prevedeva già più di 1300;

il rapporto numerico fra educatori e detenuti testimonia in modo incontestabile l'impossibilità dello svolgimento della fondamentale funzione rieducativi, disattendendo, come già detto, il dettato costituzionale;
nell'anno 2003 venne bandito il concorso pubblico per esami a 397 posti per Educatori, profilo professionale C1, presso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, conclusosi con l'espletamento della prova orale il 13 giugno 2008;
alla luce di tale ritardo gli interessati nutrono, pertanto, serie preoccupazioni in merito ai tempi di pubblicazione della graduatoria, nonché delle conseguenti assunzioni;

la rieducazione ed il reinserimento sociale delle persone detenute (principio a cui palesemente è ispirato il nostro sistema di esecuzione penale) non è attuabile concretamente senza un adeguato e dedicato stanziamento di fondi;

se non ritenga di prevedere le risorse necessarie che consentano l’assunzione immediata dei vincitori del suddetto concorso, e degli idonei dello stesso, in numero adeguato alle effettive carenze del personale educativo nelle carceri italiane.

Commissione Giustizia: domani question time al ministro Alfano

Nella seduta della commissione giustizia di domani, il ministro della giustizia Alfano,convocato su richiesta del nostro Comitato sara' interrogato oralmente nella seduta avente ad oggetto una question time sulla nostra vicenda.
Piu' tardi daremo tutti i dettagli sulla question time relativa.

lunedì 22 settembre 2008

Rettifica data audizione a Roma: ad Ottobre anzicche' il 30 Settembre..

Avviso audizione:

Per dare la possibilita' a molti onorevoli interessati ad essere presenti alla nostra audizione abbiamo concordato con l'On. Concia di spostarla ai primi di Ottobre.
Per i dettagli e tutte le precisazioni contattateci in e mail.
Vincitori e idonei fatevi avanti!

E-mail: venusina_75@hotmail.com

I vincitori concorso psicologi Dap: una storia che ha dell’inverosimile.

Salve a tutti ,
sono una delle vincitrici del concorso indetto dal Dipartimento Amministrazione Penitenziaria- Ministero della Giustizia.

Vi racconto con amarezza una storia che ha dell’inverosimile.

Siamo 39 psicologi Vincitori di concorso al Ministero della Giustizia che vedono leso il loro legittimo diritto all’assunzione dal DPCM che prevede il passaggio della medicina penitenziaria alle ASL.

Il concorso è stato indetto dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) con PDG 21/11/2003 e pubblicato nella GU -IV Serie Speciale- del 16 aprile 2004.
Il concorso è stato espletato tra novembre 2004 e aprile 2006 ha previsto tre tipi di prove: preselettive, prove scritte e prove orali. Si sono presentate effettivamente 2500 persone a fronte di 5000 domande circa. E’ stato un concorso lungo e complesso che ha richiesto una profonda e dettagliata preparazione .
Il 15 settembre 2006 è stata pubblicata la graduatoria sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia.
Ad oggi a causa del blocco delle assunzioni non siamo stati assunti. Nello specifico i fondi relativi al DPR della Funzione Pubblica di deroga al blocco delle assunzioni del 2006 sono stati utilizzati per riqualificare 54 interni al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, lo stesso è avvenuto per 273 unità interne (di cui 2 psicologi) nel 2007.
Nessuna assunzione di personale esterno è stata fatta con i fondi relativi alla deroga del blocco delle assunzioni per il 2006 e 2007.
La finanziaria 2007 ha previsto per le nuove assunzioni al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per il 2008 1, 5 milioni di euro, per il 2009 5 milioni di euro, per il 2010 10 milioni di euro.
La nostra assunzione era prevista con uno di questi fondi.
Dopo due anni di attese, alcuni dei 39 psicologi hanno pensato di risolvere legalmente la vicenda della mancata assunzione con ricorso al Tar e/o una diffida legale, sperando di sbloccare la situazione.
Il DAP ha risposto alla diffida con una lettera che comprendeva, fra le altre cose, una serie di giustificazioni alla mancata assunzione quali: blocco delle assunzioni, mancanza di fondi, necessità di dare priorità all’assunzione dei contabili per “gravi carenze di organico nell’Area contabile”, “esigenza di attendere l’evoluzione del quadro normativo avuto riguardo alle disposizioni di cui all’art. 2 comma 283 e seguenti della Legge del 24/12/07 n. 244”, ecc.
Nel frattempo, come è noto l’ex Ministro Scotti e l’ex Ministro Turco hanno redatto, gli ultimi giorni della loro legislatura un DPCM relativo al passaggio della medicina penitenziaria al Sistema Sanitario Nazionale . Questo DPCM è stato varato e firmato il 1/04/08 dall’ex Presidente Prodi pubblicato sulla G.U. n.126 del 30 maggio 2008.

Ed ecco cosa ne è stato di noi:

art.3 (Trasferimento dei rapporti di lavoro) comma 10: “Le Aziende sanitarie locali, previo accordo con il Ministerodella giustizia e nel rispetto della vigente normativa in materia diassunzioni e dei vincoli ivi previsti in materia di contenimentodelle spese di personale, possono avvalersi delle graduatorie deiconcorsi espletati anteriormente alla data del 15 marzo 2008 per ilreclutamento in ruolo di figure professionali oggetto deltrasferimento al Servizio sanitario nazionale.”

Appare evidente, in quest’unico passaggio in cui si fa riferimento ai concorsi esterni, il mancato impegno da parte dei due Ministeri nel garantire l’assunzione ai vincitori.
I vincitori dei concorsi sono considerati alla stregua di idonei.
Si badi bene, inoltre, che la ratio del DPCM è quella di assicurare migliori cure anche relativamente alla salute mentale dei detenuti .

Quindi dopo un’attesa di 2 anni dovuta al blocco delle assunzioni, e alla mancanza di fondi, ora che i soldi sono stati stanziati dalla finanziaria per le assunzioni nel triennio 2008/2010, la nostra posizione non viene comunque chiarita.
Anzi quella che doveva essere la certezza di un’assunzione a tempo indeterminato con la vincita del concorso, nel passaggio della Medicina Penitenziaria al Ministero della Salute, si è trasformata in una possibilità di essere chiamati dalle ASL in base ad un illogico trasferimento del nostro rapporto di lavoro.
Tra l’altro non è chiaro a nessuno né ai funzionari del Ministero della Giustizia , né ai funzionari del Ministero della Salute come si potranno incontrare le esigenze delle ASL che sono locali e regionali con una graduatoria nazionale.
Sarebbe stato più corretto che ognuno di noi fosse inserito in un organico di una ASL e assunto non appena ci fossero state le risorse.

Oltre al danno personale per chi come me ha investito tempo e impegno in questo concorso, svoltosi nell’arco di due anni, è evidente anche lo spreco di denaro pubblico in un concorso che ha visto partecipi più di 5000 persone solo per il profilo di Psicologo C1, se l’esito dello stesso non dovesse essere l’assunzione dei 39 vincitori.

Riteniamo che il passaggio al SSN del personale del Ministero della Giustizia non modifichi, o annulli il nostro diritto a far parte dell’organico del Ministero sancito con la vincita del concorso pubblico, e che quindi della nostra assunzione debba conseguire al Passaggio al Ministero della Salute. Tanto più che gli psicologi assunti al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sono solo 16 a fronte di 99 presenti nella pianta organica del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (di cui noi 39 facciamo parte). Gli altri psicologi che collaborano con il DAP sono tutti consulenti ( più di 400) e in questi anni è stato sempre rinnovato loro il contratto ed è prevista una proroga di 12 mesi per le loro consulenze anche nel DPCM. Nel DPCM è prevista una proroga di 12 mesi altresì per tutti i contratti a termine .
In pratica solo i vincitori di concorso con questo DPCM rimangono senza assunzione ledendo l’art.97 della Costituzione.

Perché il DPCM in oggetto che riprende una legge del 1999 (Decreto legislativo 230/99) va a ledere i diritti di vincitori di concorso che è stato indetto nel 2003?
Se era già presente la legge del 1999 quando è stato indetto il nostro concorso è perché si pensava che gli psicologi vincitori di concorso sarebbero stati inclusi in questo passaggio, o mi sbaglio?
Perché persone che hanno sostenuto un lungo e difficile concorso devono essere parcheggiate in una graduatoria e non inserite a pieno titolo in una pianta organica come erano al DAP?
Perché si parla di trasferimento di personale: noi non veniamo affatto trasferiti in nessuna pianta organica?

Mi sembra che questo sia il risultato di una riforma frettolosa e imprecisa che non tiene conto dei diritti dei lavoratori che meritatamente si sono guadagnati un posto di lavoro e rischiano di perderlo ancor prima di averlo iniziato. Ci sembra assurdo che dopo quattro anni dall’inizio del concorso vengano disilluse tutte le nostre legittime aspettative e che dobbiamo ricorrere alla causa legale, che rimane, forse, la sola strada da percorrere.
Negli ultimi giorni, il Ministero della Giustizia ha ufficializzato tramite una lettera inviata a tutti i vincitori, di non essere più il ministero competente per la nostra assunzione. Il problema è l’ufficio a cui viene dato carico di occuparsi di noi ( Commissione interregionale per la salute) sostiene di non potersi prendere carico di noi, quindi rimaniamo in balia di nessuno.
E adesso??

sabato 20 settembre 2008

A Palermo,presso la sala consiliare del comune L'on Rita Bernardini incontra il comitato dei vincitori/idonei


20 settembre 2008

Oggi, presso la sala consiliare del comune di Palermo, l'On. Rita Bernardini incontra alcuni membri del comitato, fra cui la sottoscritta, dott.ssa/Avv. Anna Fasulo e il Dott.e/Avv. Ranieri Barghigiani.
Nel corso della riunione,il Comitato ha presentato la relazione e, in aggiunta, un progetto dettagliato sugli articoli della Legge Finanziaria in questi giorni in discussione al Parlamento con descrizione e osservazioni giuridiche. Il progetto sara' reso noto a tutti soltanto dopo la sua ulteriore illustrazione in audizione con tutti i membri del pd della commissione giustizia a Roma e con gli esponenti delle forze della maggioranza che decideranno di parteciparvi.
Nel corso della riunione, si è fatto un preventivo sulle somme che dovrebbero essere stanziate per il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e che servirebbero per l'assunzione degli educatori.
La sottoscritta ha precisato altresi' che i fondi preventivati e che servirebbero, appunto, per l'assunzione dei vincitori e idonei del concorso per educatori sono da stanziare, se possibile, in aggiunta alle risorse gia' previste in Legge Finanziaria per il Dap all'art 14, lettera b specificando che, essendoci, oltre agli educatori da assumere, anche i concorsisti nonche' vincitori ed idonei del concorso per collaboratori amministrativi, che attendono da tre anni circa l'assunzione, e del concorso per contabili, tali risorse, qualora fosse approvato lo stanziamento delle ulteriori somme preventivate, potrebbero essere utilizzate per l'assunzione anche degli altri due profili professionali citati.
Ovviamente noi del comitato cercheremo in tutti i modi possibili di portare avanti le esigenze dei concorsisti, prossimi educatori, ma teniamo a sottolineare che qualora si prospetti la possibilita' di tutelare anche gli altri profili professionali coinvolti nelle vicende del Dap (collaboratori e contabili) non avremo alcuna esitazione.
Dopo l'audizione con il pd, che non si terra' piu' il 30 settembre ma in un'altra data del mese di Ottobre, abbiamo prospettato all'On. Bernardini la necessita' di coinvolgere tutta quanta la Commissione Giustizia nonche' il ministro Alfano. A tal fine si è concordato di portare all'ordine del giorno della commissione giustizia la nostra vicenda per dare inizio all'iter previsto, cosi come del resto, per ogni altra questione parlamentare, e che ne attribuisce la ufficilialita'.
Ci siamo dichiarati disponibili, altresi', su richiesta dell'Onorevole, anche a prossime manifestazioni di protesta e che, al momento opportuno, saranno organizzate con la partecipazione di tutti i vincitori ed idonei.
I prossimi aggiornamenti dopo l'audizione di Ottobre alla quale sono invitati a partecipare tutti i vincitori e idonei del concorso per educatori ricordando che ogni singola presenza costituira' una forza in piu'.
Per tutte le precisazioni e dettagli si prega di contattare in e-mail .

E-mail: venusina_75@hotmail.com

venerdì 19 settembre 2008

Avviso sull'audizione del 30 settembre 2008 dei vincitori ed idonei del concorso per educatori nel dap:

L'on. Concia ci ha poc'anzi chiamato informandoci che l'audizione si svolgera' nella tarda mattinata del 30 settembre.Da questo momento possiamo prenotare i biglietti perche' il 30 Settembre ci vedremo tutti in parlamento.Ripeto ancora di continuare ad aderire in molti perche' ogni singola presenza sara' una forza in piu' per poter vincere la nostra battaglia.Per confermare la partecipazione contattateCi in e mail:

mercoledì 17 settembre 2008

Federazione CONFSL-UNSA,Coordinamento Nazionale Giustizia sostiene il Comitato vincitori/idonei concorso educatori DAP

La federazione CONFSL-UNSA,Coordinamento Nazionale Giustizia (sindacato autonomo giustizia) sostiene la battaglia del comitato nonche' gli interessi dei vincitori e idonei del concorso per educatori nel Dap attivandosi per rendere celere la pubblicazione della graduatoria ufficiale dei concorsisti e per la rideterminaizone nonche' estensione, nel mentre si procede alla accelerazione dei tempi di pubblicazione della suesposta graduatoria, del numero dei posti messi a concorso nel lontano 2003, anno di pubblicazione del bando del concorso per educatori nel Dap infatti le unita' previste all'epoca, 397, risultano inadeguate alla copertura della gravissima e attuale carenza di educatori nelle carceri.
A tal fine inizieranno i vari incontri del Sindacato con i vari Uffici del Dap.
Sul portale Sagunsa è pubblica la lettera spedita dal comitato al Capo Dap Franco Ionta con invito a questi all'audizione del 30 Settembre 2008, Commissione Giustizia, Parlamento, Roma che si terra' in mattinata.

Lettera del Comitato vincitori e idonei concorso per educatori

giovedì 18 settembre 2008
Pubblichiamo la lettera del Comitato dei vincitori ed idonei del concorso per Educatori, inoltrata al Pres. Franco Ionta, per sensibilizzare l'Amministrazione in merito alle assunzioni. La Confsal Unsa giustizia, condividendo da sempre la centralità del trattamento socio educativo, in linea con il dettato costituzionale, assicura il sostegno nelle sedi opportune all'iniziativa del Comitato.

http://www.sagunsa.it/

Continua pubblicazione lettera aperta e di invito all'audizione del 30 Settembre 2008,Commissione Giustizia,Parlamento al Capo Dap Franco Ionta

Associazione Antigone:
pubblicata lettera aperta e di invito all'audizione del 30 Seettembre 2008 al Capo Dap Franco Ionta del Comitato vincitori/idonei concorso educatori Dap.
http://www.associazioneantigone.it/associazione.htm

Il comitato vincitori/idonei ringrazia Antigone per la collaborazione.




Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria OSAAP:
pubblicata lettera aperta e di invito all'audizione del 30 settembre 2008 al Capo Dap Franco Ionta del Comitato vincitori/idonei concorso educatori Dap.

Il comitato vincitori/idonei ringrazia l'OSAAP per la collaborazione.
http://www.osaap.it/

Comitato vincitori/idonei concorso educatori Dap: rappresentato da Sindacato all'incontro di domani,18 Settembre, con il Capo Dap Ionta

Si terra' domani, 18 settembre 2008,il primo incontro di tutte le associazioni sindacali convocate dal capo Dap, il Dott. Franco Ionta.
Il nostro Comitato ed altresi' gli interessi di tutti i vincitori e idonei del concorso per educatori nel Dap saranno rappresentati e portati all'attenzione del Dott. Franco Ionta all'incontro di domani da apposita associazione sindacale convocata. Fra le molteplici questioni, la nostra, l'assunzione nel piu' breve tempo possibile dei vincitori e idonei del suindicato concorso, sara' oggetto di discussione presso la stanza sindacale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.
Si ricorda che il Dott. Franco Ionta è stato invitato personalmente dal Comitato all'audizione dei vincitori e idonei del concorso che si terra' nella mattinata del 30 Settembre 2008.
Tutti gli aggiornamenti alla fine dell'incontro.

martedì 16 settembre 2008

www.ristretti.it Giustizia: il "Comitato vincitori/idonei del concorso per educatori nel Dap" in audizione a Roma

Lettera alla Redazione di ristretti pubblicata il 16 settembre 2008

Il Comitato dei vincitori e idonei del concorso per educatori nel Dap avrà un' audizione - a Roma, il 30 settembre 2008 - in parlamento.
In occasione della suindicata audizione, il nostro Comitato ha provveduto alla spedizione di una lettera al nuovo Capo Dap Ionta allo scopo di chiedere a questi di supportare le nostre richieste e, contemporaneamente, per invitarlo alla nostra audizione.
L’audizione del 30 settembre 2008 è pubblica e quindi aperta a tutti i vincitori e idonei del suindicato concorso ai quali rivolgiamo l’invito a partecipare per far sentire in modo massiccio la voce di noi futuri educatori.

Oggetto: Richiesta di incontro con una delegazione di vincitori - idonei del concorso per educatori nell’Amministrazione Penitenziaria

Egregio Dott. Ionta, nel complimentarci per il nuovo incarico da Lei assunto, manifestiamo la nostra convinzione che esso rappresenti un forte segnale del nostro Esecutivo per l’avvio di quei processi di riforma, non più procrastinabili, che avranno una sicura eco sull’intero sistema penitenziario.
A nostro avviso, tali processi non possono non procedere dalla copertura degli evidenti vuoti di organico degli operatori penitenziari, in primis degli educatori, il cui ruolo e la cui funzione, fondamentali all’interno del sistema di esecuzione penale, discendono direttamente dal dettato costituzionale (art. 27 "le pene (…..) devono tendere alla rieducazione del condannato") oltre che dalla Legge e dal Regolamento di esecuzione della stessa.
Tali norme individuano gli educatori come attori principali del processo di sostegno umano, culturale e professionale ai detenuti. Gli educatori sono parte integrante dell’istituzione penitenziaria, partecipando alle équipe di osservazione e trattamento, coordinandone le azioni.
È innanzitutto osservando i numeri che ci si rende conto dell’enorme distanza che separa la normativa dalla realtà. La carenza di organico è a dir poco gravissima: per più di 55 mila persone detenute nelle carceri italiane si contano in tutto circa 660 educatori.
E se si scende nel particolare, i numeri non cessano di essere eloquenti. Nel carcere milanese di Opera, dove si scontano detenzioni lunghe, quindi un luogo in cui il trattamento dovrebbe essere curato particolarmente, tra gli oltre mille detenuti si trovano a lavorare tre educatori e due assistenti sociali; sempre a Milano, a San Vittore, ci sono 1.100 agenti di polizia penitenziaria e 1.500 detenuti, ma solo sei educatori. Anche se negli istituti più piccoli la situazione tende a migliorare leggermente, i casi in cui il rapporto fra educatori e popolazione detenuta scende al di sotto della media di un operatore ogni 50-60 persone sono estremamente rari. Per restare ai numeri, probabilmente è anche per questo che in dieci anni la percentuale di quelli che riescono a svolgere o a imparare un lavoro durante il periodo di detenzione è scesa dal 43 al 23 per cento.
on mancano comunque, a supportar le nostre ragioni, gli esempi positivi. Il recupero e il reinserimento sociale possono essere raggiunti attraverso l’impegno di professionalità specializzate in questo settore come dimostra l’esempio rappresentato dagli Istituti Penitenziari di Padova e Rovigo, che con i loro programmi di recupero hanno creato numerose opportunità di inserimento, portando ad un abbattimento della recidiva dal 70% al 18% divenendo in questo senso un’esperienza guida a cui ispirarsi. Fatta questa premessa, che ci ha consentito di mettere immediatamente a fuoco la questione, noi del comitato dei vincitori ed idonei del concorso per educatori bandito nel lontano 2003 e concluso dopo un estenuante iter procedurale nel giugno c.a. Le chiediamo, prima possibile, un incontro in cui poterle esprimere di persona le nostre preoccupazioni in merito ai tempi della nostra assunzione (in questo senso, converrà, la durata dell’iter procedurale rende legittimi i nostri timori).
Appare del tutto evidente come ulteriori ritardi da un lato lederebbero le legittime aspettative di quanti, vincitori o comunque idonei attendono delle risposte per poter programmare in maniera compiuta il proprio futuro e dall’altro aggraverebbero ulteriormente la già insostenibile situazione di carenza esposta precedentemente. A tal fine, la presente anche per comunicarle che in data 30 Settembre 2008 ci sarà un’audizione del nostro comitato concessaci dai Democratici, con la particolare collaborazione degli Onorevoli Concia e Melis a seguito di nostra richiesta e alla quale abbiamo il piacere di invitarla.
Inoltre, sempre in ordine alla stessa inadeguatezza solare che emerge dalle cifre, ben consapevoli che dietro ai tanti numeri purtroppo ci sono tantissimi volti e storie di miseria e di dolore, ci permettiamo di chiederle di valutare la rideterminazione, nonché l’estensione (considerando il numero degli idonei) prima della pubblicazione della graduatoria ufficiale, del numero dei posti messi a concorso (397), numero che, lo ripetiamo ancora, a maggior ragione oggi, a cinque anni dalla data del bando del concorso, risulterebbe del tutto inadeguato a coprire l’effettiva carenza di educatori nelle carceri.
Ci siamo dilungati e probabilmente abbiamo abusato del Suo tempo e della Sua pazienza, ma vorremmo chiederle ancora una cosa: il supporto delle nostre istanze nelle sedi più opportune vigilando sulla celerità delle nostre assunzioni, nella certezza che il Suo sostegno e un congruo numero di educatori all’interno degli istituti penitenziari favorirà l’attuazione di seri e incisivi progetti di recupero e rieducazione. Grati della Sua attenzione e certi della Sua considerazione rimaniamo in attesa di un Suo positivo riscontro.

Comitato dei vincitori / idonei
del concorso per educatori nel Dap

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Per invio materiali e informazioni sul notiziarioUfficio Stampa - Centro Studi di Ristretti OrizzontiVia Citolo da Perugia n° 35 - 35138 - PadovaTel. e fax 049.8712059 - Cell: 349.0788637E-mail: redazione@ristretti.it




Lettera per il Capo Dap Ionta e invito all'audizione del 30 Settembre 2008

Dott. Franco Ionta
Capo del Dipartimento
dell'Amministrazione
Penitenziaria
Largo Luigi Daga,2
00164 - ROMA


OGGETTO: Richiesta di incontro con una delegazione di vincitori - idonei del concorso per EDUCATORI nell’Amministrazione Penitenziaria


Egregio Dott. Ionta,

nel complimentarci per il nuovo incarico da Lei assunto, manifestiamo la nostra convinzione che esso rappresenti un forte segnale del nostro Esecutivo per l’avvio di quei processi di riforma, non più procrastinabili, che avranno una sicura eco sull'intero sistema penitenziario.
A nostro avviso, tali processi non possono non procedere dalla copertura degli evidenti vuoti di organico degli operatori penitenziari, in primis degli educatori, il cui ruolo e la cui funzione, fondamentali all'interno del sistema di esecuzione penale, discendono direttamente dal dettato costituzionale (art.27 “le pene (…..) devono tendere alla rieducazione del condannato”) oltre che dalla Legge e dal Regolamento di esecuzione della stessa.
Tali norme individuano gli educatori come attori principali del processo di sostegno umano, culturale e professionale ai detenuti. Gli educatori sono parte integrante dell’istituzione penitenziaria, partecipando alle équipe di osservazione e trattamento, coordinandone le azioni.
È innanzitutto osservando i numeri che ci si rende conto dell’enorme distanza che separa la normativa dalla realtà.
La carenza di organico è a dir poco gravissima: per più di 55 mila persone detenute nelle carceri italiane si contano in tutto circa 660 educatori.
E se si scende nel particolare, i numeri non cessano di essere eloquenti.
Nel carcere milanese di Opera, dove si scontano detenzioni lunghe, quindi un luogo in cui il trattamento dovrebbe essere curato particolarmente, tra gli oltre mille detenuti si trovano a lavorare tre educatori e due assistenti sociali; sempre a Milano, a San Vittore, ci sono 1.100 agenti di polizia penitenziaria e 1.500 detenuti, ma solo sei educatori. Anche se negli istituti più piccoli la situazione tende a migliorare leggermente, i casi in cui il rapporto fra educatori e popolazione detenuta scende al di sotto della media di un operatore ogni 50-60 persone sono estremamente rari. Per restare ai numeri, probabilmente è anche per questo che in dieci anni la percentuale di quelli che riescono a svolgere o a imparare un lavoro durante il periodo di detenzione è scesa dal 43 al 23 per cento.Non mancano comunque, a supportar le nostre ragioni, gli esempi positivi.Il recupero e il reinserimento sociale possono essere raggiunti attraverso l’impegno di professionalità specializzate in questo settore come dimostra l’esempio rappresentato dagli Istituti Penitenziari di Padova e Rovigo, che con i loro programmi di recupero hanno creato numerose opportunità di inserimento, portando ad un abbattimento della recidiva dal 70% al 18% divenendo in questo senso un’esperienza guida a cui ispirarsi. Fatta questa premessa, che ci ha consentito di mettere immediatamente a fuoco la questione, noi del comitato dei vincitori ed idonei del concorso per educatori bandito nel lontano 2003 e concluso dopo un estenuante iter procedurale nel giugno c.a. Le chiediamo, prima possibile, un incontro in cui poterLe esprimere di persona le nostre preoccupazioni in merito ai tempi della nostra assunzione (in questo senso, converrà, la durata dell’iter procedurale rende legittimi i nostri timori). Appare del tutto evidente come ulteriori ritardi da un lato lederebbero le legittime aspettative di quanti, vincitori o comunque idonei attendono delle risposte per poter programmare in maniera compiuta il proprio futuro e dall’altro aggraverebbero ulteriormente la già insostenibile situazione di carenza esposta precedentemente. A tal fine, la presente anche per comunicarLe che in data 30 Settembre 2008 ci sara' un'audizione del nostro comitato concessaCi dai Democratici con la particolare collaborazione degli Onorevoli Concia e Melis a seguito di nostra richiesta e alla quale abbiamo il piacere di invitarLa.

Inoltre, sempre in ordine alla stessa inadeguatezza solare che emerge dalle cifre, ben consapevoli che dietro ai tanti numeri purtroppo ci sono tantissimi volti e storie di miseria e di dolore, ci permettiamo di chiederLe di valutare la rideterminazione, nonché l’estensione (considerando il numero degli idonei) prima della pubblicazione della graduatoria ufficiale, del numero dei posti messi a concorso (397), numero che, lo ripetiamo ancora, a maggior ragione oggi, a cinque anni dalla data del bando del concorso, risulterebbe del tutto inadeguato a coprire l’effettiva carenza di educatori nelle carceri.
Ci siamo dilungati e probabilmente abbiamo abusato del Suo tempo e della Sua pazienza, ma vorremmo chiederLe ancora una cosa: il supporto delle nostre istanze nelle sedi più opportune vigilando sulla celerità delle nostre assunzioni, nella certezza che il Suo sostegno e un congruo numero di educatori all'interno degli istituti penitenziari favorirà l'attuazione di seri e incisivi progetti di recupero e rieducazione.
Grati della Sua attenzione e certi della Sua considerazione rimaniamo in attesa di un Suo positivo riscontro.
Porgiamo distinti saluti

Dott/ssa Anna Fasulo
Via Torrearsa 67
91027 Paceco Trapani
Cell. 3492640509
Indirizzo di posta elettronica:
venusina_75@hotmail.com
fasulo.anna@alice.it



Adesioni:

1. Dott/e Danilo De Bernardi nato il 26/08/1971 a Genova residente in Genova
2. Dott/ssa Debora Conza nata il 01/02/1974 a Belvedere Marittimo (CS) residente in Roma
3. Dott/ssa Gianna Garau nata il 2/2/1973 a Cagliari residente in Selargius (CA)
4. Dott/ssa Rosanna Cefalà nata il 21/01/1977 a Catania residente in Catania
5. Dott/e Giorgio Mercurio nato il 06/11/1976 a Torino residente in Angri Salerno
6. Dott/ssa Silvia Zotti, nata il 27/05/1977 a Bari residente in Barletta (BA)
7. Dott/ssa Anna Fasulo nata il 09/09/1975 a Erice residente in Paceco (TP)
8. Dott/ssa Maria Ruggeri nata il 11/01/1978 a Messina residente in Nizza
9. Dott/ssa Simona Giaffreda nata il 14/01/1977 a Casarano residente in Lecce
10. Dott/ssa Maria Irene Giaffreda nata il 12/09/1974 a Castrano residente in Taranto
11. Dott/ssa Maria Oliveti nata il 5/5/1977 a Licata residente in Licata ( AG )
12. Dott/e Modestino Ciampi nato il 30/09/1973 ad Avellino residente in Avellino
13. Dott/ssa Alessandra Porfirio nata il 26/09/1976 a Copertino residente in Copertino (LE)
14. Dott/e Giuseppe Martino nato il 27/08/1970 a Reggio Calabria residente in Reggio
Calabria
15. Dott/ssa Maria Rosa Foti nata il 26/07/1976 a Reggio Calabria residente in Reggio
Calabria
16. Dott/ssa Anna Lisa Arcoleo nata il 10/07/1975 a Palermo residente in Palermo
17. Dott/ssa Simona Carone nata il 29/10/1974 a Reggio Calabria residente in Palmi (RC.)
18. Dott/ssa Lucia Surdo nata il 18/01/1977 a Nardo (LE) residente in Calmiera (LE)
19. Dott/ssa Ilenya Cadeddu nata il il 28/11/1974 a Cagliari residente in Cagliari
20. Dott/ssa Rita Di Rienzo nata il 15/05/1972 a Piedimonte Matese residente in San Nicola
La Strada(CE)
21. Dott/e Paolo Morelli nato il 20-12-1973 a Milano residente in Firenze
22. Dott/e Benedetto Condorelli nato il 1/07/1974 a Catania residente in Catania
23. Dott/ssa Carrozza Vincenza nata il 27/08/1975 a Pozzuoli (NA) residente in Formia (LT)
24. Dott/ssa Elena Artale nata il 18/08/1978 a Siracusa residente in Siracusa
25. Dott/ssa Maria Rosaria Porzio nata il 14/04/1973 a Torre del Greco (NA) residentein
Torre Del Greco
26. Dott/ssa Sonia Sitibondo nata il 22/05/1969 a Pavia residente in Reggio Calabria
27. Dott/ssa Antonia Raffaella Vandi nata il 27.10.1971 a Sassari residente in Sassari
28. Dott/ssa Romina Raffo nata il 17/01/1974 a Praia A Mare (CS) residente in Praia A Mare
29. Dott/ssa Daniela Bancarella nata il 06/09/75 a Brindisi residente in San Vito Dei Normanni
(Brindisi)
30. Dott/ssa Simona Giovando nata il 06/09/1972 a Ivrea (To) residente in Torino
31. Dott/ssa Barbara Paterno' nata il 31/05/1975 a Roma residente in Roma
32. Dott/e Ranieri Barghigiani nato il 29/06/1973 a Erice residente in Trapani
33. Dott/ssa Floriana Aru nata il 24/10/1974 a Quartu S. Elena residente in Fonni (NU)
34. Dott/ssa Denisia Guglielmi nata il 29/0976 a Sulmona residente in Sulmona (AQ)
35. Dott/e Filippo Conte nato 11/10/1973 a La Spezia residente in La spezia
36. Dott/ssa Marta Colle nata il 03/07/1974 a Padova residente in Venezia
37. Dott/ssa Mariangela Napolitano nata il 20/07/1977 a San Giovanni Rotondo residente in
San Marco In Lamis
38. Dott/ssa Alessia Battaglia nata il 24/03/1979 a Catania residente in Tremestieri
Etneo (CT)
39. Dott/e Francesco Biondo nato il 20/09/1980 a Palermo residente in Palermo
40. Dott/e Maurizio Gulino nato il 12/01/1970 a Vittoria (RG) residente in Vittoria (RG)
41. Dott/ssa Francesca Marras nata il 20/06/1976 a Sassari residente in Sestu (CA)
42. Dott/e Luigi Cangiano nato il 19/12/1975 a Carinaro residente in Carinaro (CE)
43. Dott/ssa Maria Francesca Doldo nata il 25/11/1977 a Cardeto residente in Cardeto (RC)
44. Dott/ssa Francesca Pacelli nata il 04/02/1973 San Salvatore Telesino residente
in San Salvatore Telesino (BN)
45. Dott/ssa Anna Maria Raciti nata il 22/11/1972 a Pescara residente in Pescara
46. Dott/ssa tresa Nuccio nata il 03/03/1974 a Casteldaccia (PA) residente in Sermoneta
Scalo (LA)
47. Dott/ssa Maria Vaia nata il 02/04/1972 a Orta Di Atella residente in Orta Di Atella (CE)
48. Dott/re Luigi Palmiero nato il 02/05/1974 a Cassano D'Adda (MI) residente in Pavia
49. Dott/ssa Loredana De Palma nata il 18/06/1974 a Trani residente in Trani (BA)
50. Dott/ssa Sabrina Azzali nata il 29/01/1967 a Parma residente in Parma
51. Dott/ssa Ilaria Savo nata il 14/09/1978 a Sermoneta residente in Sermoneta (LT)
52. Dott/ssa Giuseppina Pedà nata il 10/12/1968 a Verona residente in Verona
53. Dott/ssa Camilla Petruzzella nata il 20/04/1973 a Molfetta residente in Molfetta (BA)
54. Dott/e Beniamino Degirolamo nato il 04/07/1971 a Bari residente in Bari
55. Dott/ssa Silvia Frassine nata il 26/10/1943 a Brescia residente in Brescia

venerdì 12 settembre 2008

Shock in Parlamento,nelle carceri mancano educatori,quale rieducazione?

da Roma del 12 settembre 2008, pag. 6
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di Luca Maurelli

Pesantissime carenze di organico, sia sul fronte degli educatori che su quello della vigilanza: la denuncia è nero su bianco e documentata dalle cifre. Nel pieno della polemica sul braccialetto svuota-carceri e sulle carenze infrastrutturali, la Campania si conquista la maglia nera sul fronte dell’assistenza ai carcerati in un dossier preparato dai Radicali e sfociato in una doppia interrogazione al ministro della Giustizia, a firma Rita Bernardini, depositate il 5 settembre alla Camera. Nella nostra regione le carenze nella pianta organica negli istituti di pena fanno registrare numeri più che allarmanti, a fronte di un dato nazionale che fa registrare, su 45 istituti penitenziari con una dotazione teorica di 373 educatori, solo 168 in servizio, cioè il 45% di quanti ne servirebbero.

E qui veniamo all’inferno-Campania: la casa circondariale di Secondigliano, a fronte di una pianta organica che prevede 18 educatori, ne vanta solo 5, a Carinola, in provincia di Caserta, ne mancano 2, a Benevento ce ne sono 4 su 9, nel carcere di Salerno 4 su 8. A Poggioreale, poi, si tocca il livello record di sottodimensionamento dell’organico: a fronte di una pianta organica che prevede 28 educatori, ne sono stati assegnati solo 6.

L’onorevole Bernardini, segretario dei Radicali, ricorda nell’interrogazione che nel 2003 venne bandito un concorso pubblico per la copertura di 397 posti proprio come educatore pubblicato. «Dopo un lunghissimo iter procedurale, durato ben quattro anni, il suddetto concorso si è concluso il 13 giugno 2008; evidente come ulteriori ritardi nella chiamata in servizio dei vincitori/idonei del concorso da un lato lederebbero le legittime aspettative di quanti attendono delle risposte per poter programmare in maniera più compiuta il proprio futuro e dall’altro striderebbero con l’attuazione della Costituzione, del Regolamento penitenziario e mortificherebbero la richiesta di sicurezza della società», scrive la parlamentare. Anche perché, prosegue, «è dimostrato che negli istituti penitenziari ove si attuino programmi di reinserimento per i detenuti il fenomeno della recidiva si riduce drasticamente elevando così concretamente la sicurezza dei cittadini».

Un’altra interrogazione dei Radicali punta invece l’indice sulla mancanza di personale di polizia penitenziaria. In 80 istituti monitorati, a fronte di una pianta organica che prevede 18.509 agenti di polizia penitenziaria, ne sono stati effettivamente assegnati 16.411 cioè 2.098 in meno di quanti ne servirebbero, pari all’11,3 per cento, accusa la Bernardini. E anche su questo fronte la Campania fa segnare primati negativi: drammatica la situazione a Poggiorale, dove mancano 92 agenti.

Nel carcere di Avellino, a fronte di una pianta organica che prevede 350 agenti di polizia penitenziaria, ne sono stati assegnati 316, con una carenza di 34 unità, in quello di Ariano Irpino ne servirebbero 190 ma ce ne sono solo 171, nel carcere di Secondigliano, invece, si regista un esubero di 14 unità. Meno positiva la situazione all’ospedale psichiatrico giudiziario di Napoli, cui il ministrero ha concesso solo 99 agenti, a fronte di un fabbisogno di 118 uomini. Ed ancora, al carcere minorile di Nisida il sottodimensionamento è di 14 unità, a Carinola c’è un esubero di 4 unità, a Benevento di 2. Critica anche la situazione nel carcere di Salerno, dove a fronte di una pianta organica che prevede 289 agenti di polizia penitenziaria, ne sono stati assegnati 263, con una carenza di 26 unità, ma non sta messo meglio neanche il carcere di Vallo della Lucania (-6). «La carenza di agenti di polizia penitenziaria si fa sentire soprattutto nel nord e centro Italia dove, a fronte di una pianta organica che prevede 10.714 agenti, ne sono stati effettivamente assegnati 8.909 con un deficit di 1.815 agenti, pari al 16,8 per cento; al Sud e nelle Isole, invece, a fronte di una pianta organica che prevede 7.795 agenti, ne sono stati effettivamente assegnati 7.502 con un deficit di 293 agenti, pari al 3,7 per cento», accusano i Radicali.

mercoledì 10 settembre 2008

Mancano anche i rieducatori

da Il Tempo del 10 settembre 2008, pag. 8
-->
di Maurizio Gallo
Non è solo una questione di spazio, di posti letto, di edilizia penitenziaria. Nelle carceri italiane manca di tutto. Tanto da mettere in discussione la funzione «rieducativa» stabilita dalla Carta Costituzionale che, all’articolo 27 (comma 2) recita testualmente: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Così non è. Il sovraffollamento non aiuta certo (su 43mila posti vi sono 55.800 detenuti) e accade quindi che, se le prigioni scoppiano, il tanto vituperato indulto, originariamente ispirato a ragioni di opportunità politica e pacificazione sociale, diventa uno strumento indispensabile di sfoltimento della popolazione carceraria. La cronica carenza di educatori, invece, non rende possibile applicare il mandato dei padri costituenti. In 45 istituti analizzati da un gruppo di deputati radicali, a fronte di urta pianta organica che prevede 373 educatori, ne sono stati effettivamente assegnati 168, cioè solo il 45% di quanti ne servirebbero. Per questo Rita Bernardini e altri esponenti del partito di Pannella eletti nel Pd hanno presentato un’interrogazione al ministero della Giustizia Angelino Alfano.

In previsione delle visite che i radicali hanno organizzato a Ferragosto nelle patrie galere, è stata inviata ai direttori dei suddetti istituti una richiesta di informazioni sullo «stato dell’arte» dei penitenziari. Il responso è stato a dir poco non edificante. La situazione peggiore è stata registrata a Poggioreale, Napoli. Qui, a fronte di una pianta organica che prevede 28 educatori, ne sono stati assegnati appena 6. Ma non va molto meglio neppure nella casa circondariale di Torino (13 educatori su 20), nella casa di reclusione «San Michele» di Alessandria (4 su 11 previsti), nell’istituto per minorenni di Treviso (3 su 11), nel carcere di Padova (6 su 13) e nella casa circondariale di Lecce (7 su 14), tanto per citare i casi più eclatanti. Eppure nel lontano 2003 venne bandito un concorso pubblico per la copertura di 397 posti (nell’area C, posizione economica CI) di educatore. Il bando fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 aprile 2004 e, al termine di un lunghissimo iter procedurale, il concorso si è concluso il 13 giugno di quest’anno. I vuoti, però, non sono stati ancora riempiti. Per questo i deputati democratici, premesso che «ulteriori ritardi nella chiamata in servizio dei vincitori del concorso lederebbero le legittime aspettative di quanti attendono delle risposte per poter programmare in maniera più compiuta il proprio futuro e striderebbero con l’attuazione della Costituzione», chiedono ad Alfano «se sia a conoscenza di quanto descritto» e «se intenda rendere pubblico il numero degli educatori previsti in pianta organica e di quelli assegnati nei singoli istituti di cui, al momento, non si dispone dei dati». Inoltre vogliono sapere «in che modo» il ministro e il ministero intendano «intervenire per attuare il principio costituzionale del recupero sociale delle persone detenute e in quali tempi intenda chiamare in servizio i vincitori e gli idonei del concorso sopra citato per coprire l’organico».

Anche perché, sottolineano i parlamentari radicaldemocratici nell’interrogazione, «è dimostrato che negli istituti ove si attuino programmi di reinserimento per i detenuti il fenomeno della recidiva si riduce drasticamente, elevando così concretamente la sicurezza dei cittadini».

martedì 9 settembre 2008

Comunicazione per partecipare all'audizione in Parlamento del 30 settembre 2008

Importante:

stiamo preparando elenco di tutti i vincitori ed idonei che vorranno partecipare all'audizione del 30 settembre 2008 (ora da destinarsi e di cui sara' data comunicazione) da consegnare all'On Concia per accredito dati ai fini dell'ingresso in Parlamento.Contattateci in e mail.Contatto e-mail: venusina_75@hotmail.comGrazie.

Audizione dei ragazzi vincitori/idonei del concorso educatori Dap in data 30 Settembre 2008 a Roma,sede Parlamento

Importantissimo:

Il 30 Settembre a Roma nella sede parlamentare audizione fra i vari deputati tra i quali Concia, Melis, Presidente commissione Giustizia e molti altri con i ragazzi vincitori ed idonei del concorso per educatori nel Dap (occavoli siamo noi).. per l'orario ci fara' sapere l'On. Concia e Melis.L'ON. Concia ha detto che lei assieme a tutti gli altri porteranno in porto la nostra vincenda attivando tutti gli atti che saranno necessari per il reperimento dei fondi.Mi ha detto espressamente anche che vuole incontrarci tutti...quindi il 30 Settembre tutti noi dovremo essere a Roma.Per adesione partecipazioni scrivete in e mail : venusina_75@hotmail.com

lunedì 8 settembre 2008

• Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicali/PD, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati

Carceri: Bernardini: basta con la gioielleria di scena; sì ad indulto ed amnistia e… fuori i soldi della cassa delle ammende!
Roma, 8 settembre 2008

• Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata Radicali/PD, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati

Braccialetto sì, braccialetto no, braccialetto forse. Non rassicurano le dichiarazioni di queste ore sul sovraffollamento delle carceri la cui realtà infernale abbiamo toccato con mano nelle nostre visite ispettive ferragostane. Intanto, nessuno rileva che esistono condizioni di illegalità da parte dello Stato che vanno al più presto sanate: è contro la Costituzione e contro ogni principio di umanità costringere in spazi ristrettissimi esseri umani che sono stati sì privati del bene della libertà ma che non possono in alcun modo essere privati della loro dignità di persone. Se è ancora in vigore il principio costituzionale per il quale le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, cosa dire delle disastrose condizioni igieniche dei penitenziari, della mancata possibilità di lavoro per la stragrande maggioranza dei detenuti costretti a divenire “forzati dell’ozio”, del fatto che oltre il 55% dei reclusi sono in attesa di giudizio, che c’è una carenza cronica di educatori, psicologi e assistenza sociali e che gli stessi agenti di polizia penitenziaria, a causa della persistente scarsità di organico, vengono costretti a turni massacranti per ore e ore di straordinari sottopagati?
Nessuno poi sembra preoccuparsi di cosa siano in condizione di fare i detenuti una volta conquistato il portone d’uscita del carcere, seppure con un braccialetto al polso o alla caviglia. Cosa possa fare un ex recluso dopo un periodo di detenzione che lo ha incattivito, senza lavoro, magari senza casa e senza affetti? Quanti sanno che esiste una cassa apposita – la Cassa delle Ammende - che ha fra le sue finalità istitutive quella di finanziare programmi di assistenza economica in favore delle famiglie di detenuti e di reinserimento sociale di detenuti? Questa “cassa” tanto rigurgita di denari non spesi che ogni anno (e da anni) l’Amministrazione investe i fondi disponibili per acquistare BOT: l’ultimo stanziamento risale al maggio di quest’anno per una cifra pari a 87 milioni di euro (168 miliardi delle vecchie lire!).
Lo scandalo della Cassa delle Ammende è stato sollevato dai radicali fin dal 2003, grazie alla testardaggine della Segretaria dell’Associazione Radicale Satyagraha, la radicale storica Jolanda Casigliani.
Noi radicali chiediamo al Ministro Alfano di adoperarsi per far rientrare le carceri italiane nella legalità costituzionale e per far questo l’unica strada è quella radicale oggi riproposta da Luigi Manconi dell’indulto accompagnato dall’amnistia (che serve soprattutto ai magistrati), da concrete misure di depenalizzazione e decarcerizzazione unite ad un serio piano per il reinserimento sociale delle persone detenute. Le risorse - non solo economiche ma anche professionali -ci sono tutte, basta smetterla con la propaganda da gioielleria di scena di bracciali, braccialetti e simili amenità.

sabato 6 settembre 2008

Testo interrogazione presentata da Rita Bernadini e Radicali su carenza educatori nelle carceri e vincitori ed idonei del concorso educatori dap

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-00965 presentata da
RITA BERNARDINI venerdì 5 settembre 2008, seduta n.049
BERNARDINI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, ZAMPARUTTI e MECACCI. -

Al Ministro della giustizia.-
Per sapere - premesso che: in previsione delle visite che i Radicali Italiani hanno organizzato il giorno di ferragosto in alcuni istituti penitenziari, sono stati inviati, nei giorni precedenti, questionari ai Direttori delle carceri per conoscere, nel dettaglio, lo stato in cui versano gli Istituti; in particolare, per quel che riguarda la presenza degli educatori, si registra la seguente situazione al 14 agosto 2008:

Casa circondariale di Brissogne (AO): a fronte di una pianta organica che prevede 6 educatori, ne sono stati assegnati 2;
Casa circondariale di Torino (Lorusso e Cutugno): a fronte di una pianta organica che prevede 20 educatori, ne sono stati assegnati 13;
Istituto penale minorile di Torino F. Aporti: a fronte di una pianta organica che prevede 12 educatori, ne sono stati assegnati 5;
Casa di reclusione di Saluzzo: a fronte di una pianta organica che prevede 10 educatori, ne sono stati assegnati 7;
Casa Circondariale di Ivrea: a fronte di una pianta organica che prevede 6 educatori, ne sono stati assegnati 4;
Casa circondariale di Asti: a fronte di una pianta organica che prevede 5 educatori, ne sono stati assegnati 2;
Casa di reclusione di Alessandria «San Michele»: a fronte di una pianta organica che prevede 11 educatori, ne sono stati assegnati 4;
Casa circondariale di Como: a fronte di una pianta organica che prevede 8 educatori, ne sono stati assegnati 4;
Casa circondariale di Lodi: a fronte di una pianta organica che prevede 3 educatori, ne è stato assegnato 1;
Casa circondariale di Vigevano: a fronte di una pianta organica che prevede 6 educatori, ne sono stati assegnati 2;
Casa circondariale di Voghera: a fronte di una pianta organica che prevede 6 educatori, ne è stato assegnato 1;
Casa circondariale di Trento: a fronte di una pianta organica che prevede 4 educatori, ne sono stati assegnati 2;
Casa circondariale di Trieste: a fronte di una pianta organica che prevede 6 educatori, ne è stato assegnato 1;
Casa di reclusione di Padova: a fronte di una pianta organica che prevede 13 educatori, ne sono stati assegnati 6;
Istituto penale per i minorenni di Treviso: a fronte di una pianta organica che prevede 11 educatori, ne sono stati assegnati 3;
Casa circondariale di Venezia: a fronte di una pianta organica che prevede 4 educatori, ne sono stati assegnati 2;
Casa di reclusione per donne di Venezia: a fronte di una pianta organica che prevede 4 educatori, ne è stato assegnato 1;
Casa circondariale di Vicenza: a fronte di una pianta organica che prevede 6 educatori, ne sono stati assegnati 3;
Casa di reclusione di Castelfranco Emilia: a fronte di una pianta organica che prevede 3 educatori ne è stato assegnato 1;
Casa circondariale di Ferrara: a fronte di una pianta organica che prevede 9 educatori, ne sono stati assegnati 3;
Casa circondariale di Ravenna: a fronte di una pianta organica che prevede 3 educatori, ne è stato assegnato 1;
Casa di reclusione di Parma: a fronte di una pianta organica che prevede 9 educatori, ne sono stati assegnati 3;
Casa circondariale di Sollicciano: dove la pianta organica è coperta, con i 9 educatori assegnati;
Casa di reclusione di san Gimignano (SI): a fronte di una pianta organica che prevede 5 educatori, ne sono stati assegnati 2;
Casa di Reclusione di Volterra: a fronte di una pianta organica che prevede 4 educatori, ne sono stati assegnati 2;
Casa di reclusione di Fossombrone (PU): a fronte di una pianta organica che prevede 7 educatori, ne sono stati assegnati 2;
Casa di reclusione di Sulmona (AQ): a fronte di una pianta organica che prevede 8 educatori, ne sono stati assegnati 4;
Istituto penale per minori di Roma «Casal del Marmo»: a fronte di una pianta organica che prevede 13 educatori, ne sono stati assegnati 9;
Casa circondariale di Cassino: a fronte di una pianta organica che prevede 5 educatori, ne sono stati assegnati 3;
Casa circondariale di Secondigliano (NA): a fronte di una pianta organica che prevede 18 educatori, ne sono stati assegnati 5;
Casa circondariale di Carinola (CE): a fronte di una pianta organica che prevede 4 educatori, ne sono stati assegnati 2;
Casa circondariale di Benevento: a fronte di una pianta organica che prevede 9 educatori, ne sono stati assegnati 4;
Casa circondariale di Salerno: a fronte di una pianta organica che prevede 8 educatori, ne sono stati assegnati 4;
Casa circondariale di Napoli Poggioreale: a fronte di una pianta organica che prevede 28 educatori, ne sono stati assegnati 6;
Casa circondariale di Lucera (FG): a fronte di una pianta organica che prevede 3 educatori, ne è stato assegnato 1;
Casa circondariale di Lecce: a fronte di una pianta organica che prevede 14 educatori ne sono stati assegnati 7;
Casa circondariale di Taranto «Carmelo Magli»: a fronte di una pianta organica che prevede 9 educatori ne sono stati assegnati 5;
Istituto penale per minori di Catanzaro «Silvio Paternostro»: a fronte di una pianta organica che prevede 8 educatori, ne sono stati assegnati 5;
Casa circondariale di Cosenza: a fronte di una pianta organica che prevede 6 educatori, ne sono stati assegnati 2;
Casa circondariale di Agrigento: a fronte di una pianta organica che prevede 8 educatori, ne sono stati assegnati 6;
Istituto penale per i minorenni di Acireale (CT): a fronte di una pianta organica che prevede 7 educatori, ne sono stati assegnati 4;
Casa circondariale di Palermo «Ucciardone»: a fronte di una pianta organica che prevede 8 educatori, ne sono stati assegnati 5;
Casa circondariale di Alghero (SS): a fronte di una pianta organica che prevede 7 educatori, ne sono stati assegnati 5;
Istituto penale per i minorenni di Quartucciu (CA): a fronte di una pianta organica che prevede 11 educatori, ne sono stati assegnati 6;
Casa circondariale di Cagliari: a fronte di una pianta organica che prevede 9 educatori, ne sono stati assegnati 4;

in particolare, dunque, nei 45 istituti penitenziari sopra elencati, a fronte di una pianta organica che prevede 373 educatori, ne sono stati effettivamente assegnati 168, cioè il 45 per cento di quanti ne servirebbero;

nel 2003 e precisamente con PDG 21 novembre 2003 venne bandito un concorso pubblico per esami per la copertura di 397 posti nell'area C, posizione economica C1, profilo professionale di educatore pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 16 aprile 2004; dopo un lunghissimo iter procedurale, durato ben quattro anni, il suddetto concorso si è concluso il 13 giugno 2008; è evidente come ulteriori ritardi nella chiamata in servizio dei vincitori del concorso da un lato lederebbero le legittime aspettative di quanti attendono delle risposte per poter programmare in maniera più compiuta il proprio futuro e dall'altro striderebbero con l'attuazione della Costituzione, del Regolamento penitenziario e mortificherebbero la richiesta di sicurezza della società;

l'articolo 27, comma 2, della Costituzione afferma che «le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato»;

l'articolo 82 del Regolamento penitenziario, assegna agli educatori un ruolo essenziale per il trattamento rieducativo dei detenuti;

è dimostrato che negli istituti penitenziari ove si attuino programmi di reinserimento per i detenuti il fenomeno della recidiva si riduce drasticamente elevando così concretamente la sicurezza dei cittadini-:

se sia a conoscenza di quanto descritto in premessa e se intenda rendere pubblico il numero degli educatori previsti in pianta organica e di quelli assegnati nei singoli istituti di cui, al momento, non si dispone dei dati;

in che modo intenda intervenire per attuare il principio costituzionale del recupero sociale delle persone detenute e in quali tempi intenda chiamare in servizio i vincitori e gli idonei del concorso sopra citato per coprire l'organico attualmente fortemente carente. (4-00965)

giovedì 4 settembre 2008

Testo interrogazione scritta dell'On. Roberto Cassinelli

Interrogazione a risposta scritta
On. Cassinelli

Al Ministro della giustizia

Per sapere, premesso che:
- il 21 novembre 2003 il Ministero della giustizia bandiva un concorso pubblico per
la copertura di 397 posti di Educatore Penitenziario, nell’area C, posizione economica C1;

- dopo un lunghissimo iter procedurale, tale concorso si è concluso il 13 giugno 2008;

- gli educatori, ricoprono ruoli e funzioni fondamentali all’interno delle carceri che discendono direttamente dal dettato costituzionale (art.27 “le pene (…) devono tendere alla rieducazione del condannato”) oltre che dalla legge e dal regolamento di esecuzione della stessa.

- la carenza di organico degli Educatori Penitenziari è a dir poco gravissima: per più di 55mila persone detenute nelle carceri italiane si contano in tutto SOLO 608 circa educatori.

tutto quanto sopra premesso,

come sia possibile che la rieducazione abbia un reale ed incisivo peso nel "pianeta carcere", così come voluto dal dettto costituzionale, se è praticamente ininfluente il numero dei professionisti ad essa demandati?

Per quali ragioni di fronte ad un'emergenza così grave l’iter di tale concorso pubblico si sia rivelato tanto lungo e complesso e perché, ancora oggi, i vincitori e gli idonei ( in tutto circa 900) che comunque sarebbero sempre un numero di gran lunga inferiore rispetto all'effettivo bisogno, non abbiano certezze sul loro futuro.

Roma, 4 settembre 2008

mercoledì 3 settembre 2008

Intervista all'On. Rita Bernardini su assunzioni vincitori/idonei concorso educatori nel DAP

http://www.radioradicale.it/scheda/260717


http://www.wikio.it/politica/politici/rita_bernardini (articoli su educatori da votare)


http://www.wikio.it/news/Elisabetta+Zamparutti (altro articolo da votare)

Dossier emergenza carceri e rieducazione

DOSSIER EMERGENZA CARCERI
Io speriamo che me la cavoLa rieducazione: ci sono solo 608 educatori per oltre cinquantamila detenuti. E in dieci anni la percentuale di quelli che riescono a svolgere o a imparare un lavoro durante il periodo di detenzione è scesa dal 43 al 23 per cento
di Paolo MatteiPena e rieducazione: ecco due vocaboli il cui accostamento è sancito dalla Costituzione italiana, nel terzo comma dell’articolo 27 che recita: «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Esplicito al riguardo è anche l’Ordinamento penitenziario che ordina che nei confronti dei condannati e degli internati sia «attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l’ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi». A ribadire la stretta relazione tra pena e rieducazione viene oggi anche l’articolo 1 del Regolamento di esecuzione recentemente approvato. Insomma, la legge è chiara. Chi sta in galera deve essere stimolato a reintrodursi nella “vita civile”. Ma tra questi due concetti, pena carceraria e rieducazione, si frappone una realtà che li rende concretamente antitetici, lontani e incompatibili. Una realtà fatta di istituti penitenziari sovraffollati, di organico carente, di fondi economici esigui: tutti fattori che impediscono agli “ospiti” delle patrie galere di seguire un proprio percorso rieducativo attraverso quelle attività culturali e ricreative, formative e lavorative che vengono compendiate nell’espressione “trattamento individualizzato”. Lezione in aula nel carcere di Regina Coeli Educatori e volontari Sono sempre le norme, le leggi, ad individuare negli educatori gli attori principali del processo di sostegno umano, culturale e professionale ai detenuti. Gli educatori si devono occupare, secondo l’Ordinamento penitenziario, del «trattamento rieducativo individuale o di gruppo, coordinando la loro azione con quella di tutto il personale addetto alle attività concernenti la rieducazione» (art. 82). Essi sono parte integrante dell’istituzione penitenziaria e costituiscono le équipe di osservazione che definiscono, valutano e orientano il percorso trattamentale del detenuto. È innanzitutto osservando i numeri che ci si rende conto dell’enorme distanza che separa le normative dalla realtà. La carenza di organico è a dir poco gravissima: per più di 50mila persone detenute nelle carceri italiane si contano in tutto 608 educatori. E se si scende nel particolare, i numeri non cessano di essere eloquenti. Nel carcere milanese di Opera – dove si scontano detenzioni lunghe, quindi un luogo in cui il trattamento dovrebbe essere curato particolarmente – tra gli oltre mille detenuti si trovano a lavorare tre educatori e due assistenti sociali; sempre a Milano, a San Vittore, ci sono 1.100 agenti di polizia penitenziaria e 1.500 detenuti, ma solo sei educatori. Anche se negli istituti più piccoli la situazione tende a migliorare leggermente, i casi in cui il rapporto fra educatori e popolazione detenuta scende al di sotto della media di un operatore ogni 50-60 persone sono estremamente rari. Se accanto a questi dati si considerano i bilanci finanziari dei singoli penitenziari, ecco che si aggiunge un tassello significativo al puzzle. «All’attività di trattamento» spiega Stefano Anastasia, illustrandoci i risultati di un questionario che l’associazione “Antigone” ha realizzato presso una sessantina di carceri italiane, «mediamente ogni istituto penitenziario destina meno dell’1 per cento delle risorse complessive a sua disposizione. Con questi soldi si organizzano le attività scolastiche, di concerto con il Ministero della Pubblica istruzione, e altre pochissime cose. Gran parte del budget del carcere è finalizzato alle spese per il personale e alla gestione dell’ordinaria amministrazione». Il volontariato che svolge la sua opera all’interno delle mura carcerarie, interviene, come quasi sempre accade, a limitare, per quanto possibile e lecito, le carenze dell’apparato istituzionale. Gli articoli 17 e 78 dell’Ordinamento penitenziario garantiscono la possibilità d’ingresso nelle prigioni ai volontari, a tutti coloro cioè che abbiano «concreto interesse per l’opera di risocializzazione dei detenuti» e che possano «utilmente promuovere lo sviluppo dei contatti tra la comunità carceraria e la società libera». Attualmente i volontari che prestano assistenza e sostegno individuale ai detenuti sono generalmente di matrice cattolica (o comunque confessionale: sta nascendo una significativa presenza musulmana), mentre le associazioni del volontariato e del “terzo settore” impegnate nella realizzazione di attività di tipo formativo, ricreativo e culturale sono in prevalenza laiche. Gran parte delle attività che vengono svolte effettivamente dentro gli istituti sono realizzate grazie al lavoro del volontariato esterno che in certi casi ha la possibilità di utilizzare finanziamenti provenienti da altri cespiti, per esempio i fondi messi a disposizione dalle Regioni, o dalla Comunità europea. «Il problema del volontariato in carcere» dice Anastasia «è che la sua presenza è molto disomogenea sul territorio nazionale. Ci sono realtà in cui c’è un volontario ogni dieci detenuti (è il caso della Toscana e del Veneto) ed altre in cui c’è un volontario per istituto, o non ce n’è nemmeno uno (come a Brindisi). In generale nel Mezzogiorno ce ne sono pochissimi». In effetti la presenza del volontariato carcerario è legata all’iniziativa dei singoli direttori e anche alla ricchezza del tessuto associativo dei singoli territori. «Comunque» conclude Anastasia «stando ad alcuni dati, le organizzazioni no profit che lavorano nel mondo carcerario sono 473 e i volontari 16.724 [compresi quelli che operano fuori dalle prigioni, presso i Centri di servizio sociale per adulti, cfr. box a p. 77]: numeri che, sebbene non piccoli, vengono resi, a livello nazionale, meno significativi dalla disomogenea diffusione sul territorio di cui s’è parlato».
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